•  
  •  
​​​​​​​Direttore: Pasquale Sacino - Redazione: Mettstr. 75 - 2504 Bienne - Telefono: 032 345 20 24 - rinascita@bluewin.ch​​​​​​​
image-10378898-Svizzera_e_Italia-16790.jpg
image-11693408-palazzo_federale2-d3d94.w640.jpg

Non piace a Berna l’idea di una tredicesima dell’Avs

image-10746959-anziani-caldo-45c48.jpg
‘Costosa e iniqua’. Il Consiglio federale prende ufficialmente posizione contro l’iniziativa popolare ‘Vivere meglio la pensione’.
Bienne, 25 Maggio 2022 -L’iniziativa popolare per una tredicesima mensilità Avs non piace al Consiglio federale, che oggi si è schierato ufficialmente contro il testo. L’esecutivo ritiene infatti che non vi sia alcun margine di manovra finanziario per il versamento di una rendita di vecchiaia supplementare. L‘iniziativa, la cui denominazione ufficiale è ’Vivere meglio la pensione (Iniziativa per una 13esima mensilità Avs)’, chiede che tutti i beneficiari di una rendita di vecchiaia abbiano diritto a un supplemento annuo pari a un dodicesimo della loro rendita. Esso non dovrà comportare la riduzione delle prestazioni complementari né la perdita del diritto alle medesime. 
Con l’attuale meccanismo di adeguamento delle rendite Avs all’evoluzione dei prezzi e dei salari, esse sostituiscono una parte del reddito conseguito in precedenza più bassa per ogni generazione rispetto a quella prima. Le richieste di migliorare le prestazioni sono dunque comprensibili, ammette il Consiglio federale.
Iniziativa costosa e iniqua
Tuttavia, rimarca il Governo, queste prestazioni supplementari peggiorerebbero ulteriormente la situazione finanziaria dell’assicurazione, poiché genererebbero nuove spese pari a circa 5 miliardi di franchi nel 2032. Un importo che corrisponde a circa 0,8 punti percentuali dei salari o a 1,1 punti percentuali Iva. Già con l’ordinamento vigente, secondo le prospettive, l’Avs registrerà un deficit di ripartizione di circa 4,7 miliardi di franchi fra dieci anni. Secondo l’esecutivo, il versamento di una tredicesima rendita provocherebbe inoltre ingiustizie. I beneficiari di una rendita d’invalidità o per superstiti sarebbero infatti penalizzati rispetto ai pensionati, anche nell’ambito delle prestazioni complementari. Una disparità che il Consiglio federale ritiene problematica: propone pertanto al Parlamento di raccomandare a popolo e cantoni di respingere il testo.
Riforma già in corso
Il governo ribadisce di puntare sulle riforme della previdenza per la vecchiaia in corso, tese a mantenere il livello delle prestazioni dell’Avs e della previdenza professionale obbligatoria e ad assicurare l’equilibrio finanziario del 1° e del 2° pilastro. La riforma concernente la stabilizzazione dell’Avs (Avs 21), su cui i cittadini voteranno il 25 settembre, è volta a garantire il finanziamento dell’assicurazione e il livello delle prestazioni per il prossimo decennio, evidenzia il Consiglio federale. In base al progetto, l’età di pensionamento sarà armonizzata a 65 anni sia per gli uomini che per le donne.
Per le donne prossime al pensionamento ciò sarà accompagnato da misure compensative. Per generare entrate supplementari si procederà a un aumento dell’Iva. Inoltre, il passaggio dalla vita professionale alla pensione sarà reso più flessibile e potrà essere effettuato gradualmente tramite la riscossione parziale della rendita. Chi lavorerà oltre i 65 anni avrà la possibilità di colmare eventuali lacune contributive e migliorare così la propria rendita.
In conclusione, il Consiglio federale afferma di voler puntare su un miglioramento mirato della previdenza per la vecchiaia degli assicurati con redditi modesti invece che su un costoso ampliamento delle prestazioni per tutti. A tal fine si prevede di rendere la previdenza professionale obbligatoria accessibile anche ai lavoratori con gradi d’occupazione e redditi bassi. La riforma Lpp 21 è attualmente discussa in Parlamento.

Vaiolo delle scimmie, c’è un secondo caso in Svizzera

image-11780213-vaiolo-d3d94.w640.png
Dopo il contagio nel Canton Berna, è la volta di un ginevrino. Anche quest’ultimo reduce da un viaggio all’estero
Bienne, 24 Maggio 2022 - Un secondo caso di vaiolo delle scimmie è stato confermato in Svizzera, più precisamente a Ginevra. Il primo era stato diagnosticato sabato scorso nella regione di Berna. La persona infetta è in isolamento, riferisce oggi il Dipartimento della sanità del Canton Ginevra in una nota. Le sue condizioni generali sono buone e al momento non necessita di ricovero. I primi elementi raccolti indicano che il paziente è stato contaminato durante un viaggio all’estero, come nel caso bernese. Un’indagine epidemiologica è in corso per avvisare le persone che potrebbero essere esposte.
Questa patologia è una variante generalmente meno pericolosa del vaiolo, debellato da una quarantina d’anni. I sintomi inizialmente sono febbre alta, mal di testa, dolori muscolari e alla schiena, ingrossamento dei linfonodi. In uno-tre giorni si manifesta un’eruzione cutanea, in primis sul viso e in seguito sul resto del corpo, con la formazione di vesciche, pustole e croste. Diversi casi sono emersi di recente in svariati Paesi europei e non solo. Fra le nazioni colpite vi sono ad esempio le confinanti Italia, Francia e Germania.
Chi rientra da un viaggio in una delle zone a rischio (Africa occidentale e centrale) dovrebbe sorvegliare il proprio stato di salute e consultare un medico nell’eventualità di sintomi, raccomanda l’UFSP sul proprio sito web. Il virus è considerato come moderatamente trasmissibile all’essere umano. Il contagio avviene attraverso goccioline di grandi dimensioni e un contatto stretto con persone o animali infetti.

Coronavirus, sotto i diecimila casi in una settimana

image-11780150-Coronavirus-45c48.jpg
Negli ultimi sette giorni le nuove infezioni in Svizzera sono state 8’125. In calo anche i decessi (da 12 a 10) e i ricoveri (da 150 a 100)
Bienne, 24 Maggio 2022 - Sono state in totale 8’125 le nuove infezioni da coronavirus segnalate nell’ultima settimana in Svizzera. Il bollettino settimanale dell’Ufficio federale della sanità pubblica (Ufsp) riporta anche dieci decessi e cento persone ricoverate. Esattamente una settimana fa, l’Ufsp aveva annunciato 10’788 casi, ovvero 2’663 in più. Lo stesso giorno si contavano 12 decessi e 150 ricoveri. Sono 585 le persone attualmente ricoverate in un reparto di cure intensive a seguito di complicazioni dovute all’infezione.
I pazienti Covid occupano il 3,3% dei posti disponibili in terapia intensiva, con un tasso d’occupazione del 71,1%. Nell’ultima settimana sono stati trasmessi i risultati di 61’934 test; il tasso di positività è del 13,1%, contro il 16,8% della scorsa settimana. In totale, il 69,2% degli svizzeri ha ricevuto due dosi di vaccino e il 43,3% ha effettuato anche il cosiddetto booster. Negli ultimi 28 giorni, il numero totale di infezioni è 46’763, ovvero 536,93 ogni 100’000 abitanti. Dall’inizio della pandemia, 3’668’051 casi di Covid-19 sono stati confermati in laboratorio su un totale di 21’538’651 test effettuati in Svizzera e nel Liechtenstein. In totale si contano 13’325 decessi e il numero di persone ospedalizzate si attesta a 53’292.

