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​​​​​​​Direttore: Pasquale Sacino - Redazione: Mettstr. 75 - 2504 Bienne - Telefono: 032 345 20 24 - rinascita@bluewin.ch​​​​​​​
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È allarme riscaldamento: ‘Fate il pieno di nafta al più presto’

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L’obiettivo? Contribuire al raggiungimento del risparmio volontario del 15% dei consumi di gas stabilito dal governo sull’esempio dell’Unione Europea (Ue)- 
Bienne, 23 Settembre 2022 - I gestori di impianti bicombustibili dovrebbero passare dal gas alla nafta a partire dal 1° ottobre. È quanto raccomanda il Consiglio federale su consiglio dei dipartimenti dell’Economia e dell’Energia. Alla popolazione è raccomandato di fare il pieno del tank al più presto. Una simile raccomandazione, spiega una nota governativa, mira a contribuire al raggiungimento dell’obiettivo di risparmio volontario del 15% dei consumi di gas stabilito dal governo sull’esempio dell’Ue. La Confederazione e Bruxelles si prefiggono di raggiungere tale obiettivo tra ottobre 2022 e marzo 2023.
Inoltre, per continuare a garantire l’approvvigionamento di prodotti petroliferi, a partire dal 3 ottobre saranno liberate le scorte obbligatorie di benzina per automobili, diesel, olio da riscaldamento e cherosene. Ciò si deve alle limitate capacità di trasporto sul Reno e ai problemi logistici legati ai trasporti ferroviari all’estero. L’ordinanza corrispondente entrerà in vigore il 3 ottobre.
Risparmiare sul gas
La crisi energetica innescata dalla guerra in Ucraina e il blocco delle forniture di gas russo all’Europa potrebbero portare a strozzature nell’approvvigionamento. Per garantire alla popolazione e alle imprese un approvvigionamento energetico sufficiente anche nei prossimi mesi invernali, il governo pensa che, passando dal gas all’olio da riscaldamento, i gestori di impianti bicombustibili possano dare un contributo prezioso per garantire la sicurezza dell’approvvigionamento.
Allentamento norme ambientali
Per facilitare questa transizione, il 16 settembre scorso l’esecutivo ha deciso agevolazioni temporanee nel quadro dell’ordinanza contro l’inquinamento atmosferico e nell’ordinanza sul CO2. Se alimentati a nafta, gli impianti bicombustibili non possono sempre rispettare i valori limite, in particolare quelli relativi agli ossidi d’azoto, stabiliti all’interno dell’ordinanza contro l’inquinamento atmosferico. Tra il 1° ottobre e il 31 marzo 2023 i valori limite relativi a ossidi d’azoto e CO2 saranno comunque meno severi in caso di commutazione raccomandata o magari, in un secondo tempo, imposta. È importante provvedere alla manutenzione regolare dei bruciatori negli impianti bicombustibili. Il servizio di assistenza si occuperà anche di effettuare una misurazione delle emissioni e di inviare i risultati all’autorità di controllo competente.
I gestori di impianti soggetti a un impegno di riduzione del CO2 che, in seguito alla raccomandazione o a un ordine di passare dal gas naturale all’olio da riscaldamento, tra il 2022 e la fine del periodo d’impegno 2024 emettono quantità maggiori di CO2 possono rivolgersi all’Ufficio federale dell’ambiente. Nel quadro del monitoraggio annuale (31 maggio dell’anno successivo) potranno infatti presentare richiesta affinché, per tutta la durata della raccomandazione o dell’ordine, le emissioni supplementari siano escluse dalla valutazione del rispetto degli obiettivi di riduzione delle emissioni o delle varie misure. Nel caso di una commutazione, che richiede quantità maggiori di olio da riscaldamento, le difficoltà logistiche possono rappresentare una sfida impegnativa. Per fare in modo di garantire le capacità di consegna per il prossimo inverno, si raccomanda anche alla popolazione di provvedere fin da subito a riempire le cisterne di olio da riscaldamento.
Si attinga alle scorte
Quanto ai prodotti petroliferi, specifica il governo, prima della liberazione decisa oggi, quest’anno l’Approvvigionamento economico del Paese aveva già deciso di attingere alle scorte obbligatorie in due occasioni, in misura del 20% delle scorte totali. Le scorte obbligatorie di benzina per automobili, diesel e olio da riscaldamento permettono di coprire circa 4,5 mesi di consumo normale. Per il cherosene si parla di circa 3 mesi. Lo scopo delle scorte obbligatorie è di sostenere un mercato non più in grado di soddisfare la domanda a causa di problemi logistici.

Legionellosi, attenzione alle docce calde!

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La Confederazione vuole saperne di più sulla cosiddetta malattia del legionario. Un progetto di ricerca ha lo scopo di contribuire a ridurre il numero crescente di infezioni. La malattia è fatale in circa il dieci per cento dei casi.
Bienne, 23 Settembre 2022 - La malattia del legionario si sta diffondendo in Svizzera. Tra il 1996 e il 2019 sono stati segnalati molti più casi di legionellosi, scrive l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) sul suo sito web. Lo scorso anno c'è stato un altro aumento: circa 570 casi sono stati segnalati all'UFSP, riferisce la SRF. Nel 2008 i casi erano ancora circa 200. In circa il 70% dei casi, non si sa dove i pazienti siano stati infettati.
La Confederazione vuole ora saperne di più sulla malattia. Un progetto di ricerca avviato due anni fa ha lo scopo di contribuire a ridurre il numero crescente di contagi. Ad esempio, sono in corso ricerche sulle condizioni in cui la legionella, che scatena la malattia del legionario, si sente più a suo agio. La legionella è un batterio amante del calore che si moltiplica in acqua dolce e può causare una grave polmonite, quando le persone inalano l'acqua contaminata sotto forma di goccioline molto piccole. Nel 5-10%, la malattia ha un esito fatale nonostante il trattamento antibiotico, scrive l'UFSP. Le persone anziane e deboli sono particolarmente a rischio. Tuttavia, molte infezioni sarebbero anche innocue e più simili a lievi raffreddori.
È già noto che la legionella si moltiplica particolarmente bene nei sistemi idrici in cui l'acqua non viene costantemente rinnovata. Inoltre, ai batteri piacciono le temperature dell'acqua comprese tra 25 e 45 gradi. Queste condizioni sono soddisfatte, ad esempio, da tubazioni dell'acqua, soffioni della doccia o vasche idromassaggio. Tuttavia, non c'è pericolo se si beve acqua contenente legionella. L'acido dello stomaco uccide i batteri, scrive l'UFSP. Sebbene la legionella possa essere trasmessa da persona a persona, ad esempio attraverso gli starnuti, è estremamente rara.
I primi casi noti dopo le riunioni dei legionari
La malattia è stata diagnosticata per la prima volta nel 1976 dopo una riunione dell'organizzazione dei veterani degli Stati Uniti «American Legion». 182 casi si sono verificati dopo l'incontro, a cui hanno partecipato oltre 2000 persone. 29 persone sono morte. Da qui il nome «malattia del legionario».

Crisi energetica, in Svizzera ancora sordi agli inviti al risparmio

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Bienne, 23 Settembre 2022 - Malgrado il rischio di una carenza energetica e gli inviti al risparmio, in Svizzera il consumo di elettricità rimane stabile. È quanto emerge da un esame dei dati disponibili realizzato da Keystone-Ats. In base alle statistiche pubblicate questa settimana dalla società nazionale di rete Swissgrid, in agosto il consumo di corrente è stato di circa il 2,5% inferiore rispetto alla media degli anni dal 2012 al 2021. Questo dato rientra nell’ambito delle normali fluttuazioni.
I dati forniti su richiesta dall’Azienda elettrica del Canton Zurigo (Ekz), che si estendono a loro volta sino alla fine di agosto, mostrano un quadro simile. Dai dati più aggiornati dell’Azienda elettrica della Città di Zurigo (Ewz), pubblicati quotidianamente a due giorni dall’ultimo rilevamento, risulta che a metà settembre nella città più grande della Svizzera non c’è stato un calo marcato, nonostante gli appelli al risparmio del Consiglio federale e il credito miliardario d’emergenza concesso al gruppo energetico Axpo.
Consumo di gas diminuito di un quinto
In vista dell’inverno, questo potrebbe avere un impatto negativo: quello che si risparmia oggi su elettricità e gas potrebbe infatti aiutare a gestire meglio un’eventuale situazione critica in materia di approvvigionamento in inverno. Il consumo di gas in Svizzera è invece diminuito negli ultimi due mesi di circa il 20%. Le imprese sono le principali responsabili di questo calo, ha dichiarato oggi alla Neue Zürcher Zeitung Bastian Schwark, responsabile dei mercati per Swissgrid, nonché esperto ingaggiato dal governo federale per far fronte alla crisi energetica. Difficile prevedere come si svilupperà il consumo di elettricità nei prossimi mesi. Ci sono sicuramente segnali che indicano che le famiglie e le imprese vogliono risparmiare energia elettrica. La richiesta di consulenze da parte dei clienti è aumentata notevolmente, ha ad esempio dichiarato una portavoce di Ekz.
Elettricità: consumo complessivo costante
I cambiamenti di comportamento potrebbero essere attuati rapidamente, come ad esempio l’invito a condividere la doccia fatto dalla consigliera federale Simonetta Sommaruga (Ps). La sostituzione degli elettrodomestici e di macchinari ad alto consumo di elettricità da parte delle famiglie e delle aziende richiede invece più tempo. A lungo termine, il consumo pro capite di elettricità in Svizzera è in leggero calo. Ma visto che la popolazione è in crescita, il consumo complessivo di corrente è praticamente costante. Le imprese consumano più della metà di tutta l’elettricità, le famiglie circa un terzo e il settore dei trasporti una quota di circa il 10%.

Capo di Stato Maggiore italiano in visita in Svizzera

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Giuseppe Cavo Dragone è giunto oggi per una visita ufficiale di due giorni - Al centro dei colloqui figurano le ripercussioni della guerra in Ucraina sulla politica di sicurezza e di difesa dei rispettivi Paesi
Bienne, 22 Settembre 2022 - Il capo di Stato Maggiore generale italiano, ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, è giunto in Svizzera oggi per una visita ufficiale di due giorni. E' stato ricevuto dal capo dell'Esercito svizzero, comandante di corpo Thomas Süssli. Al centro dei colloqui figurano le ripercussioni della guerra in Ucraina sulla politica di sicurezza e di difesa dei rispettivi Paesi, nonché lo sviluppo delle forze armate e il futuro dell'architettura di sicurezza europea. Lo indica oggi in una nota il Dipartimento federale della difesa (DDPS), precisando che la visita si svolge nella Svizzera interna e nell'Oberland bernese. 
L'Esercito svizzero intrattiene con le forze armate italiane una stretta collaborazione in diversi settori specialistici. Oltre alla cooperazione nel servizio di polizia aerea transfrontaliero, nell'estate 2022 alcune formazioni della divisione territoriale 3 si sono per esempio allenate, nel quadro dell'esercizio "Odescalchi", nell'aiuto transfrontaliero in caso di catastrofe assieme a truppe dell'esercito della vicina Penisola e organizzazioni d'intervento italiane e svizzere. Le forze armate dei due Paesi partecipano inoltre alla missione di promovimento della pace della KFOR, sottolinea ancora il comunicato. Come la Svizzera, anche l'Italia ha l'intenzione di aumentare i compiti di difesa nei prossimi anni e di incrementare la prontezza delle formazioni militari. Durante il soggiorno sono inoltre previste visite a diverse installazioni delle Forze aeree svizzere.

Cassis a muso duro contro Putin: ‘Basta provocazioni’

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Il presidente della Confederazione presente a New York per l’Assemblea generale dell’Onu ha condannato la minaccia nucleare russa
Bienne, 21 Settembre 2022 - Ignazio Cassis nell’incontrare il ministro degli esteri russo Serghiei Lavrov a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York non mancherà di discutere "delle recenti provocazioni del presidente Putin". Il consigliere federale inoltre condannerà la minaccia nucleare. "Chiederò al ministro degli esteri Lavrov di rinunciare a una nuova escalation di questa terribile guerra e di ritirare immediatamente le truppe russe", ha dichiarato in una conferenza stampa. Ha poi sottolineato che questo intervento è in linea con la sentenza della Corte internazionale di giustizia del marzo 2022, che ha giudicato illegale l’invasione russa. L’annunciata mobilitazione parziale in Russia non è accettabile, ha aggiunto.
Soluzione diplomatica
Anche i referendum sull’annessione dei territori occupati in Ucraina sono illegali e non saranno riconosciuti dalla Svizzera, ha dichiarato il presidente della Confederazione. "Questa guerra si concluderà solo con una soluzione diplomatica. "I canali di comunicazione e i contatti diplomatici sono importanti per evitare un’impasse ", ha detto Cassis.
Russia accetta mandato di potenza protettrice?
La Svizzera è sempre pronta ad offrire i suoi buoni uffici tra Ucraina e Russia. Su richiesta dell’Ucraina, Berna ha già redatto un mandato di protezione per i cittadini ucraini in Russia e lo ha consegnato ai russi. Cassis chiederà a Lavrov a che punto è il dossier. A prescindere dalla retorica russa, la Svizzera rimane uno Stato neutrale, ha dichiarato il presidente della Confederazione. Si aspetta che Lavrov, che ha già incontrato ripetutamente come ministro degli esteri alle Nazioni Unite, sia disposto a dialogare. "La Svizzera è uno dei Paesi che non spinge per estromettere i russi dagli organismi multilaterali perché siamo convinti che il dialogo sia necessario", ha aggiunto.
Colloquio con il presidente iraniano
Durante un incontro con il presidente iraniano Ebrahim Raisi, il consigliere federale ha discusso il caso di Masha Amini. La giovane donna è morta a causa delle violenze della polizia, che hanno scatenato critiche a livello mondiale sulla situazione dei diritti umani in Iran. Raisi ha affermato che è nell’interesse dell’Iran proteggere i diritti individuali di tutti i suoi cittadini. Per questo motivo la magistratura indagherà sul caso.

