INSIEME SI MIGLIORA IL PRESENTE E SI COSTRUISCE UN FUTURO MIGLIORE
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Iva sul canone di ricezione in Svizzera
In preparazione il rimborso a tutte le economie domestiche

Berna, 14 Novembre 2018 - In quattro casi tipo, il 2 novembre 2018, il Tribunale federale ha sancito la restituzione dell'IVA riscossa dal 2010 al 2015 sul canone di ricezione radiotelevisivo. A seguito di queste sentenze il Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC) propone che la Confederazione restituisca l'imposta sul valore aggiunto a tutte le economie domestiche. Il DATEC sta attualmente elaborando le basi legali per un rimborso forfettario sotto forma di un accredito a tutte le economie domestiche, senza che queste ultime debbano avanzarne richiesta.
Come richiesto dal Parlamento con la mozione 15.3416 Flückiger-Bäni Sylvia, il DATEC preparerà le basi legali che permetteranno il rimborso dell'IVA a tutte le economie domestiche sotto forma di detrazione forfettaria dalla fattura del canone radiotelevisivo inviata dal futuro organo di riscossione Serafe. L'importo da restituire è calcolato in funzione dell'ammontare dell'imposta indebitamente riscossa e del numero di economie domestiche assoggettate al pagamento del canone radiotelevisivo alla data della restituzione. Tra il 2010 e il 2015 sono stati versati all'incirca 170 milioni di franchi per l'imposta sul valore aggiunto sul canone di ricezione. Stando ad attuali stime approssimative, l'importo della restituzione si aggirerà all'incirca sui 50 franchi per economia domestica. Il Parlamento dovrà deliberare definitivamente sulla questione. 
Anche coloro che hanno presentato una domanda di restituzione dell'imposta sul valore aggiunto riceveranno un accredito sulla fattura del canone radiotelevisivo.
Nell'aprile 2015, in un primo procedimento, il Tribunale federale aveva deciso che il canone di ricezione non è assoggettato all'IVA. Da allora sul canone radiotelevisivo non viene più riscossa l'IVA. Nella sua prima sentenza il Tribunale federale aveva lasciato in sospeso la questione del rimborso. I rappresentanti delle organizzazioni dei consumatori hanno chiesto successivamente, in un ulteriore procedimento, la restituzione dell'IVA per il periodo dal 2005 al 2015. Il Tribunale amministrativo federale ha confermato tale diritto nella sua sentenza del 6 marzo 2017, ora, a causa della prescrizione prevista dal diritto sull'IVA, il Tribunale federale ha però limitato tale diritto al periodo a partire dal gennaio 2010. Ha così confermato una sentenza per un caso singolo già pubblicata questo mese di settembre.

Gli italiani all'estero sono 5 milioni
Aumentano gli over 50 partiti nell'ultimo anno, nuove tipologie