Losanna, una petizione per revocare il dottorato a Mussolini

image-11778830-Mussolini-c9f0f.w640.png
Più che a chiedere di cancellare la decisione dell’ateneo, i firmatari vogliono che essa venga riconsiderata
Bienne, 24 Maggio 2022 - Revocare il dottorato honoris causa concesso nel 1937 dall’Università di Losanna (Unil) a Benito Mussolini, allora duce e capo di governo in Italia. È quanto invita a fare un comitato appositamente creatosi, che ha lanciato una petizione online. "All’epoca dei fatti, il regime fascista esisteva da 15 anni ed era caratterizzato dalla distruzione della democrazia rappresentativa, dalla repressione dell’opposizione politica, dalla violenza coloniale in Etiopia e dalla violenza politica diffusa", si legge in un comunicato diffuso dal comitato.
I firmatari sottolineano che non si tratta di "cancellare una decisione dell’Unil", ma piuttosto di "riconsiderarla". "Cogliere il contesto politico che lo ha reso possibile, comprendere ciò che ci ha preceduto per capire meglio da dove veniamo e, soprattutto, capire in quale società ci evolviamo oggi e quali valori condividiamo". L’ateneo è invitato a intraprendere un lavoro di ricerca sul tema e a renderlo pubblico. All’epoca, il titolo onorifico fu conferito a Mussolini "per aver concepito e realizzato in patria un’organizzazione sociale che ha arricchito la scienza sociologica e che lascerà un segno profondo nella storia". Mussolini trascorse quasi due anni in Svizzera all’inizio del XX secolo e per alcuni mesi frequentò la facoltà di scienze sociali e politiche dell’Unil.

L'estate in Svizzera sarà più calda del normale, attesi fino a 40 gradi

image-11776604-più_calda-6512b.w640.jpg
Bienne, 22 Maggio 2022 - L'estate in Svizzera sarà più calda del normale, avverte il caporedattore di SRF Meteo, Thomas Bucheli. Nuovi record di calore sono «molto probabili», ha dichiarato in un'intervista al domenicale SonntagsZeitung. A suo avviso, «sarebbe sorprendente se andasse in un altro modo». Quanto in alto potrebbe «salire» la colonnina di mercurio, è difficile da prevedere, ha detto Bucheli. Ma, se più fattori si combinano, la Svizzera potrebbe registrare temperature da due a cinque gradi Celsius più elevate rispetto a finora, ha aggiunto. «Potrebbe fare fino a 40 gradi».
Il record di caldo in Svizzera è tuttora detenuto da Grono, dove durante l'estate canicolare del 2003 si erano registrati 41,5 gradi. Le temperature misurate in alcune località in maggio sono «ben lontane dalla normalità», ha proseguito il meteorologo. Record di calore sono stati battuti, sia per quanto riguarda il giorno più caldo dall'inizio delle misurazioni, sia perché temperature così elevate non erano ancora mai state registrate così presto nell'anno.
In numerose località svizzere, il numero di giorni estivi con più di 25 gradi è praticamente raddoppiato dall'inizio delle misurazioni. La tendenza è pure netta per i giorni di canicola con oltre 30 gradi Si tratta di misure concrete e non di ipotesi. Tale fenomeno è chiaramente dovuto al clima, secondo Bucheli. I modelli e le misure climatologiche dimostrano come le temperature più elevate siano una conseguenza dell'aumento dei gas ad effetto serra. Il cambiamento climatico provoca sempre più giorni canicolari e nuovi record di temperatura.

Il piano di Berna per far fronte alla riduzione di gas russo

image-11771312-gas_russo-e4da3.jpg
Adottato un piano per far fronte all’eventuale riduzione delle forniture dalla Russia: riserve stoccate in Paesi vicini e opzione per ulteriori forniture
Bienne, 19 Maggio 2022 - Il settore del gas deve assicurarsi capacità di stoccaggio nei Paesi limitrofi e opzioni per ulteriori forniture di gas. Lo prevede un'ordinanza urgente (valida dal 23 maggio al 30 settembre 2023) adottata oggi dal Consiglio federale in vista di un'eventuale riduzione, l'inverno prossimo, delle forniture provenienti dalla Russia in relazione alla guerra in Ucraina. Per aumentare l'approvvigionamento di gas, all'inizio di marzo il Consiglio federale ha deciso di facilitare per il settore l'acquisto di gas e di capacità di stoccaggio nei Paesi confinanti. Nel frattempo la task force costituita dal settore del gas, i cui lavori sono coordinati dall'Associazione Svizzera dell'Industria del gas (ASIG), ha elaborato, con la collaborazione del Dipartimento dell'energia (DATEC) e quello dell'economia (DEFR), un piano contenente i capisaldi delle misure previste per l'approvvigionamento invernale 2022/2023. Il Consiglio federale ne ha preso atto oggi, fissandone i capisaldi in un'ordinanza.
Riserva fisica
Una parte dell'approvvigionamento ordinario di gas deve essere garantita mediante lo stoccaggio, principalmente nei Paesi limitrofi. Tale riserva fisica è destinata a coprire il 15% (circa 6 TWh) del consumo annuale di gas della Svizzera (circa 35 TWh). Circa la metà di questa riserva fisica è già stata prenotata in Francia dalle società regionali Gaznat e Gasverbund Mittelland (GVM).
Opzioni per altre forniture
Oltre all'approvvigionamento ordinario devono essere acquistati 6 TWh in Francia, Germania, Italia e Paesi Bassi sotto forma di opzioni per la fornitura di gas di origine non russa, cui in caso di necessità la Svizzera potrà ricorrere con breve preavviso dietro pagamento di un corrispettivo fisso, precisa la nota. Questa quantità equivale a circa il 20% del consumo invernale in Svizzera. Ciò permetterà anche una diversificazione dei canali di approvvigionamento
Piano industria del gas
Nella sua seduta odierna, l'esecutivo ha anche accolto con favore il piano dell'industria del gas. Esso, infatti, fornisce un'ulteriore garanzia contro i rischi legati alla fornitura invernale 2022/2023 e una loro maggiore diversificazione. Queste nuove misure devono pertanto essere considerate come lavori preliminari alla legge sull'approvvigionamento economico del Paese. Il Consiglio federale si aspetta che la costituzione della riserva di gas possa svolgersi nel rispetto del diritto in materia di concorrenza. A questo proposito l'ordinanza stabilisce che i costi devono essere coperti senza discriminazioni attraverso le tariffe di utilizzazione della rete. Il Consiglio federale invita la task force creata a tale scopo a portare a termine il piano per la riserva di gas congiuntamente al DEFR e al DATEC e di informarlo entro la metà di giugno.
Lavori ancora in corso
Occorre ancora definire, in particolare, come verrà gestita la riserva di gas: un piano specifico dovrà definire come e quando ricorrere alla riserva di gas, chi potrà utilizzarla e a quale prezzo. Sarà inoltre necessario garantire la trasparenza sui contratti stipulati e sui costi, nonché garantire le necessarie capacità della rete per l'importazione di gas. Se nel corso dei prossimi lavori si rivelasse impossibile attuare le misure ordinate dalla Confederazione nel rispetto del diritto in materia di concorrenza, il Consiglio federale valuterà quali regole adottare.
Il Governo prevede inoltre di intensificare i contatti bilaterali per valutare la possibilità di firmare accordi bilaterali che garantiscano l'accesso agli impianti di stoccaggio. Tenendo conto di quanto sta accadendo con la crisi ucraina, il Consiglio federale ha inoltre incaricato il DATEC di rivedere il progetto, da porre in consultazione, della legge sull'approvvigionamento di gas e di presentargli in un documento interlocutorio i nuovi capisaldi del progetto entro la fine di aprile 2023.
image-11731175-bandiera_italiana_europea-16790.png
image-11693432-roma_capitale.jpg2-6512b.w640.png

