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​​​​​​​Direttore: Pasquale Sacino - Redazione: Mettstr. 75 - 2504 Bienne - Telefono: 032 345 20 24 - rinascita@bluewin.ch​​​​​​​
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INSIEME SI MIGLIORA IL PRESENTE
E SI COSTRUISCE UN FUTURO MIGLIORE ​​​​​​​

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Le Ffs ripristinano i collegamenti internazionali

Bienne, 11 Maggio 2021 - Le FFS prevedono di ripristinare i collegamenti ferroviari internazionali entro la fine di maggio. Molti servizi, compresi i treni notturni, sono stati sospesi negli ultimi mesi a causa della pandemia di coronavirus.
Le FFS hanno confermato all'agenzia di stampa Keystone-ATS una notizia diffusa dal "Blick". I treni notturni torneranno in servizio dal 24/25 maggio e l'offerta sarà la stessa di dicembre 2020, ha detto un portavoce delle FFS. I viaggiatori potranno di nuovo prendere il treno notturno dalla Svizzera a Berlino, Amburgo, Graz, Vienna, Zagabria, Praga e Budapest.
Questi collegamenti sono stati soppressi negli ultimi quattro mesi. Anche i collegamenti TGV con la Francia vengono nuovamente intensificati. Dal 12 maggio, ci saranno quattro collegamenti da e per Ginevra, due da e per Losanna e tre da e per Zurigo. Alla fine di maggio, anche i viaggi verso l'Italia saranno potenziati.

Sul tavolo di Berna la riapertura dei ristoranti

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Secondo il Blick, il Consiglio federale domani proporrà di riaprire i locali interni dei ristoranti a partire da fine maggio. Possibili altri allentamenti
Bienne, 11 Maggio 2021 - Il Consiglio federale domani sembra intenzionato a proporre la riapertura dei locali interni dei ristoranti a partire da fine maggio. Lo anticipa il Blick, che fornisce una panoramica delle possibili misure che il governo potrebbe inviare in consultazione ai cantoni. La decisione definitiva avverrà presumibilmente solo il prossimo 26 maggio.
Esattamente un anno fa, l'11 maggio 2020, in Svizzera riaprivano ristoranti e bar e si poneva parzialmente fine al primo semi-confinamento. Avevano ripreso l'attività - sempre con diverse precauzioni - anche negozi, centri fitness, biblioteche, musei e scuole dell'obbligo. Nel 2021 il Consiglio federale ha però deciso di procedere in modo cauto, con poche riaperture in diverse fasi a distanza di 3-4 settimane. L'ultima a metà aprile, con il via libera - tra le altre cose - alle terrazze di bar e ristoranti. Nonostante gli scenari negativi ipotizzati dalla Task force scientifica - che prevedevano 5'000 infezioni al giorno in questo periodo, contro le circa 1'600 attuali - da allora il numero di casi è rimasto stabile con una tendenza al ribasso, così come ospedalizzazioni e decessi. La situazione epidemiologica, attualmente, appare dunque sotto controllo nella Confederazione.
Per il Blick, di riflesso, si prospettano ora ulteriori allentamenti: l'apertura dei ristoranti dovrebbe avvenire "molto probabilmente il 31 maggio", ovvero il lunedì successivo alle decisioni definitive - in calendario per il 26 maggio - prese dal Consiglio federale. L'obbligo di telelavoro potrebbe inoltre essere sostituito da una raccomandazione di lavorare da casa e l'insegnamento in presenza nelle scuole superiori potrebbe di nuovo essere possibile per le ultime lezioni dell'anno. Non è tuttavia ancora chiaro, in questi ultimi due ambiti, se gli allentamenti dovranno essere accompagnati da una strategia di test.
Un passo che "ha perfettamente senso"
Domenica scorsa il capo del gruppo di esperti scientifici che consiglia il governo, Martin Ackermann, aveva indicato che ulteriori allentamenti sarebbero possibili. Pur riconoscendo i clamorosi errori nelle previsioni della Task force, si è però detto contrario all'apertura degli spazi interni dei ristoranti. Questo passo, scrive invece il Blick sul suo sito web, "ha perfettamente senso": molti cantoni ora "hanno messo il turbo" e stanno procedendo a somministrare il vaccino anche a persone al di fuori dei gruppi particolarmente a rischio. 
Nonostante una campagna vaccinale singhiozzante, soprattutto per quanto riguarda la disponibilità delle dosi, la fase di protezione delle persone a rischio - iniziata a fine dicembre, ma allo stato attuale non ancora conclusa - dovrebbe essere completata al più tardi entro la fine di maggio. Raggiungere questo obiettivo rappresenterebbe una pietra miliare per il modello a tre fasi presentato dal consigliere federale Alain Berset, bersagliato finora dalle critiche per una campagna che procede troppo lentamente. Questo traguardo, aggiunge il quotidiano zurighese, segnerebbe il passaggio dalla fase di protezione a quella di stabilizzazione, che permetterebbe ulteriori aperture e nuovi allentamenti per l'estate.
Altri possibili allentamenti
Nella seduta di domani, sempre secondo fonti del Blick, verranno discussi anche ulteriori allentamenti nel settore del commercio al dettaglio, in particolare la capienza massima nei negozi, ma anche possibili aperture per quanto riguarda lo sport e le strutture per il tempo libero. Non è da escludere che venga trattato anche il tema delle quarantene per i viaggi, così come eventuali privilegi per le persone vaccinate di ritorno dall'estero. È inoltre attesa una decisione sull'estensione del periodo di diritto all'indennità di lavoro ridotto da 18 a 24 mesi.
Già lo scorso venerdì il tema degli allentamenti era stato al centro dei colloqui, alla casa von Wattenwyl, tra una delegazione del Consiglio federale (Guy Parmelin, Alain Berset e Ignazio Cassis) e i vertici dei partiti di governo. Visto l'andamento della pandemia e il ritmo delle vaccinazioni, "nuove caute riaperture sembrano possibili", aveva indicato al termine dell'incontro un comunicato diffuso dalla Cancelleria federale.

«Senza il consenso è violenza carnale»

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È quanto chiedono le Donne socialiste, secondo cui nel codice penale va incluso il principio «solo se sì»
Bienne, 10 Maggio 2021 - Le Donne socialiste vogliono una ridefinizione della violenza carnale nel codice penale, che includa il principio «solo se sì»: qualsiasi atto sessuale senza consenso è quindi una violenza. In seguito ad un loro appello, 11.710 persone hanno preso posizione sul tema. econdo Tamara Funiciello, consigliera nazionale (BE) e co-presidente delle Donne socialiste, citata in una nota odierna, «mai così tante persone hanno partecipato a una consultazione su un progetto di legge».
Le frazione socialista femminile valuta il progetto sulla legge penale in materia sessuale poco ambizioso, oltre che lacunoso. Ad oggi la violenza carnale è solo la penetrazione non voluta e commessa con violenza o minacce. La revisione, punisce anche gli atti senza violenza, ma in presenza di un esplicito «no» della vittima. Rimane ad ogni modo definita una coercizione. Proprio questo principio di coercizione non va giù alle Donne socialiste, secondo le quali alla vittima viene così trasmesso il messaggio che avrebbe potuto evitare l’aggressione. Il concetto di «no significa no» dovrebbe quindi essere modificato in «solo se sì», che metta una volta per tutte in chiaro che si può compiere un atto sessuale solo se tutte le persone coinvolte lo vogliono.

