•  
  •  
​​​​​​​Direttore: Pasquale Sacino - Redazione: Mettstr. 75 - 2504 Bienne - Telefono: 032 345 20 24 - rinascita@bluewin.ch​​​​​​​
image-10378898-Svizzera_e_Italia-16790.jpg

INSIEME SI MIGLIORA IL PRESENTE

E SI COSTRUISCE UN FUTURO MIGLIORE ​​​​​​​

Simonetta Sommaruga: “Dovremo decidere ulteriori misure”

image-10792670-sommaruganuova-9bf31.jpg?1603543380400
Nuovi provvedimenti in vista a livello nazionale contro la pandemia. “Il Consiglio federale dovrà decidere ulteriori misure”, ha affermato la presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga in occasione di una visita sabato all’Inselspital di Berna. “Sarà chiamato a decidere molto presto”, ha aggiunto, confermando di fatti che delle decisioni verranno prese mercoledì 28 ottobre, data in cui il Consiglio federale comunicherà le sue decisioni. Il Consigliere Alain Berset mercoledì scorso aveva infatti annunciato che il Governo avrebbe aspettato una settimana per valutare l’effetto delle misure finora intraprese. Misure che evidentemente, a questo punto, devono essere risultate insufficienti agli occhi dell’Esecutivo.
“Lavorare insieme per difendere gli ospedali”
La responsabile del Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC) ha voluto informarsi personalmente dell’attività del nosocomio universitario in relazione al Covid-19. “In ospedale si vede quanto sia importante lavorare insieme per ridurre i contagi”, ha detto Sommaruga a Keystone-SDA. Se non ci fossero abbastanza letti negli ospedali e nelle unità di terapia intensiva, il virus diventerebbe pericoloso. “Pericoloso per tutti noi”, ha sottolineato.
Sommaruga ha detto di aver incontrato all’Inselspital persone molto impegnate che stanno facendo tutto il possibile per assicurare il funzionamento del sistema sanitario. “Ma devono poter contare su una diminuzione del numero dei casi: ne abbiamo bisogno tutti”.
Le possibili misure
Questa mattina era emerso un rapporto consegnato da Alain Berset ai Cantoni nel quale si suggeriva una serie di misure, dall’obbligo delle mascherine all’aperto al blocco serale di bar e ristoranti oltre che ulteriori limiti a sport e assembramenti. Restano per il momento solo ipotesi al vaglio delle autorità, bisognerà attendere mercoledì per verificare quali saranno le decisioni prese a livello federale.

Coronavirus, 'Se non si agisce subito, sarà il collasso'

L'appuntamento con la stampa è ormai uno di quelli fissi: ogni venerdì gli esperti della Confederazione incontrano i media per riferire sulla situazione epidemiologica nel paese. Appuntamento in programma a maggior ragione oggi, quando in Svizzera i contagi in 24 ore hanno subito un nuovo balzo, sondando la soglia dei 6'500.
"Settimana scorsa i nuovi casi erano 3'100 oggi siamo oltre i 6'600, il che vuol dire più che un raddoppio. Si tratta di un aumento significativo", ha precisato Stefan Kuster (foto), capo della sezione Malattie trasmissibili dell'UFSP. "Ci sono cantoni più toccati di altri, ma l'aumento si vede ovunque. Ora dobbiamo rispettare le regole, evitare i contatti non necessari, tenere le mascherine, tenere le distanze e lavarci le mani".
A incrementare sono anche i casi tra gli anziani, ovvero le fasce più a rischio. "Rispetto all'estero, siamo stati superati da tutti i paesi vicini. Abbiamo cifre peggiori di Francia e Spagna, cifre  più che doppie rispetto a quelle che si vedono in Italia e Austria e più di cinque volte di più di quelle della Germania. Dobbiamo ora rispettare le regole". 
!Venerdì scorso avevo previsto che entro una settimana saremmo arrivati a 6000 nuovi casi giornalieri, oggi siamo a 6'600 – ha fatto notare Martin Ackermann, capo della task force federale sul coronavirus –. In questa settimana ci siamo accorti che anche le ospedalizzazioni ogni settimana raddoppiano. Lo stesso vale per le persone che entrano in cure intense per i morti". La situazione è critica, ha aggiunto Ackermann: "Dobbiamo fermare l'epidemia, altrimenti i posti negli ospedali saranno pieni tra fine ottobre e inizio novembre e il limite massimo della capacità del sistema sanitario sarà raggiunto tra il 5 e il 18 novembre. Non abbiamo più tempo per attendere». Se ora però «agiamo in maniera tempestiva possiamo farcela".

Il Governo pensa all’obbligo di mascherina all’aperto e non solo

Obbligo di mascherina all’aperto nelle zone abitate, chiusura di ristoranti, bar e club dalle 22 alle 6, limite di 50 persone per gli eventi: sono solo alcune delle misure che il Consiglio federale ha messo in consultazione ai cantoni per rafforzare la lotta alla pandemia. Le proposte - contenute in un documento di sette pagine di cui ha riferito il Blick e che Keystone-ATS ha visionato - prevede anche la mascherina nelle aziende e alle fermate dei mezzi pubblici, come pure un limite di 15 persone per le feste familiari. Per bar e ristoranti vigerebbe l’obbligo di stare seduti, a tavoli con massimo quattro persone. Le discoteche doverebbero chiudere.
Nei cinema e nelle sale da concerto andrebbe occupato solo un posto su due. In ambito formativo, nelle scuole superiori si passerebbe all’insegnamento a distanza e la mascherina sarebbe obbligatoria per tutti a partire dall’età di 7 anni, ad eccezione delle situazioni in cui essa ostacola l’attività. Le limitazioni concernerebbero anche lo sport non professionale: sarebbero ammesse solo attività con un massimo di 15 persone e senza contatti. Nel comparto culturale, verrebbero ad esempio vietati i cori.

