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​​​​​​​Direttore: Pasquale Sacino - Redazione: Mettstr. 75 - 2504 Bienne - Telefono: 032 345 20 24 - rinascita@bluewin.ch​​​​​​​
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Tracce di listeria in due tipi di formaggio

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Bienne, 8 Febbraio 2023 - La presenza di listeria è stata rinvenuta in diversi lotti in vendita dal 1° ottobre scorso del formaggio a pasta molle francese ‘Gaperon d’Auvergne 350 g’ della Société Laitière de Vichy. I batteri sono stati scoperti anche nella Tomette des Alpes 300 g prodotta dalla Baumann Käse, in vendita da Coop, con data di scadenza 22 febbraio.
Lo annuncia oggi l’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria, che raccomanda di non consumare i prodotti. La listeria può causare sintomi gravi, soprattutto nelle persone con un sistema immunitario indebolito, e può condurre ad aborti spontanei nelle donne in gravidanza. In Svizzera, negli ultimi anni, si sono verificati diversi focolai di listeriosi che hanno causato numerosi casi di malattia e di morte.

A fine 2022 il canton Zurigo contava 1,577 milioni di abitanti

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L'incremento annuo, pari a 15.000 persone, corrisponde alla popolazione di una cittadina
Bienne, 8 Febbraio 2023 - Alla fine del 2022 il canton Zurigo - il più popoloso della Svizzera - contava 1,577 milioni di abitanti. Rispetto all'anno precedente la crescita è stata dell'1% ed è ritornata ai livelli di prima della pandemia. L'incremento annuo, pari a 15.000 persone, corrisponde alla popolazione di una cittadina, indica oggi in una nota l'ufficio statistico cantonale. Sull'arco di dieci anni la popolazione è aumentata del 12% (+170.000 persone).
Il principale motivo dell'aumento è l'immigrazione: l'anno scorso la quota di popolazione straniera è aumentata di 2,3 punti al 27,6%. Si tratta della crescita più alta dal 2016. Da notare che l'incremento non tiene ancora conto dei rifugiati dall'Ucraina, perché queste persone vengono conteggiate come residenti secondo il diritto civile solo dopo un anno. Più della metà della crescita demografica dell'ultimo anno si è concentrata sui principali centri di Zurigo, Winterthur e Bülach.
Il numero di decessi è rimasto stabile, mentre l'aumento delle nascite secondo le prime stime si è quasi dimezzato. Nonostante l'arrivo dall'estero di persone generalmente giovani, anche nel canton Zurigo si registra un invecchiamento, seppur moderato, della popolazione, scrive l'ufficio statistico.

Niente contanti di notte dai bancomat di Banca Migros

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La decisione è stata presa come reazione al crescente numero di assalti criminali agli apparecchi che si sono verificati in tutta la Svizzera
Bienne, 8 Febbraio 2023 - Più difficile prelevare banconote di notte presso Banca Migros: l'istituto ha deciso di ridurre gli orari di accesso alle zone aperte che offrono spazio ai bancomat, come reazione al crescente numero di assalti criminali agli apparecchi che si sono verificati in tutta la Svizzera.
Per motivi di sicurezza a partire da dicembre la banca ha introdotto nuovi orari di apertura nelle aree finora aperte 24 ore su 24, ha indicato a Keystone-ATS un portavoce, confermando una notizia diffusa dal settimanale Handelszeitung. I locali in questione vengono chiusi dalle 23.00 o dalle 24.00, a seconda delle località, e fino alle 05.00 del mattino. La nuova tabella oraria sarà implementata in tutta la Svizzera.
La società ha soppesato l'esigenza dei clienti di poter prelevare contanti dagli sportelli automatici in qualsiasi momento della notte con la necessità di proteggere l'infrastruttura. Stando alla Handelszeitung analoghe riduzioni di orario concernono anche altre banche: sono in discussione o sono già state decise. Il pericolo è reale: l'ultima notizia di un bancomat fatto esplodere dai malviventi risale a fine gennaio e concerneva un apparecchio nel canton Soletta. Stando a fonti giornalistiche nel 2022 si sono registrati circa 40 attacchi di tal tipo in tutta la Svizzera.

A Gennaio la disoccupazione tocca il 2,2% in Svizzera

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Il numero dei senza lavoro aumenta leggermente rispetto a dicembre, ma a confronto con gennaio 2022 i disoccupati sono 21'492 in meno (-17,6%)
Bienne, 7 Febbraio 2023 - Il tasso di disoccupazione è aumentato leggermente in un mese, di 0,1 punti percentuali, al 2,2%. Sull’arco di un anno è invece in calo, ha riferito martedì la Segreteria di Stato per l'Economia (Seco). A fine gennaio risultano iscritti agli Uffici regionali di collocamento (URC) 100’776 disoccupati, 3’835 in più rispetto a dicembre 2022. Rispetto a gennaio 2022, la disoccupazione è comunque diminuita di 21’492 unità (-17,6%).
Sia per i 15-24enni che per i 50-64enni, i tassi di disoccupazione sono rimasti stabili nell'arco di un mese rispettivamente al 2,0% e al 2,1%. Sull’arco di un anno sono in calo. Un totale di 13’603 persone rientrava nella categoria dei disoccupati di lunga durata, cioè disoccupati da oltre dodici mesi, dato in calo del 3,7% su un mese e del 53,2% su un anno. Dei 51'810 posti vacanti annunciati, non meno di 33'442 erano soggetti all'obbligo di annuncio che riguarda le tipologie di professioni il cui tasso di disoccupazione nazionale raggiunge almeno il 5%

Dipendenze Svizzera contro la vendita notturna di alcolici

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La Fondazione rileva come nei cantoni in cui dalle 21 alle 6 non è in vendita l’alcol, a parte il vino, i ricoveri dei giovani son diminuiti del 30%
Bienne, 7 Febbraio 2023 - Dipendenze Svizzera chiede il divieto di vendita di alcool nei negozi durante la notte in tutto il Paese, evidenziando i buoni risultati ottenuti con questa misura nei cantoni di Ginevra e Vaud. Da quando hanno vietato la vendita notturna di alcool nei negozi, questi due cantoni hanno registrato una diminuzione del 30% dei ricoveri per intossicazione da alcool, rileva la Fondazione nel suo "Panorama svizzero delle dipendenze 2023", pubblicato oggi. Un calo particolarmente marcato si registra fra i più giovani. 
​​​​​​​A Ginevra, la misura è in vigore dal 2005 dove dalle 21:00 alle 7:00 la vendita di alcool è vietata. Vaud ha seguito l’esempio nel 2015, con un divieto di vendita dalle 21:00 alle 6:00, fatta eccezione per il vino. Oltre al divieto di vendita nelle ore notturne, Dipendenze Svizzera chiede un aumento generale dei prezzi delle bevande alcoliche.
Discrepanza
Il Consiglio degli Stati era favorevole a un divieto in tutta la Svizzera, ma il Consiglio nazionale vi si è opposto. La revisione della legge sull’alcool era poi stata abbandonata alla fine del 2015. Per Dipendenze Svizzera, c’è una discrepanza fra Parlamento e volontà popolare, in particolare in quanto concerne l’alcool. La Fondazione fa riferimento alla scelta chiara dei membri delle cooperative Migros di non autorizzare la vendita di alcolici nei negozi del gruppo.
Secondo un sondaggio dell’Ufficio prevenzione infortuni (Upi), la maggioranza della popolazione si opponeva alla revoca del divieto della vendita di alcool sulle aree autostradali, approvata dal Parlamento nel 2017 e effettiva dal 2021. Dipendenze Svizzera indica inoltre che in diversi Paesi europei è stato introdotto un sistema con presentazione automatica di un documento d’identità e ambisce a un modello simile anche in Svizzera.
Contro le e-sigarette usa e getta
Oltre all’alcool, Dipendenze Svizzera reclama una miglior protezione della gioventù attraverso un aumento del prezzo delle sigarette elettroniche usa e getta (puff bar). Per quanto concerne la dipendenza dai giochi d’azzardo nei giovani, Dipendenze Svizzera suggerisce di introdurre dei limiti alle spese. Queste ultime non dovrebbero venir fissate dall’operatore, ma essere applicate a tutti i giochi perché le persone dipendenti sono spesso presenti su diverse piattaforme, passando inosservate. I limiti di spese potrebbero essere controllati grazie a carte da giocatore nominative valide in tutto il Paese, propone la Fondazione.
Preoccupazione per cannabis
La percezione dell’opinione pubblica sta cambiando in merito al tema cannabis, constata Dipendenze Svizzera. Una tendenza seguita anche dal Parlamento, che ha accettato diversi interventi relativi a progetti pilota che fanno temere alla Fondazione la nascita di una vera e propria "industria" in questo campo, con tutti i rischi che ne derivano. Si tratterebbe di non ripetere gli errori commessi con alcool e tabacco. La distribuzione regolamentata di cannabis nelle farmacie è iniziata a fine gennaio a Basilea. Il progetto pilota, il primo in Svizzera, mira a studiare gli effetti sulla salute della distribuzione legale di prodotti a base di canapa THC.