Il prete che benedice i gay: Meinrad Furrer, pastore
spirituale di Zurigo, ha deciso di contraddire il Vaticano

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Ad officiare la cerimonia c'era Meinrad Furrer, pastore spirituale della città di Zurigo. Una figura che da anni si batte per vedere riconosciuti i diritti delle coppie omosessuali all'interno della sua chiesa
Bienne, 10 Maggio 2021 - Jill e Eli sono insieme da due anni. Oggi, lunedì, hanno ricevuto la benedizione cattolica della propria relazione. Andando contro il parere del Vaticano, che lo scorso marzo si era espresso chiaramente contro la possibilità di benedire le coppie omosessuali. "Per me è importante avere una benedizione che dice che il modo in cui viviamo va bene, possiamo essere nella Chiesa e portare avanti la nostra relazione. Possiamo fare le due cose perché Dio ci ama", dice Jill.
Ad officiare la cerimonia c'era Meinrad Furrer, pastore spirituale della città di Zurigo. Una figura che da anni si batte per vedere riconosciuti i diritti delle coppie omosessuali all'interno della sua chiesa: "Per secoli la nostra società ha criticato le persone gay, lasciando dietro di sé credenze e ferite profonde. Con l'azione di oggi per me è importante dare un altro segnale, ovvero che siamo qui anche per queste persone, che le accogliamo". 
La comunità cattolica di Zurigo sottostà alla diocesi di Coira: il vescovo ha detto che la benedizione non è la reazione giusta al divieto espresso da Roma. "L'avviso del vaticano era una provocazione e queste benedizioni sono a loro volta una provocazione. E non credo che rispondendo con una provocazione ad una provocazione si facciano passi avanti. Bisogna instaurare un vero dialogo tra le due parti, solo così si potranno fare dei progressi". Queste le parole del vescovo Joseph Maria Bonneman.
Il parroco di Zurigo si dice pronto al dialogo, perché, afferma, la Chiesa cattolica non va vista come un insieme di regole immutabili nel tempo: "Ciò che definisce un vero cattolico è un concetto molto ampio che cambia inoltre nel tempo e nella storia. La Chiesa cattolica non è un monolite, è sempre mutata nel tempo adattandosi alle diverse novità scientifiche e agli stili di vita e qui è la stessa cosa".

Parroci tedeschi contro il Vaticano, benedette 110 coppie gay

In oltre 100 funzioni religiose cattoliche i parroci hanno dato la loro benedizione a coppie omosessuali, disobbedendo a un divieto del Vaticano. È accaduto oggi in diversi Laender tedeschi, a quanto riferiscono i quotidiani Die Zeit, Tagesspiegel e Sueddeutsche Zeitung.
Con l'iniziativa «servizio di benedizione per chi si ama» in circa 110 funzioni religiose altrettante coppie omosessuali hanno ricevuto la benedizione, riferisce Die Zeit. «Le persone che si amano ricevono la benedizione», dice il parroco cattolico di Winnweiler, Carsten Leinhaeuser.
«A nessuno viene domandato: siete omosessuali? Siete etero?», prosegue. Molto più conta intraprendere una cammino comune, e amarsi in tutti i momenti difficili e felici, «e Dio è con voi nel cammino. Perché lui vi ama e si augura che abbiate successo nella vita». 'iniziativa è stata sottoscritta da 2600 appartenenti al clero cattolico tedesco. Il responsabile della conferenza dei vescovi tedeschi Gerog Baetzing ha definito l'azione «un segnale che non aiuta» il dibattito interno alla Chiesa sull'omosessualità. Anche il presidente del comitato centrale dei cattolici tedeschi (Zdk), Thomas Sternberger, ha criticato le funzioni di benedizione.
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Un momento di una delle benedizioni a una coppia omosessuale.

A Bienne vaccino senza prenotazione 

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Lo studio medico del dottor Koch offre la possibilità di vaccinarsi mettendosi in fila e aspettando il proprio turno
Bienne, 10 Maggio 2021 - Da alcune settimane, nel canton Berna tutta la popolazione, dai 18 anni in su, ha la possibilità di annunciarsi per la vaccinazione. È però difficile ottenere un appuntamento a breve termine. Chi non ha più pazienza e vuole farsi vaccinare subito può presentarsi, senza appuntamento, presso uno studio medico a Bienne dove vengono vaccinati tutti, indipendentemente dal gruppo. Walter Koch, medico pediatra di Bienne, ha deciso di aprire le porte del suo centro di vaccinazione a tutti. Basta mettersi in fila e aspettare il proprio turno, senza avere un appuntamento. Chi prima arriva ha maggiori possibilità di ricevere un’iniezione. Oggi, Koch ha a disposizione 180 dosi.
“All’inizio era giusto organizzare la vaccinazione delle persone a rischio in maniera rigorosa”, spiega alla RSI. “Ma dal momento in cui avevamo dosi sufficienti, il sistema andava semplificato. Non vogliamo gestire un elenco con gli appuntamenti. Chi vuole farsi vaccinare può passare da noi. Così si fa prima”. Basta avere un certificato di registrazione ufficiale e poi il gioco è fatto. A presentarsi sono spesso giovani di 18 o 19 anni che hanno tempo di aspettare una mattinata intera.
“Abbiamo però, continua Koch, sempre controllato la fila, dando la precedenza alle persone appartenenti ai gruppi a rischio o anziane per non farle aspettare a lungo, vaccinandole prima”. È stato un po’ un esperimento, spiega: “Ora possiamo dire che funziona senza problemi, anche senza appuntamento, tanto che, questo esperimento ha forse spinto il canton Berna ad anticipare il momento di estendere a tutti la possibilità di vaccinarsi”.