Nuove misure nei cantoni di Friburgo, Giura, Neuchâtel e Vaud

Giro di vite delle misure per far fronte all’aumento della diffusione del coronavirus nel cantone di Friburgo: colpiti da più severe restrizioni saranno in particolare gli assembramenti, i locali pubblici e sportivi. Le nuove disposizioni entrano in vigore dalle 23.00 di oggi e saranno valide fino al 30 novembre. 
Il Consiglio di Stato ha comunicato che saranno vietati gli assembramenti di oltre 10 persone nello spazio pubblico e privato, aggiungendo tuttavia che tale divieto non si applica ad eventi come quelli politici, culturali e della società civile. Le discoteche e i cabaret, così come i locali per il tempo libero (casinò, sale da gioco, biliardo, bowling, ecc.) saranno invece chiusi. Tutti gli altri locali dovranno terminare la loro attività alle 23.00 e potranno ospitare solo gruppi di quattro persone per tavolo, a meno che gli ospiti interessati non vivano nella stessa abitazione. I gestori di locali pubblici e gli organizzatori di manifestazioni pubbliche dovranno raccogliere i dati dei clienti in forma elettronica.
Sarà inoltre vietata la pratica di sport e di attività che prevedono il contatto fisico, ad eccezione dell’allenamento individuale. Le competizioni sportive a livello professionale possono svolgersi davanti ad un massimo di 1000 spettatori. Gli allenamenti per gli sportivi professionisti devono avvenire a porte chiuse. Il canto corale sarà permesso solo se si indossano le mascherine. L’uso di queste ultime sarà obbligatorio anche nei mercati e nelle fiere all’aperto e al chiuso.
Le visite a strutture sanitarie saranno strettamente limitate. Infine, le alte scuole hanno il mandato di organizzare l’apprendimento a distanza durante lezioni magistrali o seminari di gruppo. Tuttavia, alcune situazioni particolari possono rappresentare un’eccezione. La situazione epidemiologica nel cantone di Friburgo è molto preoccupante, indicano le autorità. Da lunedì vi sono stati 1043 nuovi casi positivi di coronavirus. Giovedì 60 persone erano ricoverate in ospedale, di cui cinque in terapia intensiva.
Stretta anche nel canton Giura
Il governo del canton Giura ha deciso di vietare le riunioni, assembramenti o manifestazioni di oltre 15 persone nello spazio pubblico e privato e chiude locali notturni e palestre. Le nuove disposizioni entreranno in vigore dalle 17.00 di venerdì fino alla mezzanotte del 15 novembre. I locali come bar e ristoranti dovranno chiudere al più tardi alle 22.00, ha comunicato il Cantone, precisando che solo quattro persone potranno essere sedute allo stesso tavolo a meno che non vivano nella stessa abitazione.
Chiusi invece i locali notturni, le discoteche e club erotici, come anche i centri di fitness. Gli sport di squadra e di contatto saranno vietati, ad eccezione della pratica professionale a porte chiuse e dell’allenamento individuale. I cori non potranno più provare ed esibirsi. Le visite agli ospedali saranno limitate.
Indossare la mascherina sarà costantemente obbligatorio nei luoghi di lavoro al chiuso ma anche nei mercati e nelle fiere, dove sarà proibito il consumo di cibi e bevande. Gli alunni e gli studenti dovranno portare la mascherina all’interno del perimetro delle scuole secondarie e post-obbligatorie quando non sono seduti in classe. Infine, i campi da sci, i campi sportivi, i viaggi di studio e tutte le attività che richiedono un soggiorno lontano da casa in ambito scolastico sono aboliti. Il numero di pazienti ricoverati è quasi quintuplicato in una settimana, dagli 11 di venerdì scorso ai 50 di oggi, riferisce il Cantone. Questa è la cifra più alta da quando la pandemia è iniziata in primavera.
Neuchâtel blocca gli assembramenti di più di 10 persone
Anche il canton Neuchâtel ha adottato venerdì una serie di inasprimenti per lottare contro l’epidemia di coronavirus. Tra queste figurano il divieto di raduni di oltre 10 persone su suolo pubblico e privato, la chiusura dei ristoranti alle 23.00, nonché le partite di calcio e hockey su ghiaccio professionistico senza pubblico. Queste misure, ha spiegato il consiglio di Stato neocastellano, sono necessarie in quanto Neuchâtel è attualmente uno dei cantoni svizzeri più colpiti dalla pandemia. Il numero di contagi è raddoppiato nelle scorse settimane e nell’ultima il tasso di positività per i test effettuati è salito al 50%. Sei pazienti sono ricoverati nelle cure intensive, quattro dei quali sono intubati. Complessivamente il cantone romando registra attualmente 55 malati di Covid-19 in ospedale. 
Di fronte a questi numeri, il Consiglio di Stato afferma di non aver avuto altra scelta che di innalzare il livello di allerta al rosso. Le decisioni prese venerdì entreranno in vigore sabato 24 Ottobre alle 23.00. Tra i provvedimenti adottati, come detto, i locali pubblici (bar e ristoranti) dovranno chiudere la saracinesca alle 23.00 al più tardi. Il numero di persone è limitato a quattro persone al massimo, sedute allo stesso tavolo, tranne se della stessa famiglia. I centri fitness e benessere, le piscine e i locali per il bowling saranno vietati, precisa il Consiglio di Stato. Le autorità hanno anche decretato il divieto di raduni e manifestazioni di oltre di dieci persone negli spazi pubblici e nelle aree private, ad eccezione dei funerali.
Anche le attività musicali collettive (corali e fanfare) sono proibite. L’unica eccezione pronunciata dal governo neocastellanno riguarda la pratica musicale professionistica o nell’ambito di istituzioni di formazione musicale a tempo pieno, per le quali si applica un piano di protezione. Gli sport di contatto amatoriali (calcio, hockey, pallavolo, sport di combattimento, balli da sala) sono vietati. I club professionistici potranno continuare a disputare partite, ma senza pubblico, e gli allenamenti si faranno individualmente. Si segnala inoltre l’obbligo di indossare la mascherina nelle fiere e nei mercati.
«Per il momento, i cinema e i teatri possono restare aperti e continuare ad accogliere spettatori», ha dichiarato il consigliere di Stato, responsabile della cultura, Alain Ribaux. Ma anche in questi casi restrizioni supplementari potranno essere attuate nei prossimi giorni se i contagi non diminuissero. Pure i commerci e i musei restano aperti. Tuttavia il numero di persone deve essere limitato a una per 8 metri quadrati, compreso il personale. «Gli insegnanti della scuola dell’obbligo dovranno portare la mascherina in classe. Una decisione concernente un eventuale insegnamento a distanza per il grado post obbligatorio e le università sarà presa a livello romando domenica sera», ha precisato la consigliera di Stato Monika Maire-Hefti.
Il canton Vaud limita il più possibile le relazioni sociali
Il cantone di Vaud reagisce all’aumento della diffusione dei casi di coronavirus adottando misure più severe: proibisce le manifestazioni di oltre 1000 persone e i raduni privati con più di 10 partecipanti. Le nuove disposizioni entrano in vigore dalla mezzanotte di domenica. L’esecutivo cantonale ritiene che si debbano applicare al più presto misure forti, altrimenti, l’impatto sanitario ed economico sarà «maggiore e irrimediabile». Vaud rinuncia a misure che si avvicinano a un confinamento, ma limita il più possibile le relazioni sociali là dove è più probabile che queste portino al mancato rispetto delle regole della distanza e dell’igiene.
Le manifestazioni con oltre 1000 persone sono vietate. Dalle 15 persone vige l’obbligo della mascherina e gli organizzatori devono disporre di una lista dei partecipanti. I comuni definiscono le zone e gli orari in cui si tengono i mercati e per i quali è obbligatoria la mascherina. A loro spetta anche il compito di definire le zone di grande affluenza in cui è imposta la protezione di naso e bocca. Per bar, caffè e ristoranti, la mascherina resta obbligatoria. Lo stesso vale per teatri, sale da concerto, musei, biblioteche e cinema. Tutte queste strutture chiudono al più tardi a mezzanotte. La pratica degli sport di contatto (calcio, hockey, basket ma anche ballo liscio...) è vietata a livello amatoriale. Per le alte scuole, dal 2 novembre, i corsi con un gran numero di studenti si svolgono interamente a distanza.