Migros e Coop aumentano i prezzi ben oltre l'inflazione

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Bienne, 21 Settembre 2022 - Migros e Coop stanno aumentando i loro prezzi ben oltre l'inflazione nelle loro linee di prodotti a buon mercato M-Budget e Prix Garantie: lo mostra un'analisi di K-Tipp. Nel numero da oggi in edicola il periodico consumeristico ha confrontato i prezzi praticati il 6 settembre di quest'anno con quelli del 14 dicembre 2021 per un totale di 20 prodotti.
 Per quanto riguarda gli articoli Prix Garantie, il costo è lievitato a tassi che vanno dal +19% (carta da cucina) al +100% (pomodori), con una forte crescita per esempio in relazione a prodotti quali gli spaghetti (+44%) o i fusilli (+61%). Nell'universo M-Budget i sovrapprezzi vanno invece dal +19% (pizza surgelata) al +56% (un dato registrato sia dagli spaghetti, sia dai cornetti, conosciuti in Ticino anche con il nome tedesco di Hörnli). «Le persone a basso reddito devono lottare contro l'aumento dei premi dell'assicurazione malattia e del costo dell'elettricità, ma almeno questi rincari vengono sempre comunicati in modo chiaro», commenta K-Tipp.
Secondo la testata zurighese la situazione è invece diversa per quanto riguarda i rivenditori: Coop, ad esempio, pubblica ogni settimana alcune variazioni di prezzo nelle sue pubblicazioni, ma non tutte. Ha annunciato un totale di 6 riduzioni e 29 aumenti di prezzo per il marchio Prix Garantie dall'inizio dell'anno fino al 6 settembre. Tuttavia, K-Tipp ha riscontrato nei negozi altri 15 ritocchi al rialzo.
Il giornale ricorda che, stando ai dati dell'Ufficio federale di statistica (UST), l'inflazione in Svizzera è attualmente pari al 3,5% per l'insieme dei beni e servizi; per gli alimenti è al 2,5%. Contattata da K-Tipp, la cooperativa Coop giustifica i prezzi più alti con l'aumento del costo delle materie prime, la scarsità di materiale di imballaggio, nonché i maggiori oneri di trasporto e di energia. Migros parla di un aumento dei prezzi del grano, che incide per esempio sugli spaghetti, come pure dei costi di imballaggio e di trasporto.

Cerchi uno psicologo? Vai da Migros

Bienne, 21 Settembre 2022 - Il gigante della vendita a dettaglio intende diffondere gli studi della propria startup “salute mentale” Wepractice in tutta la Svizzera.Migros vuole crescere ulteriormente nel settore della salute. Dopo aver acquisito la start-up odontoiatrica Bestsmile nel marzo scorso, il colosso della vendita al dettaglio sta ampliando il suo ramo sanità con studi di psicoterapia.
Migros – riferisce in un comunicato odierno – intende diffondere gli studi della sua startup "salute mentale" Wepractice in tutta la Svizzera. Attualmente sono otto e vuole aprirne altri due entro la fine dell’anno, per un totale di oltre 250 specialisti di psicologia e psicoterapia nella sua piattaforma di mediazione. Con un finanziamento milionario la rete dovrebbe comprendere 40 sedi entro il 2024

Pioggia di denaro dalle ditte farmaceutiche ai medici

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Si tratta del valore più alto dall’inizio della divulgazione di questo tipo di informazioni, peraltro non sempre trasparenti
Bienne, 20 Settembre 2022 - Si fa sempre più intensa la pioggia di denaro elargita delle imprese farmaceutiche per i medici (sotto forma di compensi per la partecipazione a congressi, spese di alloggio, onorari, consulenze ecc.), gli ospedali, le reti di dottori, le società professionali e i gruppi di pazienti: nel 2021 questi pagamenti hanno raggiunto la cifra di 196 milioni di franchi. Si tratta del valore più alto dall’inizio della divulgazione di questo tipo di informazioni, nel 2015, spiega il periodico Beobachter nel numero attualmente in edicola. Oggi 66 aziende rendono pubblici i pagamenti sulla base di un’autoregolamentazione interna del settore chiamata Pharma Cooperation Code.
Tuttavia, anche a sette anni dal suo lancio diverse società attuano l’operazione trasparenza solo a metà e alcune appaiono riluttanti a mostrare i dati, sostengono i cronisti della testata zurighese. La lacuna più grave è rappresentata dal fatto che le imprese continuano a pubblicare i dati sui propri siti web: quindi se una persona vuole scoprire se il proprio medico riceve denaro dall’industria deve teoricamente cercare in più di 60 pagine internet diverse. E le informazioni non sono sempre facili da trovare. Per questo motivo il Beobachter, insieme ad altri media, valuta queste pubblicazioni farmaceutiche e pubblica poi i dati sulla piattaforma Pharmagelder.ch. Non sempre comunque appare cristallina la volontà di fare luce sul tema.
La rivista avanza il caso della filiale elvetica di una impresa italiana che praticamente sembra nascondere la scheda con le informazioni in questione. Se la si riesce a trovare appare poi vuota, dando l’impressione che non sia stato effettuato alcun pagamento. Solo se si seleziona ulteriormente un collegamento ipertestuale che porta il nome "Ultimo anno" si ottiene una panoramica dei pagamenti a medici e ospedali. Ma anche qui i problemi non sono finiti: la tabella è stata convertita in singole immagini e la ricerca tramite il navigatore non funziona. La tabella non può nemmeno essere salvata. Anche altre imprese presentano i dati su documenti in cui non è possibile effettuare una ricerca, altre invece sono più trasparenti.
Da parte sua Scienceindustries, organizzazione padronale della chimica, della farmaceutica e delle biotecnologie, fa sapere che ha dovuto ammonire otto società perché non hanno pubblicato i loro dati in tempo. Tuttavia per l’organismo non si rileva un problema generale nell’attuazione della trasparenza nel ramo. Per la cronaca, quasi la metà dei 196 milioni versati risulta essere stato messo a disposizione da cinque società: Novartis (15,5% del totale), Roche (13,1%), Pfizer (8,9%), MSD (5,5%) e Bristol Meyers Squibb (5,5%).

Corrette al ribasso le stime sul Prodotto interno lordo (Pil)

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La Segreteria di Stato dell’economia ridimensiona significativamente le aspettative sulla crescita per il 2022 e il 2023
Bienne, 20 Settembre 2022 - La Segreteria di Stato dell’economia (Seco) corregge ancora una volta al ribasso le sue previsioni di crescita per la Svizzera e questa volta lo fa in modo significativo: le prospettive – si afferma a Berna – sono peggiorate sulla scia delle tensioni legate alla situazione energetica e al forte aumento dei prezzi, soprattutto in Europa. Nel 2022 il gruppo di esperti della Confederazione si aspetta che il prodotto interno lordo (Pil) aumenterà del +2,1%, contro il +2,8% stimato in giugno, quando il dato era già stato ridotto lievemente. Per il 2023 il pronostico viene abbassato dal +1,6% al +0,8%, ha indicato oggi la Seco.
Corretto dall’impatto degli eventi sportivi, che incidono sensibilmente perché in Svizzera hanno sede le ricchissime federazioni internazionali, la progressione sarà del +2,0% quest’anno e del +1,1% nei dodici mesi successivi (+2,6% e +1,9% nella stima di tre mesi or sono). Da parte loro i prezzi al consumo dovrebbero fare un balzo del 3,0% nel 2022 – in netta accelerazione rispetto al +0,6% dell’anno scorso – a fronte della previsione precedente di +2,5%. Il rincaro dovrebbe poi un po’ decelerare nel 2023, ma solo al +2,3%, contro il +1,4% stimato in giugno (e il +0,7% ipotizzato in marzo).
Sostanzialmente stabile rimane il pronostico sulla disoccupazione, vista al 2,2% nel 2022 (2,1% in giugno), mentre per i dodici mesi successivi negli uffici bernesi si scommette sul 2,3% (2,0% tre mesi or sono). Gli attuali indicatori congiunturali offrono un quadro disomogeneo, spiegano gli specialisti della Seco. Dato che l’inflazione in Svizzera rimane moderata, l’andamento positivo del mercato del lavoro dovrebbe continuare a favorire i consumi: ciò consentirà probabilmente ad alcuni comparti dell’economia nazionale di continuare la ripresa.
Tuttavia, il difficile contesto internazionale dovrebbe avere sempre più un effetto frenante sull’industria di esportazione. Il gruppo di esperti ha rivisto significativamente al ribasso le aspettative per la domanda mondiale: in particolare è probabile che la zona euro, gli Stati Uniti e la Cina, importanti partner commerciali della Svizzera, registreranno un andamento più debole rispetto alle previsioni di giugno. L’andamento della congiuntura elvetica viene ritenuto strettamente legato a quello dell’economia mondiale e dell’approvvigionamento di energia. "Alla luce della forte riduzione delle forniture di gas dalla Russia e della disponibilità limitata di centrali nucleari francesi, il rischio di una penuria energetica in Europa è aumentato", sostengono gli esperti.
D’altra parte gli impianti europei di stoccaggio del gas sono stati rabboccati piuttosto rapidamente e "si auspica" una considerevole diminuzione del consumo di energia nei prossimi mesi, grazie agli sforzi di risparmio da parte dei nuclei familiari e delle aziende. "Il gruppo di esperti ipotizza che non si verificherà una situazione di penuria energetica marcata, con perdite di produzione su larga scala", si legge nella nota.
A Berna però non si nasconde che sussistono anche scenari più negativi. Nel caso in cui si verificasse una grave situazione di penuria di gas o elettricità in Europa, accompagnata da perdite di produzione su vasta scala, l’economia svizzera ne risentirebbe significativamente. I tassi di interesse in rialzo determinano maggiori rischi associati al forte aumento del debito globale: ciò contribuisce a una maggiore probabilità di correzioni sui mercati finanziari. Anche il settore immobiliare continua a essere soggetto a rischi, sia a livello nazionale che internazionale. Allo stesso tempo l’inflazione potrebbe rivelarsi più persistente di quanto ipotizzato finora e rendere quindi necessario un corso più restrittivo della politica monetaria. Non si possono infine escludere contrattempi dovuti alla pandemia o a nuove varianti del coronavirus.

Vaiolo delle scimmie: superati i 500 casi in Svizzera

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L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato che le infezioni da vaiolo delle scimmie sono in calo in tutto il mondo, riporta l'UFSP nella sua valutazione della situazione
Bienne, 19 Settembre 2022 - I casi di vaiolo delle scimmie in Svizzera e nel Liechtenstein hanno superato oggi quota 500. Lo ha indicato l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), secondo il quale si sono registrati 502 casi dalla prima infezione confermata ufficialmente. Dopo un picco raggiunto a fine luglio, i casi stanno diminuendo. La settimana scorsa l'incidenza più alta si è registrata nel cantone di Basilea Città, con 14,7 casi ogni 100.000 abitanti, seguito da Zurigo (12,7) e Ginevra (9,7), indica un grafico dell'UFSP.
I più colpiti dalla malattia sono gli uomini che hanno rapporti sessuali con altri uomini. L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato che le infezioni da vaiolo delle scimmie sono in calo in tutto il mondo, riporta l'UFSP nella sua valutazione della situazione. La causa del calo non è stata spiegata in modo definitivo come non è chiaro se questa tendenza continuerà. La trasmissione avviene attraverso stretto contatto fisico da persona a persona. La trasmissione agli animali è possibile, ma non è ancora stata accertata in Svizzera. La Confederazione si sta procurando il vaccino e i farmaci per il vaiolo delle scimmie. La Delegazione delle finanze delle Camere federali ha approvato un credito supplementare urgente di 8,65 milioni di franchi svizzeri a questo scopo. Il Parlamento deciderà su questo credito supplementare nella sessione invernale.
L'acquisto centralizzato si è reso necessario perché le aziende produttrici riforniscono solo i Paesi. La Confederazione vuole procurarsi 40'000 dosi per lottare contro la propagazione della malattia. Inoltre, l'esercito vuole dotarsi di 60'000 dosi di vaccino come riserva da utilizzare anche in caso di epidemia di altri virus del vaiolo. Il primo caso registrato di vaiolo delle scimmie in Svizzera risale al 19 maggio scorso. Secondo l'UFSP, la sorveglianza della malattia è iniziata il 21 maggio. Da metà agosto, l'ufficio pubblica soltanto i casi confermati in laboratorio di persone residenti in Svizzera o nel principato.