Elezioni cantonali, svolta a destra nel governo di Neuchâtel

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Il Consiglio di Stato di Neuchâtel ora ha una maggioranza di destra. Al secondo turno delle elezioni per il Governo, il PLR ha conquistato tre seggi su cinque. Nell’esecutivo ci saranno due donne: la PLR Crystel Graf e la socialista Florence Nater
Bienne, 9 Maggio 2021 - Il Consiglio di Stato di Neuchâtel ora ha una maggioranza di destra. Al secondo turno delle elezioni per il governo, il Plr ha conquistato tre seggi su cinque. Nell'esecutivo ci saranno due donne: la Plr Crystel Graf e la socialista Florence Nater.
Il Ps, che deteneva tre seggi dal 2013, ne perde uno e i Verdi non riescono ad entrare in governo. L'esecutivo cantonale torna quindi ad essere a maggioranza borghese, come pure il Gran Consiglio dove la destra ha conquistato 52 seggi su 100.
I due Plr uscenti si sono piazzati ai primi posti: Alain Ribaux ha ottenuto 25'197 voti e Laurent Favre 25'175. La socialista Florence Nater è in terza posizione (24'724), davanti al compagno di partito uscente Laurent Kurth (24'356). La quindi eletta è la Plr Crystel Graf (23'567), che distanzia di gran lunga il Verde Roby Tschopp (19'346). L'affluenza è stata del 30,2%. "Pensavamo che il risultato sarebbe stato più tirato", ha commentato la Plr Crystel Graf precisando che alla sua elezione non ha contribuito tanto il voto a favore delle donne o dei giovani, ma piuttosto il programma convincente del suo partito. Per il consigliere di stato uscente Alain Ribaux gli argomenti del Plr, incentrati sull'occupazione, hanno rassicurato la popolazione in "un mondo incerto e preoccupante".
Tuttavia, anche se il Plr avrà una maggioranza nel governo cantonale non farà "tabula rasa". Con un "quasi equilibrio" nel parlamento è necessario agire in finezza per ottenere un solido consenso, ha sottolineato Ribaux. Dello stesso parere anche il consigliere di Stato socialista Laurent Kurth. "Il governo dovrà trovare soluzioni equilibrate, per non trovarsi di fronte a un blocco contrario in Gran Consiglio. Sono sicuro che la collegialità con i miei due colleghi Plr uscenti, Alain Ribaux e Laurent Favre, continuerà", ha aggiunto.
Al Parlamento cantonale il Ps avrà una strategia più di opposizione rispetto a quella attuale, ha spiegato il presidente della sezione cantonale Romain Dubois. Il legislativo conta ora 48 seggi a sinistra, 40 a destra e 12 per per il gruppo dei Verdi Liberali e del Centro, che ha già espresso la volontà di diventare "un perno indispensabile per l'arbitrato in situazioni di conflitto o di stallo, pur essendo una forza propositiva e di compromessi nelle commissioni così come nel plenum".
I Verdi, dal canton loro, deplorano il fatto che il nuovo governo non rifletta la diversità del Parlamento. "Prendiamo atto che l'elettorato di Neuchâtel non ha voluto prendere in considerazione l'emergenza climatica", ha detto la presidente cantonale Christine Ammann Tschopp. "Speriamo che il Consiglio di Stato ne tenga conto nei suoi progetti futuri, altrimenti saremo presenti in Gran Consiglio per ricordarglielo", ha aggiunto.
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Gli antenati degli italiani vennero dalla steppa 3.600 anni fa

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Bienne, 11 Maggio 2021 - Arrivarono circa 3600 anni fa dalla steppa gli antenati degli italiani che segnarono il passaggio dall'età del rame a quella del bronzo. La migrazione, che ebbe anche effetti culturali (sepolture) e sociali è stata rilevata grazie a un nuovo studio pubblicato dall’Institute of Genomic di Tartu (Estonia) sulla rivista Current Biology.
L’analisi genomica di campioni antichi ha permesso ai ricercatori appartenenti a istituzioni in Estonia, Italia e Regno Unito di datare a 3600 anni fa l’arrivo in Italia centrale di una componente genetica associata ai gruppi nomadi delle steppe. Questa transizione sarebbe associata a cambiamenti nella tipologia delle sepolture e nella struttura sociale. Negli ultimi anni la storia genetica delle popolazioni antiche è stata studiata in maniera estesa in particolare in relazione ai movimenti avvenuti in Eurasia.
Nonostante ciò, le dinamiche e le trasformazioni della transizione dal Calcolitico all'età del Bronzo avvenuta circa 5,000 anni fa in Italia risultavano ancora inesplorate. Per questo motivo, i ricercatori dell’Institute of Genomics (Università di Tartu, Estonia), in collaborazione con università in Italia e nel Regno Unito hanno analizzato resti umani risalenti all’età del Rame e del Bronzo in Italia e sequenziandone il genoma. “In questo studio - dice Tina Saupe, prima autrice della pubblicazione - abbiamo estratto il DNA antico di 50 individui selezionati da quattro siti archeologici presenti in Italia centrale e del nord-est datati tra l'età del Rame e l'età del Bronzo.
Siamo stati in grado di generare per la prima volta dati genetici da campioni italiani dell'età del Bronzo tramite un approccio di sequenziamento genomico, ed abbiamo osservato l’arrivo nella Penisola di una componente genetica proveniente dalle steppe. Questa componente, gia ampiamente conosciuta in Eurasia occidentale in individui dell'età del Bronzo, ed originaria delle steppe a nord posizionate tra il Mar Nero e il Mar Caspio, è stata rinvenuta anche in Italia,suggerendo dinamiche comuni a quelle di altre aree del continente”.
“Per le analisi genetiche - aggiunge Francesco Montinaro, co-autore dello studio e ricercatore presso l’Università di Bari - abbiamo confrontato i nuovi genomi con campioni della Penisola Italiana, della Sicilia e della Sardegna risalenti ad un arco temporale che va dal Neolitico all'età del Ferro, così da avere una idea più precisa dei cambiamenti genetici avvenuti in questi periodi”. I ricercatori hanno messo in evidenza come i campioni del Neolitico e dell’età del Rame della Penisola italiana siano più’ simili ai primi agricoltori in Europa Orientale e in Anatolia che agli agricoltori presenti in Europa occidentale: un risultato che suggerisce la possibilità di ulteriori differenze genetiche presenti nella componente neolitica Europea.
“Grazie - sottolinea Luca Pagani, Professore Associato all’Institute of Genomics e all'Università’ di Padova, e autore co-senior di questo lavoro - alla distribuzione geografica dei siti archeologici analizzati fino ad oggi e ai nuovi genomi da noi generati siamo in grado di datare l’arrivo della componente genetica legata alle steppe a circa 4,000 anni fa in Italia settentrionale e a 3,600 anni fa in Italia centrale. Questa componente non è stata trovata in individui del Neolitico e del Rame, ma appare in individui dell'età del Bronzo, aumentando nel tempo”. “Durante questa transizione - puntualizza Christiana L. Scheib, leader del gruppo di studio del DNA antico all’ Institute of Genomics e corresponding author - abbiamo anche riscontrato un cambiamento nelle pratiche funerarie in associazione con un cambiamento nei rapporti di parentela in due dei siti analizzati, ma non abbiamo identificato cambiamenti fenotipici nelle popolazioni antiche italiane di questo periodo”. 