Giovedì 25 Ottobre 2018 - In poco più di un decennio, la mobilità è cresciuta del 64,7%. Si tratta di giovani, ma anche di over 50 e intere famiglie con figli piccoli. Quasi raddoppiata in un decennio e in continua crescita. È la mobilità italiana all'estero, analizzata dal rapporto “Italiani nel mondo” della Fondazione Migrantes. Dal 2006 al 2018 la mobilità è aumentata del 64,7% passando da poco più di 3,1 milioni di iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (Aire) a più di 5,1 milioni. Al 1° gennaio 2018 gli italiani residenti all’estero e iscritti all’Aire sono 5.114.469, l’8,5% dei quasi 60,5 milioni di residenti totali in Italia alla stessa data. La crescita nell’ultimo anno corrisponde a +2,8%, a +6,3% nell’ultimo triennio e al +14,1% negli ultimi cinque anni.
Europa, prima meta
Oltre la metà, il 54,1%, resta comunque in Europa e, in particolare, nell'Ue a 15 Stati (40,3%), medesima percentuale che si registra in America. Le realtà nazionali più consistenti sono l’Argentina (819.899), la Germania (743.799), la Svizzera (614.545). Nell’ultimo anno, il Brasile (415.933) ha superato numericamente la comunità italiana in Francia (412.263).
Tanti partono (ancora) dal Sud
Quasi la metà (il 49,5%) di chi parte lo fa dalle regioni meridionali (Sud: 1.659.421 e Isole: 873.615); del Settentrione è il 34,9% (Nord-Ovest: 901.552 e Nord-Est: 881.940); del Centro il 15,6% (797.941).
Le partenze dell'ultimo anno
Da gennaio a dicembre 2017 si sono iscritti all’Aire quasi 243mila italiani di cui il 52,8% per espatrio ovvero 128.193 persone.
Nell’ultimo anno la crescita è stata del +3,3%, considerando gli ultimi tre anni la percentuale sale a +19,2% e per l’ultimo quinquennio arriva addirittura a +36,2%. Il 37,4% di chi parte (quasi 48mila persone) ha tra i 18 e i 34 anni. I giovani adulti, ovvero la classe tra i 35 e i 49 anni, sono un quarto del totale (poco più di 32mila persone). Un’attenzione a sé meritano le fasce di età più mature. Infatti, se l’incidenza nel 2018 è dell’11,3% per chi ha tra i 50 e i 64 anni (valore assoluto: 14.500 circa) è il 7,1% dai 65 anni e oltre (valori assoluti: 5.351 persone per la classe 64-74 anni; 2.744 per la classe 75-84 anni e poco più di mille anziani per chi ha dagli 85 anni in poi).
Tante famiglie lasciano l'Italia
«Non si deve pensare che si tratti di una mobilità prevalentemente maschile (anche se i maschi sono il 55% del totale) - si legge nel rapporto Migrantes - poiché si rileva il peso importante delle partenze dei nuclei familiari. A sottolinearlo, i 24.570 minori (il 19,2% del totale), di cui il 16,6% ha meno di 14 anni e ben l’11,5% meno di 10 anni».
Il cardinale Bassetti: diritto al viaggio
Il "diritto al viaggio come diritto all'esistenza" è stato ribadito dal presidente della Conferenza Episcopale Italiana Gualtiero Bassetti a margine della presentazione del Rapporto Migrantes. "Abbiamo promosso la campagna 'Liberi di partire, liberi di restare', perchè - ha spiegato - la libertà di andare non nega quella di rimanere o di tornare e ricominciare. Viaggiare è un diritto all'interno del quale ne vive uno più grande, il diritto all'esistenza". "Un'esistenza però - ha spiegato - non rassegnata, non di accomodamento, ma realizzando sogni, ricercando ciò che mi fa stare bene, la felicità".
"È diritto alla vita - ha aggiunto Bassetti - che cresce sotto il medesimo cielo e l'unico sole per ogni persona, soprattutto per i bambini e le generazioni emergenti in questo spaccato storico". "Quando affermo 'è un mio diritto' forse mi può far bene - ha suggerito il cardinale - pronunciare tale frase non davanti ad uno specchio, o nel riflesso del mio smartphone, ma guardando il volto di una persona davanti a me. Perché il volto è un viaggio, costringe a camminare, mangiare, gioire e soffrire insieme prima ancora che ragionare".

La scalata a Matteo Salvini e Silvio Berlusconi
Giorgia Meloni, il piano per conquistare l'Italia: apre sedi in tutto il Nord