Il Vallese attacca il Governo

Bordata dal Vallese, dove la situazione sanitaria rischia di precipitare, all'indirizzo del Consiglio federale: il presidente del consiglio di Stato  Christophe Darbellay accusa Berna di immobilismo e auspica aiuti immediati."In una delle peggiori crisi del Dopoguerra, il ministro delle finanze Ueli Maurer non può restare a guardare il tracollo dell'economia dei cantoni", afferma Darbellay alla SonntagsZeitung. Darbellay si riferisce alle dichiarazioni di Maurer all'assemblea dei delegati UDC, che aveva ricordato che nella prima ondata della pandemia la Confederazione ha speso 30 miliardi: a suo avviso la Svizzera non si può permettere un secondo impegno di tale portata.

Misure rafforzate in Appenzello

Il Canton Appenzello Esterno abbandona ogni esitazione e introduce un obbligo generalizzato di portare le mascherine. Di fronte a un drastico incremento dei casi di Covid-19 e di ospedalizzazioni, il Governo ha deciso di allinearsi alle misure poste in consultazione questo fine settimana dal Consiglio federale. Da lunedì entrano in vigore severe disposizioni che prevedono, tra l'altro, l'uso delle mascherine in occasione di manifestazioni pubbliche e mercati, negli spazi interni ed esterni di istituzioni e aziende aperte al pubblico, sui trasporti, nelle relative aree d'attesa. Chiuse discoteche e sale da ballo. 50 persone massime per eventi pubblici, 15 per quelli privati.

Mini confinamento nel canton Berna

Stop agli assembramenti di oltre 15 persone e chiusura dei ristoranti dalle 23.00 alle 6.00. Inoltre, musei, cinema, centri sportivi e fitness dovranno chiudere. Sotto i portici della città di Berna sarà obbligatorio indossare la mascherina. Sono alcune delle nuove misure estrittive annunciate venerdì dal canton Berna per far fronte all’impennata dei contagi. Le nuove regole scattano dalla mezzanotte di stasera.

Ginevra: assembramenti al massimo di 5 persone

Il canton Ginevra ferma tutte le grandi manifestazioni e vieta gli eventi privati con piùdi  5 persone (dal computo sono esclusi i bambini di 12 anni, che tuttavia non possono essere più degli adulti). La regola vale per ogni festa o raduno privato. Stesso limite (5) per gli assembramenti in luogo pubblico ristoranti e bar dovranno chiudere alle 23, mentre sarà obbligatorio il porto della mascherina anche in auto qualora le persone a bordo non siano conviventi.