Truffe telefoniche a Basilea, sottratto un milione a una pensionata

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Bienne, 6 Febbraio 2023 - Una pensionata domiciliata a Basilea è cascata in una truffa telefonica che le è costata caro: gli interlocutori sono riusciti a sottrarle contanti e gioielli per un valore stimato attorno ad 1 milione di franchi. Stando alla polizia, gli stessi ignoti avrebbero ingannato precedentemente un'altra persona anziana, derubandole mezzo milione.
Nei giorni scorsi numerosi residenti del canton Basilea Città, per lo più persone anziane, sono state vittime delle cosiddette «telefonate shock» (Schockanrufe), come si legge in una nota odierna del pubblico ministero. A chiamare sono truffatori che si spacciano per degli agenti di polizia criminale, investigatori oppure guardie di sicurezza di una banca. Gli interlocutori si rivolgono alle loro vittime inscenando avvenimenti fittizi. Nel caso dei «falsi poliziotti», i truffatori raccontano alle persone contattate che un loro parente stretto è rimasto coinvolto in un grave incidente stradale, intimando alla persona presa di mira a versare una cauzione.
I truffatori che invece si fingono degli operatori di una banca, richiedono alla potenziale vittima di confermare il pagamento di una transazione fasulla e mai realmente avvenuta, per poi farsi confermare tutti i dati della carta di credito. Il pubblico ministero del cantone mette in guardia la popolazione e ricorda che le autorità ufficiali non chiedono in alcun modo ai cittadini di prelevare oggetti di valore e denaro dalla banca o da un altro istituto di credito per consegnarlo nella maniera in cui lo esigono questi truffatori.

Sostegno e aiuti dalla Svizzera alle vittime del terremoto

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La Catena svizzera di salvataggio (composta da un’ottantina di persone) è pronta a partire alla volta delle zone colpite dal violento terremoto
Bienne, 6 Febbraio 2023 - La Confederazione sta preparando l’invio della Catena svizzera di salvataggio nelle zone toccate dal terremoto in Turchia. Berna in questo modo risponde all’appello lanciato dalle autorità turche. Lo ha indicato il Dipartimento federale degli affari esteri che prevede l’invio di un’ottantina di specialisti. La mobilitazione è in corso e la partenza è prevista per stasera. Dal canto suo, la Direzione dello sviluppo e della cooperazione sta studiando la possibilità di offrire aiuto anche alla Siria, attraverso i suoi uffici nella regione.
La Catena svizzera di salvataggio, si legge sul portale internet del Dipartimento federale degli affari esteri dedicato alla cooperazione internazionale, "è l’elemento d’intervento immediato soprattutto in caso di terremoto all’estero per il salvataggio delle vittime imprigionate sotto le macerie". L’organico al completo comprende 78 persone (generalisti e altri specialisti, conducenti di cani, soccorritori e medici d’urgenza), 8 cani da catastrofe e 17 tonnellate di materiale. In base alla situazione è possibile impiegare anche solo alcuni moduli.

Jelmoli si ristruttura, centinaia di dipendenti interessati

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Nessun operatore interessato a gestire la struttura, e Swiss Prime Site, l’attuale proprietario, ne annuncia una profonda ristrutturazione
Bienne, 6 Febbraio 2023 - Profonde novità in vista per Jelmoli, il grande magazzino di Zurigo che è stato il primo nato in Svizzera, nel lontano 1899: l’attuale proprietario, la società immobiliare Swiss Prime Site (Sps), non ha trovato un operatore che gestisca la struttura e ha quindi deciso di procedere a una ristrutturazione dello stabile e a un suo completo riposizionamento sul mercato, aprendo anche a nuovi marchi e a usi diversi. L’operazione interessa centinaia di dipendenti.
Sps vuole concentrarsi sulla proprietà e non gestire più direttamente il grande magazzino, si legge in un comunicato diffuso da quella che è la più importante impresa immobiliare quotata in Borsa. A pesare sul comparto sono i cambiamenti strutturali in atto nel commercio al dettaglio, con la straordinaria dinamica del commercio online, che mette a rischio lo shopping tradizionale. L’impresa ha svolto negli ultimi mesi un’accurata indagine di mercato, con l’obiettivo di collocare le gestione di Jelmoli in nuove mani: le intense discussioni con numerosi possibili partner non hanno però portato al successo desiderato e di conseguenza Swiss Prime Site ha deciso di adattare i grandi magazzini alle nuove condizioni quadro.
Concretamente, lo storico edificio dovrebbe essere ristrutturato per un periodo di due anni, a partire dall’inizio del 2025. Al termine di questo processo ai piani inferiori saranno disponibili spazi commerciali di nuova concezione e di alta qualità per circa 10’000 metri quadrati, per cui verranno presi in considerazione sia gli affittuari esistenti sia nuovi marchi. "La conversione garantirà che l’edificio Jelmoli rimanga una delle più grandi e attraenti destinazioni commerciali della Bahnhofstrasse di Zurigo", assicura Sps. Una parte dei piani superiori dello stabile sarà invece trasformata in uffici di lusso e integrata da altri usi aperti al pubblico quali potrebbero essere palestre o ristoranti.
"Con la ristrutturazione dell’edificio, lo adattiamo alle attuali esigenze del mercato", afferma il Ceo di Sps René Zahnd, citato nella nota. "Il nostro obiettivo è quello di sviluppare ulteriormente Jelmoli come una destinazione unica e un luogo di incontro urbano aperto. Siamo consapevoli della portata della nostra decisione, l’abbiamo adottata dopo un’attenta riflessione e la comunichiamo tempestivamente: questo dà ai dipendenti il tempo per un eventuale riorientamento professionale", spiega Zahnd. Nel frattempo li accompagneremo professionalmente e forniremo loro il miglior supporto possibile. I clienti possono continuare a fare acquisti con il consueto elevato livello di servizio e noi avvieremo un intenso scambio con i nostri partner commerciali sulla futura collaborazione".
Swiss Prime Site intende investire oltre 100 milioni di franchi nel progetto di sviluppo. La riapertura della struttura completamente rinnovata è prevista per l’inizio del 2027. L’attuale numero uno di Jelmoli Nina Müller lascerà l’incarico: sarà sostituita – dopo tre anni alla testa dell’azienda – da Reto Braegger, un altro dirigente dei grandi magazzini. Jelmoli ha dietro di sé una storia societaria molto movimentata. L’impresa è stata fondata a Zurigo da Johann Peter Jelmoli (1833) e sotto la guida di vari importanti azionisti nel Novecento è stata anche la più grande catena di grandi magazzini in Svizzera. Sono seguiti poi ristrutturazioni e cambi di proprietà. L’azienda è entrata nell’orbita di Swiss Prime Site nel 2009. La Borsa ha reagito bene alle novità odierne: in apertura il titolo Sps guadagnava circa il 2%, in un mercato generalmente orientato al ribasso.

Dopo il passaporto, è la carta d’identità a rifarsi il look

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Il nuovo documento sarà disponibile a partire dal 3 marzo. Quelli emessi prima avranno comunque validità fino alla loro scadenza
Bienne, 6 Febbraio 2023 - A partire dal 3 marzo sarà possibile ordinare la nuova carta d’identità. Oltre a una nuova veste grafica, il documento include nuovi elementi di sicurezza, precisa l’Ufficio federale di polizia (Fedpol). La caratteristiche della nuova carta d’identità si ritrovano anche nel nuovo passaporto disponibile da 4 mesi. Il costo per il singolo rimane invariato, mentre tutte le carte d’identità rilasciate finora mantengono rimangono valide fino alla data di scadenza.
Per quanto attiene alla sicurezza della nuova carta d’identità, alcuni elementi sono integrati all’interno dei materiali, altri sono realizzati al momento della produzione della carta, mentre altri ancora sono introdotti durante la personalizzazione del documento. Come nel caso del passaporto, anche la nuova carta d’identità sarà rilasciata dall’Ufficio federale delle costruzioni e della logistica. L’aggiunta di dati personali, tra cui il nome del titolare, la data di scadenza o la fotografia, sarà anch’essa di competenza dell’Ufficio federale delle costruzioni e della logistica.
Chi desidera ricevere la nuova carta d’identità può prenotare un appuntamento a partire dal 3 marzo presso un ufficio cantonale dei passaporti o la competente rappresentanza svizzera all’estero. In alcuni Cantoni, la carta d’identità può essere rilasciata anche dal rispettivo Comune di domicilio. L’offerta combinata, che comprende un passaporto e una carta d’identità, può essere tuttora ordinata agli uffici cantonali dei passaporti.