Milano 18 Ottobre 2018 - Una manovra «elettorale» che tradisce il Nord del Paese. Anzi, le regioni in cui si realizza la fetta più consistente del Pil e dove tutti aspettavano la Flat Tax. «E nel Def lo choc fiscale non c' è», dice la Meloni.
E proprio perché su al Nord il Def varato dal governo produrrà i suoi effetti più nefasti, Fratelli d' Italia ha deciso di andare ad ascoltare i bisogni, e i sogni, degli imprenditori del Lombardo-Veneto.
Un' esigenza nata durante la lettura del Def e dalla voglia di mettere radici al Nord, esattamente laddove la Lega ha costruito la sua fortuna. Non a caso Fdi aprirà entro un paio di settimnane la nuova sede in Corso Bueno Aires, a Milano e a questa seguirà l'apertura di quella di Varese, da sempre città simbolo del Carroccio.
Perché qui la destra ha una «storia» forte, dalla quale non può prescindere. E perché, spiega il senatore Daniela Santanché «La Lombardia è sempre stata e sarà sempre di più un laboratorio che anticipa quello che avviene a livello nazionale. Per questo ci stiamo strutturando per avere sedi in tutte le province della regione».
«Così com' è la manovra non ci piace», afferma la leader di Fdi, Giorgia Meloni, in tour nei distretti industriali produttivi insieme al senatore, Daniela Santanchè e all' assessore della Regione Lombardia, Lara Magoni, «faremo del nostro meglio per cercare di migliorarla e di modificarla: ascolteremo le istanze del Nord, di quel Nord che voleva meno Stato e meno tasse, ma anche del Sud, al quale viene proposto solo il reddito di cittadinanza come se non ci fosse speranza».
Gli esponenti di Fdi raccoglieranno le lamentele degli imprenditori, ma anche dei semplici cittadini, in modo da sollecitare l'alleato Salvini, anzi il «soldato Salvini», a smarcarsi dall'abbraccio mortale dei 5 Stelle e dallo loro «manovra elettorale» fatta di mance «compra consenso» in vista delle europee. Il Nord è un' altra cosa.
Venerdì e sabato la Meloni sarà in Liguria, mentre per fine ottobre è in agenda una conferenza programmatica per il Sud in Basilicata. Una volta raccolte tutte le voci Fdi le porterà in Parlamento, sperando «che la maggioranza ci ascolti e che sia disponibile a modificare la manovra».
Prima tappa del tour Milano, con le realtà del sistema moda (Camera Nazionale della Moda Italiana, Confindustria Moda, White) e Assolombarda. Dunque meno Roma e più Nord, più realtà imprenditoriale e meno Aule parlamentari. Il Paese reale è un' altra cosa e il lavoro non si crea con le «mance». Di qualsiasi tipo.
La sfida alla Lega è lanciata. E la Meloni lo fa con una provocazione sempre riguardo la manovra: «Si tratta di un provvedimento tutto rivolto alle elezioni Europee - attacca la leader di Fratelli d' Italia - e che vede le istanze del Carroccio soccombere rispetto alle esigenze dei 5 Stelle».
L' unica mano tesa della Meloni alla Lega riguarda il "caso Lodi": «Penso che non ci sia niente di strano a chiedere il rispetto delle stesse regole a tutti. E penso che chi parla di questo tema lo fa senza conoscere il caso nello specifico».

Enrico Paoli - Libero


Salvini e Le Pen preparano l'assalto all'Europa

"Raccogliamo l'eredità sociale della sinistra"

Bienne, 11 Ottobre 2018 - "Non penso a un'Europa senza regole, ma che investa sul lavoro, sulla felicità, non schiava dello zero virgola, che non risparmi sui diritti sociali. Io e Le Pen stiamo raccogliendo l'eredità sociale della sinistra che ha tradito i suoi valori, difendiamo i precari che la sinistra ha dimenticato". Salvini e Le Pen lanciano così la campagna europea del maggio 2019.
Sono le parole del vicepremier italiano e ministro dell'Interno, Matteo Salvini, alla presenza di Marine Le Pen a un convegno dell'Unione generale del lavoro. "Nelle loro sezioni, in Italia come in Francia, ci sono più banchieri che operai", ha aggiunto Salvini.
Nascita di un nuovo fronte politico.
"Tra me e Le Pen oggi non è un incontro elettorale, lavoriamo a un programma comune da anni. Ad ogni modo, questo fronte della Libertà punta a un progetto comune e anche a candidati comuni nei ruoli più delicati, ma riconoscendo autonomia dei popoli".
La campagna d'Europa è dunque lanciata. Matteo Salvini e Marine Le Pen serrano le fila, e marciano uniti verso le elezioni europee. All'ombra di un solo vessillo: il neonato Fronte della libertà che lavorerà per avere un progetto comune, un'idea di futuro comune, per l'Europa dei prossimi 30 anni. Un'alleanza elettorale con possibili candidati comuni. L'obiettivo: quello di conquistare Parlamento e Commissione europea alle elezioni che si terranno fra 7 mesi, nel maggio del 2019.

