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I servizi segreti avvertono Conte

Coronavirus: al sud pericolo di rivolte e ribellioni

Bienne, 28 Marzo 2020 - "Potenziale pericolo di rivolte e ribellioni, spontanee o organizzate, soprattutto nel Mezzogiorno d' Italia dove l' economia sommersa e la capillare presenza della criminalità organizzata sono due dei principali fattori di rischio". I servizi segreti hanno avvertito con una informativa  la Presidenza del Consiglio dei possibili pericoli che rischia il sud Italia. Solo i lavoratori irregolari nell' ultimo anno sono stati censiti in 3,7 milioni dall'ultimo rapporto Istat, con quasi l' 80% del fenomeno concentrato proprio al meridione. 
L' Italia e ancora di più il Sud regge tanta parte della propria economia grazie ad attività in nero. Lo scrive il Mattino ieri in edicola ed è proprio su queste persone che si sofferma il report dell'intelligence.  Cosa succederà se il Covid-19 rendesse indispensabile di prorogare ancora a lungo le misure di distanziamento sociale già in atto? A questa variabile va poi aggiunta la presenza della criminalità organizzata sul territorio.

Su Facebook inneggiano alla rivolta

"Assaltiamo i supermercati"

Bienne, 28 Marzo 2020 - Si organizzano sulle chat WattsApp e su Facebook, inneggiando alla rivolta e all'assalto dei supermercati. Sono centinaia di cittadini che si dicono di essere ridotti alla fame dall'emergenza coronavirus e, si organizzano per compiere assalti a supermercati e negozi di alimentari.
Il primo episodio già giovedì, in un supermercato Lidl di Palermo, dove alcune persone hanno riempito i carrelli e poi hanno tentato di uscire senza pagare la spesa appena fatta. Mentre fuori i clienti in fila aspettavano il proprio turno per entrare, all’interno dell’esercizio commerciale si è scatenato il parapiglia. Una ventina di persone, infatti, avrebbero cercato tra gli scaffali la merce desiderata, l’avrebbero messa dentro il carrello, ma una volta arrivati alle casse avrebbero cercato di uscire senza pagare. “Non abbiamo soldi”, avrebbero risposto al personale del supermercato. A quel punto è scoppiato il caos ed è stato necessario l’intervento di poliziotti e carabinieri per riportare la calma dentro il negozio.
La situazione però si sta complicando, nelle ultime ore sono infatti nati diversi gruppi privati su Facebook e WattsApp, dove gli iscritti si organizzano per assaltare supermercati e negozi di generi alimentari. Tra questi “Rivoluzione nazionale”, un gruppo di cui farebbero parte già centinaia di palermitani. "Basta stare a casa, dobbiamo mangiare", dicono. E poi ci sono i vari messaggi audio scambiati tra i membri dei gruppi.
“Ama a scinniri ne piazzi, tutti”. “Io sono pronto a fare la guerra”. “Maschere e mezza verso i palazzi dei propri comuni. Buttate tutti fuori ma non toccate o rubate nulla”. “Con 40 euro mazze e maschere si trovano, ne abbiamo le pa… piene”. Questi sono alcuni dei messaggi dei partecipanti del gruppo che promettono di mettere a ferro e fuoco la città per garantire “il pane per le proprie famiglie”.
Intanto le forze dell’ordine hanno iniziato a presidiare gli ingressi dei centri commerciali, per scongiurare azioni di guerriglia. "Ragazzi, vi dico una cosa: mettetevi cose imbottite addosso perché le bastonate sono enormi perché con il manganello sti figli di… non babbiano. É buono che ti dicono 'pietà', butta il sangue e muori pezzo di m...”. É il contenuto di un altro messaggio audio che gira su alcuni gruppi privati di Facebook.
A Paternò intanto, i carabinieri hanno denunciato un 35enne per istigazione a delinquere. L’uomo è ritenuto essere l’autore di un post, divulgato all’interno di un gruppo WhatsApp, nel quale fomentava gli utenti alla disobbedienza delle disposizioni emanate per contenere il contagio e istigava i cittadini a realizzare reati contro il patrimonio, al saccheggio di supermercati e negozi di alimentari. In ottemperanza a specifiche direttive del Prefetto, sono stati quindi intensificati i servizi di controllo del territorio e degli obiettivi ritenuti sensibili. In particolare supermercati ed esercizi commerciali destinati alla vendita di generi alimentari.