 “L’astro nascente della destra italiana”

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Bienne, 7 Maggio 2021 - Così il Financial Times definisce Giorgia Meloni in un profilo dedicato alla leader di Fratelli d’Italia, che ha deciso di capitalizzare sulla “decisione della Lega di fare una conversione a U e abbracciare il governo Draghi”.
E’ la Marine le Pen italiana?, si chiede la testata inglese, che spiega: “La leader di Fratelli d’Italia ha scelto di rimanere da sola all’opposizione mentre Salvini e gli altri grandi partiti politici appoggiavano Draghi. La conseguenza è stata che il partito di Meloni è stato in grado di intaccare la ‘pista’ elettorale di Salvini e sembra essere portata a superare la Lega come più grande partito della destra italiana. Un recente sondaggio pubblicato dal quotidiano italiano Corriere della Sera vede la Lega ancora di poco come il più grande partito, al 21,9 per cento, con i Fratelli d’Italia al 18,9 per cento…”.
Il Financial Times loda la Meloni anche per la sfiducia a Speranza
“Il mese scorso – si legge sul FT – Fratelli d’Italia ha indetto un voto di sfiducia a Roberto Speranza, ministro della Salute. Il voto non ha avuto successo ma ha costretto Salvini a votare in modo imbarazzante a favore dell’uomo che aveva passato mesi ad attaccare in quanto incompetente. Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia ufficialmente formano un’alleanza di destra anche per le elezioni regionali e governerebbero all’unisono se dovessero vincere le prossime elezioni italiane, che si terranno al più tardi nel 2023. È fondamentale che le tre parti abbiano un accordo tra gentiluomini sul fatto che chi riceve più voti scelga il premier”.
La decisione di stare all’opposizione da sola
“Se l’opposizione solitaria di Meloni a Draghi – conclude l’articolo – dovesse spingerla al di sopra di Salvini nei sondaggi, le conseguenze politiche potrebbero essere esplosive. Salvini può decidere che non può più permettersi di sostenere politicamente Draghi se vuole realizzare il suo sogno di diventare premier. Questo però lo spingerebbe contro potenti forze all’interno della Lega che sostengono fermamente l’ex presidente della Banca Centrale Europea.. La corsa tra Meloni e Salvini per guidare la destra italiana alle prossime elezioni generali potrebbe rivelarsi il fattore più importante per la durata del governo Draghi”.

E Meloni registra un altro record
Nei sondaggi la Lega è scesa sotto il 22%

Bienne, 7 Maggio 2021 - La Lega scende sotto il 22% per la prima volta dopo 3 anni esatti (quando però il trend era di rapida ascesa). Il Pd sale al 19,4%, ma cresce anche Fdi, che supera di slancio il 18% segnando un nuovo record. Ora i primi 3 partiti sono racchiusi in meno di 3 punti e mezzo, con il M5s un po' più staccato e che perde mezzo punto. La "iper-maggioranza" Draghi nel complesso perde un po' di terreno, scendendo sotto il 75%. Per quanto riguarda invece le aggregazioni delle ultime elezioni politiche, il centrodestra sempre prima coalizione con oltre 20 punti di vantaggio sul centrosinistra (Pd e centristi) che a sua volta stacca di 10 punti esatti il M5s.
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Nessuno si chiede perché siamo stati costretti a partire?

Italiani nel Mondo/Regioni, Associazioni

Luigi Scaglione (Centro Lucani-Cgie)
Lucani nel mondo contro lo spopolamento e per turismo di ritorno

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Luigi Scaglione, presidente del Centro Studi Internazionali Lucani nel Mondo e Coordinatore delle Consulte regionali nella Cabina di regia della Conferenza Permanente Stato-Regioni-Pa-Cgie, che in una “lettera aperta” segnala l’importanza di coinvolgere i lucani all’estero sia per combattere lo spopolamento delle aree interne sia per il rilancio del turismo nella Regione.
Bienne, 11 Maggio 2021 - “Le indicazioni fornite dall’assessore regionale al Turismo e per esso da Apt e dall’intero Governo regionale nella specifica materia, non possono passare in secondo piano o lasciate alla libera interpretazione. Nel notare per certi versi una voglia di far ripartire questo importante settore del nostro sviluppo regionale, come dichiarato e come previsto anche dalle ingenti risorse messe a disposizione per scrivere un piano di sviluppo turistico (si parla di 4,5 Meuro), Regione Basilicata ed Apt, unanimemente ai Comuni lucani, pare evidente invece il senso di distrazione nell’utilizzare nuovi settori e nuove opportunità”.
Così scrive Luigi Scaglione, presidente del Centro Studi Internazionali Lucani nel Mondo e Coordinatore delle Consulte regionali nella Cabina di regia della Conferenza Permanente Stato-Regioni-PA-CGIE, che in una “lettera aperta” commenta le indicazioni regionali segnalando l’importanza di coinvolgere i lucani all’estero sia per combattere lo spopolamento delle aree interne sia per il rilancio del turismo nella Regione.
Si seguito la versione integrale delle sue riflessioni.
“Partendo dal principio che i primi flussi turistici saranno quelli relativi al turismo di prossimità e che si prevedono flussi di rientro di italiani e di lucani, dall’estero, appare opportuno evidenziare la esigenza di talune misure aggiuntive, sulle quali siamo pronti ad affrontare il tema a livello di singole regioni, seguendo lo schema e le indicazioni emerse nei giorni scorsi dai confronti avuti con il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero su input del Ministero degli Affari Esteri e Cooperazione Internazionale.
-In particolare, RILANCIARE E SOSTENERE I PROGETTI DEL TURISMO DI RITORNO E DELLE RADICI come avevamo del resto già evidenziato nello scorso mese di settembre. Ma tutto tace in questa direzione;
-Accoglienza giovani italiani nel mondo per nei prossimi periodi estivo.
I dati dicono che nei prossimi mesi, non meno di circa 100 mila italiani faranno rientro dai loro Paesi e tra di loro molti saranno in difficoltà reali di sostentamento e di rientro ad una condizione di vita soddisfacente. I lucani sono già tra questi e nel contesto generale rappresentano una emergenza ma anche una opportunità.
TURISMO DI RITORNO e del TURISMO DELLE RADICI - Lo stesso auspicio che sollecitiamo per realizzare e finanziare forme di diretto coinvolgimento delle Associazioni dei Lucani in Italia in questa prima fase di ridotta mobilità e nel mondo subito dopo o contestualmente, nel sostegno alla promozione di iniziative sul TURISMO DI RITORNO e del TURISMO DELLE RADICI, che caratterizzano già da qualche tempo le azioni del Ministero degli Affari Esteri di concerto con la Conferenza dei Presidenti delle Regioni e nello spirito dei progetti messi in azione con i suoi strumenti operativi dall’Ufficio Cooperazione Internazionale della Presidenza della Giunta Regionale attraverso anche gli Sportelli Basilicata operanti presso le Federazioni dei Lucani all’estero.
Un opportunità offerta alle nostre comunità per venire in Basilicata, è la vecchia normativa regionale sul Turismo di ritorno, che consentiva ai gruppi di lucani o di discendenti residenti all'estero nel numero minimo di 15 a cui è possibile assimilare parenti diretti o indiretti, di ottenere, dietro formale e preventiva richiesta, un contributo forfettario di 1000 Euro per il trasporto bus dall'aeroporto o dalla stazione di arrivo in Italia e con tappa in Basilicata ed un contributo di 10 Euro a persona per ogni pernottamento nelle strutture della Basilicata con un minimo di 3 notti.
Una opportunità che può servire a sollecitare e favorire il riavvicinamento delle nostre comunità estere alla terra d'origine.
C’è un lavoro sinergico che parte dal basso, supera i confini dei lacci e lacciuoli istituzionali sempre più distratti verso il tema della difesa dell’italianità e della lucanità, al quale anche l’associazionismo lucano e non solo quello delle tante associazioni dei Lucani in Italia e nel Mondo, potranno rivolgersi sempre più per ritrovare una ragion d’essere e di esistere.
Una occasione che la Basilicata in via di spopolamento non può perdere”.