Raccolte le firme per l’iniziativa sul mantenimento del contante

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Già certificate oltre 111‘000 firme a favore del ‘Sì a una valuta svizzera libera e indipendente sotto forma di monete o banconote’
Bienne,6 Febbraio 2023 - L’iniziativa che chiede di mantenere anche in futuro il denaro contante quale mezzo di pagamento verrà probabilmente sottoposta al popolo. Il Movimento per la Libertà Svizzera (Mls) ha confermato infatti di aver raccolto un numero sufficiente di firme per la sua iniziativa popolare. "Sì a una valuta svizzera indipendente e libera con monete o banconote" intende includere due capoversi all’articolo 99 della Costituzione federale sulla politica monetaria. La modifica di legge esige dalla Confederazione che il denaro contante sia sempre disponibile in quantità sufficiente e che la sostituzione del franco con un’altra moneta sia sottoposta al voto del popolo e dei cantoni.
La "NZZ am Sonntag" ha riferito domenica del successo dell’iniziativa. Finora sono state raccolte più di 157’000 firme, di cui più di 111’000 sono già state certificate, ha scritto l’Mls sul suo sito internet. Il termine ufficiale per la raccolta delle 100’000 firme necessarie è fissato al 17 febbraio.
Prevenzione in caso di interruzioni di corrente e hackeraggi
I promotori dell’iniziativa, come avevano spiegato in occasione del lancio nell’agosto 2021, temono l’abolizione del denaro contante e sono particolarmente preoccupati dalle attuali "tendenze politiche", che auspicano un futuro in cui circoli sempre meno contante.Una restrizione o addirittura una rinuncia al contante equivarrebbe a un "mondo trasparente in cui le azioni di ogni individuo sarebbero costantemente monitorate" affermano. "Mentre pagare in contanti è possibile anche in caso di interruzioni di corrente o di attacchi inflitti dai pirati informatici". Secondo l’Mls, l’iniziativa è sostenuta anche dall’Unione Democratica Federale (Udf), dai Democratici Svizzeri (Ds), nonché dagli oppositori alle misure federali per contrastare il coronavirus e dai critici della telefonia 5G. Il Movimento aveva anche precedentemente lanciato un’iniziativa popolare federale contro la vaccinazione obbligatoria.
"Non siamo professionisti, non rappresentiamo una lobby o un partito, ma siamo semplici cittadini svizzeri che esercitano un diritto costituzionale", ha dichiarato il portavoce dell’Mls, Josef Lauber, in occasione del lancio. "L’iniziativa è fondamentale soprattutto per le persone anziane", ha ribadito il presidente del Movimento Richard Koller. "Molti non intendono neppure munirsi di una carta di credito". Pertanto, ha affermato, il popolo dovrebbe avere il diritto esclusivo di decidere sul futuro del contante.
Secondo un sondaggio della Banca Nazionale Svizzera (Bns), nel 2017 circa il 70% di tutte le transazioni registrate sono state effettuate in contanti. Soprattutto la fascia d’età degli over 55 si avvale in prevalenza del contante come mezzo di pagamento e riserva di valore. La carta di debito è il mezzo di pagamento più utilizzato in Svizzera, seguita dal contante per gli importi più piccoli. L’uso del contante è poi fortemente caduto in disuso durante la pandemia.

In Svizzera è possibile il parto anonimo e riservato

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Sempre più ospedali danno alle donne la possibilità di partorire in modo confidenziale, come alternativa alle “baby finestre”
Bienne, 5 Febbraio 2023 - Sempre più ospedali in Svizzera offrono alle donne incinte la possibilità di partorire in modo anonimo e riservato. Una pratica che rappresenta una valida alternativa alle "baby finestre" ma che è ancora poco considerata. Tre anni fa, a inizio gennaio 2020, la storia di un neonato abbandonato in una discarica di Därstetten, nell’Oberland bernese, aveva sconvolto l’opinione pubblica. Il bebè era sfuggito per un soffio alla morte dopo che la madre, avendo partorito da sola di nascosto e senza alcuna assistenza, ha voluto nascondere al suo compagno una gravidanza sfociata da una relazione con un altro uomo.
Proprio per evitare questo tipo di finali drammatici, esiste il parto confidenziale, che permette alla donna di dare alla luce il proprio bebè in un ambiente protetto, potendo partorire in un ospedale con un’assistenza appropriata mentre le sue informazioni personali rimangono custodite in maniera riservata, in modo che il suo entourage non venga a sapere nulla. Le fatture e i conteggi legati ai vari trattamenti necessari non vengono ovviamente recapitati a casa della partoriente. Solo l’anagrafe e le autorità di protezione dei minori e degli adulti vengono informate della nascita. Se qualcuno di esterno contatta il reparto maternità o chiede di vedere la madre, viene riferito che la donna non è ricoverata presso l’ospedale oppure che non è conosciuta. Le visite in camera avvengono unicamente dietro consenso della paziente.
In seguito al parto, secondo il Codice civile svizzero, la donna ha sei settimane di tempo per decidere se preferisce dare il neonato in adozione oppure se vuole tenerlo. Nella maggior parte dei casi viene scelta l’adozione. Dopodiché, le vengono concesse altre sei settimane per riconsiderare la decisione. Una volta che la prole ha raggiunto la maggiore età, potrà chiedere lumi sull’identità della madre biologica. Questo diritto a conoscere le proprie origini, garantito dalla Costituzione, non può appunto essere rispettato con le "baby finestre", dove i neonati vengono abbandonati anonimamente. Presso i vari consultori di salute sessuale (CoSS) dell’Ente Ospedaliero Cantonale (EOC) è possibile richiedere delle informazioni generali in merito al parto confidenziale e alle sue implicazioni.
Le cose stanno cambiando
L’organizzazione Salute Sessuale Svizzera (SSCH) si impegna da diversi anni nella promozione del parto confidenziale. Nel 2020, l’organizzazione mantello dei centri di salute sessuale svizzeri, nonché partner dell’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) e membro accreditato dell’International Planned Parenthood Federation (IPPF), ha pubblicato un rapporto su questa pratica, che fino ad allora era rimasta ai più sconosciuta.
Secondo Christine Sieber della SSCH, lo studio ha avuto un impatto notevole. "Dopo il nostro rapporto, le cose hanno iniziato a cambiare", ha affermato a Keystone-ATS. Praticamente ogni ospedale in Svizzera offre questa valida alternativa, che ora viene proposta in 20 cantoni. Stando ad un conteggio della SSCH, nel 2020 il parto confidenziale era possibile solo in 18 cantoni. Secondo il rapporto pubblicato dalla SSCH, in Ticino "l’introduzione di questa pratica è attualmente in discussione".
"I media si sono interessati all’argomento. È un tema che riguarda le persone più vulnerabili della società", ha aggiunto Sieber. Nella maggior parte dei casi si tratta di donne che non si accorgono subito di essere rimaste incinte e che non possono più interrompere la gravidanza. Stando a Sieber, "tendenzialmente si tratta di giovani donne, spesso con un passato migratorio, ma non sempre", afferma.
"Rimanere incinte può esporre una donna a seri rischi, quando ad esempio le viene vietato di avere rapporti sessuali prima del matrimonio". In questo caso, la maggior parte dei neonati viene poi affidata a genitori adottivi.
Nessuna statistica
Non esistono statistiche in merito a parti confidenziali. Christine Sieber stima che in Svizzera si verifichino tra i "20 e i 30 casi all’anno", molti di più se paragonati alla media di due casi all’anno per le "baby finestre".