Le zecche non danno tregua: a settembre più di 300 casi di TBE

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È il dato delle persone infettate dalla meningoencefalite provocata dai parassiti (Tick Borne Encephalitis) – Dieci anni fa si registravano meno di 100 casi all'anno
Bienne, 18 Settembre 2022 - Il 2022 potrebbe passare alla storia anche come un anno delle zecche: all'inizio di settembre infatti già oltre 300 persone erano state infettate dalla TBE, la meningoencefalite provocata dagli animaletti (Tick Borne Encephalitis). A titolo di confronto, dieci anni or sono si registravano meno di 100 casi all'anno, sottolinea oggi la SonntagsZeitung. Norbert Satz, medico e specialista del ramo, è convinto che si potrebbero evitare problemi se la popolazione fosse vaccinata. Ma nemmeno un terzo è completamente protetto, si rammarica lo specialista in dichiarazioni riportate del domenicale.
L'esempio dell'Austria mostra come il tasso dei malati possa sensibilmente cambiare se le persone vengono vaccinate. Nel paese quasi il 90% è vaccinato: di conseguenza, praticamente solo i turisti stranieri contraggono l'encefalite da zecca. «Questo sarebbe possibile anche in Svizzera se non ci fosse l'avversione alle vaccinazioni», afferma Satz. In molti cantoni, anche i farmacisti vaccinano. Nei due anni di pandemia il numero di vaccinazioni è però crollato di un terzo, come dimostrano i dati di Galenica, la più grande rete di farmacisti della Svizzera. Quest'anno l'interesse è aumentato un po'. Ma una portavoce di Galenica afferma: «sospettiamo che vi sia una certa stanchezza della popolazione in materia di vaccinazioni».

Negli ospedali svizzeri un paziente su dieci subisce danni

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Bienne, 18 Settembre 2022 - In Svizzera si ripete sempre il mantra dell'ottimo trattamento negli ospedali, ma non tutto è così roseo, secondo «Le Matin Dimanche»: il giornale cita uno studio condotto in un nosocomio elvetico che ha messo in luce come un paziente su dieci abbia subito danni durante il trattamento. Quasi la metà di questi casi negativi potrebbe essere evitata, secondo i ricercatori. Inoltre, tra l'8 e il 15% dei pazienti subisce un evento avverso provocato da farmaci durante una degenza.
«Si paga il prezzo di una Porsche per avere una Volkswagen», commenta il preposto federale alla sorveglianza dei prezzi Stefan Meierhans, citato dal domenicale. L'alto funzionario ricorda che la Svizzera è al secondo posto al mondo nella classifica dei costi sanitari, dopo gli Stati Uniti. «È comprensibile, perché vogliamo permetterci una medicina all'avanguardia», aggiunge mister prezzi. «Ma è proprio questo il problema: non sono gli errori del sistema a dover essere finanziati, ma la medicina di punta».

Sempre più psichiatri stranieri, aumenta il pericolo di diagnosi errate

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Bienne, 18 Settembre 2022 -  Gli psichiatri sono sempre più spesso stranieri e in parallelo aumenta così il pericolo di diagnosi errate, sulla scia di problemi di comprensione: lo afferma la «NZZ am Sonntag», che sottolinea come fra il 2003 e il 2021 la quota de non svizzeri è passata da 23 a 52%. Se in passato più della metà di loro arrivava dalla Germania, ora è in crescita la percentuale di chi proviene da altri paesi come la Romania o la Grecia, spiega il domenicale. I medici stranieri sono richiesti a causa della carenza di specialisti, ma portano con sé anche modi diversi di lavorare.
La testata zurighese cita il caso di una paziente che si è recata in una clinica psichiatrica a causa di una depressione, ma che è stata trattata con farmaci per la cura di disturbi deliranti. In seguito si è scoperto che la psichiatra che l'aveva accolta, una dottoressa ceca, ha semplicemente frainteso la donna, che si esprimeva in dialetto vallesano. Thomas Ihde, primario in psichiatria e presidente dell'associazione Pro Mente Sana, sente sempre più spesso parlare di questi casi. «Le lamentele per i problemi linguistici in psichiatria sono in aumento», conferma alla «NZZ am Sonntag». Si osservano incomprensioni e barriere linguistiche.

Treni meno veloci in galleria per risparmiare energia

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La proposta, che arriva dal Sindacato svizzero dei macchinisti e aspiranti, sarebbe quella di passare da 230 a 160 chilometri all'ora
Bienne, 18 Settembre 2022 - Per ridurre il consumo di elettricità la velocità dei treni che sfrecciano nelle gallerie del San Gottardo, del Lötschberg e del Monte Ceneri va ridotta da 230 a 160 chilometri all'ora: è una proposta che giunge dal Sindacato svizzero dei macchinisti e aspiranti. «Questi viaggi richiedono un'enorme quantità di energia», afferma il presidente dell'associazione, Hubert Giger, citato dalla NZZ am Sonntag.
Ciò è dovuto anche al fatto che nei tunnel la resistenza dell'aria è maggiore rispetto all'esterno. Giger calcola che una riduzione della velocità potrebbe far risparmiare fino al 30% di energia. Il tempo di percorrenza aumenterebbe solo di quattro minuti. Da parte loro le FFS relativizzano la portata dell'idea. «Già oggi il personale delle locomotive utilizza le velocità massime possibili nelle gallerie Neat solo in caso di ritardi», afferma un portavoce dell'azienda, citato dal domenicale.
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Il gol di Turone era buono? Arriva il film alla Festa del cinema 

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Bienne, 23 Settembre 2022 - Alla Festa del cinema di Roma sarà proiettato il documentario 'Er gol de Turone era bono' di Francesco Micciché e Lorenzo Rossi Espagnet sul celeberrimo gol annullato al giocatore della Roma nel 1981 per un presunto fuorigioco contro la Juventus. "Una follia che dura da 40 anni e sono stata obbligata a prendere questo documentario che ovviamente passerò di domenica", ha commentato la direttrice del festival Paola Malanga. Il 10 maggio 1981, al Comunale di Torino si gioca Juventus-Roma. C'è in ballo lo scudetto. Al 72 minuto, quando le due squadre sono ancora 0 a 0, Maurizio Turone della Roma fa un gol di testa. L'arbitro Paolo Bergamo convalida, ma immediatamente intercetta con lo sguardo la bandierina gialla del guardalinee Sancini, decreta il fuorigioco e annulla il gol. Restano 0 a 0 e la Juve vince lo scudetto.
La polemica dilaga e l'episodio è visto e rivisto alla moviola. Ferita lacerante e ancora aperta, il gol di Turone è il soggetto del documentario diretto da Francesco Micciché, nel quale immagini di repertorio e accesi dibatti d'epoca si mescolano a nuove interviste e testimonianze, nelle quali scendono in campo i protagonisti, da Turone a Bergamo e Sancini, a Prandelli, Marocchino, Pruzzo, Conti, ecc., per tentare di rispondere sempre a quella domanda: ma il gol di Turone era buono?
La scelta di prendere il film di Micciché su uno dei più dibattuti casi sportivi nella Capitale - negli ultimi 40 anni - è stata "obbligata" per lei che è direttrice della festa del cinema di Roma, ricorda la Malanga scherzando, perché tutti le parlavano di questo fantomatico gol e ancora lo fanno, "una cosa incredibile che appassiona ancora gli sportivi romani. Come potevo non prenderlo per il mio festival? Sarà un evento sicuramente di grande attrattiva e, ovviamente, lo faremo passare di domenica", conclude sorridendo.

Calo demografico, in 50 anni 11,5 milioni di italiani in meno
Entro il 2041 solo una famiglia su 4 sarà una coppia con figli

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Bienne, 22 Settembre 2022 - Unidici milioni di abitanti in meno in 50 anni. Il rapporto Istat sulla popolazione residente aggiornato al 2021 prevede un drastico calo demografico in Italia: da 59,2 milioni al 1 gennaio 2021 a 57,9 milioni nel 2030, a 54,2 milioni nel 2050 fino a 47,7 milioni nel 2070 (oltre un quinto in meno). Entro 10 anni in 4 Comuni su 5 è atteso un calo di popolazione, in 9 su 10 nel caso di zone rurali. Il 2049 è l'anno in cui i decessi potrebbero doppiare le nascite: 788mila contro 390mila. L'anno dopo in Italia quasi il 35% della popolazione (il 34,9%) sarà costituito da individui dai 65 anni in su. Nel 2021 era del 23,5%.  
Più anziani, più soli
La fotografia della futura società italiana che ci restituisce l'Istituto nazionale di statistica è desolante: non solo ci saranno più persone anziane, ma ci saranno anche più persone sole. Aumenteranno infatti i single, in termini relativi e assoluti: sono 10,2 milioni le persone destinate a vivere sole nel 2041 (erano 8,5 milioni nel 2021). Se già nel 2021 "la quota di persone sole di 65 anni e più rappresenta la metà di chi vive da solo - scrive l'Istat - nel 2041 raggiungerebbe il 60%". Nel 2021 tra gli uomini che vivono soli, circa uno su tre aveva più di 65 anni (32,3%) mentre tra le donne il rapporto saliva a oltre tre su cinque (63,1%).
Negli anni le previsioni mostrano uno scenario in cui l'incidenza di uomini e donne di 65 anni e più nel complesso delle famiglie unipersonali aumenta sostanzialmente, per cui gli uomini arriverebbero nel 2041 a costituirne il 42,5% e le donne addirittura il 72,2%". Più anziani e più anziani soli significa un maggiore  fabbisogno di assistenza, fa notare l'Istat, anche se la sopravvivenza più duratura potrebbe andare di pari passo con una migliore qualità della vita. 
Sempre meno figli
In crescita le famiglie "ma con un numero medio di componenti sempre più piccolo". Meno coppie senza figli: "Entro il 2041 una famiglia su quattro sarà composta da una coppia con figli, più di una su cinque non ne avrà", sottolinea l'Istat. "Il calo delle famiglie con nuclei deriva dalle conseguenze di lungo periodo delle dinamiche socio-demografiche in atto in Italia - si legge nel rapporto -. L'invecchiamento della popolazione, con l'aumento della speranza di vita, genera infatti un maggior numero di persone sole; il prolungato calo della natalità incrementa le persone senza figli, mentre l'aumento dell'instabilità coniugale, in seguito al maggior numero di scioglimenti di legami di coppia, determina un numero crescente di individui e genitori soli".
Il problema pensioni
L'aumento della popolazione anziana su quella complessiva avrà ripercussioni sulle politiche pensionistiche oltre che su quelle di protezione sociale. Serve sapere che il rapporto tra individui in età lavorativa (15-64 anni) e non (0-14 e 65 anni e più) è destinato a diminuire: secondo le stime Inps passerà da circa 3:2 del 2021 a 1:1 nel 2050. 
Il Sud invecchia più velocemente
Il rapporto Istat evidenzia un marcato invecchiamento della popolazione del Mezzogiorno.  Al Sud l'età media dei suoi residenti passerà da 45 anni nel 2021 a 49,9 anni nel 2040, sopravanzando il Nord che raggiunge un'età media di 49,2 anni, partendo nell'anno base da un livello più alto, ossia 46,4 anni. Nel lungo termine, il Mezzogiorno rallenterebbe ma non fermerebbe il suo percorso.