 Giro di vite degli Esecutivi di Soletta, Zurigo, Grigioni e Lucerna

I nuovi casi, le ospedalizzazioni ed i morti sono raddoppiati in una settimana, se non si arresta questo trend, la pressione sugli ospedali sarà insopportabile. Se si continua così tra due o tre settimane i reparti di terapia intensiva rischiano la saturazione. Diversi cantoni oggi hanno deciso dei giri di vita per arginare questo vertiginoso trend. Ecco le principali decisioni odierne.  
Soletta ferma i grandi eventi
Soletta ha deciso di vietare da subito, e fino alla fine di gennaio, le grandi manifestazioni con più di 1’000 persone. Lo ha deciso il Governo cantonale.
 Zurigo non cambia nulla
Il canton Zurigo non intende per ora adottare misure supplementari contro la pandemia, oltre a quelle già disposte dal Consiglio federale. L’Esecutivo zurighese vuole verificare i risultati di tali misure e attende le decisioni di Berna previste per mercoledì prossimo.
Grigioni riattivano lo Stato maggiore di condotta 
Il Cantone dei Grigioni ha annunciato venerdì il potenziamento dell'organizzazione per la gestione della seconda crisi da Covid-19. Lo Stato maggiore di condotta è guidato dalla polizia cantonale, dal militare e dalla protezione civile. Dopo il forte aumento del numero dei casi rilevato nel Cantone dei Grigioni, è stato riattivato lo Stato maggiore di condotta cantonale (SMCC). Intanto il carico per gli ospedali è ancora basso e lo SMCC resta a disposizione dell'Ufficio dell'igiene pubblica con funzione di supporto.
L'Ufficio dell'igiene pubblica comunica che il numero di persone in quarantena o in isolamento è in forte aumento. Nei Grigioni il 30% delle persone messe in isolamento provengono dalla quarantena. Ciò dimostra l'importanza del tracciamento dei contatti, curato dall'amministrazione cantonale con l'aiuto del militare e della protezione civile. Le nuove direttive emanate dalla Confederazione hanno inoltre costretto l'Ufficio cantonale dell'igiene pubblica a potenziare la comunicazione nei confronti della popolazione, delle aziende e dei comuni. Le informazioni dettagliate sono fruibili sul sito web www.gr.ch/coronavirus.
Anche il canton Lucerna rafforza le misure anti-pandemia, passando dalle raccomandazioni alle imposizioni: obbligo di mascherina sul posto di lavoro e in auto (se si è insieme a persone che non appartengono alla propria economia domestica), divieto di visite in ospedali e case anziani, cessazione dell’attività alle 23 per ristoranti e altri locali pubblici, chiusura totale dei postriboli.
I provvedimenti entreranno in vigore sabato 24 ottobre, ha spiegato nel pomeriggio di venerdì il governo in un comunicato. Il nuovo approccio viene giustificato con una situazione epidemiologica che il responsabile del dipartimento della sanità Guido Graf non esita a definire drammatica. Il cantone prevede inoltre di aumentare la sua capacità di effettuare test, con la creazione di nuovi appositi centri.

Coronavirus e sport, incontro mercoledì a Berna

A causa dell'attuale situazione sanitaria, anche per lo sport potrebbero tornare di nuovo tempi difficili. La consigliera federale Viola Amherd (foto), capo del Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (Dfdps), invita quindi per mercoledì prossimo i rappresentanti di Swiss Olympic e degli sport di squadra a una "tavola rotonda virtuale sullo sport".
Oltre alla società e all'economia, l'epidemia di Covid-19 ha colpito duramente anche le attività sportive. Dopo un primo semestre 2020 già caratterizzato da molte incertezze e da grandi sfide, lo sport svizzero deve nuovamente far fronte all'aumento dei casi di coronavirus, indica un comunicato odierno del Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (Dfdps).
Viola Amherd ritiene quindi importante avere uno scambio di opinioni con i rappresentanti del mondo sportivo. Tra i temi della tavola rotonda vi sono le sfide che lo sport deve affrontare in questo momento in Svizzera e le esperienze delle federazioni e delle leghe sportive con le misure di sostegno della Confederazione (pacchetto di stabilizzazione per lo sport di massa e lo sport di prestazione e prestiti alle leghe professioniste), precisa ancora la nota.

Gioco d'azzardo pericoloso, aumentano coloro che sono dipendenti

image-10794212-immagine_2020-10-25_140725-c51ce.w640.png
Aumenta il numero di persone dipendenti dal gioco d'azzardo. Alla fine dell'anno scorso 61'452 individui erano interessati da un provvedimento di esclusione dai casinò e dai giochi online in Svizzera, 4278 in più di dodici mesi prima. I numeri vengono riferiti domenica dalla NZZ am Sonntag, sulla base di statistiche appena pubblicate su internet dalla Commissione federale delle case da gioco (CFCG). La progressione registrata nel 2019 è superiore, nota ancora il domenicale svizzerotedesco, a quella osservata negli anni precedenti, ha spiegato al giornale un portavoce dell'organismo federale.