Turismo: isole patrimonio inestimabile, green pass è una occasione

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Alicudi e Filicudi (da Vulcano)
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Una veduta di Procida
Bienne, 5 Maggio 2021 - “La realtà delle isole minori, benché geograficamente e demograficamente poco estesa, è molto importante sotto numerosi punti di vista. Le isole minori molto spesso sono fra i luoghi simbolo del nostro Paese, in Italia e all’estero. Esse rappresentano un patrimonio storico, paesaggistico e ambientale inestimabile, non solo dal punto di vista del turismo, ma anche sul versante della cultura”.
Così, a quanto si apprende, il ministro per gli Affari regionali e le autonomie, Mariastella Gelmini, nel corso dell’incontro tra il governo e le isole minori per analizzare le problematiche inerenti l'emergenza Covid, e quelle relative ai presidi sanitari, ai trasporti, alla scuola e alla ripartenza del turismo. “Il cosiddetto green pass sarà una grande occasione per tutto il Paese e anche per le isole minori. Il turismo per tante realtà, e soprattutto per voi, è la chiave per la ripartenza. Bene ha fatto il premier Draghi a dare una prospettiva per i prossimi mesi, e il governo è impegnato per dare attuazione a questo importante progetto. E mai come quest’anno andrà promosso il turismo in Italia”, le parole della Gelmini che ha aggiunto: “Tanti problemi delle isole minori sono strutturali: la continuità territoriale, i mezzi di collegamento e trasporto, i servizi scolastici, la deficitaria copertura dei presidi sanitari. Tutti questi temi sono ben presenti a ognuno di noi, per quanto di sua competenza; mi sembra che, presi assieme, essi delineino una situazione di ‘minorata cittadinanza’. Il Pnrr – ha concluso il ministro per gli Affari regionali e le autonomie - sarà l’occasione giusta per districare questi storici nodi, che da troppo tempo attendono risposta, accompagnando gli investimenti con riforme in grado di configurare una cornice razionale e organica entro cui costruire il futuro delle isole minori italiane”. 
All'incontro ha partecipato anche il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani che ha così commentato: “L’impegno del Ministero è massimo per accelerare la transizione ecologica e la valorizzazione e tutela degli ecosistemi delle piccole isole. A partire dal Pnrr, con la protezione degli ambienti naturali, l’installazione delle rinnovabili e la tutela della risorsa idrica. Si tratta di obiettivi primari e urgenti. Non più procrastinabili. Le piccole isole presentano da sempre problematiche strutturali che vanno affrontate una volta per tutte. E questa è l’occasione giusta: sono ad esempio naturalmente predisposte alla valorizzazione degli elementi naturali per la produzione di energia rinnovabile. Lavoreremo, di concerto con gli altri ministeri, affinchè possano trovare sempre più occasioni di sviluppo sostenibile soprattutto attraverso l’ecoturismo".
Alla riunione hanno partecipato anche il ministro per il Sud e la coesione territoriale, Mara Carfagna, il ministro del Turismo, Massimo Garavaglia e il ministro della Salute, Roberto Speranza, il commissario straordinario all'emergenza Covid, Francesco Paolo Figliuolo, e il capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabrizio Curcio. Per i 40 Comuni delle isole minori - 35 dei quali rappresentati dall’Ancim – erano presenti: Francesco Del Deo, sindaco di Forio (isola di Ischia), presidente Ancim; Gian Piera Usai, segretario generale Ancim; Francesco Carta, vice sindaco di Ventotene (isola di Ventotene), portavoce area Lazio; Angelo Zini, sindaco di Portoferraio (isola d’Elba-Montecristo), portavoce dell’area Toscana; Marino Lembo, sindaco di Capri (isola di Capri), portavoce dell’area Campania; Salvatore Puggioni, sindaco di Corloforte (isola di San Pietro), portavoce dell’area Sardegna; Salvatore Martello, sindaco di Lampedusa e Linosa (isola di Lampedusa-Linosa), portavoce dell’area Sicilia; Antonio Fentini, sindaco di Isole Tremiti (isole di San Nicola, San Domino, Capraia e Pianosa), portavoce dell’area Puglia.
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Lipari con escursioni a Vulcano
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isole Tremiti
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Mondo Calcio

Gravina: "Juve fuori dalla Serie A se resta in Superlega"

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Il presidente Gabriele Gravina duro con i bianconeri: "c'è una norma molto chiara e precisa di Cio, Coni e Federazioni. Se la società non dovesse accettare il principio, sarebbe fuori"
Bienne, 10 Maggio 2021 - Juventus fuori dalla Serie A se rimane nella Superlega. Il presidente della Figc, Gabriele Gravina, delinea il possibile scenario. "Le norme sono chiare: se al momento dell’iscrizione al prossimo campionato la Juventus farà ancora parte della Superlega non potrà partecipare alla Serie A. Dispiacerebbe per i tifosi ma le regole sono regole: valgono per tutti", dice il numero 1 della federcalcio a margine di un evento a Napoli.
"Mi auguro e auspico che questa controversia possa essere sanata nel più breve tempo possibile. Siamo tutti stanchi di questo braccio di ferro tra Uefa e questi 3 club. Mi auguro, lo farò a brevissimo, spero anche di poter essere mediatore all'interno di questa controversia tra la Juventus e l'Uefa, perché non fa bene al calcio internazionale, al calcio italiano e alla Juventus", le parole di Gravina, in mattinata, a Radio anch'io lo sport. "Sanzioni da parte della Figc? No, la Federcalcio applica le regole che prevedono la non partecipazione al campionato se non si accettano i principi imposti dall'Uefa", la risposta di Gravina.
La Juventus, tra i 12 club fondatori del progetto Superlega, è rimasta con Real Madrid e Barcellona a sostenere l'ipotesi di una competizione per club. Le altre 9 società inizialmente coinvolte, comprese Inter e Milan, hanno raggiunto un accordo con la Uefa ottenendo il 'perdono'. Juve, Real e Barcellona in teoria rischiano l'esclusione dalle competizioni europee.

Mondo...