Cannabis in farmacia, il canton Berna dice "no"

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Secondo il consiglio di stato bernese il progetto è inutile, ma le città di Bienne e Berna hanno espresso parere positivo e vogliono partecipare
Bienne, 4 Febbraio 2023 - Contrariamente a Basilea Città, che lunedì ha avviato il suo esperimento di distribuzione regolamentata di cannabis nelle farmacie, il governo bernese non ne vuole sapere. Le città di Bienne e Berna, invece, sono disposte a partecipare all'esperimento in collaborazione con l'università locale. Il progetto pilota e lo studio che l'accompagna si propongono di valutare gli effetti della vendita regolamentata di cannabis nelle farmacie di Berna e Bienne e, potenzialmente, in altre città del cantone. I partecipanti allo studio devono essere maggiorenni e fare già uso di questo stupefacente.
La domanda per lo studio è all'esame dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP). L'esperimento si svolgerebbe entro i limiti della legge sulla ricerca sugli esseri umani, una norma che stabilisce anche requisiti rigorosi per la protezione dei dati. Secondo il consiglio di stato bernese il progetto è invece inutile: a parere dell'esecutivo esistono già studi e prove sufficienti per decidere se l'uso di cannabis per scopi non medici debba essere legalizzato o meno in Svizzera. Ma soprattutto crede che questo test pilota invierebbe «segnali pericolosi» alla popolazione, in particolare ai giovani.
La posizione del governo a maggioranza di destra non sorprende più di tanto. Il direttore della sanità, il consigliere di Stato dell'UDC Pierre Alain Schnegg, si è ripetutamente espresso contro la legalizzazione della cannabis. Per il governo, gli effetti del consumo di questa sostanza sono ben noti. «L'uso di cannabis aumenta la richiesta di cure psichiatriche, un settore che sta già affrontando enormi sfide», ha scritto Berna nella sua risposta all'audizione promossa dal Consiglio federale. Il Governo pensa insomma che questi sviluppi aumenteranno la pressione sul sistema sanitario.
Queste argomentazioni non hanno convinto le due città più grandi del Cantone. Bienne e Berna hanno espresso parere positivo su questo progetto pilota, al quale desiderano partecipare. Sebbene sia vietato dalla legge, il consumo di cannabis è molto diffuso, secondo il Comune di Bienne. Questo esperimento dovrebbe fornire una base per una futura regolamentazione che sia scientificamente fondata e accettata dalla popolazione.
Nel frattempo, il primo progetto pilota in Svizzera per la vendita legale di cannabis nelle farmacie è iniziato lunedì scorso a Basilea Città. L'obiettivo è studiare gli effetti sulla salute della distribuzione legale di prodotti a base di canapa THC. Lo studio congiunto del Dipartimento della sanità di Basilea, delle Cliniche Psichiatriche Universitarie, dei Servizi Psichiatrici di Argovia e dell'Università di Basilea è stato approvato dall'UFSP. Allo studio partecipano circa 370 persone.

Niente quinta settimana di vacanza

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Secondo quanto si legge in un comunicato odierno dei Servizi del Parlamento, con 16 voti contro 8 la Commissione degli affari giuridici propone di non dare seguito a un'iniziativa parlamentare sul tema
Bienne, 3 Febbraio 2023 -La Commissione degli affari giuridici del Nazionale non ne vuole sapere di disporre per legge una quinta settimana di vacanza per tutti i lavoratori. Secondo quanto si legge in un comunicato odierno dei Servizi del Parlamento, con 16 voti contro 8 la commissione propone di non dare seguito a un'iniziativa parlamentare sul tema. 
La maggioranza ci tiene a sottolineare il chiaro rifiuto da parte del popolo, nel 2012, di un'iniziativa simile che proponeva sei settimane di vacanza. Ricorda poi l'importanza della libertà contrattuale, che consente ai datori di lavoro di offrire condizioni di lavoro migliori - per esempio, proprio in termini di settimane di vacanza - se desiderano essere più competitivi. Una minoranza ha invece sottolineato l'aumento delle malattie legate al lavoro (come burnout e depressione) e la crescente flessibilità richiesta ai lavoratori negli ultimi anni (telelavoro, orari di lavoro flessibili). Per attenuare questi problemi, propone di dare seguito all'iniziativa.

Truffe telefoniche: anziani raggirati a Pratteln e San Gallo

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Bienne, 3 Febbraio 2023 - Nella Svizzera tedesca non sembrano cessare le truffe telefoniche a opera di falsi poliziotti: negli ultimi giorni a San Gallo e a Pratteln (Bl) i ‘soliti ignoti’ sono riusciti a spillare rispettivamente 30’000 e 50’000 franchi in contanti a dei pensionati. Lo indicano oggi in una nota le polizie cantonali sangallese e di Basilea Campagna.
Spacciandosi per agenti di polizia, i truffatori hanno chiamato ieri rispettivamente una signora di 86 anni di San Gallo e un 76enne di Pratteln, dicendo che i loro figli avevano causato gravi incidenti stradali e avrebbero dovuto pagare una cauzione per evitare la prigione, si legge nei due comunicati. Nei due casi, i finti agenti hanno avuto successo: i pensionati hanno consegnato loro le decine di migliaia di franchi richieste in contanti. Gli inquirenti stanno ora indagando per risalire ai falsi poliziotti.
Telefonate analoghe si sono ripetute con una certa frequenza negli ultimi giorni nella Svizzera tedesca. Pressati al telefono, gli anziani vengono convinti a consegnare denaro a corrieri sconosciuti o a depositarli in un luogo concordato. La raccomandazione della Polizia è sempre la stessa: non farsi coinvolgere in conversazioni di questo tipo e interromperle immediatamente, avvisando la polizia. In nessun caso – avvertono le forze dell’ordine – un poliziotto chiederebbe al telefono di farsi consegnare del denaro o oggetti di valore.

Exit, suicidi assistiti in crescita del 15%

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In tutta la Svizzera sono 1'627 le persone che si sono rivolte all’associazione
Bienne, 3 Febbraio 2023Lo scorso anno 1’627 persone in Svizzera hanno fatto ricorso all'aiuto al suicidio di Exit, un dato in crescita del 15% rispetto all'anno precedente. Lo rivela l’associazione in una nota.
Secondo Exit, le ragioni di questo sempre maggiore bisogno di ricorrere al suicidio assistito sono da ricercare nell'invecchiamento della società, che ha come conseguenze malattie o disabilità che incidono gravemente sulla qualità della vita. L'età media delle persone assistite nel 2022 era di 79,6 anni, con un aumento di 1,4 anni rispetto al 2021.
Come negli anni passati, le donne costituivano circa il 60% dei casi.
Continua a crescere anche il numero dei membri: solo nel mese di gennaio di quest'anno altre 2’200 persone hanno richiesto la tessera dell'associazione senza scopo di lucro. In tutto il 2022 le adesioni hanno raggiunto quota 17'300, portando il totale dei membri oltre i 154'000.

Parla la flower stylist della scenografia all'Ariston 
"Era previsto che Blanco distruggesse le rose"

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Il giovane cantante, spiega Jessica Tua all'Agi, "voleva riprodurre la scena dei video". Foto: Amadeus e Blanco
Bienne, 8 Febbraio 2023Colpo di scena nella vicenda di Blanco. Jessica Tua, l’imprenditrice che si è occupata della composizione di fiori devastata dal giovane cantante, dice all’Agi che “era tutto previsto, sapevo che sarebbe andata così, con quella performance, diciamo, artistica. Blanco voleva riprodurre il video in cui distrugge le rose, poi magari è andato oltre, non so cosa sia successo. Ma nulla che mi abbia sorpresa”.
“Ieri ero sul palco a occuparmi degli ultimi dettagli e Blanco mi ha fatto i complimenti quando ha visto la composizione, ha detto che l’effetto era molto bello, proprio come lo desiderava. - prosegue la florovivaista -. Non mi sono sorpresa quando è successo quello che avete visto, sapevo che l’avrebbe fatto”. Certo, per lei che ama i fiori è stato comunque un colpo al cuore. “Io i fiori li amo e non li tratterei mai così”.
Perché Blanco si è comportato in questo modo? “Non lo so ma in ogni caso l’effetto è che oggi tutti ne parlano”. La titolare della ditta ‘Flower Stylist” aggiunge che “non è stato un lavoro molto difficile, per un professionista non era una composizione complessa”. Stamattina in conferenza stampa Amadeus aveva detto che in effetti “un calcio alle rose” era previsto,  ma non quella che è apparsa una furia devastratrice di cui discutono educatori, psicoterapeuti, politici. In ogni caso, il talento vincitore del festival 2022 assieme a Mahmood ha chiesto scusa sul suo profilo Instagram e anche tramite Amadeus.