I siti che tengono    traccia del contagio

Bozza del nuovo Decreto del presidente del Consiglio
Scontro Governo-Regioni su stop a ristoranti e bar dalle 18

image-10793369-dpcm-9bf31.jpg?1603575587715
L'ultimo scontro, sabato, è quello sullo stop alle cene. Le Regioni, in una lettera, chiedono all'unisono al governo di non decretare la chiusura di ristoranti, bar, pasticcerie e gelaterie alle 18, misura contenuta nella bozza del nuovo Dpcm. Vogliono 'salvare' i ristoranti, lasciando che i bar chiudano alle 20. E, in tarda serata, il premier Giuseppe Conte, i capi delegazione e il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia sono tornati a riunirsi per fare un punto forse decisivo prima dell'ok al decreto. Lo stallo rinvia a domenica la firma del Dpcm e la conferenza stampa di Conte. Viene chiesto anche di estendere la didattica a distanza "fino al 100% per le scuole secondarie superiori e per le università". E si fa rilevare, tra l'altro, la necessità di prevedere adeguate forme di ristoro per i settori e le attività economiche interessate dalle limitazioni introdotte dal provvedimento.
I contenuti della bozza - "A decorrere dal 26 ottobre 2020, le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono sospese la domenica e i giorni festivi; negli altri giorni sono consentite dalle ore 5.00 fino alle 18.00". E' quanto prevede una bozza del Dpcm in via di definizione,  a cui sta lavorando in queste ore il governo. Nella bozza si prevede che dopo le 18 è vietato il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico mentre è consentita la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitaria. E' consentita fino alle ore 24,00 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze. 
Ecco alcune delle nuove misure a cui sta lavorando il governo. Le nuove misure anti-Covid entreranno in vigore dal 26 ottobre e dureranno fino al prossimo 24 novembre, prevede la bozza. Il possibile stop a ristoranti e bar dopo le 18 decorrerà, invece, da lunedì 26 ottobre.
Raccomandato non spostarsi dal proprio Comune
Secondo quanto prevede il testo, in via di definizione, "è fortemente raccomandato a tutte le persone fisiche di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi e non disponibili in tale comune". 
Stop a teatri, cinema, casinò  
"Sono sospese le attività di sale giochi, sale scommesse e sale bingo e casinò. Sono sospesi gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all'aperto", sempre secondo quanto prevede la prima bozza del Dpcm
Scuola, primo ciclo resta in presenza  
L'attività didattica ed educativa per il primo ciclo di istruzione - materna, elementari e medie - e per i servizi educativi per l'infanzia continuerà a svolgersi in presenza. Le scuole superiori adotteranno una Dad pari al 75% delle attività e dunque un 25% in presenza su tutto il territorio nazionale, uniformando le ordinanze regionali.
Possibile chiusura delle piazze dalle 21
"Delle strade o piazze nei centri urbani, dove si possono creare situazioni di assembramento, può essere disposta la chiusura al pubblico, dopo le ore 21,00, fatta salva la possibilità di accesso, e deflusso, agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private". E' quanto prevede la prima bozza del Dpcm a cui sta lavorando il governo. La bozza con le nuove misure anti-Covid, si precisa dal governo, è in via di definizione e potrebbe subire ulteriore cambiamenti. Secondo quanto si apprende, ci sarebbe anche uno stop all'attività di palestre, piscine e sale giochi. 

Nessuno si chiede perché siamo stati costretti a partire?

Italiani nel Mondo/Regioni Associazioni

La mappa delle chiusure nelle Regioni, Sardegna verso il lockdown

 Dopo il coprifuoco deciso da Campania, Lombardia e Lazio entro 48 ore potrebbe arrivare il primo lockdown regionale Covid, quello della Sardegna. Da nord a sud si moltiplicano le ordinanze per arginare il contagio, non solo da parte dei presidenti di Regioni ma anche dai sindaci delle grandi città, ognuno con la propria ricetta. E per le tre regioni che hanno deciso di adottare il coprifuoco il Viminale ha già predisposto un'unica autocertificazione che dovranno esibire i cittadini per gli spostamenti dovuti "a necessità".
  • LOMBARDIA: Da oggi scatta il coprifuoco dalle 23 alle 5 sino al 13 novembre. Chiusi i centri commerciali nei fine settimana. L'ordinanza prevede anche la didattica a distanza per le scuole secondarie superiori.
  • CAMPANIA - Da oggi è scattato per l'intero arco della giornata il divieto di spostamento dalla provincia di residenza verso altre province del territorio regionale. Da domani, venerdì 23 ottobre, obbigo di chiusura di tutte le attività commerciali, sociali e ricreative dalle ore 23.00 alle ore 5.00 del giorno successivo.
  • LAZIO: domani, venerdì 23 ottobre, avvio del coprifuoco dalle 24 fino alle 5, mentre da lunedì didattica a distanza per le scuole secondarie superiori e Università. L'ordinanza avrà una durata di 30 giorni. Sempre da venerdì a Roma alcune piazze della movida dalle 21 alle 24 saranno transennate per evitare gli assembramenti: piazza Campo dei Fiori, via del Pigneto, piazza Madonna dei Monti e piazza Trilussa a Trastevere.
  • SARDEGNA: verso il lockdown. Entro 24, massimo 48 ore, il presidente della Regione Sardegna Christian Solinas dovrebbe adottare uno "Stop&Go" di 15 giorni per le principali attività, con contestuale chiusura di porti e aeroporti.
  • VENETO: Contrario a provvedimenti di stop il Governatore Luca Zaia: "Pensare di fermare i passaggi tra regioni vuol dire fare il lockdown. Meglio la mascherina per i cittadini, anzichè pensare ai confini delle regioni o ai mini-lockdown per mettersi il cuore in pace".
  • PIEMONTE: Nei fine settimana chiusi tutti i centri commerciali non alimentari in tutta la Regione. Rimangono aperti solo alimentari e farmacie, i generi di prima necessità. A Torino stretta sulla movida: accesso consentito, dalle 22.30 alle 5, solo a residenti e a chi si reca a far loro visita o nei locali pubblici e solo per il tempo della consumazione al tavolo e a chi fa consegne a domicilio. Chiusura anticipata alle 22.30 per le attività di vendita da asporto, diverse dagli esercizi pubblici. Per Asti è prossimo il coprifuoco.
  • LIGURIA: a Genova dalle 21 di oggi in alcune zone della città è stata disposta la "chiusura al pubblico" dalle 21 alle 6, fatta salva la possibilità di spostamenti legati alla frequentazione di esercizi commerciali legittimamente aperti e di abitazioni private.
  • SICILIA: A Palermo divieto di stazionamento per le persone, dalle 21 e fino alle 5 del giorno successivo esclusivamente nelle giornate di venerdì, sabato e domenica in una vasta area del centro cittadino dove si concentra in particolare la movida.
  • EMILIA ROMAGNA: a Rimini è in vigore fino al 13 novembre una ordinanza che vieta la vendita di alcolici dalle 21 alle 5 da parte di minimarket e distributori automatici. Il sindaco di Bologna Virginio Merola oggi ha chiesto ai suoi concittadini: "di restare in casa se non è proprio necessario uscire. Vi chiedo di evitare le feste private, di evitare le feste di laurea, qualsiasi tipo di assembramento".
  • VALLE D'AOSTA: da mezzanotte decade la zona rossa per i comuni di Saint-Denis, Verrayes e Chambave, adottate lo scorso 15 ottobre. 
  • CALABRIA - Il presidente della Regione Calabria Nino Spirlì sta per emanare un'ordinanza che dovrebbe entrare in vigore da lunedì e che prevede misure restrittive per tutti i cittadini per due settimane, a causa dell'aumento dei contagi da Covid-19 degli ultimi giorni (187 oggi e 136 ieri, record assoluti anche rispetto alla prima fase della pandemia) e per evitare l'avanzata del virus, tra le quali la didattica a distanza per le scuole medie e superiori e il coprifuoco nelle ore notturne. Al momento nessuna conferma ufficiale ma il presidente della Regione facente funzioni Nino Spirlì, ha anticipato i contenuti dell'ordinanza in un audio messaggio inviato, secondo quanto si apprende, a sindaci e consiglieri regionali. Spirlì sta anche facendo un giro di consultazioni per raccogliere ulteriori pareri dopo la Conferenza Stato Regioni di oggi prima di per firmare l'ordinanza.