Vecchiaia, alcol e depressione: un cocktail tossico

di Klaus Petrus
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Gli alcolisti conoscono i loro trucchi, le loro debolezze e le loro voglie. Le dipendenze in età avanzata si sviluppano di solito in segreto. Ecco il ritratto di un pensionato che ci è cascato - e ora non riesce a liberarsene.
Bienne,8 Maggio 2021 - Alle nove e mezza del mattino e dopo due caffè Lutz (caffè con brandy), la pace torna lentamente a inebriare Hans-Peter Koller* (*Nome di fantasia). Un'ora dopo, si sente in un mondo ovattato. Poi è l’ora di pranzo: come negarsi un bicchiere di vino rosso e un altro di grappa mentre si guardano le notizie. Dopo il pisolino, ecco che esce a fare shopping.
Il lunedì e il giovedì, Hans-Peter incontra un conoscente per un drink o due. A cena c’è dell’acqua minerale frizzante, ma più tardi, quando sua moglie va a letto, Hans-Peter tira fuori un'altra bottiglia, per lo più di vino rosso e con un tenore alcolico più alto. Tre caffè Lutz, un fiasco di bianco, ¾ di una bottiglia di rosso: questa è più o meno la dose giornaliera, riassume il pensionato 69enne. "Ma a volte è il doppio, con l'aggiunta di gin", dice.
Si parla poco degli anziani e delle loro dipendenze. Ma il nuovo rapporto dell'ONU sulle droghe sottolinea proprio questo. "La pandemia ha creato dei danni alla salute e al benessere degli anziani. Tuttavia, c'è anche un'epidemia nascosta legata al consumo di droghe in questa fascia della popolazione", ha affermato recentemente a Vienna Cornelis de Joncheere, presidente dell'Organo Internazionale per il Controllo degli Stupefacenti (INCB). L'uso di droghe e i decessi legati agli stupefacenti tra gli anziani sono aumentati, ha detto l’esperto, così come il numero di anziani in trattamento per l'abuso di droghe". Nel suo rapporto annuale, l'INCB attribuisce l’aumento dell’uso di droghe in età avanzata, piuttosto che tra i giovani, all'invecchiamento della generazione dei baby boomer nei Paesi ricchi.
Depressione, insonnia, solitudine
Anche in Svizzera le cifre sono allarmanti. Secondo l'Ufficio federale della sanità pubblica, un quarto degli over 65 beve alcolici ogni giorno. Un dato che supera il consumo in qualsiasi altro gruppo di età nella popolazione media. Circa il 7% dei pensionati abusa di alcol in maniera cronica e rischiosa, consumando cioè più di quattro bicchieri al giorno. Circa un terzo lo fa solo dopo il pensionamento. La depressione, l'insonnia, le difficoltà finanziarie, la morte di un coniuge, la solitudine o la sensazione di non essere più utile alla società sono tra le cause più frequenti di questo consumo.
Per Hans-Peter Koller è stato lo stesso. Quando è andato in pensione nel 2015, dopo tre decenni come magazziniere alla Posta, è diventato sempre più riservato e ha messo in discussione la sua vita. Non ha iniziato a bere in un giorno particolare, osserva, o in un mese o anno particolare. L’impulso è venuto da solo, in maniera insidiosa, gentile, piacevole. Anche prima di andare in pensione, a volte era colto da un'inquietudine, venuta fuori quasi dal nulla. "Dovrei andare dal medico, sto diventando strano?" aveva chiesto una volta a sua moglie. "No, è solo la paura del vuoto", gli aveva risposto lei.
Bottiglie di buona qualità
Quando è andato in pensione, Hans-Peter ha cominciato a soffrire di insonnia, a riflettere e a provare inquietudine, colto da una paura sorda che si stava diffondendo in lui. Il medico gli ha prescritto il medicamento Temesta, che lo ha aiutato. Con un bicchiere di vino, dormiva come un ghiro. "Forse quello è stato l'inizio", dice oggi. Nel suo primo anno da pensionato, Hans-Peter Koller beveva soprattutto fuori casa, il che era costoso. Oggi conosce tutti i negozi Denner (una catena di negozi nota per la sua gamma di alcolici a basso prezzo) a Berna e dintorni. Cambia sempre supermercato perché non vuole essere notato quando riempie la borsa della spesa: un Beaujolais a 4,20 franchi, due Merlot a 2,90, una bottiglia di gin a 9,90, più acqua minerale, pomodori in scatola e sottaceti.
A volte prende una Rioja sullo scaffale quando c'è un'offerta speciale a 12,95 invece di 19,50, "solo per la bottiglia". Una volta bevuta la bottiglia, Hans-Keller la riempie fino all’orlo con dell’alcol a buon mercato e la mette sul tavolo per il pranzo. Una bottiglia di Rioja dura quasi una settimana, e così Hans-Peter Koller si salva la faccia. La prima volta che ha decantato il contenuto di una bottiglia di Dôle economico con un imbuto di plastica rossa per rifarlo il giorno dopo, si è detto: "Questa volta sei un ubriacone.” Questo è successo tre anni fa.
Cambiamenti
È stato allora che Hans-Peter Koller ha iniziato a cambiare. Il suo appuntamento quotidiano dal barbiere non era più al mattino, ma nel primo pomeriggio. Rimandava gli appuntamenti, smarriva le fatture, perdeva le chiavi e si arrabbiava con sé stesso. E presto non gli piacque più vedersi. Una volta, di sera, è finito dal divano al letto, in pantaloni e camicia con le pantofole, ubriaco e triste. Il giorno dopo sua moglie lo ha guardato scuotendo la testa e gli ha detto che stava diventando vecchio. Il ruolo gli si addice; da allora recitava sempre la parte dello scemo davanti a Hildegard, con la quale è sposato da più di 40 anni. Naturalmente, sua moglie sa esattamente che è una farsa. Ma non vuole ammetterlo. "Facciamo finta che tutto sia normale", dice Hans-Peter Koller.
Jonas Wenger della Fachverband Sucht, la piattaforma di lingua tedesca che riunisce gli specialisti delle dipendenze, conosce il problema. "La dipendenza è un argomento tabù. Molte delle persone colpite lottano con la vergogna e conducono una specie di doppia vita. Inoltre, la dipendenza è spesso minimizzata, soprattutto tra gli anziani". Lo specialista vede questo come un problema importante, poiché spesso le conseguenze insidiose del consumo di alcol non sono evidenti. "Molti dei sintomi che possono accompagnare la dipendenza da alcol - come la dimenticanza, la confusione o le cadute - sono simili ai sintomi comuni della vecchiaia. Di conseguenza, l'uso di alcol passa spesso inosservato per molto tempo".
"I divieti sono inutili"
A questo si aggiunge il fatto che con gli anziani non si vuole dettare legge o negare loro un "bicchierino". “La politica di dipendenza degli ultimi anni e decenni ci ha insegnato che i divieti sono inutili", dice Jonas Wenger. Gli anziani possono anche bere per piacere. In definitiva, dice, l'obiettivo è quello di permettere alle persone interessate di controllare il loro consumo di alcol e quindi recuperare la loro indipendenza - per quanto possibile.
Si tratta di trovare un equilibrio tra il riconoscimento dell'autodeterminazione di una persona e il suo diritto alle cure. "È importante che i parenti o i professionisti parlino alle persone interessate della loro dipendenza e le sostengano nelle loro decisioni", dice Jonas Wenger. Quest'ultimo è convinto che gli anziani, in particolare, abbiano accumulato molta esperienza di vita e sufficienti risorse da poter attivare per proteggersi dalle dipendenze. "Ma perché questo accada, le persone interessate devono essere pronte ad affrontare la loro dipendenza e a farsi aiutare", dice.
Da quando Hans-Peter Koller ha cominciato a bere così tanto da tremare la mattina e biascicare la sera, l'allegria e la malinconia si susseguono rapidamente. A volte, l'alcol lo riscalda così tanto che si sente sicuro di sé, leggero, persino divertente, come se potesse conquistare il mondo. In altri momenti, che diventano sempre più numerosi, tutto si oscura davanti a lui, le persone sull'autobus, il giornale in mano o la donna al suo fianco.
"Nonno, puzzi"
Spesso, tardi la sera, arrivano le lunghe notti in cui si chiede: "Ho mai avuto un ruolo importante almeno una volta nella vita?". È sempre stato puntuale al lavoro; un marito e un padre affidabile, calmo, discreto e umile. Hans-Peter Koller sa di sembrare un piagnucolone, ma questa domanda lo tormenta, così come i suoi pensieri sulle guerre, il cambiamento climatico, le pandemie e i bambini che muoiono semplicemente perché hanno fame.
"Forse ho davvero una depressione geriatrica", dice con un'alzata di spalle. Il suo medico ha recentemente usato quella parola, che a lui suonava estranea. Solo una volta ha pensato di smettere di bere, quando Elio, il suo nipote più giovane, gli aveva detto: "Nonno, puzzi". Si era vergognato. Ma prima, mormora Hans-Peter Koller, deve in qualche modo liberarsi di quei pensieri oscuri che arrivano senza vino e restano con il vino.