I 100 anni di Enrico Berlinguer, Mattarella: 'Sempre attuale per il Paese'

image-11781761-Berlinguer-9bf31.w640.jpg
Enrico Berlinguer durante un comizio il 16 giugno 1975, a Roma, a Piazza San Giovanni.
Bienne, 25 Maggio 2022 - Cento anni fa, il 25 maggio 1922, nasceva a Sassari Enrico Berlinguer, l'uomo destinato a entrare nella storia del Partito Comunista, che sotto la sua guida toccò il massimo consenso elettorale con il 34,4% nel 1976, e della Repubblica italiana.  L'uomo del "compromesso storico" con la Dc, l'uomo che seppe tracciare un solco fra il comunismo italiano e quello sovietico. Su di lui si è scritto e detto tutto, complimenti e critiche. Enzo Biagi di lui disse, "è uno dei pochi politici che mantiene la parola". Roberto Benigni, a una celebre manifestazione del Fgci a Roma nel 1983, lo prese in braccio sul palco, rendendolo, se mai ci fosse stato bisogno, ancora più popolare e umano, e disse, "Questo è un comunista autentico".
Un destino scritto dalla nascita quello di Berlinguer, figlio di Mario, avvocato fervente antifascista, compagno di scuola di Palmiro Togliatti e poi senatore socialista. Un destino che il giovane Enrico seppe plasmare con le proprie mani, con il proprio carattere e con una intelligenza politica fuori dal comune. Dopo la gioventù trascorsa a Sassari, con la maturità conseguita al Liceo Azuni, lo stesso frequentato dai due presidenti della Repubblica, Antonio Segni e Francesco Cossiga, Berlinguer si trasferisce a Roma. Non prima però di essere stato incarcerato per 4 mesi, dal gennaio del 1944 con l'accusa di essere l'istigatore dei moti del pane.
A soli 26 anni entra nella direzione del Pci e dopo un solo anno diventa segretario generale della Federazione dei giovani comunisti italiani. La scalata nel partito è tanto rapida quanto meritata: nel 1958 è vice segretario, sotto Togliatti, nel 1960 è responsabile dell'organizzazione del partito, nel 1972 diventa segretario nazionale. Lo rimarrà fino alla sua morte, nel 1984, causata da un ictus durante un comizio a Padova. "Il mondo, anche questo terribile, intricato mondo di oggi può essere conosciuto, interpretato, trasformato, e messo al servizio dell'uomo, del suo benessere, della sua felicità. La lotta per questo obiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita": così con una citazione, il ministro Roberto Speranza su Twitter ricorda Enrico Berlinguer che nasceva cento anni fa, il 25 maggio 1922.
Berlinguer fu un "grande italiano, un uomo di Stato che antepose sempre la Nazione alla parte, angosciato della vicenda del rapimento ed assassinio di Aldo Moro, sempre dalla parte dello Stato e della difesa delle Istituzioni". Lo ha detto nell'Aula della Camera il segretario del Pd Enrico Letta commemorando il centenario della nascita di Enrico Berlinguer. Letta definisce Berlinguer come "un leader politico carismatico che ha lasciato trecce profondissime nel Paese sia in vita sia dopo la sua morte 'sul campo'. Ha fatto la storia d'Italia nei decenni più duri, complessi e controversi che hanno cambiato il Paese. Abbiamo voluto questo ricordo nel temnpio della nostra democrazia perchè la democrazia deve avere il sacro rispetto per la memoria di personalità storiche che, pur essendo di parte, appartengono a tutta l'Italia ed alla sua storia collettiva. E Berlinguer ha sempre evocato il rispetto da parte di tutti, quale ne fosse la parte politica".
Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha reso omaggio aBerlinguer  parlando dello storico segretari del Pci come di un "protagonista della vita del Paese che ha dimostrato un profondo rispetto per la costituzione e le sue regole e un'attenzione morale costantemente espressa e sollecitata. Due aspetti inscindibili tra loro e strettamente collegati che rappresentano con un messaggio sempre attuale per la nostra Repubblica". Un intervento vero e proprio del Capo dello Stato non era previsto, ma si è trattato di un breve saluto poco prima della conclusione della cerimonia. 

Caos nel centrodestra dopo il vertice di Arcore, Fdi all'attacco
I nodi sono le alleanze e la candidatura di Musumeci in Sicilia. Gelo 

image-11770997-Meloni_e_Salvini-45c48.jpg
Meloni e Salvini
Bienne, 19 Maggio 2022 - Nel centrodestra è caos totale: a meno di un mese dalle amministrative la coalizione è spaccata verticalmente su tutto, con Fratelli d'Italia all'attacco su tanti fronti, dalla richiesta sinora inevasa di un patto "anti-inciucio" che escluda ogni futura alleanza con Pd e M5s, al nodo cruciale della ricandidatura di Nello Musumeci alla Regione Sicilia. Il vertice dei leader, organizzato ad Arcore, avrebbe dovuto segnare un primo passo verso il disgelo dopo le scorie accumulate nei mesi passati.
E' arrivato a sorpresa, ben 145 giorni dall'ultima riunione di Villa Grande, alla vigilia di Natale, quando l'obiettiivo comune era strappare il Quirinale al centrosinistra. Poi, com'è noto, quel flop ha portato con sè altre spaccature, incomunicabilità e polemiche continue. Un clima politicamente e umanamente irrespirabile, che neanche l'ospitalità del Cavaliere è riuscito a mitigare. Per cercare di addolcire l'atmosfera, Silvio Berlusconi ha accolto i due alleati regalando ad ognuno di loro un quadro di una Madonna. Ma le due Vergini non hanno fatto il miracolo. Che le cose non siano andate lisce si capisce subito, quando la delegazione leghista formata da Matteo Salvini e Roberto Calderoli lascia solitaria villa San Martino, dopo il caffè.
La Lega fa sapere laconicamente che il segretario "è molto soddisfatto" dell'incontro. Passa un'altra ora, sono le 17, quando esce Silvio Berlusconi per assicurare i giornalisti che il centrodestra è unito: "E' evidente che se si disunisse perderemmo le elezioni, solo un pazzo potrebbe pensare di mandare all'aria questa coalizione. Aggiorneremo il programma, ne avremo uno unico, la coalizione va avanti spedita", conclude. Nessun cenno all'usuale comunicato congiunto, con cui spesso la coalizione ha cercato in passato di attenuare i dissensi interni. Arriva invece una nota al fulmicotone di Fratelli d'Italia in cui si elencano, uno dopo l'altro, in modo impietoso, i punti di frattura con gli alleati.
"È sicuramente positivo essersi incontrati ma l'unità della coalizione non basta declamarla. Occorre costruirla nei fatti", esordisce il partito di Meloni che pone l'accento sui 5 capoluoghi in cui la colazione va divisa. Poi l'affondo sulla "non ancora ufficializzata ricandidatura del presidente uscente Nello Musumeci in Sicilia, su cui la personale dichiarata disponibilità di Berlusconi si è fermata di fronte alla richiesta di Salvini di ritardare l'annuncio del candidato". Quindi la denuncia di "regole ancora fumose" su alleanze e programmi comuni. C'è chi dice che ci fosse un accordo per non rinfocolare la polemica a evitare note singole e che Fdi avrebbe violato quest'ipotesi. Non a caso a Meloni, per la Lega, non replica Salvini ma il leghista palermitano Nino Minardo: "I dubbi su Musumeci - contrattacca - non sono di Salvini o della Lega, ma semmai della netta maggioranza dei siciliani stando all'ultimo sondaggio".
Infine, come ciliegina su una torta sempre più immangiabile, da Arcore trapela la dura reazione del Cavaliere che si dice "sopreso e irritato" per la nota di Fratelli d'Italia. A Berlusconi non è andata giù la scelta di avergli attribuito pubblicamente quell'apertura, seppure personale, sulla ricandidatura di Musumeci. Da via della Scrofa replicano sorpresi: è stato proprio Berlusconi - raccontano - a farci vedere una sua nota in cui era confermata la sua apertura a Musumeci.