Sanremo 2023, il Codacons denuncia Blanco: "Tutto pagato dagli italiani"

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Bienne, 8 Febbraio 2023 - Il caso Blanco diventa sempre più grosso. Il gesto del cantante che ha di fatto distrutto i fiori sul palco di Sanremo 2023 ha generato polemiche senza fine. E così adesso, dopo la richiesta di scuse da parte di diversi artisti tra cui Leo Gassmann e I Cugini di Campagna, adesso arriva anche un esposto. Come riporta l'Adnkronos, Blanco potrebbe essere chiamato a risarcire i danni prodotti alla Rai e a rispondere del reato di danneggiamento.
Lo afferma il Codacons, che dopo i fatti di ieri durante il festival di Sanremo, deposita oggi un formale esposto alla Procura della Repubblica di Imperia e alla Corte dei Conti. "Al di là della volgarità del gesto e della sua inopportunità, l’aver distrutto la scenografia del Festival potrebbe realizzare veri e propri reati -spiega il Codacons- L’art. 635 del codice penale stabilisce infatti che 'Chiunque distrugge, disperde, deteriora o rende, in tutto o in parte, inservibili cose mobili o immobili altrui in occasione di manifestazioni che si svolgono in luogo pubblico o aperto al pubblico è punito con la reclusione da uno a cinque anni'".
Poi il Codacons rincara la dose: "Oltre all’aspetto penale, la distruzione operata ieri da Blanco ha prodotto un evidente danno economico ai cittadini: la scenografia dell’Ariston è infatti pagata dagli utenti italiani che finanziano la Rai attraverso il canone, e il danneggiamento a vasi e fiori ha determinato uno spreco di soldi pubblici che ora l’artista dovrà risarcire". Per tali motivi il Codacons chiede oggi alla Procura di Imperia di aprire una indagine su Blanco "alla luce del possibile reato di danneggiamento, e alla Corte dei Conti di avviare le dovute azioni sul piano contabile finalizzate ad ottenere dall’artista il ristoro dei danni erariali", spiega l’associazione. 

Arrivano le scuse dopo le polemiche per il gesto di Blanco

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Amadeus e Gianni Morandi
Bienne, 8 Febbraio 2023La foto di una pagina di block notes con un messaggio scritto in stampatello. Il più chiaro e leggibile possibile e in calce la firma "Blanco". Su Instagram compaiono così le scuse del giovane cantante che ha devastato il palco di Sanremo. C'è un orario, le 4,30, ma il post è delle 13,45. Scuse meditate, o forse arrivate dopo una serata, una notte e una mattinata di polemiche fuori e dentro i social. "Chiedo scusa alla città dei fiori", scrive Blanco, che ha trovato anche tanti pronti a giustificarlo, quantomeno a comprenderlo.
Come Gianni Morandi, che dopo aver preso la ramazza per pulire assieme alla squadra dell'Ariston i fiori mandati all'aria, prova a smorzare le polemiche. "A 20 anni ho fatto di peggio, magari non in prima serata. La scopa? Non era per dargli una lezione, era un gioco per sdrammatizzare. Blanco è un artista di talento e si è già scusato". 
Ma prima di arrivare al post, che pure qualcuno tra i follower dell'artista interpreta come la bozza della prossima canzone, si sono fatte tante ipotesi, al punto d'insinuare una messinscena preparata a tavolino. Ed è il direttore artistico a mettere un punto. "Non era una recita", assicura Amadeus spiegando però che "era previsto che desse un calcio alle rose, che facesse qualcosa di particolare. Poi ci sono stati problemi tecnici e ha scatenato la sua rabbia sui fiori". Al momento, "non è previsto che ricanti" il suo nuovo singolo.
"A 20 anni capita di sbagliare, lui è consapevole di avere fatto qualcosa che non avrebbe dovuto fare. Non ha chiesto di essere capito ma di essere perdonato". Prima di chiudere il sipario sulla bravata di Blanco, c'era stata la reazione piccata del sindaco di Sanremo, Alberto Biancheri che ha visto nel gesto plateale un'offesa alla città. "Dietro a questi bouquet ci sono anni di lavoro, come per creare il testo di una canzone". E poi la richiesta ufficiale di scuse. "Siamo stati tutti giovani e abbiamo fatto stupidaggini. Ma se uno fa una cazzata basta solo chiedere scusa e tutto va a posto. Ci vuole più rispetto".
Il giovane artista aveva già incassato i fischi del pubblico, le critiche via social, persino qualche insulto non proprio delicato. E poi l'ironia dei Pooh, che interpellati sul caso prima dicono di non aver assistito alla scena disastrosa, provano a stemperare con una battuta. "Noi i fiori li abbiamo regalati alle mogli, alle amiche e, qualche volta, anche alle amanti" dice Roby Facchinetti. Ma Sanremo, si sa, è un tritatutto. E alle polemiche non sfugge neppure il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, o meglio la gestione della sua presenza a sorpresa. Nessuno era stato informato nel Cda Rai e Amadeus spiega tanta segretezza con una disposizione precisa del Quirinale. E sulla scelta del Presidente di occupare assieme alla figlia Laura un posto che non fosse rivolto a un palcoscenico lirico, è arrivata la bacchettata del leader della Lega e ministro delle Infrastrutture. "Ha diritto di svagarsi", ha detto Matteo Salvini, che riesce così a far spostare il tiro, proponendosi involontariamente come bersaglio del chiacchiericcio che deve riempire l'attesa tra una serata e l'altra del Festival.
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Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella assieme alla figlia Laura con Gianni Morandi, Chiara Ferragni e Amadeus

Dov’era Benigni mentre veniva sospesa?
Riesumata la Costituzione “più bella”

Federico Punzi
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La Carta ha fallito nel suo principale compito: limitare il potere politico. E sentire glorificarla proprio da chi è rimasto muto mentre accadeva è uno “schiaffo”
Bienne, 8 Febbraio 2023Toh, guarda chi si rivede! La Costituzione è tornata la più bella del mondo, “la più bella che si potesse immaginare”, dopo il Biennio pandemico, due anni abbondanti in cui era stata messa in soffitta, calpesta e derisa. Qualcuno ne aveva persino teorizzato la sospensione, come se fosse inevitabile, la cosa più normale in emergenza. Senza pudore, come se nulla fosse accaduto in questi quasi tre anni di dittatura sanitaria, la Carta è stata disseppellita e portata in trionfo sul palco dell’Ariston dal solito Roberto Benigni, con il suo solito monologo (e chissà quanto ci sarà costato: ricordatevelo quando leggerete la voce canone tv sulla bolletta elettrica) sotto lo sguardo compiaciuto del presidente Mattarella.
Dov’era Benigni?
Chissà perché, però, nessun Benigni, in questi tre anni, a ricordarci le nostre amate libertà, la libertà di non avere paura di esprimere il nostro pensiero. Dov’era, Roberto, mentre lockdown e Green Pass comprimevano diritti e libertà teoricamente intangibili e sanciti dalla Costituzione, gli stessi che oggi declama sotto scroscianti applausi? Dov’era, mentre alcuni nostri concittadini venivano messi fuori dalla società, chiamati “sorci” cui negare le cure mediche? Troppo facile ricomparire ora, a cose fatte, con tre anni di ritardo, per eseguire il solito comizietto ipocrita. A quanto pare, per costoro, la Costituzione si può sospendere e calpestare, ma non riformare.
Bella ma inutile
L’articolo 21 ci ha “liberati dall’obbligo di avere paura”? Beh, in realtà anch’esso è arrivato a cose fatte. Gli Alleati ci hanno liberato dal nazifascismo, mentre la Costituzione “più bella che si potesse immaginare” non ha impedito che, pur nel rispetto delle forme, le nostre libertà venissero compresse, sospese, senza che gli organi teoricamente preposti a garantirne il rispetto – presidenza della Repubblica e Corte costituzionale – muovessero un dito. Anzi, ratificando lo scempio.
Gli articoli 3 e 32 non hanno impedito di discriminarci, o di costringerci a vaccinare i nostri figli perché non venissero discriminati, sulla base di un falso assunto scientifico, per una scelta che riguardava la nostra salute, il nostro corpo. L’articolo 13 non ha impedito di rinchiuderci in casa. Gli articoli 1 e 4 non hanno impedito che alcuni di noi venissero privati di lavoro e stipendio. L’articolo 17 non ha impedito di vietare le manifestazioni con una semplice circolare ministeriale, né di sanzionare un uomo per un innocuo banchetto in piazza. L’articolo 21 non ha impedito forme di censura via social. Certo, niente in confronto a quanto avviene “in Paesi molto vicini a noi”, come Iran e Russia, dove “quelli che pensano liberamente vengono incarcerati o avvelenati”.
La Costituzione ha fallito
Ciò non toglie, tuttavia, che anche qui, diritti e libertà riconosciuti dalla Costituzione siano stati sospesi e calpestati con estrema e preoccupante facilità, nella totale indifferenza di chi oggi li declama dal palcoscenico di un Festival di canzonette e con la formale benedizione del presidente Mattarella. Non ci stiamo a girarci dall’altra parte, a far finta che in quei 24-36 mesi non abbiamo vissuto “il soffocamento, l’oppressione, l’ingiustizia e la violenza” che la Costituzione avrebbe dovuto evitarci. E no, la colpa non è stata del virus, o almeno non solo di quello: sono state le scelte dei governi.
Alla prima vera prova, la Costituzione ha fallito nel suo principale compito: limitare il potere politico, fermarlo sull’uscio delle nostre libertà fondamentali. E sentire glorificarla proprio da chi è rimasto in silenzio mentre tutto questo accadeva è, questo sì, uno “schiaffo”, uno schiaffo alla pazienza e alla dignità degli italiani.
Meglio Zelensky
Francamente, sebbene a nostro avviso la sua presenza al Festival avrebbe stonato con la drammaticità della guerra, e sarebbe stata forse controproducente per la sua stessa causa, avremmo preferito di gran lunga il presidente ucraino Volodymyr Zelensky a parlarci di libertà. Se non altro, lui in prima linea per difenderla c’è davvero.