PRESIDENTE DELLA FAMIGLIA BELLUNESE DI BIENNE

SCOMPARSO ALDO SPONGA

Bienne, 5 Ottobre 2018 - “Un altro pezzo della storia dell’Associazione Bellunesi nel Mondo viene a mancare”. Così l’Abm (Associazione bellunesi nel mondo) annuncia la scomparsa di Aldo Sponga, nato il 9 settembre 1931 a Sedico, morto il 23 settembre scorso all'età di 87 anni a Bienne nel canton Berna, Svizzera.
Nel lontano 1956 - ricorda l’Abm - emigrò in Svizzera come muratore. Nel 1958 si sposò con Odetta Ferrari, ebbero due figli, Claudio e Enzo.
“Aldo incontrò diversi bellunesi a Bienne e così, nel 1968, è stato uno dei soci fondatori della Famiglia Bellunese di Bienne”, ricorda ancora l’associazione. “Aldo era un assiduo socio, amava l'amicizia e la gioia di vivere in compagnia e non mancava alle assemblee e ai consigli direttivi”.
Fino al 1981 era attivo come segretario della Famiglia Bellunese di Bienne, e in occasione del rinnovo delle cariche associative nel 1982 viene eletto presidente della stessa Famiglia. Mandato che manterrà fino alla morte.
“La sua improvvisa scomparsa lascia un grande vuoto nel cuore dei figli, parenti, amici e della Famiglia Bellunese di Bienne”.
“Con la scomparsa di Aldo - il commento del presidente Oscar De Bona - il nostro associazionismo perde una figura importante e di rilievo, che ha dato tanto per il fenomeno migratorio della provincia di Belluno”.
De Bona e il direttore Crepaz avevano incontrato Aldo nel mese di marzo a Lucerna in occasione della riunione del Coordinamento delle Famiglie Bellunesi della Svizzera e proprio in quell’occasione si era discusso come celebrare al meglio il 50.mo di fondazione della Famiglia di Bienne.
“Di certo ricorderemo l’amico Aldo - comunica sempre De Bona - alla XIX edizione del Premio internazionale Bellunesi che hanno onorato la provincia di Belluno in Italia e all’estero in programma il 15 dicembre a San Gregorio nelle Alpi”.
I funerali di Aldo Sponga saranno celebrati sabato 13 ottobre alle ore 11 nella chiesa di Cristo Re, Geyisriedweg 31, 2504 Biel/Bienne.

Mafia in Svizzera. La libertà è come l’aria. Ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare

Bienne, 5 Ottobre 2018 - Sabato, 29 settembre scorso, si è svolta all’ Università di Basilea la conferenza Mafia in Svizzera. Insieme al giornalista Cyrill Pinto che ha pubblicato diversi articoli in merito ha partecipato l’illustre sostituto procuratore Antonio di Bernardo della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro venuto espressamente per l’incontro a Basilea.>>>

Regione Basilicata
Stanziamento di 298 mila euro alle associazioni dei lucani nel mondo