Mondo Donna

Femminicidi, alle radici della violenza
Violenza sulle donne d'attualità anche in Svizzera

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Bienne, 10 Maggio 2021 - Undici donne uccise in Svizzera nei primi tre mesi dell'anno. Uno specifico progetto volto a prevenire un fenomeno sempre più allarmante che non risparmia neanche la Confederazione. Ci sono a volte mancanze voluminose. Mancanze ingombranti. Come quella di una definizione univoca di femminicidio. Un vuoto che complica il lavoro di Sylke Gruhnwald, uno dei volti dietro al progetto di ricerca Stop Femizid."Certo, il dizionario Duden prevede la definizione di femminicidio, definizione che esiste anche a livello europeo e nella ricerca”, ci spiega la giornalista. “Però non c'è nulla di simile sul piano politico. Anche in Svizzera non è disponibile una spiegazione su cui concordino le varie parti coinvolte, come le autorità inquirenti, i ricercatori o i giornalisti. E la scorsa estate il Parlamento ha rigettato l'introduzione di una definizione univoca".
La frammentarietà lessicale, in ogni caso, non è in grado di disorientare Sylke Gruhnwald. Al contrario: la incoraggia nel suo intento. "Il nostro obiettivo è documentare tutti i femminicidi che si verificano in Svizzera quali forme di violenza strutturale, la cui origine è da ricercare nei rapporti di potere patriarcali della nostra società". Un obiettivo attorno al quale lo scorso anno si sono riunite Gruhnwald, Nadia Brügger e Pauline Martinet, e che oggi può essere recepito anche nella Svizzera italiana grazie alla traduzione della pagina web www.stopfemizid.chLink esterno.
Undici femminicidi nei primi mesi del 2021
Non c'è una definizione univoca, ma ci sono i dati. Undici femminicidi, tre tentati: sono le cifre di questi primi mesi dell'anno. L’ultimo è quello avvenuto il 28 marzo a Bellinzona. Una lista che è destinata, visti i dati sommersi, a essere incompleta. Georgiana Ursprung di Brava, già Terre des femmes Schweiz, sostiene Stop Femizid: "Servono dati più precisi sulle cause e sui retroscena dei femminicidi in Svizzera. Inoltre, è necessaria un'applicazione coerente della Convenzione di Istanbul, che la Svizzera ha firmato: penso a una piattaforma di consulenza attiva 24 ore al giorno per le vittime di violenza, di facile accesso e disponibile in tutto il Paese”, dichiara “Servono poi più posti nelle case per donne e per ragazze maltrattate, anche per persone disabili, più mezzi finanziari - in generale - nella lotta contro la violenza sulle donne e infine un'operazione di sensibilizzazione, che interessi anche le autorità come la polizia e i servizi sociali. È importante che la violenza contro le donne venga chiamata per quello che è".
No alla rappresentazione diretta della violenza
Il potere del linguaggio chiama direttamente in causa anche i media. Sylke Gruhnwald ne è consapevole e, anche in questo caso, ha le idee chiare. "Anche noi giornalisti possiamo contribuire a fare prevenzione. Abbiamo una grande responsabilità quando riferiamo della violenza contro le donne. Sulla stampa si vedono spesso ricostruzioni di scene di violenza contro le donne. Preferibili sono però altre immagini: una tazzina in frantumi sul pavimento, un letto vuoto su cui giace, abbandonato, l'orsacchiotto di un bimbo. Sul nostro sito mettiamo a disposizione dei media a titolo gratuito immagini di questo tipo, foto sfocate che esulano dalla rappresentazione diretta della violenza".
Il lavoro è tanto, ma le donne di Stop Femizid non si arrendono. Perché il principio – conclude la giornalista - è tanto semplice quanto potente: "Se quantificazione significa rappresentazione, come dice Jonathan Stray, esperto di giornalismo dei dati, allora il contare e l'inserire i dati in una cartina offrono la possibilità di mettere i potenti davanti alle loro responsabilità". Una massima che, per Gruhnwald e le sue colleghe, funge e continuerà a fungere da stella polare.
Di Anna Riva, Rsinews


Libri da leggere almeno una volta nella vita
Un libro significa emozione, condivisione, scoperta
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Io sono Giorgia
Le mie radici, le mie idee