Il direttore generale per gli italiani all'estero

Luigi Maria Vignali in missione al consolato d'Italia di Basilea

Dopo l’ufficio consolare  di Berna, è presso il Consolato D’Italia in Basilea che il Direttore Generale per gli Italiani all’Estero, Luigi Maria Vignali (foto), ha compiuto durante la giornata di giovedì 22 ottobre la Sua Prima Missione durante la crisi da Covid-19, accompagnato dall'ambasciatore d’Italia in Svizzera, Silvio Mignano.
Un sincero onore per il Console e per tutti i funzionari consolari, ricevere Vignali e l’ambasciatore Mignano che, con attenzione e impegno, hanno visitato la nostra sede consolare, incontrando l’organico per parlare della situazione in essere e del  miglioramento dei diversi servizi offerti alla nostra comunità, con ammirabile devozione, da tutta i collaboratori consolari. Servizi che il nostro Consolato offre ad una comunità numerosa e importante, qual è quella residente nella nostra grande circoscrizione, che abbiamo saputo aggiornare e adattare tanto alla nuova era della digitalizzazione quanto a quella triste del Covid. Servizi erogati ai connazionali a cui a breve si aggiungerà la carta d’identità elettronica tanto attesa e tanto utile alla nostra comunità.
L’attenzione e il sincero impegno per la comunità dei connazionali hanno spinto il direttore generale e l’ambasciatore a incontrare, in seconda battuta,  anche i rappresentati più autorevoli degli italiani all’estero, il segretario generale del Cgie, Michele Schiavone e, nella fattispecie della nostra circoscrizione consolare, la presidente Nella Sempio del Comites di Basilea e  la rappresentante del Gir Marianna Sica. Uno scambio proficuo e concreto sulle ricchezze e le problematicità ma, soprattutto, i passi avanti compiuti dalla nostra numerosa comunità di connazionali ivi residenti caratterizzata da una migrazione storica, tradizionale e ben integrata e una nuova mobilità vivace e anch’essa molto cospicua.
Il direttore generale si è complimentato per l’operato del Comites di Basilea e ha sottolineato l’importanza dell’assunzione di un impegno collettivo nel promuovere al meglio l’informazione verso le prossime elezioni dei Comitati all’Estero che nonostante il quadro incerto dovuto alla crisi pandemica in atto, saranno senza dubbio e, per impegno tanto del direttore generale quanto della Farnesina tutta, caratterizzati da una semplificazione delle procedure di voti per permettere una più attiva e cospicua partecipazione di tutta la nostra comunità al rinnovo di questi importanti organismi.
Con il segretario Michele Schiavone sono state toccate tematiche di dirimente importanza per i connazionali come gli accordi bilaterali per i frontalieri, le convezioni con i patronati, il rafforzamento dei funzionari nella rete diplomatica svizzera e dello stesso nostro Consolato i cui numeri danno ragione dell’impegno e del gran lavoro svolto da tutti i collaboratori consolari, anche in una situazione di organico non sufficiente e di crisi pandemica da Covid-19 che sicuramente comporta enormi disagi tanto alla nostra comunità di connazionali tanto alla possibilità di erogazione dei nostri servizi. Schiavone ha proposto di far ritornare il consolato di Basilea al rango di Consolato generale, vuoi per la posizione  di cesura internazionale del  consolato stesso, uoi per la presenza dell’unico vero aeroporto “internazionale”, vuoi per il cospicuo numero di connazionali (106.000).
L’attenzione di Vignali e dell’ambasciatore Mignano si è poi concentrata sulla nuova mobilità di cui hanno incontrato alcuni esponenti: la rete dei giovani Gir, progetto del Comites di Basilea nato dal Seminario di Palermo organizzato nell’aprile del 2019 dal Cgie. Un ricco e vivace progetto che ha trovato nel nostro consolato e nell’ambasciata partner istituzionali interessati e partecipi all’attività del gruppo e che ha attirato l’attenzione di Vignali proprio per la capacità di accogliere, sostenere e mettere in rete i tanti giovani italiani che vivono e lavorano in Svizzera. Tra gli esponenti della nuova mobilità vi erano anche rappresentati di diversi campi d’eccellenza elvetici in cui i nostri giovani connazionali si distinguono quotidianamente, valorizzando e diffondendo le alte performance del nostro Paese nel mondo: da esponenti della Roche, della Novartis, fino all’Ospedale Universitario di Basilea e alla Banca Internazionale.
Una giornata intensa e una visita partecipata e molto apprezzata del DG Luigi Maria Vignali e dell’Ambasciatore d’Italia in Svizzera, Silvio Mignano, che ha sicuramente dato lustro alla Comunità residente nella nostra circoscrizione Consolare e al lavoro e ai servizi offerti con professionalità e estrema diligenza dal Consolato stesso”.

