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​​​​​​​Direttore: Pasquale Sacino - Redazione: Mettstr. 75 - 2504 Bienne - Telefono: 032 345 20 24 - rinascita@bluewin.ch​​​​​​​
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Consiglio federale, la nuova ripartizione dei dipartimenti

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Ai due neoeletti Giustizia e polizia per Elisabeth Baume-Schneider e l’Ambiente, energia e comunicazioni ad Albert Rösti
Bienne, 8 Dicembre 2022 -Il Consiglio federale ha deciso la nuova ripartizione dei dipartimenti. Questa la lista dei responsabili che sarà in vigore dal primo gennaio:
Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE): Ignazio Cassis, Dipartimento federale dell’interno (DFI): Alain Berset, Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP): Elisabeth Baume-Schneider, Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS): Viola Amherd, Dipartimento federale delle finanze (DFF): Karin Keller-Sutter, Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR): Guy Parmelin, Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC): Albert Rösti
Karin Keller-Sutter lascerà dunque il Dipartimento federale di giustizia e polizia alla neo eletta giurassiana per accasarsi alle finanze al posto del dimissionario Ueli Maurer. Il Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni, finora diretto da Simonetta Sommaruga, sarà ripreso da Rösti.
Gli altri consiglieri federali rimangono al loro posto: Alain Berset al Dipartimento federale dell’interno, Guy Parmelin al Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca, Ignazio Cassis al Dipartimento federale degli affari esteri e Viola Amherd al Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport. La nuova ripartizione dei dipartimenti sarà effettiva dal 1° gennaio, quando entreranno ufficialmente in carica i nuovi eletti.
Ripartizione ‘consensuale‘
La ripartizione dei dipartimenti federali è stata decisa in modo consensuale. Ciascun consigliere federale ha potuto esprimere i propri desideri. Lo ha annunciato il presidente della Confederazione Ignazio Cassis in conferenza stampa. "Lo scopo dell’incontro informale odierno era di trovare la migliore distribuzione dei compiti nell’interesse del Paese", considerando nel contempo gli interessi di ciascun membro del collegio, ha detto il consigliere federale. La decisione si è basata anche su criteri quali l’instabilità geopolitica e la necessità di garantire la continuità dei dossier. La discussione è durata circa due ore, ha precisato Cassis.

La Confederazione rischia di non dormire più sonni tranquilli

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Nel Preventivo 2023 attenzione all’etica dello sport, al vino svizzero e alla protezione delle greggi contro il lupo
Bienne, 8 Dicembre 2022 -I dibattiti attorno al Preventivo 2023 della Confederazione sono terminati. La versione del governo prevedeva 81,3 miliardi di franchi di entrate a fronte di 86,2 miliardi di franchi di spese, con un deficit di finanziamento di 4,8 miliardi. Rispetto a questa bozza, le Camere hanno aggiunto 14,46 milioni di uscite supplementari.
Il Consiglio degli Stati ha eliminato così l’ultima divergenza col Nazionale approvando un aumento di spesa di 360mila franchi per migliorare la situazione etica nello sport. Il parlamento ha poi deciso di attribuire un importo supplementare di 4 milioni per la protezione delle greggi contro il lupo. La somma totale per questa voce di spesa passa così da 8 a 12 milioni. In seguito è stato deliberato un supplemento di 6,2 milioni per le promozione dello smercio del vino svizzero.
L’importo totale a questa voce passa da 69,35 a 75,55 milioni. Le Camere hanno poi accettato di destinare 3,9 milioni supplementari per la preservazione delle "razze indigene" degli animali da reddito. La misura più consistente ammonta a 4 miliardi e riguarda il piano di salvataggio per il settore elettrico. In tal modo Axpo Holding, se necessario, potrà ricorrere a un prestito federale anche nel 2023, sempre nel rispetto delle scadenze definite. Questo importo è iscritto nel bilancio straordinario.
Richiesta una maggiore disciplina della spesa
Nel complesso, i deputati hanno apportato poche modifiche al progetto di bilancio del governo. Tutte le proposte di tagli presentate dall’Udc sono state respinte; idem per le proposte di aumento inoltrare dalla sinistra. In futuro, è probabile che il bilancio darà luogo a discussioni molto più accese. Le prospettive finanziarie non sono in effetti rosee. Nel corso delle discussioni, la destra in particolare ha chiesto un ritorno a una maggiore disciplina nella spesa. Il "ministro" delle Finanze uscente, Ueli Maurer, ha più volte messo in guardia i presenti: se nel 2023 potremo ancora dormire tranquilli, negli anni successivi ciò non sarà più il caso. Il deficit di finanziamento potrebbe salire a sette miliardi entro il 2026.
Tasse su? Per ora non sembra
Per questo l’esecutivo sta già pensando a misure di contenimento delle uscite in vista del Preventivo 2024. Per ora, di aumentare le imposte non se ne parla. Tuttavia, le opinioni su come reagire alla difficile situazione variano notevolmente a seconda del gruppo parlamentare. Oltre al bilancio 2023 e al piano finanziario per il periodo 2024-2026, il parlamento si è occupato anche dei crediti supplementari per il 2022 (seconda aggiunta al Preventivo 2022). La somma chiesta dal governo, e accolta dalle Camere, ammonta a quasi 1,8 miliardi e riguarda principalmente il settore della migrazione, quest’ultimo connesso alla guerra in Ucraina (1,2 miliardi), la centrale elettrica di riserva di Birr, in Argovia (191 milioni), e gli interessi sui debiti (135 milioni). Cento milioni sono inoltre destinati all’Ucraina per superare questo inverno.