Rizzoli Editore

“Ho visto troppa gente parlare di me e delle mie idee per non rendermi conto di quanto io e la mia vita siamo in realtà distanti dal racconto che se ne fa. E ho deciso di aprirmi, di raccontare in prima persona chi sono, in cosa credo, e come sono arrivata fin qui”.
In questo libro, Giorgia Meloni parla per la prima volta di sé a tutto tondo. Delle sue radici, della sua infanzia e del suo rapporto con la mamma Anna, la sorella Arianna, i nonni Maria e Gianni e del dolore per l’assenza del padre; della passione viscerale per la politica, che dalla “sua” Garbatella l’ha portata prima al Governo della Nazione come Ministro e poi al vertice di Fratelli d’Italia e dei Conservatori europei; della gioia di essere madre della piccola Ginevra e della storia d’amore con Andrea; dei suoi sogni e del futuro che immagina per l’Italia e per l’Europa.
Ma affronta anche, con la schiettezza e la chiarezza che la caratterizzano, temi complessi come la maternità, l’identità e la fede. Un racconto appassionato e appassionante, scandito nei titoli da quel tormentone nato per essere ironico ma diventato un manifesto identitario. Passato, presente e futuro del leader politico sul quale sono puntati gli occhi di molti, in Italia e non solo
Meloni: 'Sì a Draghi patriota, no se garantisce altri interessi'
Lo afferma la leader di FdI nel suo libro "Io sono Giorgia"
"Mario Draghi è il capitano patriota che issa alta la bandiera tricolore e difende la nave Italia, i suoi interessi e la sua solidità, o è piuttosto il capitano imposto da altri affinché la nave Italia sia riðmessa sulla rotta reputata giusta in qualche altra capitale europea, o extraeuropea? Non è una differenza da poco. Non per noi".
Lo afferma Giorgia Meloni nel suo libro "Io sono Giorgia", in cui si domanda: "L'autorevole ex governatore della Banca d'Italia ha assunto il compito di guidare il nostro Paese nella crisi per difenderne gli interessi, o per garantire altro?"
"Un Draghi patriota - rileva la leader di Fdi - potrà sempre contare su Fratelli d'Italia, anche dall'opposizione. Un Draghi garante di interessi diversi da quelli dell'Italia invece troverà FDI a sbarrargli la strada. L'ho detto anche a lui, quando l'ho conosciuto in occasione delle consultazioni che hanno preceduto la nascita del suo governo. Mi è parso che, in cuor suo, apprezzasse la nostra genuina franchezza", conclude.

Buono a sapersi

Un raro rinoceronte bianco da Zurigo ha trovato casa a Torino

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Bienne, 10 Maggio 2021 - Tre anni di età e una tonnellata di peso. È Rami, il rinoceronte bianco che, da pochi giorni, ha preso casa al Bioparco Zoom Torino, a Cumiana, presso l’habitat Serengeti, il primo e unico ambiente multi-specie visitabile a piedi, in Italia, dove in oltre 15mila mq convivono, senza gabbie o recinzioni, circa 10 specie caratteristiche della savana africana (tra erbivori e volatili), separati dai visitatori solo da barriere naturali come formazioni rocciose, alberi e corsi d’acqua.
Nato a Tel Aviv nel 2018, prima di approdare definitivamente in Italia, Rami ha vissuto per un anno allo ZOOH! di Zurigo. Quest’anno, per favorire la conservazione di una specie in via di estinzione, è stato deciso il trasferimento dell’esemplare a Zoom. Trasferimento che, come per tutti gli animali ospitati al Bioparco, fa parte di un programma di interscambio tra strutture zoologiche europee per preservare il benessere degli animali ma anche per evitare la consanguineità e preservare un pool genetico diversificato e sano per permettere la procreazione e la creazione di nuovi nuclei familiari e, quando possibile, l’introduzione in natura.
Il trasporto, eseguito da un guidatore esperto nel trasferimento di animali di grandi dimensioni e pericolosi è iniziato martedì 4 maggio, ed è durato 8 ore. Rami ha viaggiato per oltre 450 km in una speciale box, posizionata tramite una gru su un camion creato appositamente per il trasporto di animali molto pensanti e di stazza importante e che, grazie ai numerosi accorgimenti, garantisce il benessere dell’animale durante tutto il tragitto.
Rami vive in una zona chiusa che garantisce la sua regolare salute anche di notte (e quando il clima è rigido) assicurando una temperatura media di 18° C e dove è stato realizzato un giaciglio con corteccia di pino che, come in natura, essendo una superficie morbida, consente al rinoceronte di riposare in modo più corretto e proteggere le articolazioni. A breve, inoltre, potrà interagire con le altre specie che vivono nell’habitat, in particolare zebre, struzzi e piccole antilopi e con John, l’esemplare di rinoceronte arrivato al Bioparco nel 2018 dalla Gran Bretagna e rimasto solo l’anno scorso, dopo la morte improvvisa del fratello Ian, dovuta ad una malformazione cardiaca.
“L’arrivo di un nuovo esemplare di rinoceronte – commenta Valentina Isaja, direttore scientifico di ZOOM – è per il nostro parco molto importante, innanzitutto perché possiamo così contribuire direttamente alla salvaguardia di una delle specie attualmente a più alto rischio di estinzione, ma anche perché diventa per noi un 'modello' che ci permette di portare a conoscenza dei visitatori la grave situazione dei rinoceronti in natura, ormai estremamente minacciata a causa del bracconaggio".
"Senza dimenticare – aggiunge Isaja – che poter vedere davvero da vicino uno più grandi erbivori esistenti al mondo, è un’esperienza incredibile". I visitatori potranno infatti conoscere Rami durante il il talk “white rhino”: un incontro scientifico-educativo con un biologo del parco, durante il quale un keeper illustra le particolarità della specie, raccontandone le problematiche in natura, le gravi conseguenze della superstizione e delle credenze non scientifiche, la problematica del bracconaggio.
 

La Foto del Giorno

di Maurizio Colella - Bienne

Ogni persona che conosciamo nella vita è un petalo che arricchisce il nostro albero. Molti si perdono con il vento, altri non si staccheranno mai. Gli alberi sono il grande alfabeto di Dio. Con loro Egli scrive, in verde brillante, in tutto il mondo, i suoi pensieri sereni. Se ciò che io dico risuona in te è semplicemente perché siamo entrambi rami di uno stesso albero. Gli alberi sono lo sforzo infinito della terra per parlare al cielo in ascolto.
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Un pensiero particolare

Ai nostri amici: chi è solo, chi soffre, ai malati, agli emarginati, ai dimenticati, ai discriminati e tutte quelle persone che non vediamo. Che possano trovare un po' di calore umano tra le braccia di chi l'incontra lungo la strada chiamata vita!
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Ai dimenticati, a chi ha lottato per tutta la vita contro la sorte ed oggi lotta contro l’indifferenza. A chi ha perso il treno giusto e la vita non gli ha concesso una seconda possibilità. A chi non ha nessun posto dove andare, nessuno da abbracciare e nessuno con cui parlare. A chi  chiude la porta al mondo e in silenzio piange la sua solitudine, sperando solo che tutto passi in fretta. Perché vedere gli altri felici fa male, quando sai che anche tu meriteresti un briciolo di felicità. Chi si ricorderà di queste persone, con un gesto, una parola, un abbraccio o un invito a sorpresa accenderà la luce nei loro occhi. Chi crede alla famiglia ha il dovere di pensare anche a chi non ha famiglia.

Rassegna stampa

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