”Liberiamo la Poesia”
L’arte di esprimere emozioni in versi

Inviateci le vostre e le pubblicheremo per condividerle (rinascita@bluewin.ch)

image-10790507-la_penna_doca-aab32.jpg?1603465171485

In quel recinto

Quel recinto così alto
sembra un muro di protezione
per chi dentro vi sta
isolato dal mondo.
Quelle croci allineate
soldati pronti alla difesa
mentre i cipressi degli osservatori.
Non vi sono più nemici
non vi sono più contese
tutti stanno sotto lo stesso manto
aspettando almeno i credenti
quel giorno solenne
in cui tutti si alzeranno
speranzosi di tornare al Padre
Dio degli Dei
che a braccia aperte
i figli accoglierà.

Botrugno, 4. 11. 74 - S. dugo 

Libri da leggere almeno una volta nella vita

Cacciateli! 

Quando gli italiani sono stati migranti

In “Cacciateli!” Concetto Vecchio rispolvera la storia dimenticata degli italiani emigrati in Svizzera durante il boom economico: tra autobiografia e reportage scava nel ricordo di quegli anni difficili e di grande trasformazione per il continente europeo. 
Cosa succedeva in Italia nel 1970? Al Bano e Romina Power si sposavano a Cellino San Marco, il Parlamento approvava lo Statuto dei lavoratori e la popolazione con un vero e proprio plebiscito diceva sì al divorzio. 
Intanto un’altra categoria di italiani, gli emigrati in Svizzera, sempre nel 1970 attendeva l’esito di un voto di un Paese straniero: un referendum che avrebbe potuto espellere dalla Svizzera 300mila lavoratori, quasi tutti italiani, rei di “inforestierire la nazione”, secondo le traduzioni dell’epoca affaticate da un simile concetto. L’appuntamento alle urne era per il 7 giugno 1970 e la tensione sociale aumentava di giorno in giorno, anche sfociando in episodi di violenza. 
Chi e cosa abbiano condotto la Svizzera, Paese con una delle più fiorenti economie al mondo, ad un voto dai così marcati caratteri xenofobi e razzisti ce lo racconta in “Cacciateli!” Concetto Vecchio, edito da Feltrinelli nel 2019 e di recente vincitore dell’ultima edizione del Premio Estense. 
Con Cacciateli! Concetto Vecchio torna nei luoghi in cui è nato e ha vissuto fino ai 12 anni per vedere cosa resta delle baracche, delle fabbriche e delle vite di quegli emigrati come lo furono i suoi genitori Pippa e Melo.
James Schwarzenbach: prima popstar populista
In Cacciateli! Concetto Vecchio definisce “prima popstar populista” James Schwarzenbach, promotore del referendum anti-italiano, la cui battaglia fu una crociata solitaria per riscattarsi in nome della salvezza dell’identità culturale svizzera. Editore colto ma senza successo, emarginato nella sua stessa famiglia, con un passato da grande ammiratore dell’Italia e con una madre dalle lontane origini italiane: a partire da questo intraprende una crociata anti-italiana in cui si gioca tutto. Corteggiato dalle élites della destra elvetica, viene eletto come unico rappresentante in Parlamento del partito di ultradestra dal nome programmatico Nationale Aktion.
Diviene l’emblema del volto più scuro ed ostile della Svizzera e desta l’attenzione della stampa internazionale e soprattutto italiana: Enzo Biagi lo intervisterà evidenziando le sue contraddizioni, alle quali Schwarzenbach con ostinazione cercherà di resistere. È il faccia a faccia con il nemico degli italiani, chiamati con disprezzo mangia-spaghetti oppure Tschingg, dal suono che gli svizzeri sentivano quando gli italiani pronunciavano “cinque” giocando al gioco della morra, accusati di puzzare, o insidiare le donne, o comprare troppa cioccolata al supermercato. O ancora di abbassare i salari svizzeri, di invadere la nazione e di sfruttare il suolo della Svizzera per la costruzione di nuove case, ospedali e scuole. Le accuse erano le più disparate, vere o presunte.  
Cacciateli! Concetto Vecchio: Emigrare per vivere
In Cacciateli! Concetto Vecchio ricostruisce la campagna referendaria che condusse alle urne gli uomini svizzeri – un precedente referendum negò alle donne il diritto di voto – per decidere sulla sorte di quell’umanità in affitto che erano i lavoratori stranieri: ospiti indesiderati nella Svizzera bisognosa di manodopera e incoraggiati a partire dagli accordi tra governi italiano e svizzero. L’Italia del dopoguerra, incapace di garantire lavoro ad una popolazione ridotta in miseria, incoraggia le partenze con accordi bilaterali con il governo svizzero. Quasi il 50% del flusso migratorio italiano di quegli anni è diretto verso la Svizzera con contratti come lavoratori stagionali per sei, nove e dodici mesi.