Italiani alle urne il 12 giugno: referendum ed elezioni amministrative

image-11767652-elezioni-c20ad.jpg
Bienne, 16 Maggio 2022 - Il 12 giugno le urne si apriranno in tutta Italia e non solo nei circa mille comuni in cui si eleggeranno sindaci e consigli. Si voterà infatti anche per i cinque referendum abrogativi in materia di giustizia promossi da Lega e radicali. In origine i quesiti presentati erano sei, ma uno è stato dichiarato inammissibile dalla Corte costituzionale. Vediamo in estrema sintesi il loro contenuto, seguendo l'ordine in cui compaiono sul sito del ministero dell'Interno
Il 12 giugno le urne si apriranno in tutta Italia e non solo nei circa mille comuni in cui si eleggeranno sindaci e consigli. Si voterà infatti anche per i cinque referendum abrogativi in materia di giustizia promossi da Lega e radicali. In origine i quesiti presentati erano sei, ma uno è stato dichiarato inammissibile dalla Corte costituzionale. Vediamo in estrema sintesi il loro contenuto, seguendo l’ordine in cui compaiono sul sito del ministero dell’Interno.
Il primo quesito propone di abrogare la cosiddetta “legge Severino” (per la precisione si tratta di un decreto legislativo) che in caso di condanna giudiziaria prevede automaticamente l’incandidabilità, l’ineleggibilità e la decadenza per parlamentari, membri del governo, consiglieri regionali, sindaci e amministratori locali. Per le cariche in enti territoriali la sospensione scatta già dopo la sentenza di primo grado. L’eventuale abrogazione eliminerà l’automatismo e quindi sarà il giudice a decidere volta per volta se applicare o meno l’interdizione dai pubblici uffici.
Il secondo quesito interviene sulle fattispecie per le quali, durante le indagini, il magistrato può disporre la custodia cautelare (in carcere o in altre forme) di una persona investita da gravi indizi di colpevolezza. Perché ciò sia possibile deve sussistere il rischio di fuga o di inquinamento delle prove o, ancora, di reiterazione del reato. Il referendum propone di abrogare quest’ultima fattispecie.
Il terzo quesito è lunghissimo nella formulazione, ma il suo obiettivo si può sintetizzare così: eliminare la possibilità che un magistrato passi dalla funzione requirente (la cosiddetta “pubblica accusa”) a quella giudicante e viceversa. Detto in altri termini, un pm resterà tale per tutta la sua carriera e non potrà diventare giudice e così pure all’inverso.
Il quarto quesito punta a consentire anche ad avvocati e professori universitari di partecipare alle delibere sulla valutazione professionale dei magistrati all’interno del Consiglio direttivo della Corte di Cassazione e dei Consigli giudiziari territoriali. Tali organismi esprimono pareri per le decisioni di competenza del Consiglio superiore della magistratura.
Il quinto quesito chiede l’abrogazione dell’obbligo del magistrato di raccogliere almeno 25 firme, fino a un massimo di 50, per presentare la propria candidatura al Csm.
Restano da appurare gli eventuali effetti sui referendum della riforma dell’ordinamento giudiziario all’esame del Parlamento, qualora essa fosse approvata, promulgata e pubblicata prima del 12 giugno. Se le norme oggetto delle richieste abrogative risulteranno eliminate o modificate, sarà l’Ufficio centrale per il referendum della Cassazione a valutare la sorte dei quesiti, che potranno anche essere trasferiti sulle nuove norme se i cambiamenti introdotti non saranno tali da far venir meno le ragioni dei proponenti.
Allo stato si può prevedere – sempre se la “riforma Cartabia” sarà diventata legge in tempo utile – che il quinto dei quesiti sia destinato a decadere perché il suo contenuto è di fatto identico a quanto dispone la nuova legge. I primi due riguardano ambiti non toccati dalla riforma e quindi per essi non ci saranno problemi. Per il terzo e il quarto l’ipotesi più accreditata tra gli esperti è che resteranno in campo e saranno applicati alle nuove norme. Dopo di che la parola passerà agli elettori, sia nel merito delle scelte che sul piano della partecipazione: perché la consultazione sia valida, infatti, occorre che si rechi alle urne la metà degli aventi diritto più uno
image-10576919-download-45c48.jpg?1595533029467
Nessuno si chiede perché siamo stati costretti a partire?

Italiani nel Mondo-Regioni-Associazioni

Il governatore Bardi ai Lucani nel mondo: orgoglioso di voi

image-11780267-Lucani-c9f0f.w640.jpg
Bienne, 24 Maggio 2022 - “La vostra attività di testimonianza e promozione quotidiana, inesauribile, delle grandi qualità della Basilicata e del suo popolo fiero che attraverso le sue generazioni vive nelle altre regioni d’Italia, in tutti i Continenti e in moltissimi Paesi del Mondo, è motivo di grande e inestimabile orgoglio per noi amministratori regionali”. Inizia così il messaggio che il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi (foto), ha inviato alle associazioni e alle federazioni dei lucani che operano nelle altre regioni italiane e in numerosi Paesi del mondo in occasione della “Giornata dei lucani nel Mondo” che si è celebrata lo scorso 22 maggio.
“Il carattere, la laboriosità, la riservatezza e l’umiltà sono i segni distintivi dei lucani in ogni angolo del Globo che li hanno portati e li portano a raggiungere traguardi e ruoli prestigiosissimi i tantissimi ambiti: dalla scienza alle arti, dalla politica alla cultura, dai ruoli apicali nelle istituzioni pubbliche a quelli nei settori svariati dell’economia, della comunicazione, dello sport - ha aggiunto ancora il governatore -.
Siete, voi tutti, gli ambasciatori ineguagliabili della storia, della cultura, delle tradizioni, delle bellezze paesaggistiche, ambientali, urbanistiche e architettoniche che come un grande mosaico compongono e caratterizzano la nostra regione incastonata nel Sud dell’Italia. “La vostra terra - ha concluso - è sempre qui ad aspettarvi per accogliervi, nei suoi 131 comuni, come suoi figli, in ogni momento”. 

