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Petta (Forza Italia-Svizzera): "Comites, servi dei patronati"

Zurigo, 16 Novembre 2017 - "Da quando nel 1991 si sono svolte le prime elezioni dei Comites, i patronati hanno assunto un ruolo sempre più importante nella comunità italiana. Infatti, afferma in una nota il Coordinatore di Forza Italia in Svizzera, Gerardo Petta, grazie ai loro assistiti, i patronati sono diventati gli arbitri in ogni situazione elettorale, cioè Comites, Cgie e da un decennio nell’elezione dei 18 parlamentari della Circoscrizione estero. E così - sostiene Petta - sono riusciti a far eleggere candidati a loro vicini, sempre comunque di centrosinistra".
"La riforma dei Comites prevede che i patronati operanti nella Circoscrizione consolare, ricevendo contributi da parte dello Stato, debbano presentare al Comites un rapporto sulla propria attività entro il 30 novembre di ogni anno", afferma il Coordinatore di Forza Italia in Svizzera.
"Purtroppo dal 2004 questo resoconto ai patronati non è mai stato richiesto dai Comites, in nessuna parte del mondo, come è successo d’altra parte a Zurigo. Il problema è - afferma l'esponente di Forza Italia non dimenticando la campagna elettorale ormai avviata - "che quando si appartiene alla stessa parrocchia, in particolar modo a quella del Partito democratico (Pd), non si va mai contro la propria famiglia di appartenenza. E dato che questi organismi dell’emigrazione, Comites e Cgie, sono pieni di dipendenti dei patronati e di militanti del Pd, hanno sempre chiuso un occhio, anzi due verso i loro amici, non osservando la legge".
E Petta conclude: "Il sottoscritto, insieme al consigliere del Comites di Zurigo, Luigi Giustiniani, una volta venuti a conoscenza di questa grave inosservanza, hanno chiesto urgentemente al presidente del sopracitato Comitato, Luciano Alban, l’applicazione del suddetto punto della normativa. E così per la prima volta i patronati operanti nella Circoscrizione consolare di Zurigo dovranno presentare entro il 30 novembre un rapporto sulla loro attività. Ma il Comites di Zurigo resta l’eccezione che purtroppo conferma la regola!" conclude l'esponente di Forza Italia in Svizzera.

Redditi e condizioni di vita in Svizzera
Una persona su cinque non può far fronte a una spesa imprevista

Neuchâtel, 16 Novembre 2017 - Nel 2016, in Svizzera, circa una persona su cinque non aveva le risorse necessarie per far fronte a una spesa imprevista di 2500 franchi. Una persona su dieci non poteva permettersi una settimana di vacanza all’anno lontano da casa. Il 6,9% della popolazione era esposto a un rischio di povertà persistente. Ciononostante, il tenore di vita generale in Svizzera resta uno dei più elevati d’Europa. Sono alcuni dei risultati dell’indagine sui redditi e le condizioni di vita (SILC) dell’Ufficio federale di statistica (UST).
Nel 2016, il 21,5% della popolazione della Svizzera viveva in un’economia domestica che non era in grado di far fronte a una spesa imprevista di 2500 franchi nell’arco di un mese. Le persone di nazionalità straniera, in particolare gli extraeuropei, quelle disoccupate o con un basso livello di formazione e le economie domestiche monoparentali sono le più colpite.
Dall’indagine emerge che l’8,9% della popolazione della Svizzera non può permettersi una settimana di vacanza all’anno lontano da casa. Questo tasso è nettamente più basso in Svizzera che nella maggior parte dei Paesi dell’Unione europea. Inoltre è nettamente più basso in Svizzera che nei Paesi vicini: Italia (45,2%), Francia (23,4%), Germania (18,4%) et Austria (15,4%).
Rischio di povertà: Il 6,9% della popolazione vi è esposto in maniera persistente
Su un periodo di quattro anni, il 6,9% della popolazione è esposto a un rischio di povertà persistente. Sono considerate a rischio di povertà persistente le persone che lo sono state per almeno tre anni su quattro, tra cui nell’ultimo anno. Il rischio di povertà persistente in Svizzera è uno dei più bassi d’Europa. Questo tasso è pari all’8,0% in Francia, all’8,1% in Austria, al 10,5% in Germania e al 14,8% in Spagna.
Il tenore di vita in Svizzera resta uno dei più elevati d’Europa
Anche se una parte della popolazione incontra delle difficoltà economiche, il livello di vita generale in Svizzera nel 2016 restava tra i più elevati d’Europa. Questo indicatore è misurato per mezzo del reddito disponibile equivalente mediano dopo correzione delle differenze dei livelli di prezzi tra i vari Paesi. In Svizzera tale reddito è di 1,8 volte superiore a quello della Spagna e di 1,3 volte superiore a quello della Germania e della Francia. Pertanto, malgrado il livello dei prezzi elevato in Svizzera, la situazione finanziaria della popolazione dopo deduzione delle spese obbligatorie è più rosea di quella dei nostri vicini e della maggior parte dei Paesi dell’Unione europea.