Coronavirus: la mappa mondiale aggiornata in tempo reale

​​​​​​Italia: contagi 70.065, morti 10.023 guariti 12.384

Editore Mondadori

Libri e romanzi da leggere almeno una volta nella vita

 Io resto a casa e leggo un libro 

Un giallo-thriller ambientato a Parigi, Londra e la Scozia, il libro che ha reso famoso Dan Brown, nonché romanzo bestseller più letto di sempre. Tutto inizia con la morte del curatore del museo più importante del mondo: il Louvre. 
Nella Grande Galleria, il vecchio curatore Saunière, ferito a morte, si aggrappa con un ultimo gesto disperato a un dipinto del Caravaggio, fa scattare l'allarme e le grate di ferro all'entrata della sala immediatamente scendono, chiudendo fuori il suo inseguitore. L'assassino, rabbioso, non ha ottenuto quello che voleva. A Saunière restano pochi minuti di vita.
Si toglie i vestiti e, disteso sul pavimento, si dispone come l'uomo di Vitruvio, il celeberrimo disegno di Leonardo da Vinci. La scena che si presenta agli occhi dei primi soccorritori è agghiacciante: il vecchio disteso sul marmo è riuscito, prima di morire, a scrivere alcuni numeri, poche parole e soltanto un nome: Robert Langdon.
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Trasporti pubblici, indennizzo per i detentori di abbonamenti

Bienne, 28 Marzo 2020 - Previsto un rimborso per i titolari di un abbonamento generale, di comunità, di percorso e modulare annuale. Ma non per il 'metà-prezzo'-
Alliance SwissPass ha confermato ieri che i titolari di abbonamenti che non possono utilizzare i trasporti pubblici durante questo periodo di crisi saranno indennizzati. Chi dispone unicamente del "metà-prezzo" non riceverà invece nulla. 
Già due giorni peima Alliance SwissPass aveva annunciato l'intenzione di trovare una soluzione. Ieri, in un comunicato, ha precisato che il settore dei trasporti pubblici "vuole fornire un indennizzo adeguato ai titolari di un abbonamento generale, di comunità, di percorso e modulare annuale".
L'organizzazione settoriale sta lavorando "alacremente" per trovare una soluzione il più possibile uniforme in tutta la Svizzera e che sia sostenuta da tutte le imprese di trasporto e anche dalle autorità competenti. "Si stanno cercando degli accordi", si legge nella nota. La soluzione verrà comunicata il più rapidamente possibile. Per i viaggiatori, la procedura d'indennizzo "dovrebbe essere il più semplice possibile".
Per averne diritto, gli abbonamenti annuali non devono essere disdetti, ha precisato a Keystone-Ats il portavoce di Alliance SwissPass Thomas Ammann. "I clienti possono restare a casa e tenere i loro abbonamenti", ha aggiunto. Nella nota, Alliance SwissPass precisa che nessun indennizzo verrà corrisposto a chi è un possesso dell'abbonamento "metà-prezzo". Questa tessera di riduzione è infatti solitamente ammortizzata in breve tempo e con poche corse.

Dati Swisscom confermano, in Svizzera ci si muove meno

Bienne, 28 Marzo 2020 - La popolazione in Svizzera ha nettamente ridotto gli spostamenti e il Ticino è il cantone in cui questo fenomeno è maggiore.  Lo indica Swisscom, che su richiesta delle autorità federali sta monitorando l'attività degli utenti per determinare l'osservanza del divieto di assembramenti di oltre 5 persone deciso il 21 marzo dal Consiglio federale. Calcolato in base ai chilometri percorsi emerge un calo dei movimenti - in confronto a un tipico mese precedente - di circa il 50%, ha indicato in serata l'operatore telecom. Swisscom sottolinea che all'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) non vengono forniti i dati diretti su dove si trovino i singoli telefoni, bensì statistiche e altre visualizzazioni delle informazioni.
"Ciò significa che non si possono trarre informazioni su individui o tracciare profili di movimento individuali", si legge in un comunicato "Le disposizioni della legge sulla protezione dei dati e i principi etici che Swisscom segue nell'utilizzo dei dati sono pienamente rispettati".
Non appena l'ordinanza Covid 19 non sarà più in vigore non verranno più forniti dati all'UFSP, promette la società che è controllata a maggioranza (51%) dalla Confederazione.