Draghi all'Onu condanna le azioni di Putin e rassicura sull'Italia

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Bienne, 21 Settembre 2022 - Il discorso di congedo del presidente del Consiglio all'Assemblea generale: "L'Europa deve fare di più sull'Energia, sono a rischio la ripresa economica e la coesione sociale". Poi conferma la centralità del nostro Paese che "anche nei prossimi anni resterà protagonista in Ue e Nato".  Un messaggio all'Unione europea a non arretrare sulla Russia (anche con il tetto al prezzo del gas), uno di sostegno "senza indugi" al presidente ucraino Volodymyr Zelensky, uno di rassicurazione in vista delle elezioni di domenica, "anche nei prossimi anni l'Italia resterà protagonista in Ue e nella Nato", e uno al presidente russo Vladimir Putin: i quattro referendum d'indipendenza nella regione del Donbass sono "un'ulteriore violazione del diritto internazionale che condanniamo con fermezza".
Quando ormai sono le nove di sera, il presidente del Consiglio Mario Draghi ha pronunciato il suo ultimo discorso da premier alle Nazioni unite. La giornata di interventi, che ha aperto la 77esima Assemblea generale, era stata aperta dal messaggio del presidente brasiliano Jair Bolsonaro, che è stato soprattutto un messaggio elettorale a pochi giorni dal voto in Brasile. Quello di Draghi, che arriva a cinque giorni dalle elezioni politiche, è stato un discorso più ampio, poco propenso all'autocelebrazione, ma con l'obiettivo di mostrare fermezza nella posizione nei confronti della Russia. "Le responsabilità del conflitto sono chiare - ha detto - e di una parte sola". "Ma e' nostra responsabilità collettiva - ha aggiunto - trovare risposte a questi problemi con urgenza, determinazione, efficacia. Non possiamo dividerci tra nord e sud del mondo. Dobbiamo agire insieme e riscoprire il valore del multilateralismo che si celebra in quest'aula".
Draghi ha difeso l'impegno a favore dell'Ucraina, definita "l'unica scelta coerente", difeso l'"eroica controffensiva che ha permesso all'Ucraina di recuperare migliaia di chilometri quadrati di territorio a partire da Kharkiv, e costretto l'esercito russo a ripiegare". La Russia, il "cui piano era conquistare Kiev in poche settimane", è finita nell'imbuto di un "conflitto più lungo e logorante, grazie anche - ha sottolineato il premier italiano - alla nostra assistenza militare". Da ex presidente della Banca centrale europea, Draghi ha riservato anche un pensiero da economista alle sanzioni prese nei confronti della Russia dalle istituzioni finanziarie. "Le sanzioni che abbiamo imposto a Mosca - ha ricordato - hanno avuto un effetto dirompente sulla macchina bellica russa, sulla sua economia. Il Fondo monetario internazionale prevede che l'economia russa si contragga quest'anno e il prossimo di circa il 10 per cento in totale, a fronte di una crescita intorno al 5 per cento ipotizzata prima della guerra".
L'impatto delle misure, ha aggiunto, "è destinato a crescere col tempo, anche perché alcune di esse entreranno in vigore solo nei prossimi mesi". E qui, nell'intervento di Draghi, e' tornato il richiamo all'Europa: "l'unità - ha spiegato - è stata determinante per imporre costi durissimi alla Russia" che ha usato il gas come "arma di ricatto". "A oggi - ha continuato Draghi - abbiamo dimezzato la dipendenza dal gas russo e contiamo di diventarne completamente indipendenti dal 2024". Tuttavia bisogna fare di più. Soprattutto "l'Europa deve fare di più", "deve sostenere i Paesi che a loro volta sostengono Kiev", "deve imporre un tetto al prezzo delle importazioni di gas".
Anche perche' - ha richiamato Draghi - e' essenziale preservare la coesione sociale. "L'aumento del costo dell'energia mette a rischio la ripresa economica, limita il potere d'acquisto delle famiglie, danneggia la capacità produttiva delle imprese, puo' fiaccare l'impegno dei nostri Paesi per l'Ucraina". L'Unione europea, ha ricordato, "è destinata a guardare sempre più verso Sud e l'Italia vuole essere un ponte verso la sponda meridionale del Mediterraneo, verso tutto il Continente africano". Ma ha voluto anche rassicurare, conoscio delle possibili preoccupazioni degli alleati per i cambiamenti attesi dopo il voto, che "anche nei prossimi anni, l'Italia continuerà a essere protagonista della vita europea, vicina agli alleati della Nato, aperta all'ascolto e al dialogo, determinata a contribuire alla pace e alla sicurezza internazionale".
Sull'immigrazione, il messaggio di Draghi (all'Onu ma si può leggere anche all'Italia stessa) è quello che richiama l'approccio umanitario: "L'Italia è ben consapevole che le migrazioni sono un fenomeno globale, e così va affrontato. Dobbiamo avere un approccio responsabile, umano, condiviso". Il messaggio del Draghi premier al Palazzo di Vetro si chiude qui. L'applauso dell'aula è anche quello di un congedo. 

Draghi non è disponibile per un secondo mandato a Palazzo Chigi

Bienne, 16 Settembre 2022 - Draghi non è disponibile per un secondo mamdato a Palazzo Chigi. Il presidente del Consiglio ha risposto con un secco 'No' alle domande dei giornalisti che chiedevano se fosse disponibile a tornare alla guida di un governo. In quella che è stata annunciata come la sua ultima conferenza stampa da premier, Draghi ha parlato anche di politica estera e in particolare delle sanzioni alla Russia.
 "Il governo su questo non condivide" la posizione del leader della Lega, Matteo Salvini, da detto, rispondendo a una domanda sull'efficacia delle misure nei confronti della Russia. "Le sanzioni funzionano, la propaganda russa ha cercato di dimostrare il contrario ma non è vero, altrimenti non si spiegherebbero i comportamenti recenti di Putin. Bisogna continuare su quel fronte". A proposito della mossa del Parlamento europe, secondo cui l'Ungheria non è più uno stato democratico, Draghi ha  ricordato come l'Italia "difende lo Stato di diritto i nostri alleati sono la Germania, la Francia che difendono lo stato di diritto". "C'è da domandarsi come uno si sceglie i partner? Certamente sulla base di una comunanza ideologica ma anche sulla base della tutela degli interessi degli italiani. Bisogna chiedersi chi mi aiuta a proteggere gli italiani meglio? Chi conta di più tra questi partner? Datevi voi le risposte".
Sui fondi russi ad alcuni partiti euroei, Draghi ha raccontato di aver avuto "una telefonata con Blinken (segretario di stato Usa, ndr)". "Era naturale chiedere cosa sapessero e lui mi ha confermato l'assenza di forze poliche italiane nella lista di chi ha beneficiato di fondi russi" ha detti "I vertici dei servizi italiani hanno avuto contatti con i loro omologhi Usa e l'intelligence Usa ha confermato di non avere evidenza di finanziamenti occulti russi a forze politiche che competono nella tornata elettorale attuale. La democrazia italiana è forte non si fa abbattere dai nemici esterni e dai loro pupazzi prezzolati. Non bisogna aver timore di qualunque voce. Negli ultimi 20 anni la Russia ha effettuato una sistematica opera di corruzione in molti Paesi europei e negli Stati Uniti, non c'è niente da stupirsi sono cose note".

"Il caso dei fondi russi ai partiti è chiuso"

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Bienne, 16 Settembre 2022 - "Forse non si sarebbe nemmeno dovuto aprire" dice Il presidente del Copasir, Adolfo Urso dopo che questa mattina la Commissione ha ascoltato Franco Gabrielli, sottosegretario con delega ai Servizi segreti.  "Il caso è chiuso, forse non si sarebbe nemmeno dovuto aprire". Il presidente del Copasir, Adolfo Urso, a margine dell'Assemblea generale di Confindustria Vicenza commenta così la vicenda del dossier Usa sui presunti fondi a partiti e politici di altri Paesi. "Purtroppo - sottolinea Urso - siamo in una campagna elettorale eccessivamente aggressiva, dai toni troppo alti, con una contrapposizione che tende più a denigrare l'avversario che a consentire agli elettori di misurarsi sui programmi del Paese".
 "L'Italia è un Paese forte, credibile, affidabile. Lo dimostra anche questa vicenda che finalmente si è chiarita. Nessuna interferenza russa, almeno questo risulta dai documenti che il governo americano, che l'intelligence ha fornito al nostro governo e che lo stesso Draghi poi ha comunicato al Paese" dice ancora Urso, "oggi ne abbiamo avuto la conferma, e questo deve rassicurare tutti, soprattutto deve rasserenare le forze politiche e riportare nei giusti binari il confronto elettorale che deve essere anche netto e alternativo sui contenuti e sui programmi ma senza quelle campagne di delegittimazione, di denigrazione, di criminalizzazione degli uni contro gl altri che non fanno bene alle istituzioni. Campagne - conclude il senatore - che fanno il gioco di fatto dei russi e dei cinesi, di sistemi autoritari che tendono in qualche misura a delegittimare le istituzioni democratiche e anche le forze politiche del nostro Paese".
Draghi contro i pupazzi
"La democrazia italiana è forte non si fa abbattere dai nemici esterni e dai loro pupazzi prezzolati" aveva detto poco prima Mario Draghi nella conferenza stampa conclusiva del suo mandato, "Non bisogna aver timore di qualunque voce. Negli ultimi 20 anni la Russia ha effettuato una sistematica opera di corruzione in molti Paesi europei e negli Stati Uniti, non c'è niente da stupirsi sono cose note".
Salvini vuole le scuse
"Penso che qualcuno debba chiedere scusa. Sono non giorni ma anni che certa sinistra e certa stampa di sinistra insegue rubli, dollari, franchi, marchi, influenze, relazioni strane, interessi economici: zero. Mai chiesto né preso un rublo o un dollaro". ha detto da parte sua il segretario leghista Matteo Salvini in un'intervista a 'Vista'.
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Nessuno si chiede perché siamo stati costretti a partire?

Italiani nel Mondo-Regioni-Associazioni

Sono 12 i seggi in palio: 8 alla Camera, 4 al Senato
Concluso il voto per quasi 5 milioni di elettori all’estero

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Bienne, 23 Settembre 2022 - Si sono concluse le votazioni per gli italiani all’estero. I quasi 5 milioni di connazionali che vivono fuori dall’Italia dovevano infatti far pervenire ai consolati il loro plico elettorale entro le 16 del 22 Settembre. Lo spoglio avverrà a partire dalle 23 di domenica 25 insieme a quello dei voti nazionali. Sono 4.871.731 gli elettori italiani residenti all’estero chiamati al voto per le elezioni politiche del prossimo 25 settembre secondo quanto risulta dagli elenchi provvisori predisposti dal ministero dell’Interno, inviati al ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale. Per quanto riguarda la loro distribuzione geografica, la maggior parte si trova in Europa (2.645.030). Seguono America Meridionale (1.535.804), America Settentrionale e Centrale (437.802) e Africa, Asia, Oceania e Antartide (253.095).
I seggi in palio, dopo il taglio dei parlamentari, sono otto alla Camera – tre in Europa, due in America del Nord, due in Sudamerica, uno in Africa, Asia, Oceania, Antartide – e quattro al Senato, uno per ogni circoscrizione. Si vota con le preferenze, sistema proporzionale puro.
Hanno diritto di votare gli elettori iscritti all’Aire ma anche gli italiani temporaneamente all’estero PER ALMENO TRE MESI, per motivi di lavoro, studio o cure mediche. Lo stesso vale per i familiari conviventi all’estero. Gli elettori ricevono al loro indirizzo il plico contenente il materiale elettorale e le istruzioni sulle modalità di voto.
Nella ripartizione Europa i favoriti sono Pd e centrodestra, il terzo seggio della Camera se lo contendono l’M5S e Italia viva-Azione. Il capolista della lista Pd alla Camera, Toni Ricciardi, 44 anni, capeggia una formazione di altri cinque candidati: Salvatore Mineo, Marzia Antonietta Giuditta Bafile, Nadia Buttini, Caterina di Fazio, Federico Quadrelli. Al Senato, i democratici schierano il virologo Andrea Crisanti e Michele Schiavone, il segretario generale del Consiglio generale degli italiani all’estero.
Per il centrodestra i candidati alla Camera in Europa sono Giuseppe Arnone, Simone Billi, Antonio Cenini, Elia Rossia, Giuseppe Stabile, Stefano Ticozzelli. Italia viva Azione corre con Massimo Ungaro e Laura Garavini, entrambi hanno alle spalle la scorsa legislatura come eletti all’estero. Per quanto riguarda il Senato la coalizione Lega, Fdi, Fi candida in Europa Luigi Billè e Alessandro Zehentner, Italiva vica e Azione Alessandra Agostini e Angelo Renzetti, il M5s Andrea Bardin e Stefano Balbi.
In America del Nord e del Centro per il centrodestra alla Camera corrono Andrea Di Giuseppe, Federico Felli, si ricandida Angela detta Fucsia Nissoli Fitzgerald e Antonio Zara. Per il Pd ci sono Christian Diego Di Sanzo, Gianluca Galletto, Michela Di Marco, Vera Rosati. Per Azione – Italia viva – Calenda: Francesco Cacchioli francesco, Claudio Vignola e Vincenzo Pascale. Per M5s Jonas Iaffaldano Di Gregorio, Giovanni Evangelista e Clirime Ibrahimllari e Paola Pegoraro. Al Senato i candidati sono: Vincenzo Odoguardi e Antonio Vespa Daniele Bruni Severi con Iv-Azione e per il centrodestra: Vincenzo Arcobelli e Isabella Linda Olivieri. Il Pd ricandida Francesca La Marca, Francesco Nisticò, i Cinque stelle Anna Fumagalli, e Virginia Stelle Baglione.
In America meridionale per la Camera ci sono per il Maie, Movimento associativo italiani all’estero ClaudioZin, Lui Molossi, Nello Collevecchio e Franco Tirelli. Per il centrodestra ci sono Francesca De Natale Sifola Galiani, Vito De Palma, e Roberto di san martino Lorenzato di Ivrea che era già in Parlamento nella scorsa legislatura e infine Andrea Dorini. Per il M5s ci sono Thiago Troccoli de Almeida, Valentina Pococacio, Alessandro Fama, Giancarlo Colella. IN questa circoscrizione si presenta anche Usei, l’Unione sudamericana emigrati italiani che ricandida Eugenio Sangregorio. Per il Pd i candidati sono Irene Pinto, Fabio Porta, Salvador Finocchiaro, Antonietta Narducci.
Nella circoscrizione dell’America Meridionale i candidati al Senato sono Martino Vincenzo e Rolando Zovico Marcelo Luis (Iv-Azione); il centrodestra schiera Emerson Fittipaldi, ex pilota automobilistico brasiliano e David Bomrad. Usei candida Josè Francisco Palmiotti e Sebastian Rodrigo Miguel. Luciana Laspor e Mario Alejandro Borghese (ricandidato) per il Maie. Con il Pd Aldo Mario Sebastiani e Andrea Matarazzo. Qui c’è anche la lista l’Italia del Meridione che candida Angella Rossino. Infine il M5s: Ivana Maninenti e Vincenzo Garruti.
Infine la circoscrizione Africa, Asia, Oceania, Antartide. Al Senato per il centrodestra: Michele Grigoletti, Enrico Nan. Per Azione-Iv: Federico Berchi, per il Pd Francesco Giacobbe e Sandro Fratini, per il M5s Clorinda Altrocchi. Alla Camera il Pd candida Nicola Carè e Antonio Amatulli, Italia viva – Calenda Sabrina De Rosa e Rossana Di Bianco. Per il Movimento 5 stelle Veronica Olivetto e Carmelo Lopis. Per il centrodestra ci sono Giuseppe detto Joe Cossari, Rocco Papapietro.