Potenza, 4 Ottobre 2018 - Via libera dal Consiglio regionale della Basilicata al Programma annuale 2018 e triennale 2018/2020 degli interventi in favore dei lucani nel mondo. Il provvedimento è stato licenziato all’unanimità.
Per il 2018 è previsto uno stanziamento di 298 mila euro, che si prevede di utilizzare per i contributi ordinari alle associazioni e alle federazioni dei lucani nel mondo (82 mila euro), per tre progetti di scambio socio culturale di giovani lucani residenti nel Comune di Pescopagano e giovani discendenti lucani residenti nella Citta di Buenos Aires (20 mila euro), tra quelli residenti nel Comune di Moliterno e a Panama (19 mila euro) e tra giovani lucani residenti nel Comune di Tursi e giovani discendenti lucani residenti nella Città di Pergamino, in Argentina (19 mila euro); fondi anche ad un progetto di promozione della Basilicata in Brasile - settore agro-alimentare e turistico – promosso dal “Circolo lucano do Brasil” e dallo Sportello Basilicata di San Paolo (19 mila euro), per un progetto celebrativo promosso dall'Associazione “San Rocco Society Montescaglioso - Paterson (Usa) in collaborazione con l’Associazione “Mondi Lucani” di Montescaglioso (21 mila euro); sarà finanziato poi il progetto culturale e musicale dal titolo “Dal Mediterraneo all'Atlantico”, promosso dalla Federazione dei lucani in Brasile e dagli Sportelli Basilicata presenti in Brasile e Uruguay (28 mila euro).
Previsto, inoltre, il rinnovo del Protocollo di cooperazione istituzionale tra il Governo della Città autonoma di Buenos Aires e la Regione Basilicata (8 mila euro) ed il sostegno al progetto promozionale promosso dalla Federazione dei lucani in Germania, finalizzato a far conoscere Matera capitale della Cultura 2019 e alla collaborazione degli Istituti Italiani della cultura presenti in Germania (7 mila euro); al progetto promosso dalla Federazione dei lucani e dallo Sportello Basilicata in Cile, denominato “L'anno della Basilicata in Cile” (20 mila euro), al progetto celebrativo promosso dall'Associazione Lucania Western Australia (25 mila euro), al progetto culturale e seminariale sull’emigrazione lucana nel mondo, promosso dal Circolo culturale lucano di Parma (15 mila euro) ed al progetto di promozione della Basilicata in Perù - settore agro-alimentare e turistico - promosso dall'Associazione dei lucani in Perù (15 mila euro).

Svizzera: lieve aumento delle pensioni dal 2019

Bienne, 22 Settembre 2018 - Dopo alcuni anni di stagnazione, le rendite di vecchiaia subiranno dal 2019 un lieve incremento. Lo ha deciso ieri il Consiglio federale portando la rendita minima AVS da 1175 franchi al mese a 1185 franchi e quella massima da 2350 a 2370. L'adeguamento delle rendite comporterà un incremento delle spese pari a circa 430 milioni di franchi, di cui 380 per l'AVS - 74 milioni a carico della Confederazione -, e 50 milioni per l'AI.
Nell'ambito delle prestazioni complementari all'AVS/AI, i nuovi importi annui destinati alla copertura del fabbisogno generale vitale ammonteranno a 19'450 franchi (attualmente 19'290) per le persone sole, a 29'175 (ora 28'935) per quelle sposate e a 10'170 (adesso 10'080) per gli orfani, precisa una nota odierna del Dipartimento federale dell'Interno (DFI).
Il contributo minimo AVS/AI/IPG per gli indipendenti e le persone senza attività lucrativa salirà da 478 franchi a 482 franchi l'anno, mentre il contributo minimo AVS/AI facoltativo da 914 a 922 franchi.
Per quanto riguarda la cassa pensione, la deduzione di coordinamento salirà da 24'675 franchi a 24'885 franchi, la soglia d'entrata da 21'150 franchi a 21'330 franchi. La deduzione fiscale massima ammessa nell'ambito delle previdenza individuale vincolata (pilastro 3a) passerà a 6826 franchi da 6768 per chi dispone di un secondo pilastro e a 34'128 franchi (da 33'840) per coloro che non ne dispongono.