Rigorosa condizione era che la famiglia non li seguisse: la Svizzera non ammetteva che le donne non lavoratrici e i figli dei “lavoratori ospiti” si insediassero perché “le mogli e i bambini degli immigrati sono braccia morte che pesano sulle nostre spalle e minacciano lo stesso benessere dei cittadini”, affermava Schwarzenbach.  In quei luoghi dai nomi impronunciabili gli emigrati lavoravano a cottimo e vivevano in baracche simili a lager o in stanze ai limiti della abitabilità. Molti sfidavano le regole e nascondevano i propri figli in casa, costringendoli alla clandestinità.
Cosa spinge la Svizzera, oasi di benessere, bisognosa della forza lavoro italiana e straniera, a farsi trascinare dalla propaganda xenofoba di Schwarzenbach? Non solo gli espedienti retorici per negare la natura razzista delle proprie idee o l’assetto istituzionale svizzero dove l’amministrazione prevale sulle ideologie e quasi tutto è deciso con un referendum – la Svizzera è la patria della democrazia diretta: ciò che conta è che si decida -, il terreno fertile furono la paura e lo spaesamento degli svizzeri, chiusi e neutrali, dinanzi alla modernizzazione e ai mutamenti di quegli anni.
Cosa resta?
In Cacciateli! Concetto Vecchio elabora l’irrequietezza del passato non solo privato. C’è la vicenda di un italiano che alla vigilia del referendum viene sparato dal vicino di casa svizzero perché alle 21 era ancora fuori casa curando l’orto nel proprio giardino, ci sono le storie dei bambini nascosti nei bagagliai delle auto per superare clandestinamente il confine, ci sono le nottate di affittuari italiani costretti a peregrinare di casa in casa perché cacciati via dalle stanze senza tante cerimonie, e vengono i brividi leggendo slogan che suonano familiari: “prima gli svizzeri” è solo uno dei tanti. Emergono le condizioni di chiunque emigri perché costretto a farlo e smaschera la retorica del boom economico raccontandoci le storie dei traditi da quel miracolo, che hanno dovuto trovare altrove la propria emancipazione.
Il 7 giugno 1970 Schwarzenbach perse la sfida e per un pugno di voti il suo referendum fu bocciato. Negli anni ’80 a Platzspitz, il parco di Zurigo noto per essere ritrovo per tossicodipendenti, si potevano trovare giovanissimi italiani che raccontavano di aver trascorso l’infanzia nascosti in casa. Il divieto per i lavoratori stagionali di portare con sé i propri figli è rimasto in vigore fino al 1996. Il dispregiatvo Tschingg è diventato il nome di una catena di take away di pasta. Il 27 settembre 2020 gli svizzeri sono stati chiamati a votare di nuovo su un referendum per limitare il numero di lavoratori stranieri in Svizzera, e anche stavolta il referendum è stato bocciato.

Buono a sapersi

'Effetto gatto nero', ecco perché siamo superstiziosi

image-10771478-collombo-c20ad.jpg?1602614128663
C'è chi teme di imbattersi in un gatto nero, e finisce regolarmente per cambiare strada, e chi si attrezza con cornetti e portafortuna ogni venerdì 13. Per non parlare dell'effetto di una saliera passata direttamente di mano in mano, o di uno specchio finito in mille pezzi. Le superstizioni sono molte, e non sono una peculiarità di noi italiani: all'estero molti edifici non hanno il 13.mo piano, e secondo una ricerca il 25% degli americani si considera superstizioso.
Ebbene, stando ad un'analisi pubblicata su 'The Conversation' da Neil Dagnall, lettore in Psicologia cognitiva applicata della Manchester Metropolitan University e Ken Drinkwater, ricercatore in psicologia e parapsicologia dello stesso ateneo, il comportamento superstizioso in realtà 'regala' una sensazione di controllo sul fato e riduce l'ansia. Gli psicologi spiegano che le superstizioni sono derivate dall'assunto che esiste una connessione tra eventi che accadono nello stesso momento, ma non sono collegati. In pratica, semplici coincidenze vengono lette come se dietro ci fosse un 'disegno superiore'. Per molte persone, spiegano Dagnall e Drinkwater in un articolo ripreso sul 'Daily Mail', evitare gatti neri e specchi rotti, o indossare pendagli portafortuna, riduce l'ansia. E questo è il motivo per cui i livelli di superstizione aumentano in periodi di crisi economica, incertezza sociale e in tempo di guerra. Alla fin fine, i pensieri superstiziosi aiutano a favorire un'attitudine mentale positiva, benché possano provocare decisioni irrazionali.

La Foto del Giorno

di Maurizio Colella - Bienne

Sereno fine settimana a tutti, ma proprio tutti

00:00:00