Il Comites di Losanna si presenta a Bex

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Bienne, 23 Settembre 2022 - Presieduto da Michele Scala, il Comites di Losanna il prossimo 4 ottobre andrà a Bex per presentarsi alla collettività lì residente. L’incontro sarà ospitato dalle 18.30 nella sede della Colonia Libera Italiana, al civico 1 di Route de l’Allex: il Comites presenterà i suoi membri, le attività svolte nei primi mesi dal suo insediamento e i prossimi appuntamenti.
L’incontro – organizzato da Cli e Comites in collaborazione con le Cli di Aigle e Monthey, l’associazione siciliana di Bex e il Circolo Italiano di Monthey – terminerà con uno spuntino. Per partecipare occorre confermare la propria presenza, entro il 2 ottobre, inviando una email a natale.catanese@netplus.ch.

Giornata dei Veneti nel mondo  il 2 Ottobre a Verona
A Treviso dal 29 Settembre al 1° Ottobre Meeting dei giovani

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Bienne, 21 Settembre 2022 - Consiglio regionale del Veneto: la VI Commissione (istruzione, lavoro ,cultura ) ha dato il via libera a maggioranza, senza voti contrari,  al parere alla Giunta regionale n. 198 relativo al programma di celebrazione della Giornata dei Veneti nel Mondo per l’anno 2022, giornata istituita con Legge regionale n. 8/08 dedicata agli emigrati veneti che con il loro lavoro e la loro opera quotidiana hanno fatto conoscere il Veneto nel mondo.
In particolare, con il provvedimento sottoposto all’attenzione della Commissione è stata accolta la proposta di celebrare la Giornata il prossimo 2 ottobre a Verona, in concomitanza con il 50° anniversario dell’Associazione Veronesi nel mondo,  subito dopo la riunione della Consulta dei Veneti nel mondo e del Meeting del coordinamento dei giovani veneti e giovani oriundi veneti che si terranno a Treviso dal 29 settembre al 1° ottobre, consentendo così ai giovani provenienti dall’estero di poter intervenire alle celebrazioni.
Per la realizzazione della Giornata, nel corso della quale si svolgeranno le premiazioni delle Eccellenze venete (un riconoscimento che da alcuni anni la Regione attribuisce ad alcuni veneti che si sono distinti per peculiari meriti nell’ambito della cultura, della ricerca, del lavoro, o per l’impegno a favore dell’emigrazione) è prevista la compartecipazione ai costi organizzativi sostenuti dall’Associazione Veronesi nel mondo di Verona, tramite rimborso di una quota pari all’80%, per una spesa massima di euro 11.200 euro

Il 1° Ottobre la Festa dell’emigrazione Lombarda a Mantova

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Mantova, la città dei tre laghi, il Lago Superiore, il Lago di Mezzo e il Lago Inferiore
Bienne, 21 Settembre 2022 - La giornata prenderà il via alle ore 10.00 con l’arrivo dei partecipanti al parcheggio di Campo Canoa/Sparafucile. Poi il trasferimento con bus navetta in centro fermata Palazzo Ducale. Cinque minuti a piedi e pronti al pontile per l’imbarco.
Ore 10.45 appuntamento a Mantova direttamente al pontile di imbarco B di viale Mincio – Lago di Mezzo, per check-in; ore 11.00 Partenza con Motonave “River Queen” da Mantova pontile B (Viale Mincio – Lago di Mezzo); dopo la partenza, si naviga sul Lago Inferiore e di Mezzo in vista dello scenario architettonico più classico della città gonzaghesca che si specchia nelle acque dei suoi laghi. La navigazione procederà poi nella Vallazza fra le caratteristiche presenze di flora e di fauna che vivono in questa zona umida protetta dal Parco Naturale del Mincio, dove fioriscono ninfee bianche, gialle, castagne d’acqua e fiori di Loto, nei mesi estivi. Alle ore 12.45 sbarco a Mantova (Viale Mincio – Lago di Mezzo). 
Durante la traversata prenderanno parola Chiara Gradella, curatrice del sito archeologico del Forcello che presenterà la storia della presenza etrusca nel Mantovano, Quirino Martellini, Presidente della Biennale Internazionale dell’Etruria che interverrà sul tema della Etruria padana, e Giovanni Cafiero, Presidente della Associazione “La Rotta di Enea” e dell’omonimo progetto.
Prenotazioni: email segreterialombardinelmondo@gmail.com - cell.whatsapp +39 351.9302698. 

Avviso di assunzione al Consolato italiano di Zurigo

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Bienne, 13 Settembre 2022 - Il Consolato Generale d’Italia a Zurigo ha indetto un concorso per l’assunzione di un impiegato a contratto a tempo indeterminato da adibire ai servizi di Assistente Amministrativo.
I requisiti richiesti:
  • aver compiuto il diciottesimo anno di età;
  • essere di sana costituzione;
  • essere in possesso di diploma di istruzione secondaria di primo grado;
  • avere la residenza in Svizzera da almeno due anni.
La scadenza per la presentazione delle domande di partecipazione è fissata alla ore 12.00 del 10 ottobre 2022. Tutti i dettagli e il bando completo sono disponibili sul sito: conszurigo.esteri.it.

Esistenza in vita: parte la campagna in Europa, Africa e Oceania

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Bienne, 12 Settembre 2022 - Conto alla rovescia per la seconda campagna dell’anno volta all’accertamento in vita dei pensionati residenti all’estero. A partire da mercoledì prossimo, 14 settembre, Citibank NA curerà la spedizione dei moduli agli indirizzi dei pensionati residenti in Europa, Africa e Oceania - con esclusione dei Paesi Scandinavi e dei Paesi dell’est Europa già interessati dalla prima fase. I moduli compilati vanno rinviati alla Banca entro il 12 gennaio 2023.
In caso di mancata attestazione entro il termine previsto, il pagamento della pensione di febbraio 2023, laddove possibile, avverrà in contanti presso le agenzie Western Union del Paese di residenza e, in caso di mancata riscossione personale o produzione dell’attestazione di esistenza in vita entro il 19 febbraio 2023, il pagamento della pensione sarà sospeso a partire dalla rata di marzo 2023.
Per ridurre il rischio di pagamenti di prestazioni dopo la morte del beneficiario e in una logica di prevenzione delle criticità derivanti dalle eventuali azioni di recupero delle somme indebitamente erogate, anticipa l’Inps, alcuni pensionati potranno essere interessati dalla verifica generalizzata dell’esistenza in vita, indipendentemente dalla propria area geografica di residenza o domicilio.
Per razionalizzare lo svolgimento dell’attività di verifica in un’ottica di semplificazione amministrativa, l’Istituto di previdenza ha chiesto a Citibank NA di escludere dall’accertamento alcuni gruppi di pensionati quali, ad esempio, quelli che risiedono in Paesi in cui operano Istituzioni con le quali l’Inps ha stipulato accordi di collaborazione per lo scambio telematico di informazioni sul decesso dei pensionati comuni.
I MODULI
Citibank NA avvierà la verifica dell’esistenza in vita con la spedizione della lettera esplicativa e del modulo standard di attestazione. La modulistica è stata redatta sia in lingua italiana sia, a seconda del Paese di destinazione, in inglese, francese, tedesco, spagnolo o portoghese. La lettera, nella quale sarà indicata anche la data di restituzione del modulo di attestazione dell’esistenza in vita, riporterà le seguenti informazioni:
  • ▪ le istruzioni per la compilazione del modulo di esistenza in vita;
  • ▪ la richiesta di documentazione di supporto (fotocopia di un valido documento d’identità del pensionato con foto);
  • ▪ le indicazioni per contattare il Servizio Citibank NA di assistenza ai pensionati.
Per consentire un’ordinata e tempestiva gestione del flusso di rientro delle attestazioni, il modulo sarà personalizzato per ciascun pensionato. Per questo motivo – sottolinea l’Inps – gli interessati dovranno utilizzare il modulo ricevuto da Citibank NA e non potranno essere utilizzati moduli in bianco. Nel caso in cui un pensionato non riceva il modulo o lo smarrisca, dovrà contattare il Servizio di assistenza della Banca, che provvederà a inviare un nuovo modulo personalizzato. Le informazioni in merito all’avvio dell’accertamento generalizzato e alle modalità da seguire per il completamento del processo, anche con riguardo alla localizzazione del pagamento presso gli sportelli Western Union, saranno portate a conoscenza dei pensionati attraverso il sito web della Banca.
MODALITÀ DI PRODUZIONE DELLA PROVA DELL’ESISTENZA IN VITA
Come già avvenuto in passato, Citibank NA ha reso disponibili ai pensionati coinvolti in tale accertamento le seguenti diverse modalità per fornire la prova di esistenza in vita:
A) Modalità cartacea. In via ordinaria, i pensionati dovranno fare pervenire il modulo di attestazione dell’esistenza in vita, correttamente compilato, datato, firmato e corredato della documentazione di supporto, alla casella postale PO Box 4873, Worthing BN99 3BG, United Kingdom, entro il termine indicato nella lettera esplicativa. Tale modulo dovrà essere restituito a Citibank NA controfirmato da un “testimone accettabile”. Per “testimone accettabile” si intende un rappresentante di un’Ambasciata o Consolato Italiano o un’Autorità locale abilitata ad avallare la sottoscrizione dell’attestazione di esistenza in vita;
B) Portale web. L’Inps ha fornito a Citibank NA una lista di operatori dei Patronati che in base alla normativa locale hanno qualifiche che rientrano fra quelle dei “testimoni accettabili”. Tali soggetti, previa verifica da parte di Citibank NA del possesso della qualifica di “testimone accettabile”, sono autorizzati ad accedere al portale specificamente predisposto dalla stessa Citibank NA al fine di attestare essi stessi, con modalità telematiche, l’esistenza in vita dei pensionati. La medesima funzionalità di attestazione dell’esistenza in vita dei pensionati in forma telematica è stata resa disponibile anche ai funzionari delle Rappresentanze diplomatiche indicati dal Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale.
C) Riscossione personale presso gli sportelli Western Union. Per i pensionati che hanno ricevuto da Citibank NA il modello cartaceo di richiesta di attestazione di esistenza in vita, la riscossione personale agli sportelli Western Union di almeno una delle rate, entro il termine di restituzione dell’attestazione indicato nelle lettere esplicative, costituirà valida prova di esistenza in vita, sollevando il pensionato dall’invio del modulo cartaceo a Citibank NA.
È anche attivo il servizio di supporto della Banca per pensionati, operatori di Consolato, Patronati, delegati e procuratori che necessitino di assistenza riguardo alla procedura di attestazione dell’esistenza in vita. Il Servizio di supporto Citi può essere contattato dai pensionati sul web, visitando la pagina web www.inps.citi.com; inviando un messaggio di posta elettronica all'indirizzo inps.pensionati@citi.com; oppure telefonando a uno dei numeri telefonici indicati nella lettera esplicativa. Il servizio è attivo dal lunedì al venerdì, dalle ore 8:00 alle ore 20:00 (ora italiana), in lingua italiana, inglese, spagnola, francese, tedesca e portoghese.
Inoltre, è possibile contattare la Banca all’indirizzo SkypeINPS@interaction.live tramite l’applicativo Skype “classic”. accedendo al link
https://www.skype.com/en/get-skype.