La 'prima' di un presidente all'Ariston, Mattarella a Sanremo

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La prima serata comincia con un omaggio al 75esimo anniversario della Costituzione italiana. Sul palco Roberto Benigni
Bienne, 7 Febbraio 2023Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella stasera sarà in sala al Festival di Sanremo per assistere dal vivo alla serata inaugurale. Lo ha annunciato Amadeus in conferenza stampa specificando però che Mattarella "non salira' sul palco". Sul palco ci sarà invece Roberto Benigni chiamato per celebrare i 75 anni della Costituzione.
L'attore premio Oscar ricorderà l'importanza della Carta, in particolare nei passaggi che sottolineano il valore civile delle arti, della cultura e dello spettacolo. E la presenza, per la prima volta nella storia, del presidente della Repubblica, sarà il suggello istituzionale a un festival che racconta l'Italia agli italiani e al mondo. "Il Presidente è andato alla prima della Scala, va a teatro e al cinema, allo stesso modo ha accettato l'invito a Sanremo, che è una grande manifestazione artistica italiana, in particolare nel 75' anniversario della Costituzione che verrà celebrata all'inizio della serata" spiegano dal Quirinale.

FdI sempre in prima posizione, Pd recupera un punto

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Bienne, 3 Febbraio 2023Nuovo sondaggio, oggi, sulle intenzioni di voto degli italiani. Secondo l'ultima rilevazione dell'osservatorio politico dell'Istituto Ixè per febbraio 2023, FdI rimane stabile al 30,1%, il M5S conferma la seconda posizione al 17,9% mentre il Pd - alle prese con il Congresso - recupera un punto piazzandosi terzo al 16,7%. 
Quarta, quindi, la Lega al 7,8%, seguita a breve distanza da Forza Italia (7,5%). Alle spalle degli azzurri, Azione-Italia Viva al 7%. 3,8% delle preferenze per Sinistra Italiana e Verdi, 2,8% per Più Europa, 2,7% a Per l'Italia con Paragone. Il 'partito degli indecisi' è al 43,2%.
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Nessuno si chiede perché siamo stati costretti a partire?

Italiani nel Mondo-Regioni-Associazioni

Avviso pubblico Premio Lucani Insigni anno 2023

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Bienne, 6 Febbraio 2023 Torna il Premio “Lucani Insigni” che il Consiglio regionale della Basilicata conferisce ogni anno a personalità lucane e straniere, residenti in Italia o all’estero e, specificamente, a personalità che si sono distinte per meriti raggiunti in campo sociale, scientifico, artistico e letterario e a personalità impegnate nella diffusione e nella conoscenza dell’identità lucana. Le candidature per “meriti raggiunti in campo sociale, scientifico, artistico e letterario”, possono essere presentate da Enti e Organismi pubblici, Associazioni culturali italiane ed estere, Associazioni e Federazioni dei Lucani nel mondo e dai Consiglieri regionali.
Le candidature per “la diffusione e la conoscenza dell’identità lucana”, possono essere presentate da Enti e Organismi pubblici, Associazioni culturali italiane ed estere, Associazioni e Federazioni dei Lucani nel mondo e dai Consiglieri regionali, dalle case editrici, dai critici d’arte e dagli autori.
 La domanda di candidatura dovrà pervenire entro e non oltre il 28 febbraio

I partiti si dividono sul disegno di legge Autonomia

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Stefano Bonaccini
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Licia Ronzulli
Per il candidato alla leadership del Pd, Stefano Bonaccini, è stato dato "uno scalpo alla Lega".  Replica la presidente dei senatori di Forza Italia, Licia Ronzulli: "Il governo ha scelto la modernità e l'efficienza senza squilibrare il rapporto tra le regioni del Nord e del Sud
Bienne, 4 Febbraio 2023 Le forze politiche si dividono sul ddl sull'Autonomia differenziata approvato dal Consiglio dei ministri. "Questo voto in Consiglio dei ministri sulla riforma Calderoli è curioso - attacca  il presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, nel suo intervento al congresso della Cgil Campania - perchè il Parlamento arriverà a discuterne forse tra sei mesi o un anno, quindi hanno fatto una sceneggiata, senza condividerla con noi, perchè prima delle Regionali in Lombardia hanno bisogno di dare uno scalpo alla Lega".
"Molta gente parla di autonomia senza sapere neanche di cosa sta parlando - aggiunge il candidato alla segreteria del Pd - per essere assegnata, infatti, non basta che una Regione trovi un accordo con il Governo, ma occorre che il Parlamento approvi la riforma a maggioranza qualificata di Camera e Senato. È un pasticcio clamoroso, per questo bisogna dire 'no e mobilitarsi nel Paese". Nettamente contrario anche il segretario nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, parlamentare dell'Alleanza Verdi Sinistra: "C'è poco da girarci intorno: con l'approvazione dello Spacca Italia, il partito della Meloni ha ceduto alle scempiaggini della Lega, che finalmente potrà impugnare la bandierina dell'autonomia delle regioni. 
"Disegnano un'Italia in cui i diritti non esisteranno - prosegue il leader di SI - e in cui devi pregare di nascere in alcune aree del Paese. E attenzione, il problema non riguarda solo il Sud, ma anche molte aree e province del Centro-Nord. Mi fa impressione che il via libera arrivi proprio da chi si è per anni riempito la bocca della parola Patria. Altro che patrioti, Fratelli di mezza Italia". Sul fronte opposto, la presidente dei senatori di Forza Italia, Licia Ronzulli, secondo la quale  "Con il testo approvato giovedì questo governo sceglie l'assunzione di responsabilità, la modernità e l'efficienza, senza squilibrare il rapporto fra le regioni del Nord e del Sud, con cittadini di serie A e cittadini di serie B. Ci saranno benefici per tutti, non solo per le regioni più ricche". 
"Per quanto riguarda i Lep - ha proseguito Ronzulli - è importante che siano definiti, rappresentano la base da cui partire per arrivare all'autonomia. Il fatto che verranno tenute in conto le prerogative del Parlamento per migliorare ulteriormente il provvedimento, è positivo e grazie al lavoro di sintesi svolto da Forza Italia, abbiamo anche cancellato ogni riferimento alla spesa storica. Per ottenere un maggiore equilibrio abbiamo fatto in modo che venisse prevista la garanzia della definizione dei diritti sociali e civici, i Lep, per l'appunto, introducendo l'imprescindibile funzionamento della perequazione".
Ronzulli è convinta che questa riforma porterà a una "sburocratizzazione del Paese, che è una delle battaglie storiche del presidente Berlusconi. Obiettivo che vale ancor di più nelle regioni meridionali. Ogni anno, ad esempio, circa 200mila italiani raggiungono la Lombardia e altre regioni per sottoporsi a interventi chirurgici. Ogni persona ha diritto di curarsi vicino a casa e non a centinaia di chilometri di distanza. è ora di porre fine a questi 'viaggi della speranzà, garantendo a tutte le Regioni risorse e strumenti per gestire i servizi essenziali, iniziando dalla sanità".
Plaude al ddl  la Lega, che ha visto accolto un suo cavallo di battaglia: "Chiamiamo l'autonomia federalismo - ha affermato il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, parlando, a Radio24,- perchè alla fine è federalismo e forse dà meno fastidio ad alcuni. Il federalismo o lo facciamo per scelta o lo faremo per necessita. Diamo una mano al Sud a crescere. Se siamo i primi sui servizi non è perchè abbiamo avuto più soldi". 