Lavoro in Svizzera: aumento dell'1,0% del numero di occupati
Tasso di disoccupazione stabile al 5,0%

Neuchâtel, 16 Novembre 2017 - Tra il terzo trimestre 2016 e il terzo trimestre 2017 il numero di occupati in Svizzera è aumentato dell’1,0%. Nello stesso periodo, il tasso di disoccupazione secondo la definizione dell’Organizzazione internazionale del lavoro (ILO) è sceso dal 5,1 al 5,0%. Nell'UE il tasso è passato dall'8,2 al 7,3%. Questi sono alcuni dei risultati tratti dalla rilevazione sulle forze di lavoro (RIFOS) realizzata dall’Ufficio federale di statistica (UST).
Alla fine del 3° trimestre 2017, la Svizzera annoverava 5,017 milioni di occupati, l’1,0% in più rispetto all’anno prima. Il numero degli uomini occupati è salito dell'1,6%, quello delle donne dello 0,1%. In termini di equivalenti a tempo pieno (ETP), l'aumento tra i terzi trimestri del 2016 e 2017 ha raggiunto lo 0,9% (uomini: +1,2%; donne: +0,5%). Tra il secondo e il terzo trimestre 2017, una volta corretta secondo le variazioni stagionali, l'evoluzione del numero di occupati e di quello di ETP ammontava allo 0,2%.
Lavoratori svizzeri e lavoratori stranieri
Tra i terzi trimestri 2016 e 2017 il numero di lavoratori stranieri è cresciuto del 3,0% mentre quello dei lavoratori svizzeri è stazionario. La manodopera straniera è aumentata in maniera più marcata tra i titolari di un permesso di dimora (permesso B o permesso L, in Svizzera da dodici mesi o più: +3,9%), seguiti dai titolari di un'autorizzazione di breve durata (permesso L, in Svizzera da meno di dodici mesi: +3,7%), dai frontalieri (libretto G: +3,1%) e dai titolari di un permesso di domicilio (permesso C: +1,9%).
Disoccupazione in Svizzera e in Europa
Nel terzo trimestre 2017, in Svizzera risultavano disoccupate 243 000 persone secondo la definizione dell'ILO, ovvero 4000 in meno rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Fra il terzo trimestre 2016 e il terzo trimestre 2017 il tasso di disoccupazione è diminuito dal 5,1 al 5,0%. Corretto secondo le variazioni stagionali, il tasso è leggermente aumentato rispetto al trimestre precedente (dal 4,7 al 4,8%), dopo essere diminuito tra il primo e il secondo trimestre 2017. Tra i terzi trimestri 2016 e 2017 il tasso di disoccupazione è calato sia nell'Unione europea (UE28: dall’8,2 al 7,3%) sia nella zona Euro (ZE19: dal 9,6 all’8,7%).
Disoccupazione giovanile
In Svizzera, fra i terzi trimestri 2016 e 2017, il tasso di disoccupazione giovanile (giovani dai 15 ai 24 anni) ai sensi dell'ILO è diminuito dall’11,2 al 10,5%. Nello stesso lasso di tempo si è ridotto sia nell'Unione europea (UE28: dal 18,5 al 16,6%) sia nella zona Euro (ZE19: dal 20,4 al 18,6%).
Disoccupazione secondo varie caratteristiche
Tra il terzo trimestre 2016 e quello del 2017 il tasso di disoccupazione ai sensi dell'ILO è diminuito nella fascia di età compresa tra i 50 e i 64 anni (dal 3,7 al 3,5%) ed è leggermente progredito in quella tra i 25 e i 49 anni (dal 4,7 al 4,8%). In un’ottica di genere, il tasso è diminuito per gli uomini (dal 4,9 al 4,6%) ed è aumentato leggermente per le donne (dal 5,3 al 5,4%). Il tasso di disoccupazione è diminuito più marcatamente fra le persone di nazionalità straniera (dall’8,6 all’8,1%) che fra gli Svizzeri (dal 3,9 al 3,8%). Nel terzo trimestre 2017 il tasso ai sensi dell’ILO si è attestato al 6,1% tra le persone provenienti da Paesi dell'UE28/AELS e al 13,1% tra quelle provenienti da Stati terzi.
Durata della disoccupazione
Tra i terzi trimestri 2016 e 2017 il numero dei disoccupati di lunga durata ai sensi dell'ILO (1 anno o più) si è ridotto (da 98 000 a 92 000). I disoccupati di lunga durata rappresentano il 37,9% di tutti i disoccupati, contro il 39,6% registrato un anno prima. La durata mediana di disoccupazione si è abbreviata da 257 a 225 giorni.
Lavoro a tempo parziale e sottoccupazione
Nel terzo trimestre 2017, i lavoratori a tempo parziale erano 1,670 milioni (+16 000 rispetto al terzo trimestre 2016). Di questi, 355 000 erano sottoccupati, ovvero avrebbero voluto lavorare di più ed erano disponibili a farlo sul breve termine. Il tasso di sottoccupazione era del 7,3% nel terzo trimestre del 2017, contro il 7,0% registrato un anno prima.

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