Storie di mamme lavoratrici che tutte dovrebbero sentire

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Le donne e ancora di più le madri sono spesso considerate l'emblema della forza ma è una gabbia sociale che le lusinga costringendole a dare sempre il massimo: ecco una guida per conciliare lavoro e maternità alla perfezione. Molte donne scelgono di non essere madri
Bienne, 23 Settembre 2022 - In tutto il continente europeo esistono e resistono fortissime disparità di genere, disparità che nel mondo del lavoro si accentuano e che spesso si trasformano in incolmabili gap quando si parla di genitorialità. Mentre l'arrivo di un figlio per un uomo cambia relativamente poco (dal punto di vista lavorativo), per una donna significa lo stravolgimento delle abitudini, delle opportunità e del peso che quella stessa donna ha in ufficio, azienda o comunque nel suo spazio lavorativo.
Nel 2020 in media erano occupate il 73,2% delle donne che avevano tra 20 e 49 anni contro l’83,9% degli uomini coetanei ma il divario come detto si allarga quando le donne hanno figli. Quelle occupate scendono al 71,2% mentre gli uomini che sono anche padri sono occupati all’89,1% (cioè di più?!). Nemmeno a dirlo, in Italia il gap è ancora più ampio: i punti di divario tra il tasso di occupazione maschile e femminile in presenza di un figlio è pari 28,3.
Sempre restando in quella fascia di età, ma stavolta in presenza di un figlio, in Italia lavora l’83,5% degli uomini e solo il 55,2% delle donne (oltre 28 punti percentuali, il più ampio di tutti Paesi europei). Questo cosa racconta se non una visione della famiglia ancora basata - seppure meno del passato - sul modello del “male breadwinner”, cioè sul fatto che “chi porta il pane a casa” è l'uomo?. In Italia esiste e resiste una divisione rigida e stereotipata dei ruoli all'interno della sfera domestica per cui è normale e giusto che il sostentamento sia principalmente o esclusivamente a carico del maschio di casa, mentre la donna sia confinata ai ruoli di cura della famiglia e dell'ambiente casalingo.
E questa visione si riflette sul mercato del lavoro. Quando le donne lavoratrici diventano madri vengono escluse, marginalizzate e discriminate (cosa che non succede agli uomini) perché ai vertici di aziende e uffici si ritiene che comunque da quel momento in poi la sua vita ha tutto un altro scopo: la maternità. Motivo per cui moltissime donne scelgono di non diventare madri. Oltre a essere ingiusta, questa dinamica è anche controproducente dal punto di vista economico: obbligare un Paese a scegliere tra carriera e genitorialità significa condannare quel Paese alla denatalità sempre crescente e a un mercato del lavoro fragile, inconsistente e tossico. Negli altri Paesi che succede? In presenza di figli piccoli il tasso di occupazione in Italia si abbatte mentre in Europa continuano a lavorare in media 2 donne su 3 con bambini sopra i 6 anni e 3 donne su 4 se ne ha meno di 6. In Italia lavora solo una su 2.
Essere madre è un lavoro ma non può essere l'unico lavoro, se non lo si desidera. A tutte le madri che leggono - madri biologiche, madri adottive, matrigne, persone che si comportano da madre anche se non lo sono – va detto che il loro lavoro è fondamentale perché in Italia esista l'altro lavoro ma che il lavoro “riproduttivo” quindi cura delle persone e della casa, deve essere una scelta libera e felice e non un obbligo. Per fortuna a partire dagli anni Settanta circa sono state molte le donne che, grazie al welfare familiare appunto, sono riuscite a destreggiarsi tra maternità, lavoro e lavoro di cura ma oggi con gli spostamenti verso altre città (spesso a causa della mancanza di lavoro nella propria), il supporto di nonne e nonni viene meno. E allora che si fa? La realtà che gli studi dimostrano è che nelle famiglie con più di un genitore la maggior parte delle responsabilità legate alle operazioni domestiche è totalmente a carico delle donne. Anche se per molte è un'aggiunta a una carriera a tempo pieno.
Storie di madri che lavorano che tutte dovrebbero leggere
Giuliana, madre di due piccoli (otto mesi e sette anni) e analista delle operazioni di vendita in un'azienda di Milano racconta come non abbia lasciato che "gli stereotipi o le pressioni sociali dettassero le regole nella mia famiglia". Sfortunatamente infatti, circa otto adulti su dieci affermano serenamente che sono le donne a dover affrontare quasi tutte le pressioni della genitorialità mentre svolgono un lavoro a tempo pieno. E in un mondo in cui i social tendono a mettere in evidenza solo famiglie apparentemente perfette e in cui il "mommy shaming" è una spina nel fianco, la pressione per le madri che lavorano può essere opprimente. Marta, del team marketing nella stessa azienda di Giuliana e mamma di un figlio di nove anni, ha fatto eco al sentimento della sua collega: "Quello della Supermamma è un mito: prendiamo tutto l'aiuto che possiamo ottenere e prendiamoci cura di noi prima, almeno quando è possibile. Puoi essere più presente e divertirti di più con tuo figlio se non stai correndo la maratona”.
"La cosa migliore dell'essere una madre lavoratrice è sapere che sto dando l'esempio ai miei figli su come bilanciare una carriera con una famiglia", ha detto ancora Giuliana. "La parte più difficile è dover fare scelte difficili e sapere che non puoi rendere felici sia il tuo lavoro che la tua famiglia, non il 100% delle volte." Infine Angela, anche lei lavora nel team di marketing ed è mamma di tre ragazzi, incoraggia le altre lavoratrici a non credere alla "menzogna della mamma perfetta". “È importante che ci sia abbastanza di quella te autentica per tutti, difetti e debolezze comprese, anche mantenerti in piedi e non crollare sotto i falsi miti della perfezione".
Cosa possono fare i datori di lavoro per aiutare i genitori che lavorano a vivere meglio? Mentre gli orari di lavoro flessibili e lavoro ibrido potrebbero sembrare realtà nell'era post Covid, per l'Italia è ancora un'eccezione. Indipendentemente dal loro stato genitoriale, molte e molti dipendenti sono incoraggiati a impegnarsi totalmente, a tempo pieno e in presenza, il che alimenta una cultura che prevede i doppi ruoli, a volte contrastanti, che "casa" e "lavoro" presentano. Senza che le giornate si allunghino: sono e restano di 24 ore.
Giuliana spiega che la sua azienda le ha permesso di mantenere lo smart working anche a cessata pandemia ma “La capacità di lavorare da casa e/o alternare le mie ore in presenza con quelle in smart quando era necessario è una soluzione. Grazie al fatto che molti dei miei colleghi sono genitori, le richieste che abbiamo fatto ai vertici sono state presentate in modo compatto e l'ambiente di lavoro è sano rispetto alle esigenze di tutti".
Marta ha parlato a lungo del supporto che riceve dai suoi colleghi, in particolare dal suo manager. “Mi sento molto fortunata: il mio capo è un padre molto attento che dà la priorità alla sua famiglia e allo stesso tempo ha un enorme impatto sul lavoro, quindi sento di poter fare lo stesso. Ho anche la libertà di lavorare da casa per alcune ore a settimana e questo è un enorme vantaggio in termini di livelli di stress, produttività e tempo di qualità con mio figlio”.
Mantenendo le madri occupate e permettendo loro di crescere in azienda, l'azienda stessa trae vantaggio dall'attrarre una forza lavoro più diversificata, il che porta a una maggiore innovazione e creatività e a un fatturato superiore. Ma ciò contribuisce anche sul piano sociale, costruendo una migliore cultura del lavoro che sia a misura di genitore (non di “uomo”). "So che saremo un Paese a misura di mamma lavoratrice quando il datore di lavoro offre un asilo nido, una Spa e una palestra gratuiti in ufficio", scherza Giuliana.
Non ci sono però soltanto madri lavoratrici felici. Altre centinaia di migliaia di storie possono essere raccontate per fare luce su un Paese, l'Italia, in cui il mercato del lavoro è tutto fuorché inclusivo. "Sono fortunata ad avere una carriera che amo e che mi offre sfide professionali e opportunità incredibilmente soddisfacenti", aggiunge Marta. “Dall'altro lato adoro anche le sfide e le opportunità dell'essere madre di un preadolescente. È importante riconoscere e celebrare tutti i bei momenti più che prestare attenzione al senso di colpa per ciò che non si ha il tempo di fare: essere una mamma che lavora può essere tosto”.
La vita da madre è un continuo giro sulle montagne russe. Ed essere una madre lavoratrice è ancora più difficile. Le montagne russe non si fermano mai, e mentre cerchi di salutare coraggiosamente coloro che stanno sotto mentre urli dall'alto, ti rendi conto che gli alti e bassi fanno parte della tua vita quotidiana. E sta a te affrontare ogni sfida in modo che non ti abbatta. Sebbene il multitasking potrebbe sembrare la tua parola d'ordine, è legittimo desiderare un po' di tempo per te stessa. “Crescere un figlio mi tiene molto impegnata eppure, ho anche questo piccolo spettacolo che mi godo ogni giorno e che chiamo lavoro mentre vivo con una sindrome che mi durerà per sempre. È la sindrome dell'essere mamma”, racconta Iris.
“Mio figlio ha 14 anni e il mondo si aspetta da me che essere la sua mamma sia la priorità ma naturalmente non è un'aspettativa realistica. Mi fa andare avanti concedermi un calice di vino ogni sera mentre mi lamento al telefono con le mie amiche”, scherza. “Sul serio, so che non posso esserci sempre per lui ma il mio essere meno presente di altre madri lo ha reso indipendente e responsabile. Ha reso il tempo che trascorriamo insieme pieno di amore e risate, un tempo di qualità. Soprattutto, sa come trattare una donna, sa che le donne lavorano e che non sono angeli del focolare a cui chiedere, chiedere e chiedere”.
“Sempre più donne stanno uscendo di casa, tornano al lavoro dopo la gravidanza e continuano a lavorare, diventando parte integrante della storia e della crescita dell'economia in tutto il mondo. La lotta iniziale per prendere la decisione di tornare a lavoro è stata emotivamente difficile per me”, sottolinea Carlotta, che fa la ricercatrice universitaria. “Personalmente, il mio più grande punto di forza è stato capire che domandare e ricevere aiuto non è un segno di fallimento: circondarsi di supporto rende molto più facile conciliare maternità e carriera e il piacere e il senso di appagamento che mi hanno dato i primi giorni di lavoro mi hanno aiutato a capire che posso essere una madre migliore solo se io stessa sono felice”.
“Come madre lavoratrice, mi sono assunta la responsabilità di dover svolgere due lavori importanti; in primo luogo - gestire la mia attività e, in secondo luogo, prendermi cura di mia figlia. Tuttavia, la sfida più grande è stata quella di dare a mia figlia quell'attenzione speciale senza compromettere i miei sogni e le mie aspirazioni”, a parlare è Anna Paola, titolare di una catena di ristoranti. “Ho visto molte donne sacrificare la propria carriera per diventare madri a tempo pieno ma nel mio caso, sono grata ai membri della mia famiglia che mi hanno costantemente supportato in ogni fase, sia sul lavoro che a casa. La gestione di entrambi i ruoli e il costante multitasking possono diventare la parte più difficile della vita di una madre ma quando hai una famiglia solidale diventa il tuo pilastro e non una zavorra, diventa più facile gestire le doppie responsabilità".
“Tre anni fa sono diventata madre due volte, prima ho dato vita alla mia start up e subito dopo a mia figlia. A 40 giorni dalla sua nascita ero al lavoro ed entrambe le mie creature avevano bisogno della mia piena attenzione. Ho potuto darne la giusta quantità a tutte e due grazie alla mia famiglia e ai miei amici: le stavo nutrendo con uguale quantità di amore e cura in modo che crescessero magnificamente”, dice Serena. "La sfida più grande che ho dovuto affrontare è stata proprio quella di gestire il conflitto costante tra il voler seguire la mia passione e il senso di legame e di maternità. La sfida sta nel dividere i giorni, le ore e i minuti, ma oggi il lavoro mi dà un enorme senso di realizzazione e mia figlia mi completa ed è il dono più grande. Per tutte le madri lavoratrici come me, raggiungere un equilibrio tra lavoro e vita privata è impegnativo. A volte sono alle prese con il senso di colpa per non dedicare tempo di qualità ai miei piccoli, soprattutto quando sono malati".
"Diverse volte mi sono persa eventi scolastici o sportivi a causa di importanti incontri di lavoro ma con il passare del tempo, in una certa misura sono stata in grado di gestire l'equilibrio tra lavoro e vita privata", racconta invece Elda, direttrice di una Fondazione artistica, "e sono davvero grata ai miei tre figli, che sono sempre lì per me: con il loro supporto, sono in grado di far fronte a tutti i miei doveri e a trascorrere del tempo di qualità con loro senza intaccare la qualità della mia vita professionale”, racconta ancora.
“Le donne e le madri sono spesso considerate l'emblema della forza", dice Vittoria. "Essere una donna che lavora al giorno d'oggi è difficile e aggiungere a questo il ruolo di madre significa doversi reinventare. Ammetto che non c'è niente di più al mondo che mi piace quanto essere una madre lavoratrice e, secondo me, esserlo non comporta sfide ma lezioni invece, lezioni di vita da imparare. Essendo stata nel settore della vendita al dettaglio, che è molto esigente, la gestione del tempo è una delle principali sfide che dovevo affrontare ogni giorno. La gestione dell'equilibrio tra i due mondi che sono casa / famiglia e lavoro / crescita professionale richiede una attenzione totale ma grazie al mio modello, che è mia madre, ho imparato ad affrontare tutte le sfide a testa alta”, spiega la ragazza, la cui madre, racconta “è sempre stata il mio sistema di supporto, una donna che mi ha sempre incoraggiata ad andare avanti e da cui trarre ispirazione".
"Ho visto gli ostacoli che ha affrontato e superato nonostante fosse anche lei una madre lavoratrice in tempi ancora più bui di questi e miro a trasmettere ai miei figli lo stesso insegnamento: essere individui forti nella società e creare un'identità indipendente per se stessi”.
La guida definitiva per essere una mamma lavoratrice perfetta
Questo titoletto è carico di ideali, pressioni, stereotipi e aspettative. E non esiste nessuna guida. Tutti hanno un'opinione ben precisa su cosa significhi essere una madre lavoratrie e sarebbe bello dire che l'unica opinione che conta è la propria, sopratutto se si è una madre lavoratrice. Ma non è così facile slegarsi dalle aspettative e dalle pressioni. Quindi, una guida gestibile su come bilanciare la vita da madre lavoratrice è talmente soggettiva da essere impossibile da realizzare perché possa andar bene a tutte. Tuttavia ci sono dei consigli che le madri lavoratrici intervistate hanno collaborato a mettere insieme.
Non esiste una risposta valida e universale alla domanda “perchè torni a lavoro”. Potresti lavorare per la busta paga, per i benefici per la salute mentale, per passione verso la specifica carriera o per qualsiasi altra combinazione di elementi: l'importante è che la risposta sia per sé stesse e non per gli estranei.
Sapere perché si sta lavorando, serve a mantenere le cose in prospettiva. Quando conosci il tuo "perché", puoi darti delle priorità migliori e ti verrà più facile rispondere alle pressioni come richieste di straordinario, a mail quando sei già fuori ufficio o a qualsiasi altro problema di lavoro: sai perché lo fai (o perché non lo fai). Allo stesso tempo, sapere perché lavori è di aiuto nelle scelte genitoriali, per spiegare ai tuoi figli il valore del lavoro e come allinearlo alle priorità della famiglia. Chiarire cosa significa la parola "mamma". Quasi tutti siamo cresciuti con una mamma. Abbiamo imparato da lei, fatto ipotesi su ciò che una mamma dovrebbe o non dovrebbe fare e interiorizzato molte cose circa la stessa maternità, come concetto. Se non abbiamo avuto una madre, abbiamo osservato le mamme degli altri, cercando di capire come sarebbe stato averne una quindi un'idea ce la siamo fatta ugualmente.
Ma tante cose sulla vita e sulla maternità sono cambiate negli ultimi decenni e sono cambiate moltissimo negli ultimi anni: ciò che era giusto, normale, bellissimo per le mamme negli anni Ottanta o Novanta ora semplicemente non lo è più. Sebbene i social media possano suggerire il contrario, non esiste un unico modo per essere mamma. Ogni madre è unica nel suo genere e mentre alcune mamme amano incarnare l'immaginario comune altre no. Alcune mamme adorano cucinare e altre no (ma sanno esattamente dove ordinare da asporto).
Alcune mamme hanno bisogno di una tata e altre no, altre vogliono trascorrere ogni secondo con i propri figli e altre no. Nessun modo è universalmente giusto, perciò occorre lavorare su sé stesse per identificare esattamente ciò che è giusto sul piano soggettivo e respingere in modo aggressivo qualsiasi "dovresti".
Investire in un buon sostegno. Cominciamo con l'aiuto: stai facendo cose che può fare qualcun altro? La parola "investire" di questo suggerimento non riguarda i soldi ma si tratta di spendere tempo ed energia per delegare agli altri le cose che possono fare come tate, partner, nonni. La “formazione” delle persone può essere un lavoro, ma il guadagno è meno lavoro domani. Le mamme lavoratrici hanno tutte accesso al potenziale aiuto, solo che non pensano di poter chiedere. E sì, probabilmente dovranno dedicare un po' di tempo a far capire alle altre persone come aiutare e probabilmente quelle persone non faranno le cose come si vorrebbe. Ma è comunque una forma di aiuto. Ogni piccolo compito che qualcun altro svolge è un compito in meno che devi fare tu. Alla fine, è un ottimo modo per creare un equilibrio e ne vale la pena.
Le trappole energetiche. Una cosa con cui le mamme lavoratrici lottano è la mancanza di energia. È quasi universale. Siamo tutti stanchi e a volte l'unico modo per arrivare a ora di cena è stringere i denti e tirare fuori gli ultimi scampoli di energia che non sapevamo di avere. Allora, cosa sta risucchiando la tua energia senza dartene in cambio? Le risposte oneste probabilmente includono i figli, il capo e il partner. E sono tutte valide.
Alcune cose trascinano più in basso che in alto e, allora, c'è qualcosa che si può fare per cambiare lo scambio energetico? Niente è obbligatorio nella routine quotidiana. Se pensare alla cena risucchia energia si ordina pizza. Lo stesso vale per le routine a lavoro. Potrebbero esserci alcune persone al di fuori della sfera domestica che sono anche trappole energetiche, qualcuno che risucchia l'energia ogni volta che siete insieme. L'energia è una risorsa limitata e se si riesce a preservarne un po' rielaborando le relazioni o riducendo il tempo che si trascorre con determinate persone, occorre farlo.
Fortunatamente, la società sta iniziando ad accettare il fatto che anche le mamme lavoratrici abbiano dei bisogni. È un inizio, ma non ci si può aspettare che sia qualcun altro a "regalare" alle mamme lavoratrici più soldi, più tempo e più aiuti. Occorre chiederli e prenderseli. Sia che si possa comunicare i propri bisogni e aspettarsi che corra in aiuto, sia che sia necessario ritagliarseli in autonomia, per favore, per favore, per favore: fallo