Zurigo, Giochi Invernali, la manifestazione sportiva all’insegna dell’italianità

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Bienne, 3 Febbraio 2023 -Il Comites di Zurigo segnala che domenica 26 febbraio si svolgerà ad Elm la 18ma edizione dei Giochi Invernali. La competizione di slalom gigante e di snowboard mette alla prova i soci dei cinque sci club presenti nella circoscrizione zurighese, CAS, CESIU, GAIW, GAIZ e SCIA.
I partecipanti di tutte le età, a partire  dai 4 anni, accompagnati dalle loro famiglie si danno appuntamento ad Elm per trascorrere una  giornata sulla neve. Questa manifestazione è un’occasione per conoscere gli sci club italiani in Svizzera e le favolose montagne svizzere. Per chi partecipa alla gara le giornaliere hanno prezzi agevolati e per i visitatori la salita a monte è gratuita. Al termine della gara, si procede con le premiazioni dei vincitori con trofei, premi in natura e medaglia ricordo per tutti i partecipanti, in presenza del Consolato Generale e del Comites di Zurigo che da sempre sostengono e promuovono l’iniziativa. L’iscrizione è aperta a tutti. Da Winterthur ci sarà anche la possibilità di usufruire del viaggio in autobus. Per ulteriori informazioni e per iscriversi www.giochiinvernali.ch
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Le paure degli adolescenti quando navigano su Internet

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Abuso dei dati personali, salute mentale, bullismo e contatti estranei. Cosa emerge dal report elaborato da Telefono Azzurro e presentato all'Università Cattolica di Milano
Bienne, 7 Febbraio 2023Più del 70% dei 12-18enni teme che i dati da loro stessi condivisi quotidianamente online, come aggiornamenti sui canali social, ricerche e navigazione nel Web, tracce di dati del proprio utilizzo di Internet e degli smartphone, vengano utilizzati senza il loro consenso. Emerge dal report "Tra realtà e Metaverso. Adolescenti e genitori nel mondo digitale", elaborato da Telefono Azzurro in collaborazione con Doxa kids e presentato questa mattina, nell'Aula magna dell'Università Cattolica di Milano.
La ricerca, condotta su un campione di 804 genitori e 815 giovani tra i 12 e i 18 anni tra il 7 e l'11 novembre, offre uno spaccato delle percezioni dei giovani tra i 12 e i 18 anni e dei loro genitori, sul rapporto con il mondo digitale, con focus su problematiche quali gaming, salute mentale, condivisione dei dati e privacy. In generale il report registra un aumento delle preoccupazioni, condivise da genitori e adolescenti, circa gli effetti negativi che possono scaturire da un'esposizione eccessiva agli schermi digitali dei giovanissimi.
Cosa dicono i dati
Nonostante l'utilizzo quotidiano dei devices, non sempre i giovani utenti sono totalmente consapevoli di come evitare i pericoli, controllarli o segnalarli. Il 65% dei ragazzi intervistati teme di essere contattato da estranei adulti (percentuale che si innalza al 70% se si prendono in esame solamente le ragazze e i più piccoli, dai 12 ai 14 anni). Seguono il bullismo (57%), oversharing di dati personali (54%), la visione di contenuti violenti (53%) o sessualmente espliciti (45%), l'invio di contenuti di cui ci si potrebbe pentire (36%), le spese eccessive (19%), il gioco d'azzardo (14%). 
A quasi 1 ragazzo su 2 (48%, 53% nel caso di ragazzi 15-18 anni) è capitato di incappare in contenuti poco appropriati e nel 25% i contenuti apparsi li hanno turbati e impressionati. Nel 68% dei casi i contenuti più diffusi sono quelli violenti, seguiti immediatamente da quelli pornografici (59%) e sessualmente espliciti (59%), dai contenuti discriminatori e razzisti (48%), da quelli riguardanti il suicidio e l'autolesionismo (40%) o inneggianti l'anoressia e la bulimia (30%), ma anche il gioco d'azzardo (27%). I genitori risultano essere un punto di riferimento per i figli, nel caso di eventi spiacevoli accaduti online.
Il 19% riporta di aver accolto le confidenze dei propri figli in passato, mentre il 49% ritiene che i propri figli ne parlerebbero in famiglia, anche se per il momento non sono ancora avvenuti episodi di questo tipo. Un dato interessante emerge sul punto relativo all'age verification da parte di social network, app e altri siti Internet: per gli adolescenti è di media 15 anni, per i genitori un anno in più, 16. In entrambi i casi si tratta di un discrimine superiore rispetto a quello individuato dall'Italia (14 anni) in seguito alla normativa europea per il consenso al trattamento dei dati.
La verifica dell'età
Il risultato del report dimostra l'importanza da parte dei giovani utenti e dei loro genitori dei sistemi di age verification e quindi della necessità di un loro utilizzo per un periodo più lungo. Per il 70% degli adolescenti intervistati sono molto utili per non trovarsi in situazioni rischiose, per il 65% per fare in modo che non compiano azioni senza pensare alle possibili conseguenze e per il 61% per evitare che vedano contenuti inappropriati. 
L'utilizzo sempre più pervasivo delle tecnologie digitali non ha comportato solo una trasformazione nel modo di comunicare, ma ha anche un impatto sulla salute mentale di tutti, compresi i giovanissimi. Il 27% dei giovani intervistati dichiara di sentirsi ansioso o agitato senza l'utilizzo dei social (29% in un range di età dai 15-18 anni e 26% dai 12-14) mentre il 22% si sentirebbe perso. Rispetto al 2018 si registra un +10%. Inoltre rispetto a quattro anni fa si dimezza la percentuale di ragazzi che sostengono che una lontananza dai social "non farebbe alcun effetto". 
I contenuti fruiti sui social potrebbero suscitare sentimenti negativi. Più di un ragazzo su 2 (53%) riferisce di aver provato sentimenti spiacevoli, come l'invidia per la vita degli altri (24%, soprattutto i 15- 18enni). Il 21% afferma che è capitato di sentirsi inadeguato, il 18% diverso, il 10% omologato. La restante parte prova solitudine (12%) o rabbia per le vite degli altri (9%)
Il mondo del gaming
Il 35% degli intervistati, soprattutto maschi, ritiene che il gaming possa essere utile nel creare un clima positivo di classe tra i compagni; il 27% lo considera un possibile strumento utile per l'insegnamento delle materie scolastiche e la stessa percentuale lo considera applicabile nella pratica sportiva. Un ragazzo su 4 suggerisce come il gaming possa essere utile nell'aiutare ad affrontare le difficoltà psicologiche e il 15% lo considera potenzialmente importante nell'ambito della salute mentale. Inoltre, il gaming ha una matrice relazionale: il 36% (45% nel caso dei maschi) dichiara di aver conosciuto persone nuove mentre giocava.
Nel mondo del gaming risultano abbastanza frequenti gli episodi riconducibili alla discriminazione e all'esclusione: l'11% dei giovani intervistati dice di aver preso le difese di qualcuno, l'11% ammette di aver preso in giro qualcuno, un adolescente su 10 riferisce di essere stato preso in giro, l'8% di essere stato escluso e il 6% di aver assistito a qualcosa che l'ha fatto sentire a disagio. La sensazione più ricorrente in chi gioca è quella di sentirsi capace (32%), mentre il 14% si sente capito dagli altri giocatori. Il gioco funge a volte da schermo protettivo nei confronti del mondo, finendo per isolare l'adolescente: il 32% ammette di perdere la cognizione del tempo, il 13% teme di esserne dipendente, l'11% ha l'impressione di essere protetto dal mondo esterno e l'8% si sente isolato.
Bienne, 4 Febbraio 2023Era il 3 febbraio 1983 quando il giovane Blasco presentava sul palco di Sanremo la sua canzone intimista, strafottente e, per i detrattori, maledetta. Incredibilmente la carriera del rocker più acclamato d'Italia, anticonformista e trasgressivo, si intreccia con la storia del Festival più nazionalpopolare. Finita in fondo alla classifica, 'Vita spericolata' divenne una hit da record. Un anno prima, sempre a Sanremo (definito dallo stesso Vasco, anni dopo, "l'unico posto in Italia dove si può entrare da esordienti ed uscire in odore di gloria") aveva portato 'Vado al massimo'. Il concetto era sempre quello, vivere una vita senza limiti.
"Nell' '83 sono tornato a Sanremo -spiegò Vasco - per riconoscenza nei confronti di Gianni Ravera che mi aveva dato carta bianca l'anno prima e solo perchè avevo la canzone giusta, 'Vita spericolata', una bomba, che avevo appena finito di scrivere". Successivamente raccontò su Instagram i dettagli sull'ispirazione della sua canzone manifesto, concepita in auto mentre fuori pioveva. "Il mio primo concerto in Sardegna fu proprio nel 1982, nel campo sportivo di Assemini (a 20 km da Cagliari, ndr). Proprio lì - rivelò - mi venne l'idea di scrivere 'Voglio una vita spericolata', ispirato da questa meravigliosa terra cruda e selvaggia, orgogliosa e fiera, di sassi, di sole e di vento".
'Vita spericolta', divenuto negli anni uno dei titoli più citati, che ha ispirato fiumi di inchiostro e scomodato fior di intellettuali e filosofi, è tornata sul palco di Sanremo con il suo autore nel 2005, in versione acustica, con il fido Maurizio Solieri ad attaccare il celebre giro di chitarra iniziale accompagnando Vasco. "Sono qui - disse in quell'occasione il rocker a Paolo Bonolis, che conduceva il Festival - perchè voglio ringraziare questo palco e questa manifestazione che per me è stata l'inizio di un'avventura straordinaria. Poi vorrei salutare tutti quelli che in questo momento stanno guardando Sanremo e che domani diranno che non lo guardavano".
E' proprio Vasco l'autore della voce "spericolato" nel vocabolario della lingua italiana Zingarelli 2019. Chi, se non il rocker che canta "Voglio una vita spericolata, maleducata, come quelle dei film, che se ne frega di tutto, sì...", tra "whisky al Roxy Bar" e analogie con la vita di Steve McQueen, poteva scrivere questa definizione d'autore? Eccola: "Spericolato, rischioso, avventuroso. Nel senso che dice Nietzsche, vita vissuta pericolosamente e pienamente accettandone le sfide, i rischi, le fatiche, le gioie e le sofferenze. Cercare di prevenire e affrontare gli ostacoli, non evitarli". Dopo la canzone di Vasco, la parola "spericolato" è entrata nell'immaginario collettivo quasi con un'accezione nuova, legandosi in modo indissolubile alle note di quel brano, scritte da Tullio Ferro. Del resto, parole del Blasco, "quando ad un artista arriva una canzone così, può pure finire lì la sua carriera". 
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Il Mondo nelle nostre mani