La Posta non trasporterà pacchi ingombranti

Bienne, 28 Marzo 2020 - La Posta svizzera riduce le dimensioni dei pacchi e da lunedì prenderà in consegna soltanto quelli che possono essere trasportati da una sola persona. Per far fonte all'enorme mole di invii, i centri di smistamento lavoreranno inoltre anche il sabato.La chiusura dei negozi decretata dal Consiglio federale, ha fatto salire vertiginosamente il numero di pacchi: i volumi sono simili a quelli che si registrano nei giorni prima di Natale, ha indicato ieri la Posta in una nota.
Una buona parte di questi pacchi è attualmente costituita da invii ingombranti, come divani, mobili, biciclette o casette da giardino: se per trasportarli bisogna far ricorso a più persone, risulta impossibile garantire il "distanziamento sociale". Per alleggerire il carico di lavoro e tutelare la salute dei dipendenti, la Posta ha quindi deciso di prendere in consegna soltanto pacchi i cui lati raggiungono al massimo 150 cm, 80 cm e 60 cm. La somma dei lati deve inoltre dare un perimetro massimo (2 x altezza, 2 x larghezza, 1 x lato più lungo) di 350 cm.
Finora la lunghezza massima era di 250 cm e il perimetro massimo 400 cm. Il peso massimo rimane fissato in 30 kg. L'adeguamento entra in vigore lunedì 30 marzo e lo rimarrà fino a quando il Consiglio federale non avrà revocato le disposizioni sul social distancing, precisa la nota. La seconda misura riguarda i lavori di spartizione nei centri pacchi della Posta: vengono introdotti turni straordinari anche il sabato, come avviene solitamente nel periodo natalizio.

Guy Parmelin

CF: sì a traslochi, esteso termine pagamento affitti

Bienne, 28 Marzo 2020 - A patto che le prescrizioni dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) siano rispettate, in Svizzera sarà ancora possibile traslocare. È la conclusione a cui è giunto ieri il Consiglio federale (CF), che ha inoltre prolungato da 30 a 90 giorni i termini di pagamento delle pigioni in caso di mora. Le decisioni sono state presentate in conferenza stampa a Berna dal consigliere federale Guy Parmelin. Vista la tensione nel settore immobiliare dovuta all'epidemia di coronavirus, locatori e inquilini sono stati esortati a trovare una soluzione consensuale.
Il ministro dell'economia ha ricordato che per molti "il 31 marzo è una scadenza di trasloco ufficiale": darà luogo a circa 50'000 operazioni di questo tipo, di cui molte già iniziate. Laddove le norme igieniche e di distanza sociale sono osservate, tutto potrà svolgersi come previsto. "Le ditte e gli operatori del settore ci hanno garantito che nella maggior parte dei casi" è possibile lavorare seguendo le raccomandazioni dell'UFSP, ha precisato Parmelin. In tal modo vogliamo evitare "incertezza e caos" e limitare una "sequenza a cascata" di traslochi bloccati.
Per quanto riguarda il pagamento degli affitti, il titolare del Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR) ha annunciato che il termine previsto dal codice delle obbligazioni per i locali d'abitazione e commerciali verrà prorogato da 30 a 90 giorni. "Intendiamo così ridurre la pressione sugli inquilini", ha messo in evidenza Parmelin. Ciò vale solo per le situazioni venutesi a creare a seguito delle misure entrate in vigore nella lotta contro il Covid-19 e per le pigioni che giungono a scadenza tra il 13 marzo e il 31 maggio. Alle stesse condizioni viene allungato da 60 a 120 giorni il termine di versamento di fitti scaduti. Inoltre, viene prolungato "da due settimane a 30 giorni il preavviso per camere ammobiliate e posteggi", ha dichiarato Parmelin.
Il contesto resta agitato e il rischio è che si arrivi a una serie di cause legali. Ma "stiamo seguendo il tutto da vicino", ha assicurato il ministro, che ha ricordato di aver creato una task force sulla questione immobiliare, formata da rappresentanti di tutte le parti. Il gruppo di lavoro si è riunito telefonicamente una prima volta mercoledì. Stando a Parmelin "molti proprietari vogliono fare un gesto verso i loro locatari che sono in difficoltà perché non hanno più entrate" a causa del coronavirus. Parmelin ha infine aggiornato i dati riguardo al lavoro ridotto. Al momento sono 51'000 le aziende che hanno inoltrato domande in questo senso, concernenti 656'000 dipendenti. Si tratta del 13% del totale della forza lavoro.