Perché con l'autunno tornano la malinconia e l'ansia

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Per gli esperti “i sentimenti che spesso emergono in autunno derivano dal nostro disagio per il cambiamento e dall'ansia e dall'incertezza su ciò che quel cambiamento porterà". Ma non tutto è perduto
Bienne, 22 Settembre 2022 - Piaccia o no, l’autunno è arrivato. E gli psicologi sostengono che “i sentimenti che spesso emergono in autunno derivano dal nostro disagio per il cambiamento e dall'ansia e dall'incertezza su ciò che quel cambiamento porterà”, cosicché “la malinconia che proviamo è una forma di dolore, il lutto per la luce del sole che s’attenua, la tranquillità dell'estate che se ne va con il verde della stagione calda”, descrive la nuova fase il New York Times. Ma non tutto è perduto.
Per Jelena Kecmanovic, fondatrice dell'Arlington/DC Behavior Therapy Institute, l'autunno ricorda “l'esplorazione delle montagne” vicino alla sua casa a Sarajevo, in Jugoslavia, dove ha trascorso i primi 20 anni della sua vita, durante una delle epoche più prospere del Paese.
Oggi, scrive il Times, “è un'esperta di resilienza, concetto incentrato sulla capacità di adattarsi a esperienze di vita impegnative”, mentre il dottor Kecmanovic descrive l'autunno come “la stagione in cui possiamo lavorare sulla nostra accettazione dell'incertezza”, abbracciando quella sensazione instabile che potremmo provare mentre usciamo dall’estate.
Insomma, gli psicologi hanno scoperto che il pensiero del cambiamento, la fine di una cosa e l'inizio di un'altra, forse la nostra stessa idea di vulnerabilità, “sono alla base di una grande quantità d’ansia”.
Un'enorme quantità di ricerche ha dimostrato che “l'intolleranza per l'angoscia, per il disagio, la precarietà, l'incertezza, predice risultati negativi sul lungo periodo", dice il dottor Kecmanovic, che sottolinea: “Ma quei piccoli momenti d’incertezza aumenteranno l'esposizione, una tolleranza e forse anche un apprezzamento dei momenti in cui non sai cosa t’aspetta e ti senti fuori controllo”.
Osserva il quotidiano newyorkese: “Ci sono anche altri modi per affrontare il cambio delle stagioni. Un'altra strategia suggerita per calmare l'ansia stagionale è “fare un passo indietro” e osservare semplicemente il mondo intorno a sé: “Siediti in silenzio su una panchina del parco e osserva un albero che lascia cadere le foglie, per esempio”.
Secondo Kecmanovic “intrecciare temi più grandi della natura e dello scopo in momenti di serena meditazione può aiutare a calmare il senso d’ansia attorno all'incertezza e inserirlo in una prospettiva più ampia”.
Mentre per Jana Long, co-fondatrice della Black Yoga Teacher's Alliance a Baltimora, “l'autunno è il momento del samyama, un concetto yoga che si riferisce alla pratica meditativa di osservare un oggetto e di esserne assorbiti”, tant’è che in questi momenti “è importante smettere di pensare, analizzare o avere discussioni sul lavoro o su problemi o su qualsiasi cosa si stia assistendo”. 
La morale? È che “praticare la consapevolezza può cambiare il modo in cui si vedono le proprie vite” e “per trovare un senso di pace quando ne abbiamo bisogno”.
Solo così, forse, “l'autunno probabilmente manterrà sempre un soffio di decadenza e mortalità per gli umani”. Ma abbracciare quella tristezza, per gli psicologi, è importante. Quindi? Meglio lasciarsi andare alle malinconie dell’autunno.
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Il Mondo nelle nostre mani

7 trucchi per fare una bella figura a un colloquio di lavoro

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Bienne, 24 Settembre 2022 - Così come la voglia di ottenere il posto, anche il fatto che ognuno di noi abbia le proprie carte da giocare durante un colloquio è una verità abbastanza scontata. Esistono, però, alcuni trucchetti sfruttabili più o meno da tutti per fare una bella figura. Scopriamo quali sono e come metterli in pratica per rendere perfetto il colloquio e veder crescere le nostre possibilità di assunzione.
1. Informiamoci sull’azienda
Quando si è in cerca di un lavoro è normale inviare curriculum come se non ci fosse un domani e fare una selezione non proprio approfondita delle aziende, arrivando a sparare nel mucchio in modo massivo sperando in una chiamata. In tutto questo, quando la fatidica mail o telefonata arriva, potremmo farci trovare spiazzati e nemmeno ricordarci di aver mandato la propria disponibilità a quella determinata realtà. Ma se la cosa è normalissima e giustificata, una volta confermata la data del colloquio, sfruttiamo il tempo che ci separa dall’incontro per approfondire la nostra conoscenza sull’azienda che ci ha contattato. Visitiamo il sito e, nel caso, i canali social per comprendere al meglio la lora politica e la loro vision, iniziando a farla nostra ed entrarci in sintonia per non farci trovare impreparati e dimostrare il nostro reale interesse per il posto durante il colloquio.
2. Leggiamo attentamente l’annuncio di lavoro
Nel nostro percorso di preparazione al colloquio, prestiamo particolare attenzione all’annuncio di lavoro. Salviamo sempre tutti quelli a cui mandiamo la nostra candidatura, così da poterli rivedere e rileggere proprio in questi momenti. Studiare l’annuncio non solo ci aiuta ad acquisire consapevolezza, ma ci permette di acquistare maggiore sicurezza. Sapere con precisione che cosa sta cercando l’azienda con cui sosterremo il colloquio, ci permette di preparare meglio risposte capaci di rispondere alle necessità dei selezionatori. Al tempo stesso, possiamo valutare anche le nostre aspettative.
3. Arriviamo in orario
Facciamo, poi, in modo di arrivare in orario all’appuntamento. La puntualità sarà, senza dubbio, apprezzata. Il consiglio è quello di monitorare il tempo del tragitto da casa al lavoro nei giorni precedenti nell’orario pattuito per il colloquio. Facciamoci aiutare da un’applicazione per smartphone. Ovviamente, dobbiamo farci trovare pronti per contrastare la Legge di Murphy.
Quindi, partiamo di casa con almeno 30 minuti di anticipo. Probabilmente arriveremo prima del dovuto. Sfruttiamo il tempo recuperato per regalarci una passeggiata e distendere la tensione. Sistemiamo i capelli e il vestito ed “entriamo in scena” esattamente all’ora stabilita. Può andar bene anche arrivare con un paio di minuti di anticipo, ma non di più. Anche arrivare troppo presto non è un bel biglietto da visita e può infastidire gli esaminatori.
4. Scegliamo l’abito giusto
In tema di abbigliamento è bene tenere conto del livello di formalità dell’azienda. Non è detto che un tailleur sia sempre la scelta migliore, ed ecco perché, anche in questo caso, informarci sull’azienda risulta utilissimo. In ogni caso, optiamo per abiti che ci facciano sentire a nostro agio. È sempre meglio una camicia piuttosto che una giacchia che ci costringe troppo e ci fa sembrare impacciati. In tema di vestiario, un bel trucco per rilassarci è quello di portare con noi un piccolo portafortuna. Non affidiamo completamente il nostro destino alla fortuna e prepariamoci al meglio, ma durante un colloquio, l’aspetto psicologico gioca un ruolo importante e, se abbiamo il modo per regalarci un po’ di sicurezza, perché non sfruttarlo? Infine, cellulare silenzioso o, meglio, spento e copia del curriculum a portata di mano.
5. Ascoltiamo, poi parliamo
Tra i consigli più importanti che possiamo mettere in pratica durante un colloquio c’è senza dubbio quello di rispondere e intervenire solo ed esclusivamente dopo che i nostri interlocutori avranno finito di parlare. Ascoltare con attenzione è, anzitutto, una forma di rispetto e una dimostrazione di buone maniere, oltre che infonderci tranquillità, far trasparire calma e concentrazione e permetterci di rispondere al meglio. Quando parliamo, facciamolo in modo sicuro, chiaro e preciso, senza esagerare con i movimenti di mani, braccia e corpo. Se proprio non riusciamo a tranquillizzarci, uniamo le mani e poniamole sulle gambe. Per permetterci di rallentare, proviamo anche a lavorare d’anticipo ipotizzando le domande che gli esaminatori potrebbero rivolgerci nei giorni precedenti il colloquio. Controlliamo il nostro curriculum per scoprirne le particolarità, o chiediamo a qualcuno di fidato di simulare il colloquio.
6. Valorizziamo le nostre esperienze precedenti
Le esperienze passate fanno parte di noi e ci hanno permesso di arrivare al punto in cui ci troviamo. Per questo motivo è sempre importante valorizzarle al meglio. Parlare bene di ogni lavoro che abbiamo svolto in passato vuol dire parlare bene di noi stessi e della nostra propensione ad apprezzare anche la più semplice posizione coperta. Se c’è una cosa che, infatti, taglia le gambe a un candidato come poche altre cose c’è proprio l'esporsi negativamente rispetto alle vecchie aziende. Evitiamo il più possibile giudizi negativi e palesiamo esclusivamente gli aspetti positivi. Fare gossip e sfruttare un colloquio per sfogarsi non è proprio la tattica migliore per ottenere il posto. Anzi… nella maggior parte dei casi, chi ci ascolta interpreterà questi atteggiamenti come una nostra mancanza nella capacità di rapportarci e vivere il luogo di lavoro.
7. Non temiamo di chiedere
Il colloquio è prima di tutto il modo per presentarci all’azienda, ma può, e deve, essere anche l’occasione per approfondire le nostre conoscenze sulla realtà lavorativa in cui potremmo intraprendere il nostro percorso professionale. Ecco perché, non sfruttarlo per fare domande può significare perdere un’occasione importante. Interrogare, con i giusti modi e tempistiche, dimostra il nostro alto livello di interesse, il che è una cosa estremamente apprezzata. Ovviamente, dovremo porre i giusti quesiti e, anche in questo caso, essere ben informati sull’azienda. Mettere in atto questa specie di “contro-intervista” ci permetterà anche di capire meglio il ruolo che andremo a ricoprire in azienda e fare le nostre valutazioni. Non prendiamo tutto per buono e non accettiamo ogni cosa a scatola chiusa. Per firmare un contratto ci vuole la disponibilità di tutte le parti in causa. Anche noi possiamo farci un’opinione, soppesare i fattori in gioco, valutare l’offerta e decidere, eventualmente, di declinarla.
Elisa Pietrani