Australia, vincono i Laburisti di Albanese
Primo leader "italiano" di un paese anglosassone

image-11773784-Australia,-45c48.w640.png
Anthony Albanese esulta con Penny Wong (a sinistra), leader laburista al Senato, e con la compagna Jodie Haydon.
Bienne, 21 Maggio 2022 - Sarà, quindi, il leader di centro-sinistra Anthony Albanese a formare un nuovo governo, insieme ad una coalizione con Verdi e Indipendenti - diversi soggetti politici, politicamente uniti -, ma il rischio è che sia un governo di risicatissima maggioranza in Parlamento a Canberra
Per i Laburisti australiani è, in ogni caso, il ritorno al governo dopo 9 anni di opposizione. I 17 milioni di elettori hanno cosi decretato la sconfitta, forse annunciata, del primo ministro Scott Morrison, che ha riconosciuto pubblicamente la sconfitta: la sua coalizione liberal-nazionale ha ottenuto alla Camera dei Rappresentanti solo 55 seggi su 151, contro i 76 dei laburisti, la quota minima per la maggioranza.
Anthony Albanese - che ha votato a Marrickville, alla periferia di Sydney, dove vive - ha 59 anni, papà di Barletta (e ha conosciuto il papà italiano solo... a 46 anni!) e mamma australiana di origini irlandesi, sarà cosi essere il primo leader di origine italiana di un paese anglosassone.
Aumento della spesa sociale, riduzione del deficit
In campagna elettorale, i Laburisti hanno promesso di aumentare la spesa sociale per l'assistenza ai bambini e agli anziani. La coalizione di centro-sinistra promette, altresì, una migliore gestione economica, visto che il deficit pubblico australiano è aumentato vertiginosamente durante i due anni di pandemia, costati cari - alle urne - al governo di Morrison, che ha imposto lunghi periodi di lockdown agli australiani.

L’incredibile storia di Anthony Albanese

Anthony Albanese, il leader del Partito laborista seppe solo all’età di 14 anni che suo padre Carlo, originario di Barletta, era vivo e vegeto, e non era morto in un incidente stradale come sua madre Maryanne Ellery, australiana d’origini irlandesi, gli aveva fino ad allora raccontato.  Il giovane Anthony venne anche a sapere che i suoi genitori non si erano mai sposati, come invece gli era stato fatto credere: Maryanne aveva incontrato Carlo nel 1962 in viaggio tra Sydney e Southampton sulla nave da crociera Fairsky, dove l’immigrato italiano lavorava come steward. All’arrivo in Inghilterra la fugace relazione tra i due terminò. 
Maryanne Ellery seppe più tardi di essere incinta, quando aveva già fatto ritorno in Australia. Scrisse a Carlo Albanese, informandolo della gravidanza, ma questi rivelò d’essere già impegnato con una donna a Barletta. L’australiana decise di dare il bambino in adozione, ma dopo il parto cambiò idea e si convinse a crescere il figlio da sola. Per preservare le apparenze nell’Australia conservatrice d’inizio anni Sessanta, tuttavia, preferì fingere d’essersi sposata e di essere rimasta vedova, assumendo quindi il cognome del padre del bambino.
Solo nel 1977, quando era già parzialmente paralizzata da un’artrite reumatoide che avrebbe segnato il resto della sua vita, Maryanne Ellery trovò la forza di raccontare la verità a suo figlio Anthony. Gli disse che suo padre, per quanto ne sapeva, poteva essere ancora vivo. 
“Credo sia stato molto traumatico per lei”, avrebbe raccontato Anthony in seguito. Il giovane, legato alla madre da un rapporto particolarmente forte, decise tuttavia di non cercare suo padre Carlo. Si risolse a farlo solo nel 2002, alla morte di sua madre, quando già aveva intrapreso la carriera politica entrando in parlamento con il Partito laborista. Del padre conosceva solo il nome, la nazionalità e la nave a bordo della quale lavorava. 
Attraverso la compagnia marittima della Fairsky, la Sitmar Cruises, riuscì a ottenere un indirizzo. Scrisse una lettera, omettendo di essere il figlio di Carlo, e tempo dopo ricevette una risposta da un avvocato di Barletta. Anthony Albanese decise quindi di partire per la Puglia, e nel 2009 incontrò per la prima volta suo padre (assieme a due fratellastri della cui esistenza era venuto nel frattempo a conoscenza). Carlo Albanese morì di cancro nel gennaio 2014, ma suo figlio riuscì a fargli visita un’altra volta in Italia nel 2013 per dirgli addio. “Durante la campagna elettorale del 2013 Kevin Rudd (leader laborista che sarebbe diventato primo ministro quell’anno) sapeva che sarei dovuto partire da un momento all’altro per salutare mio padre”, avrebbe poi raccontato Anthony.
Quello stesso anno Albanese si candidò per la guida del Partito laborista contro Bill Shorten, che tuttavia godeva di maggior sostegno tra i parlamentari e vinse. Questo non impedì a Shorten di nominare Albanese ministro ombra per le Infrastrutture e per il Turismo e, successivamente, ministro ombra per le Città. Albanese ci riprovò nel 2019, quando Shorten annunciò le dimissioni da leader laborista a seguito della sconfitta elettorale di quell’anno. Stavolta, all’età di 56 anni, riuscì a ottenere la guida del partito e, dunque, a diventare leader dell’opposizione al primo ministro uscente, il liberale Scott Morrison. 
Proprio a quest’ultimo Albanese contenderà domani la guida del futuro governo australiano. Gli ultimi sondaggi attribuiscono al laborista un vantaggio pur assottigliato rispetto a qualche settimana fa. Le elezioni sono seguite con grande attenzione dagli osservatori internazionali, poiché negli ultimi anni l’Australia è diventata un tassello cruciale dell’architettura di sicurezza degli Stati Uniti nell’Indo-Pacifico, una regione destinata a diventare sempre più centrale nello scenario globale. 
Albanese si è già detto pronto, in caso di vittoria, a volare a Tokyo per partecipare al vertice Quad assieme al presidente statunitense Joe Biden e agli omologhi di Giappone e India, rispettivamente Fumio Kishida e Narendra Modi. Sempre in caso di vittoria, Albanese sarà il primo leader di origine italiana ad assumere la guida di un Paese anglosassone.