Coronavirus: contagiati 13.213, morti 235, in Svizzera (Ufsp)

La Hotline a livello federale risponde a tutte le domande 24 ore su 24 al numero +41 58 463 00 00

Un sito tiene traccia del contagio in Svizzera

Regole e divieti del Consiglio federale

Il Consiglio federale vuole proteggere tutte le persone in Svizzera. Il Consiglio federale ha spiegato: la Svizzera si trova in una situazione difficile. Per questo motivo ci sono nuove regole più severe. Queste regole valgono per tutte le persone in Svizzera! Perché il consiglio federale ha deciso queste nuove regole?
•Perché la nuova malattia si diffonde molto velocemente. Tantissime persone si ammalano.
•Perché vuole proteggere le persone a rischio.
•Perché vuole che tutti i malati gravi abbiano un posto in ospedale.
•Perché vuole abbastanza medicine per tutti.
Molto importante!
•Tutte le persone in Svizzera devono rispettare queste regole!
•Tutte le persone devono aiutare per evitare che le persone a rischio si ammalino.
Viaggi in Svizzera: le persone che vengono da questi paesi non possono più entrare in Svizzera:
•Italia
•Germania
•Francia
•Austria
La lista potrebbe però diventare più lunga.
Perché queste persone non possono più entrare in Svizzera?
•Per evitare che la malattia si diffonda di più.
•Per poter assicurare a tutte le persone molto malate in Svizzera un posto in ospedale.
•Per avere medicine per tutti.
•Ci sono alcune eccezioni. Per esempio se qualcuno lavora in Svizzera. O se abita in Svizzera. In questo caso può ancora entrare in Svizzera.
Regole per tutte le persone e per tutte le organizzazioni
Scuole
Tutte le scuole sono chiuse. I bambini non possono più andare a scuola. È proibito. Tutti devono rimanere a casa.
Eccezione: i genitori lavorano e non possono rimanere con i loro figli. In questo caso i bambini vengono accuditi dalla scuola.
Questa regola vale fino al 19 aprile 2020.
Attività e strutture per il tempo libero
Tutte le manifestazioni pubbliche e private sono proibite. Anche tutti gli eventi sportivi e gli incontri di gruppo sono proibiti.
Esempi
•Partite di calcio
•Corsi di ballo
•Feste di compleanno
Tanti negozi e attività sono chiusi.
Esempi
•Grandi magazzini
•Ristoranti
•Piscine
•Teatri e cinema
•Musei e zoo
•Parrucchieri
•Centri massaggi
Molto importante: i negozi che vendono beni di prima necessità, come alimentari o medicinali, rimangono aperti.
Questi negozi e attività rimangono aperti.

•Negozi di alimentari Esempi: Coop, Migros, Denner, Kiosk
•Fornitori di pasti Esempi: consegna di pizza a domicilio, mense aziendali, servizio di pasti a domicilio
•Farmacie
•Negozi che vendono per esempio occhiali o apparecchi acustici
•Tutte le strutture sociali Esempi: case anziani, istituti per persone disabili
•Posta
•Banche
•Stazioni di servizio
•Stazioni dei treni
•Ospedali e studi medici
•Alberghi
•Autorità
Tutti questi negozi e attività devono rispettare le nuove regole. È molto importante tenere le distanze dalle altre persone. L’ideale sarebbe almeno due metri. Di conseguenza non devono esserci troppe persone allo stesso momento in un negozio. Questa regola vale fino al 19 di aprile 2020.
Persone particolarmente a rischio
Avete più di 65 anni? Anche le persone con queste malattie sono a rischio:
•pressione alta;
•diabete;
•malattie cardiovascolari;
•malattie delle vie respiratorie,
•per esempio asma;
•alattie e terapie che indeboliscono il sistema immunitario;
•cancro.
Allora vi raccomandiamo:
•restate assolutamente a casa!
•non incontrate altre persone.
I datori di lavoro devono proteggere le persone più a rischio. Le persone particolarmente a rischio lavorano da casa. Anche se non potete lavorare da casa, restate a casa comunque. Adesso non potete più andare al lavoro. Il datore di lavoro lo permette. E continua a pagarvi il salario.Siete particolarmente a rischio? Allora ditelo al vostro datore di lavoro. Magari vi chiederà un certificato medico.
La cura di persone malate
Le persone gravemente malate devono essere curate in ospedale. Esistono ospedali pubblici e cliniche private. Le persone gravemente malate devono essere curate in ospedali pubblici. Eventualmente vengono anche mandate in cliniche private. Sarà il cantone a decidere.
I medici negli ospedali e negli studi medici possono al momento curare le persone solo se è molto urgente. Altrimenti no. Questo vale anche per i dentisti.
Multe
Tutte le persone devono rispettare le regole. Chi non lo fa viene multato. Si rischia la multa o il carcere.
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Chi sono?
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