Cancelleria consolare di Berna
Rilascio passaporto senza necessità di prenotazione

Bienne, 20 Settembre 2018 - L'Ambasciata d'Italia in Svizzera informa che, a partire dal 24 settembre p.v., il rilascio dei passaporti ai connazionali residenti nella Circoscrizione della Cancelleria Consolare di Berna avverrà a vista, senza necessità di prenotazione, negli orari di apertura al pubblico.
Con tale modalità di rilascio, sperimentata con successo sin dallo scorso giugno, la Cancelleria Consolare dell'Ambasciata d'Italia a Berna intende fornire all'utenza un servizio sempre più rapido ed efficiente.
Si invitano i connazionali, prima di recarsi presso la Cancelleria Consolare, a prendere attenta visione della documentazione da presentare, disponibile sul sito web dell'Ambasciata (www.ambberna.esteri.it) . La modalità di rilascio a vista del passaporto non potrà infatti essere assicurata a coloro che presenteranno una documentazione incompleta o che non abbiano aggiornato la propria posizione anagrafica presso la Cancelleria Consolare (eventuali cambi di residenza o di stato civile).

Pensioni, zero tasse per chi si trasferisce al Sud dall’estero

Bienne, 13 Settembre 2018 - Sud Italia come il Portogallo: idea tasse zero per i pensionati. La proposta di Fratelli d'Italia di tassazione forfettaria di 6mila euro l'anno
Zero tasse per gli stranieri che decidono di portare la propria pensione nel Sud Italia. La proposta arriva da Fratelli d’Italia, a prima firma del senatore Adolfo Urso, e mira a importare nel nostro Paese il modello Portogallo, che dal 2012 ha introdotto le esenzioni attirando 80-100 mila ospiti e “aumentando dell’1,2% il prodotto interno lordo”, secondo la leader di Fdi Giorgia Meloni.
“Una proposta politica, immediatamente applicabile e che per l’Italia porterebbe soltanto benefici e nessun onere“, hanno spiegato in conferenza stampa proprio Urso ed il presidente del gruppo di Fratelli d’Italia al Senato, Luca Ciriani.
STESSA DETASSAZIONE DEL PORTOGALLO – Nello specifico la proposta targata FdI punta a introdurre una normativa che prevede l’abbattimento delle tasse per un periodo di dieci anni per i pensionati europei che trasferiscono la loro residenza in Italia, ed in particolare in Campania, Puglia, Calabria e Sicilia.
“Proponiamo la stessa detassazione del Portogallo per le quattro regioni più in difficoltà del Mezzogiorno, ma belle come la Campania, la Sicilia, la Calabria e la Puglia – dice Meloni -. Pensiamo di poter essere molto competitivi per i pensionati facoltosi dall’estero”. Gli italiani che hanno già preso la residenza in Portogallo sono circa 7mila, secondo Fdi.
TASSAZIONE FORFETTARIA DI 6MILA EURO – Il disegno di legge composto solo da due semplici articoli, simile in tutto e per tutto al modello portoghese, prevede per un massimo di dieci anni una tassazione forfettaria di 6mila euro l’anno, estendibile ai familiari con un tetto di 2500 euro, questa l’ipotesi. Chi sceglierà di trasferirsi per esempio sulle coste del Salento o sui monti della Sila, non dovrà pagare le tasse pensionistiche nel proprio Paese di origine, versando solo seimila euro all’anno.
Il disegno prevede anche un articolo difensivo rivolto ai furbetti: per rientrare nelle agevolazioni fiscali, bisognerà non risultare fiscalmente residenti in Italia nei nove anni precedenti al trasferimento.
RILANCIO DEL MEZZOGIORNO – Proprio sul rilancio del Mezzogiorno il presidente Ciriani ribadisce il significato della proposta di FdI: “In sede di discussione della fiducia al governo – afferma – avevamo spiegato che per Fratelli d’Italia il Sud non aveva bisogno di inventare un ministero senza portafoglio o di assistenzialismo come il reddito di cittadinanza, ma piuttosto di politiche serie di sviluppo che sostenessero la domanda ed i consumi. Siamo convinti che la nostra proposta sul modello Portogallo vada in questo senso, consentendo di portare immediati effetti positivi senza alcun costo aggiuntivo per lo Stato”.