Bonus 200 euro, esclusi i pensionati italiani all’estero

Bienne, 20 Maggio 2022 - “All’ultimo momento il Governo ha cambiato idea ed ha deciso, come risulta dal testo del Decreto Aiuti pubblicato in questi giorni nella Gazzetta Ufficiale, e nonostante i nostri auspici e le nostre sollecitazioni, di non concedere il Bonus di 200 euro ai pensionati italiani residenti all’estero”, dichiarano in una nota i parlamentari del Pd della circoscrizione Estero  Angela Schirò (deputata eletta nella ripartizione Europa) e Fabio Porta (senatore eletto nella ripartizione America Meridionale).
“Infatti – spiegano –  nel Decreto Aiuti pubblicato nella Gazzetta Ufficiale è stato inserito, modificando così il testo originale approvato dal Consiglio dei Ministri, il vincolo della residenza in Italia ai fini del diritto al Bonus  per i pensionati. All’articolo 32 intitolato ‘Indennità una tantum per pensionati e altre categorie di soggetti’ il legislatore ha aggiunto la frase ‘In favore dei soggetti residenti in Italia… etc.’”.
“Siamo certamente consapevoli  – proseguono i due parlamentari – che il Decreto Aiuti è stato varato con l’obiettivo di adottare misure urgenti di sostegno economico agli italiani residenti in Italia (individui ed imprese) per contenere gli aumenti dei costi del carburante e delle bollette di luce e gas, ma speravamo che il Bonus di 200 euro potesse essere esteso anche e soprattutto ai pensionati italiani residenti all’estero, la cui grande maggioranza percepisce importi irrisori di pensione (e un numero non esiguo di loro  paga le tasse in Italia).
Speravamo che un Bonus che a luglio verrà erogato in Italia a 30 milioni di persone potesse diventare appannaggio anche di 400.000 pensionati italiani residenti all’estero. Così non è stato (ma quando il Decreto arriverà Parlamento non mancheremo di presentare emendamenti correttivi) e, come in altre circostanze, siamo costretti fare i conti con l’ennesima disattenzione dello Stato italiano che troppo spesso non dimostra la necessaria sensibilità per i diritti e le aspettative dei nostri connazionali. Ci aspettiamo infine – concludono Schirò e Porta –  che il Governo chiarisca se i lavoratori italiani residenti all’estero i quali sono alle dipendenze di un datore di lavoro italiano (come ad esempio i contrattisti) possano avere diritto al Bonus visto che l’articolo 31 del Decreto che ne disciplina l’erogazione non introduce, come invece l’articolo 32, il vincolo della residenza in Italia”.

Il cordoglio dell’ECAP di Basilea per la scomparsa di Bruna Miggiano

image-11773274-ecap_di_basilea-8f14e.jpg
Bienne, 20 Maggio 2022 - “Apprendiamo con dolore e con tristezza che nella giornata di ieri è venuta a mancare Bruna Miggiano. Bruna era negli anni settanta tra le fondatrici dell’ECAP di Basilea, poi tra la promotrice della trasformazione in Fondazione, di cui negli anni ottanta sarà poi la prima presidente e infine di nuovo responsabile dell’amministrazione e delle finanze fino al suo pensionamento.
Ma Bruna è stata molto di più di tutto questo”. Inizia così la nota con cui l’ECAP di Basile esprime cordoglio per la scomparsa di Bruna Miggiano. “Nei venticinque anni del suo impegno all’ECAP, – continua la nota – Bruna è stata una delle anime della nostra organizzazione, un motore instancabile, una grande trascinatrice e motivatrice, dotata di profonda curiosità e apertura verso i cambiamenti. Ha insegnato a molti di noi a coniugare lavoro e militanza, perché non esiste professionalità senza impegno. Proprio per il suo spirito instancabile Bruna dopo la pensione non era rimasta inoccupata ed a continuato ad impegnarsi per la formazione e i diritti dei migranti assumendo negli anni 2000 la presidenza della Fondazione FOPRAS.
La stessa organizzazione che anni dopo è stata assorbita da ECAP mediante fusione e le cui attività stiamo proseguendo. Avremmo voluto salutare e festeggiare Bruna nella grande festa prevista nel 2020 per il cinquantesimo anniversario dell’avvio delle attività dell’ECAP in Svizzera. La pandemia ci ha purtroppo impedito di farlo. La sua memoria rimarrà però nelle attività che continueremo a svolgere, nel modo in cui continueremo a farlo. A lei vanno la gratitudine e la riconoscenza di tutti coloro che hanno avuto modo di collaborare con l’ECAP dal 1970 ad oggi”.

Cooptati nei Comites: la Lega interroga il ministro Esteri Di Maio

image-11773313-Luis-Roberto-Lorenzato-6512b.w640.jpg
Luis Roberto di San Martino Lorenzato deputato per la Lega Nord dal 2018.
Bienne, 20 Maggio 2022 - “Assicurare controlli più efficaci sulle cooptazioni dei cittadini stranieri nei Comites/Cgie, sia sotto il profilo della loro effettiva ascendenza italiana, sia sotto quello del loro legame con realtà associative effettivamente operanti”. A richiederlo sono i deputati della Lega in Commissione Esteri in una interrogazione a prima firma Di San Martino Lorenzato, deputato eletto in Sud America, al ministro Di Maio.
Nella premessa, in particolare, si ricorda che “l'attuale disciplina dei Comites e Cgie, organismi di rappresentanza delle comunità degli italiani residenti all'estero, permette la presenza per cooptazione, a determinate condizioni, di cittadini stranieri di origine italiana in ragione del loro prestigio o del loro rapporto con peculiari realtà associative attive e riconosciute; in alcuni casi, tuttavia, questa possibilità genera significative distorsioni e sono segnalati abusi”.
“Si ha notizia, in particolare, di alcuni casi in cui la cooptazione ha privilegiato personalità di dubbia ascendenza italiana, e senza il requisito prescritto del rapporto con realtà associative realmente operanti, - denuncia il deputato leghista – anche per difetto dei controlli necessari, tanto da parte dei Comites interessati, quanto delle competenti autorità consolari; tali circostanze – chiarisce – si sarebbero recentemente verificate a vantaggio di due personalità residenti rispettivamente in Argentina e Brasile; in Argentina, tal Antonio Morello sarebbe entrato nel Cgie grazie alla propria appartenenza all'associazione Universitas Fuscalidi, malgrado questa non risulterebbe presente nel “Registro Nacional de Societades” e sia quindi priva del codice fiscale argentino senza il quale nessuna associazione può operare”.
“Nel caso brasiliano, - continua – un cittadino straniero, Felipe Salgado De Paula, sarebbe stato cooptato nel Comites di San Paolo, per mezzo dell'associazione Ital-Uil, riuscendo successivamente ad accedere anche al Cgie, senza possedere il requisito diretto della parentela entro il quarto grado diretto con un cittadino italiano”. Posto che “l'eventuale, possibile, estendersi del fenomeno snaturerebbe la rappresentanza delle comunità italiane all'estero”, Di San Martino chiede al ministro “se il Governo intenda assumere iniziative – e quali e in che tempi – per assicurare, controlli più efficaci sulle cooptazioni dei cittadini stranieri nei Comites/Cgie, sia sotto il profilo della loro effettiva ascendenza italiana, sia sotto quello del loro legame con realtà associative effettivamente operanti”.

Sex appeal: trucchi per colpire nel segno e conquistare chi desideri!