80 anni fa a Stalingrado iniziava la fine del Terzo Reich

Bienne, 3 Febbraio 2023 - Ottanta anni fa la vittoria sovietica poneva fine alla battaglia di Stalingrado, una delle più sanguinose della seconda guerra mondiale. Durò più di sei mesi, terminando con la resa delle truppe tedesche il 2 febbraio 1943 e costò la vita a più di un milione di persone. La vittoria dell'Armata Rossa segnò una svolta per l’Urss e per le forze alleate. La città sulle rive del Volga è stata ricostruita dopo la guerra
Fu ribattezzato Volgograd nel 1961, otto anni dopo la morte di Stalin. Viene temporaneamente ribattezzata Stalingrado più volte all'anno, incluso il 2 febbraio. La commemorazione è stata occasione per svelare a Volgograd un busto di Stalin. Da quando Putin è al potere un crescente numero di russi mostrano di avere una visione positiva del dittatore.
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​​​​​​​Libri da leggere almeno una volta nella vita

Esce un libro postumo anche con testi inediti
Ratzinger, contro me una furia e un vociare assassino

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Il Papa emerito ha chiesto ai curatori, Elio Guerriero e mons. Georg Gaenswein, che fosse pubblicato dopo la sua morte
Bienne, 21 Gennaio 2023 In una lettera a Elio Guerriero Papa Ratzinger aveva così motivato la sua scelta: "Da parte mia, in vita, non voglio più pubblicare nulla. La furia dei circoli a me contrari in Germania è talmente forte che l'apparizione di ogni mia parola subito provoca da parte loro un vociare assassino.Voglio risparmiare questo a me stesso e alla cristianità", si legge in "Che cos'è il cristianesimo" (Mondadori).
"Vi furono singoli vescovi, e non solo negli Stati Uniti, che rifiutarono la tradizione cattolica nel suo complesso mirando nelle loro diocesi a sviluppare una specie di nuova, moderna cattolicità. Forse vale la pena accennare al fatto che, in non pochi seminari, studenti sorpresi a leggere i miei libri venivano considerati non idonei al sacerdozio. I miei libri venivano celati come letteratura dannosa e venivano per così dire letti solo di nascosto".  Benedetto XVI parla dell'omosessualità e del fatto che ci siano "club" di gay nei seminari.
Parlando dell'incontro che Papa Francesco aveva convocato con i presidenti di tutte le conferenze episcopali del mondo sul tema degli abusi, Ratzinger evidenzia: "Nell'ambito dell'incontro dei presidenti delle conferenze episcopali di tutto il mondo con papa Francesco, sta a cuore soprattutto la questione della vita sacerdotale e inoltre quella dei seminari. Riguardo al problema della preparazione al ministero sacerdotale nei seminari, si constata in effetti un ampio collasso della forma vigente di questa preparazione".
Quindi Benedetto XVI sottolinea: "In diversi seminari si formarono 'club' omosessuali che agivano più o meno apertamente e che chiaramente trasformarono il clima nei seminari. In un seminario nella Germania meridionale i candidati al sacerdozio e i candidati all'ufficio laicale di referente pastorale vivevano insieme. Durante i pasti comuni, i seminaristi stavano insieme ai referenti pastorali coniugati in parte accompagnati da moglie e figli e in qualche caso dalle loro fidanzate. Il clima nel seminario non poteva aiutare la formazione sacerdotale". Poi riferisce che "un vescovo, che in precedenza era stato rettore, aveva permesso di mostrare ai seminaristi dei film pornografici, presumibilmente con l'intento di renderli in tal modo capaci di resistere contro un comportamento contrario alla fede". Benedetto XVI parla delle sue dimissioni del 2013 e dice che in quel momento era "esausto".
"Quando l'11 febbraio 2013 annunciai le mie dimissioni dal ministero del successore di Pietro, non avevo piano alcuno per ciò che avrei fatto nella nuova situazione. Ero troppo esausto - sono le sue parole - per poter pianificare altri lavori. Inoltre, la pubblicazione dell'Infanzia di Gesù sembrava una conclusione logica dei miei scritti teologici". "Dopo l'elezione di papa Francesco ho ripreso lentamente il mio lavoro teologico. Così, nel corso degli anni, hanno preso forma una serie di piccoli e medi contributi, che sono presentati in questo volume", spiega Benedetto XVI nel libro che per suo volere viene pubblicato dopo la sua morte
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Primopiano

La cometa di Neanderthal vola sull' Etna innevato

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A immortalare il passaggio del corpo celeste, nonostante le condizioni atmosferiche sfavorevoli, è stato l'astrofotografo ragusano Dario Giannobile, spesso premiato dalla Nasa con 'La foto del giorno
Bienne, 25 Gennaio 2023 - La cometa 2022 E3 (ZTF) sta transitando nei pressi del polo nord celeste, e a 'catturarla' sull'Etna innevato è stato l'astrofotografo Dario Giannobile in un magnifico scatto effettuato in qusta ultima decade di gennaio. "Per quanto non sia stato difficile raggiungere la posizione da cui riprendere la cometa - spiega all'AGI Giannobile, ragusano, spesso premiato dalla Nasa con 'La foto del giorno' - le condizioni atmosferiche erano sicuramente proibitive. Durante la notte la temperatura è scesa a -8°C a quota 2000mt, una temperatura eccezionalmente fredda per la Sicilia. Il paesaggio era però mozzafiato: una distesa di neve morbida disturbata solamente da alcune impronte di volpe e di conigli. I rami degli alberi si piegavano al peso della neve ma, soprattutto, il cratere di Sud Est era totalmente innevato".  
"La sua vista - dice ancora Giannobile - lascia mozzafiato esprimendo, in un'unica immagine, una sensazione di forza e di delicatezza. Guardandolo è possibile scorgerne le pareti interne attraverso la frattura che ha causato il crollo di parte dell'edificio conico. Alcuni punti caldi appaiono nel buio: sono fumarole da cui escono vapori vulcanici, e in tutto questo, la bellezza del cielo con la splendida cometa che sorge dal fianco del vulcano. Essa risplende grazie ad una bellissima chioma verde turchese ed è impreziosita da una lunga coda e da una piccola anticoda e da centinaia di stelle che le fanno da sondo nel cielo. "
Le comete sono forse gli oggetti più affascinanti del cielo. "Sono prevalentemente costituiti di ghiaccio, polveri e rocce - ricorda Giannobile - e fu Giotto a farcele identificare come stella guida dei magi affrescandole nella cappella degli Scrovegni nel 1303. Sono diversi gli elementi che contribuiscono al fascino di questi oggetti. Sicuramente la rarità con cui le comete appaiono nel cielo, la loro difficoltà ad essere viste ad occhio nudo ma soprattutto la bellezza della coda e della chioma quando riescono ad essere osservate tra le infinite stelle del firmamento". 
La cometa C/2022 E2 ZTF, nota anche come Cometa verde o cometa di Neanderthal (perchè forse fu vista dagli uomini del Neanderthal), torna ad attraversare il Sistema solare dopo circa 50 mila anni. Il primo febbraio alle 18:11 si prevede che la cometa passerà nel punto più vicino alla Terra, a circa 42.5 milioni di chilometri dal nostro pianeta. Nota dal 2 marzo scorso, C/2022 E3 ZTF è stata individuata dagli astronomi Bryce Bolin e Frank Masci, del Zwicky Transient Facility in California. 

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