​​​​​​​Libri da leggere almeno una volta nella vita

Ilaria, 25 anni e 24 interventi

“Racconto l’accettazione della disabilità, la verità delle cose negate”

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Ilaria Parlanti, una giovane donna di Chiesina Uzzanese (in provincia di Pistoia), si presenta mentre ci racconta la storia della sua vita segnata da una patologia rara

Arsenio Edizioni, 2021

Bienne, 21 Settembre 2022 - Venticinque anni, 24 operazioni alla colonna vertebrale subite, oltre 300 concorsi di poesia vinti in pochi anni. Sono questi i numeri con cui Ilaria Parlanti, una giovane donna di Chiesina Uzzanese (in provincia di Pistoia), si presenta mentre ci racconta la storia della sua vita segnata da una patologia rara ma anche dall’infinita passione per la letteratura. Una passione che per anni le ha permesso di volare con la fantasia, lontano dalla sofferenze dei troppi giorni difficili che hanno segnato la sua infanzia.
“Ho la sindrome di Jarcho Levin, una patologia genetica rara di cui ho avuto diagnosi certa solo poco tempo fa. Nel corso dell’infanzia e dell’adolescenza ho subito 24 interventi alla colonna vertebrale, per poter sopravvivere. I difetti del mio scheletro avrebbero dovuto essere stati riscontrati già in fase di gestazione, ma per errore degli ecografisti non fu notato nulla. I medici se ne accorsero solo alla nascita, allora l’Ospedale Pediatrico Meyer presentò ai miei genitori una prognosi di morte certa entro tre 3 giorni. Ma mio padre e mia madre non si arresero: vedendo che il quarto giorno ero ancora viva iniziarono un pellegrinaggio verso molti ospedali d’Italia, fino a che ottennero un nome, quello del chirurgo francese Jean Dubousset”.
Ilaria è ancora in fasce quando, con la sua famiglia, si reca per la prima volta a Parigi, per iniziare il lungo percorso di cura che si protrarrà per tutta l’infanzia e l’adolescenza, ma che alla fine le salverà la vita. Nel suo primo romanzo, “La verità delle cose negate” (Arsenio Edizioni), racconta la storia di Isabella, un giovane chirurgo affetto dalla sua stessa patologia.
Ilaria, possiamo parlare di un libro autobiogrfico?
“In parte sicuramente lo è, nel senso che ho scelto di raccontare un personaggio portatore di una disabilità identica alla mia. Però le nostre vite sono diverse, lei è un medico, io una scrittrice e sceneggiatrice. Il luogo di ambientazione è Parigi, lo stesso dove io ho potuto curarmi ed essere salvata, gli ho solo cambiato il nome per una questione di privacy”.
Cosa ha significato la vita in ospedale per una bambina piccola come eri tu al momento della prima operazione?
“Per me era un luogo ignoto e spaventoso, visto che vengo da una piccola provincia. Ero estranea a tutto, persino alla lingua. Ma a livello professionale mi sono trovata bene, i medici francesi mi hanno salvato la vita e per quanto riguarda la chirurgia alla colonna vertebrale sono i migliori al mondo. Col tempo la sensazione di straniamento è diminuita, mano a mano che imparavo a riconoscere luoghi e persone mi sono sentita un po’ più a casa”.
Perché hai dovuto affrontare ben 24 operazioni chirurgiche?
“Si è trattato di un percorso sperimentale, visto che 25 anni fa non avevo ancora una diagnosi certa. La prima operazione venne eseguita quando avevo 7 mesi, poi le altre via via nel corso degli anni. I medici dovevano accompagnare tutta la mia crescita con l’innesto di protesi che venivano allungate mano a mano, fino alla fine dell’adolescenza, di modo da assicurarsi che la curva della scoliosi non andasse ad intaccare nuovamente il mio cuore e i miei polmoni. La ventiquattresima operazione in realtà l’ho fatta più tardi rispetto alle altre, per motivi di dolore cronico dovuto alla postura scorretta, poiché non essendo una postura naturale ma chirurgica, costruita sotto i ferri, provoca contratture muscolari, squilibri posturali e la compressione dei nervi che la scoliosi esercita sulla colonna”.
L’ospedale come luogo di disperazione, ma anche di nuova speranza per il futuro, dunque?
“Proprio così. Finché ero bambina non riuscivo a concepire questa dicotomia. Per sette o otto volte l’anno mi toccava interrompere la mia vita normale in Italia per andare a Parigi a fare visite di controllo, predisporre bustini ecc. Lo vedevo come luogo di dolore e sofferenza e basta. Crescendo ho capito dell’enorme regalo che invece mi hanno fatto i medici francesi, ho imparato a percepire le sfumature di grigio che esistono tra il bianco e il nero e a vedere l’ospedale come un luogo certamente di sofferenza, ma anche di vita e di speranza. Ho imparato, insomma, che l’esistenza è una cosa davvero preziosa”.
L’amore per la letteratura quando è sbocciato?
“Nei corridoi dell’ospedale, quando ero bambina. Mi ritrovavo in un paese straniero, a disposizione dei piccoli pazienti c’erano alcuni giochi ma soprattutto la televisione, che ovviamente trasmetteva programmi in francese. I miei genitori provarono ad avvicinarmi allora alla lettura. Per me fu una scoperta, una rivelazione. Leggendo potevo incontrare personaggi che poi sarebbero diventati degli amici per me, e riuscivo ad evadere dalla mia realtà visitando luoghi fantastici. Da quando ho cominciato non ho più smesso di leggere”.
Invece la passione per la scrittura?
“A scrivere ho cominciato un po’ più tardi, come conseguenza dell’amore profondo che nutrivo per la lettura. Iniziai a 11 anni, scrivendo poesie. Riversavo nella pagina bianca tutto lo sconforto che mi portavo dentro. La scrittura è stata terapeutica per me, perché mi ha permesso di capire chi ero e soprattutto chi volevo diventare”.
Qual è il messaggio che intendi mandare col tuo libro?
“Mi impegno a sensibilizzare le persone, far conoscere la realtà dei portatori di disabilità, scuotere le coscienze. Perché in Italia di disabilità si parla sempre troppo poco e troppo male, ma i pregiudizi nel 2022 non sono più accettabili. Nel libro parlo di disabilità, ma non è un libro sulla disabilità. Piuttosto sull’accettazione di se stessi. C’è stato un tempo in cui volevo negare verità evidenti, in cui avevo paura di portarmi incollata addosso l’etichetta di disabile, e mi vedevo estromessa dalla società. Poi ho capito che la mia storia poteva diventare un mezzo di riflessione per altri, per trovare quel coraggio e quella tenacia che invece avrebbero potuto mancare. Credo che tutti dovrebbero abbracciare se stessi, accettando le proprie debolezze e i propri limiti. Tutti dovrebbero imparare ad amarsi senza riserve e senza giudizi, per diventare finalmente le persone che vogliamo diventare”.
Quali sono stati i commenti al libro che ti hanno maggiormente colpito?
“Alcuni che sicuramente non mi aspettavo di ricevere, considerando che si toccano tematiche difficili come la disabilità e l’accettazione del sé. “Nel libro non c’è nessuna pagina inutile”, mi è stato detto, “Nelle tue pagine si evocano e si provocano grandi emozioni”. Oppure “Mi hai aiutato a riflettere su me stesso e accettarmi”. Qualcuno mi ha detto persino “Grazie alle tue parole ho superato un momento un po’ difficile”. Ecco, credo che quest’ultimo sia il commento migliore che potessi sperare per il mio libro”.
Hai mai pensato di fondare un’Associazione dedicata alla tua patologia?
“No, perché ho ricevuto la diagnosi certa solo poco tempo fa, ma collaboro con molte associazioni dedicate alle varie disabilità. Molte organizzano presentazioni del mio libro, ed io destino i proventi dell’evento alle loro attività a sostegno dei malati”.
Quali saranno i prossimi eventi culturali che ti vedranno protagonista?
“In primis la presentazione del 23 settembre alle 18 nella Libreria dei Sogni di Ceparana, la prima gestita da persone diversamente abili. Inoltre il mio romanzo, che è già stato presentato al Salone Internazionale del libro di Torino e all’interno del programma di Rai 2 “O anche no”, sarà protagonista di Casa Sanremo, la rassegna culturale del prossimo Festival di Sanremo”.
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Primopiano

I funerali di Elisabetta II, 'Una vita dedicata a servire la Nazione'​​​​​​​

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Bienne, 19 Settembre 2022 - Terminati i funerali solenni nell'abbazia di Westminster, il corteo ha sfilato per le vie del centro di Londra tra ali di folla che l'applaudivano al passaggio della salma della sovrana. I due minuti di silenzio chiudono il rito. Commozione profonda nella Royal family, Il feretro della regina Elisabetta ha raggiunto il territorio del castello di Windsor, accolto lungo la strada dal lancio di fiori e dagli applausi della folla. I
l feretro, accompagnato a piedi dai membri della famiglia reale attraverso Londra, ha raggiunto Wellington Arc, per poi essere trasportato al castello di Windsor, dove la sovrana è stata sepolta. Elisabetta II riposerà "insieme al duca di Edimburgo, presso la King George VI Memorial Chapel". Alla cerimonia di sepoltura ha partecipato la sua famiglia più stretta.
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Tanti i potenti che sono arrivati a Londra per l’ultimo saluto a Elisabetta II, tra loro anche il nostro presidente della Repubblica Sergio Mattarella accompagnato dalla figlia Laura, che rappresenta l'Italia alla cerimonia

Un pensiero speciale...

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  • A chi è solo, a chi soffre, ai malati, agli emarginati, ai dimenticati, ai discriminati, a tutte quelle persone che non vediamo.
  • A chi ha lottato per tutta la vita contro la sorte ed oggi lotta contro l’indifferenza. 
  • A chi ha perso il treno giusto e la vita non gli ha concesso una seconda possibilità.
  • A chi non ha nessun posto dove andare, nessuno da abbracciare e nessuno con cui parlare. 
  • A chi chiude la porta al mondo e in silenzio piange la sua solitudine, sperando solo che tutto passi in fretta. Perché vedere gli altri felici fa male, quando sai che anche tu meriteresti un briciolo di felicità.
  • Chi si ricorderà di queste persone, con un gesto, una parola, un abbraccio o un invito a sorpresa accenderà la luce nei loro occhi.
  • Chi crede alla famiglia ha il dovere di pensare anche a chi non ha famigliaù
  • ​​​​​​​Che possano trovare un po' di calore umano tra le braccia di chi l'incontra lungo la strada chiamata vita!

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