image-11773319-Sex_appeal-6512b.w640.png
Il sex appeal è un’arte. E come tutte le arti si può imparare! Ecco una piccola ma efficace guida per imparare ad attrarre, conquistare e catturare tutti gli sguardi.
Bienne, 20 Maggio 2022 -Dicono che il sex appeal sia una dote naturale. Avete presente quando a una festa gli occhi sono sempre rivolti su quella ragazza che ovunque va, riesce comunque ad essere il centro dell’attenzione? Ecco. Se stai leggendo questo articolo probabilmente quella ragazza non sei tu, non ancora almeno. Ma questa presto potrebbe essere la tua specialità. Eh sì, perché la bella notizia è che in realtà il sex appeal è un’arte da imparare. Certo occorre esercitarsi un po’ ma i risultati che riuscirai a raggiungere stupiranno anche te stessa. Prima regola? Non credere a chi ti racconta che si sente sexy in ogni momento della giornata da gennaio a dicembre: tutte le donne sono umane!
Cosa è il sex appel?
Secondo il maggior vocabolario italiano, la Treccani il sex appeal è la particolare capacità di esercitare, con le proprie doti fisiche (insieme allo sguardo, alla voce, al portamento, ecc.), una forte attrattiva sessuale. La componente fisica conta parecchio non c’è dubbio ma per sex appeal si intende anche quella sorta di aurea che accompagna alcune persone. Attenzione però qualcuno potrebbe credere che si tratti solo di belli ed irraggiungibili invece parliamo piuttosto di persone, uomini o donne, in grado di emanare luce propria e generare empatia in chi hanno di fronte altrimenti solo i vip avrebbero sex appeal! Parliamo di donne che non solo riescono a sedurre praticamente tutti ma lo fanno anche una naturalezza non ostentata, fatta di sguardi, gesti, portamento. Questa è la cosa pazzesca: viene loro decisamente naturale!
Ti senti sicura di te?
Quando ti senti sicura di te e perfettamente a tuo agio nella tua situazione e con il tuo corpo si vede, è innegabile. Questa sicurezza è sicuramente un’arma di seduzione che ti permetterà ad esempio di flirtare splendidamente. Inizia gradatamente a sentirti più sicura, facendo un passo per volta: vedi che già va meglio? Curare il tuo aspetto fisico, prenderti cura del tuo look è più importante di quello che pensi. Sentirti al meglio infatti ti rende immediatamente più sicura di te. E come abbiamo visto questo aumenta in maniera rapida ed esponenziale il tuo sex appeal.
Scegli con cura il tuo abbigliamento, senza esagerare. Devi ricordare sempre che il vedo non vedo è molto più affascinante di una mise seminuda. Indossa qualcosa che ti faccia sentire a tuo agio nel contesto in cui ti trovi. Presta attenzione ai tuoi abiti, devono essere puliti e stirati. Sentirsi belle è il primo segreto per esserlo davvero e non devi certo essere una vip per farlo serenamente! Anche il make up può essere molto utile per valorizzare i tuoi punti di forza e farti sentire più a tuo agio, più bella e più desiderabile per ogni tipologia di uomini.
Mantieni il contatto
Il tuo corpo parla anche quando stai zitta. Il linguaggio del corpo è senza dubbio uno dei fattori che determinano il tuo sex appeal. È importante allora evitare atteggiamenti di chiusura come intrecciare le braccia o mettere le mani in tasca. Per portare a termine i tuoi propositi seduttivi e civettuoli non dimenticare che istaurare un legame con il tuo interlocutore è fondamentale per attrarre la sua attenzione e non passare inosservate. Che sia un contatto visivo, fatto da un sapiente gioco di sguardi (mai sottovalutare il potere degli occhi delle donne), oppure un contatto fortuito, con la tua mano che sfiora il suo petto o la sua spalla, il contatto è importante. Ovviamente deve essere discreto e mai invadente per non risultare addirittura fastidioso. L’ideale è concentrare il contatto su zone neutre del corpo, braccia, spalle, mani. Questo vale per le donne, un po’ meno per gli uomini che potrebbero ottenere presto l’effetto contrario.
Chi ascolta, vince
Ok, ammettiamo che tu con un sapiente gioco di sguardi e qualche domanda giusta sia riuscita a rompere il ghiaccio e farti notare. Adesso è molto importante non sbagliare! Evita le frasi scontate e tutto quello che ti caratterizzerebbe come una donna in cerca di una conquista. Parla con voce tranquilla non troppo bassa ma neanche troppo alta, e fai le giuste pause. Scegli argomenti interessanti per entrambi evitando di parlare solo di te. Aumenta la tua sensualità mostrando un po’ di senso dell’umorismo: è una dote che gli uomini apprezzano molto nelle donne! Se stai parlando con una persona il segreto per catturare la sua attenzione non è parlare in continuazione ma piuttosto ascoltare, alternando a silenzi pieni di interesse qualche cenno di apprezzamento. La tua curiosità verso ciò che ti viene detto sarà irresistibile per il tuo interlocutore maschile.
Fatti desiderare: la regola sempre valida
Le cose rare scatenano l’interesse. Non è forse vero che la carenza di domanda incrementa l’offerta? Se vuoi davvero fare colpo aspetta di notare interesse nel tuo interlocutore, e appena puoi abbandona la scena. Nulla può aumentare il tuo sex appeal come non farti dare per scontata! Non vuol dire che è finita lì ovviamente è solo un piccolo trucchetto per accendere il desiderio di approfondire la conoscenza. Farsi desiderare è importante così come non cedere troppo in fretta (il sesso può aspettare, almeno un po’!). Ovviamente assicurati di avergli dato il tuo numero di telefono e validi indizi per trovarti.
Sorridere e poi sorridere ancora
Se sorridi predisponi in maniera positiva l’uomo che hai di fronte generando empatia. Sorridere è importante per instaurare ogni tipologia di relazione oggi più che mai. Poiché facebook, instagram e twitter hanno praticamente trasformato il 90% delle nostre relazioni in scambi virtuali, coltivare l’arte della gentilezza e il saper sorridere faccia a faccia è senza dubbio un punto che ti sarà assegnato dal tuo uomo.
Perché avere sex appeal conta davvero
Imparare l’arte del sex appeal e coltivare questi piccoli consigli non ti servirà solo per flirtare in modo perfetto e collezionare una conquista dopo l’altra. Il sex appeal può essere molto utile per tenere vivo un rapporto anche dopo anni di convivenza sotto lo stesso tetto oppure sul lavoro, per farti apprezzare dal capo, per guadagnare l’interesse dei colleghi e per proporti in azienda come una figura carismatica e vincente.
Martina Delosi
image-11334893-il-mondo-nelle-nostre-mani-e4da3.w640.png

Il Mondo nelle nostre mani

"Vi racconto cosa significa essere torturato dai russi"

image-11770907-torture-7-9bf31.w640.jpg
Pavel Broska, giornalista russo dissidente, si trova in provincia di Brescia dove è fuggito grazie all'aiuto delle Camere Penali Internazionali. Per i suoi articoli non graditi, in particolare per uno che riguarda l'Italia, racconta di essere stato legato e sottoposto a trattamenti disumani in uno scantinato
Bienne, 19 Maggio 2022 - “Sequestrato, legato e torturato in uno scantinato per tre giorni perché pensavano fossi una spia di qualche nazione occidentale dopo aver pubblicato un articolo in cui riferivo di un milione di mascherine che sarebbero dovute arrivare in Italia ma non sono mai state consegnate”. Pavel Broska è un giornalista russo di 39 anni che da pochi giorni è scappato dal suo Paese con la moglie e la figlia in provincia di Brescia dove chiederà l’asilo politico.
Licenziato perché raccontavo la guerra nel Donbass coi miei occhi 
 “Sono venuto in Italia perché questo paese è sicuro e c’è libertà di parola. Qui c'è un mio amico, il presidente delle Camere Penali Internazionali, l’avvocato Alexandro Maria Tirelli” racconta in un’intervista all’AGI in cui spiega come sia maturata la volontà di fuga e le violenze subite in questi anni da dissidente.  “In Russia ho iniziato a lavorare come giornalista alla radio presentando un programma sulle corse automobilistiche. Nel 2014 sono stato corrispondente di guerra ma quel lavoro mi è stato tolto perché ho scritto solo quello che vedevo coi miei occhi. Allora ho creato la mia stazione radio a Donetsk per trasmettere la verità alla gente, ma mi è stato proibito anche quello”. Broska dice di avere poi asssunto l’incarico di caporedattore del canale 'Crimea 24'  ma di avere dovuto lasciare anche questo incarico per non essere stato addomesticabile. E qui si arriva al capitolo più cruento della sia storia che coinvolge anche l’Italia.
"Mi gettavano addosso acqua fredda e calda" 
“Dopo aver scritto  che un milione di mascherine promesse all’Italia dal direttore del Centro di cultura e lingua Italiana di Sebastopoli non vi erano mai arrivate, il mio capo mi ha chiamato e mi ha chiesto di rimuovere l'articolo perché dei ‘grossi papaveri’ erano coinvolti in questa vicenda. Mi sono rifiutato. Poi sono stato licenziato e dopo un po’ sono stato sequestrato fuori da casa mia per essere interrogato. Per tre giorni sono stato legato in uno scantinato a dieci gradi mentre mi gettavano addosso acqua fredda e calda a intermittenza”. Sul perché il carico umanitario non sia arrivato in Italia, le sue ricerche gli hanno fatto maturare un'idea precisa: “E’ stata un’ operazione di disinformazione creata dal Cremlino attraverso alcuni apparati di intelligence in Crimea. Anche le Camere Penali Internazionali, alle quali devo di avermi salvato la vita aiutandomi a venire in Italia , si occuparono della storia, mentre conducevo la mia indagine giornalistica”.
Il sogno di una voce libera per la Russia 
Sullo stato dell’informazione in Russia, Brovska osserva che “la censura c’è sempre stata, ma non così dura. Ora siamo quasi al livello del regime sovietico. Adesso  in Russia essere cronista significa scrivere e dire quello che ti viene detto, non quello che vedi”. Mantiene una speranza viva per il futuro nella durezza delle preoccupazioni : “ Non ho paura per me stesso, ma per la mia famiglia. In Italia, voglio creare un sito per i residenti di lingua russa in Europa e, soprattutto, per far arrivare ai cittadini russi attraverso il web una voce libera, un’ analisi critica e il racconto della verità”

​​​​​​​Libri da leggere almeno una volta nella vita

I predatori (tra noi)
Soldi, droga, stupri: la deriva barbarica degli italiani

Gianluigi Nuzzi
Un imprenditore multimilionario, con il tocco di re Mida quando si tratta di portare al successo innovative startup digitali, viene arrestato per reati che vanno dalla violenza sessuale al sequestro di persona, dalle lesioni allo spaccio di droga, compiuti in un attico nel centro di Milano o in una villa di Ibiza, teatro di feste sfrenate a cui partecipavano vip dello spettacolo, professionisti affermati, celebrità assortite e modelle giovanissime.
Con il pretesto di un colloquio di lavoro, il proprietario di un'industria farmaceutica narcotizza una giovane conoscente e abusa di lei; dopo la denuncia della ragazza, altre si rendono conto di aver subito lo stesso trattamento. Un agente immobiliare versa benzodiazepine negli spritz di una coppia interessata all'acquisto di un box, e approfitta dello stato di semincoscienza della donna per sottoporla a giochi perversi, già sperimentati negli anni su altre vittime.
Ragazzi appena maggiorenni usano alcolici e tranquillanti per stordire le amiche nei locali e costringerle ad atti sessuali di gruppo. I predatori sono tra noi, come dimostrano gli episodi di cronaca nera che negli ultimi mesi hanno occupato le prime pagine dei giornali e che Gianluigi Nuzzi racconta in presa diretta nel suo nuovo, dirompente reportage, ricco di dettagli sconvolgenti ricavati da atti giudiziari inediti e da interviste esclusive con i protagonisti.
La brutale oggettività dei verbali delle inchieste mostra un mondo in cui l'uso sfrenato di stupefacenti e medicinali - dalla cocaina all'ecstasy, dalla ketamina alle benzodiazepine alla cosiddetta "droga dello stupro" - crea una dimensione parallela popolata di allucinazioni, il sesso estremo diventa dipendenza e la tragedia è in agguato: il suicidio di una ragazza che si butta dall'ottavo piano dicendo "Non voglio questa vita", i traumi che segnano per anni la vita di una persona e di una famiglia.
"Queste pagine" scrive Nuzzi "servono a guardare in faccia una realtà che accade di continuo, sempre più vicino, che si infiltra nella normale quotidianità di tutti noi, e con cui dobbiamo imparare a fare i conti": se vogliamo difendere noi stessi e le persone che amiamo.
image-11448530-casa-9bf31.png
 

Primopiano

La strage di Capaci,trent'anni dopo. Una storia di mafia e depistaggi

image-11733716-Orient_Express_4-45c48.w640.jpg
Un tempo tragico, oscuro e colmo di tensione. Cinquantasette giorni separano la strage di Capaci da quella di via D'Amelio. Trent'anni i due eccidi da una verità piena la cui ricerca e' ancora oggetto di processi e nuove indagini. Gli attentati contro Giovanni Falcone (nella foto) e Paolo Borsellino si consumarono in un contesto d'incapacità e complicità che va ben oltre il livello della mafia, in un quadro, certificato da una sentenza, di "colossale depistaggio".
Bienne, 23 Maggio 2022 - Il 23 maggio 1992 la mafia faceva esplodere un tratto dell’autostrada A29, all’altezza dello svincolo di Capaci, uccidendo Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo, gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Nel trentennale di quel tremendo attentato, che volle colpire il Magistrato simbolo della lotta alla criminalità organizzata, esempio di intransigenza, coraggio e determinazione, l’Associazione Nazionale Magistrati ne ricorda il grande valore professionale, lo straordinario acume investigativo, la moderna visione di un’azione sinergica e coordinata delle Forze dell’ordine, ma anche l’altissima tensione morale, la fervida intelligenza e la costante disponibilità verso gli altri.
Uomo delle Istituzioni, con un profondo senso dello Stato, ha vissuto, lavorato e poi pagato con la vita il suo forte sentimento di giustizia, per una società libera dalla prepotenza e dall’oppressione delle mafie.L’emozione, lo sdegno, il grido di dolore suscitati da quella vile strage, seguita solo due mesi dopo dall’attentato a Paolo Borsellino, hanno spezzato le catene della paura e del silenzio ridestando la società civile. E in questo giorno, di memoria contro la mafia, l’Associazione Nazionale Magistrati vuole ribadire ancora una volta l’incessante impegno di tutti i magistrati a difendere i principi di democrazia e legalità su cui si fonda la Costituzione, ricordando, con le parole di Falcone, che ‘’gli uomini passano, le idee restano, restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini’’.

Un pensiero speciale...

image-11568602-mani-8f14e.jpg
  • A chi è solo, a chi soffre, ai malati, agli emarginati, ai dimenticati, ai discriminati, a tutte quelle persone che non vediamo.
  • A chi ha lottato per tutta la vita contro la sorte ed oggi lotta contro l’indifferenza. 
  • A chi ha perso il treno giusto e la vita non gli ha concesso una seconda possibilità.
  • A chi non ha nessun posto dove andare, nessuno da abbracciare e nessuno con cui parlare. 
  • A chi chiude la porta al mondo e in silenzio piange la sua solitudine, sperando solo che tutto passi in fretta. Perché vedere gli altri felici fa male, quando sai che anche tu meriteresti un briciolo di felicità.
  • Chi si ricorderà di queste persone, con un gesto, una parola, un abbraccio o un invito a sorpresa accenderà la luce nei loro occhi.
  • Chi crede alla famiglia ha il dovere di pensare anche a chi non ha famigliaù
  • ​​​​​​​Che possano trovare un po' di calore umano tra le braccia di chi l'incontra lungo la strada chiamata vita!

Rassegna stampa

00:00:00