Ennesime truffe del falso agente a San Gallo
‘Tua figlia ha provocato un incidente’. E pagano 125mila franchi

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Torna nel Canton San Gallo la truffa del falso agente: sedicenti funzionari fanno credere ai genitori il coinvolgimento della ragazza
Bienne, 8 Dicembre 2022 -Ennesime truffe del falso agente a San Gallo: un donna di 60 anni e un uomo di 76 sono stati avvicinati da sedicenti funzionari che sostenevano che la loro figlia avesse provocato un grave incidente, accettando poi di consegnar loro 125mila franchi.
La procedura è stata in entrambi i casi identica, ha indicato in una nota la polizia di San Gallo. Una persona che al telefono si è fatta passare per un dipendente dell’autorità di persecuzione penale ha chiesto loro di pagare un’ingente cauzione. La donna ha quindi consegnato ai truffatori gioielli e contanti per un valore di 75’000 franchi. L’uomo altri 50’000 franchi. L’indagine è in corso, precisa la polizia.

Stampa divisa su elezione di Elisabeth Baume-Schneider

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La nomina di chi ha preso il posto di Simonetta Sommaruga fa discutere: i pro e i contro del mondo del giornalismo.
Bienne, 8 Dicembre 2022 -L’elezione di Elisabeth Baume-Schneider in Consiglio federale costituisce una sorpresa, secondo alcuni media positiva, secondo altri negativa. La vittoria della giurassiana è stata festeggiata soprattutto in Romandia. "24 Heures" sottolinea la personalità di Baume-Schneider, ma anche di Albert Rösti: "In un esecutivo dalle interazioni spesso tese negli ultimi tempi, non c’è dubbio che la personalità dei due nuovi eletti sarà importante". 
"Le Nouvelliste" parla di "sorpresa a nome di tutti i piccoli", "a cominciare dal Giura". La nuova ministra incarna "numerose minoranze: le donne, la sinistra, la Svizzera romanda, le regioni periferiche e l’agricoltura". L’elezione di Elisabeth Baume-Schneider onora il Giura, "ora definitivamente svizzero", si legge invece sul "Quotidien jurassien". "Le Temps" parla invece della più grande sorpresa politica degli ultimi 20 anni.
Che giornata!
Diverse le voci di una parte della stampa svizzerotedesca. Secondo il "Tages-Anzeiger" quella di mercoledì "non è una buona giornata per la Svizzera". Elisabeth Baume-Schneider e Albert Rösti sono qualificati, ma "la Svizzera tedesca urbana non è più rappresentata" in governo. Grandi città come Basilea e Zurigo, definite "veri motori del progresso del Paese", non saranno più rappresentate. Il portale di lingua tedesca "Watson" denuncia da parte sua una composizione "estremamente unilaterale" del Consiglio federale.
La Svizzera tedesca a est di Berna non è più rappresentata, se non dalla sangallese Karin Keller-Sutter, fatto che crea un "danno irreparabile". Basilesi e zurighesi hanno tutte le ragioni di essere furiosi. La "Basler Zeitung" parla dal canto suo di "vittoria della Svizzera rurale sulle città". La "Nzz" sottolinea invece che ora la nuova ministra giurassiana dovrà dimostrare di essere "più che semplicemente gentile e terre à terre".

Alain Berset presidente della Confederazione per il 2023

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Per il socialista friborghese un’elezione non brillante: 140 voti per lui. Succederà a Ignazio Cassis
Bienne, 7 Dicembre 2022 -Il consigliere federale Alain Berset (Ps/Fr) è stato eletto presidente della Confederazione per il 2023, con 140 voti su 181 schede valide. Hanno ricevuto voti: Viola Amherd (Centro/Vs) 16, Karin Keller-Sutter (Plr/Sg) 10, diversi 15. L’Assemblea federale procede ora all’elezione del vicepresidente del Consiglio federale per il 2023. Secondo il turno la carica spetta a Viola Amherd.

Consiglio Federale
 Eletti Elisabeth Baume-Schneider e Albert Roesti

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Bienne, 7 Dicembre 2022 - La consigliera agli Stati Elisabeth Baume-Schneider (PS/JU) è stata eletta in Consiglio federale. Sostituisce la dimissionaria Simonetta Sommaruga, finora direttrice del Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni. E’ stata eletta al terzo turno di votazione, con 123 voti. Hanno ottenuto voti anche i colleghi alla Camera Alta Eva Herzog (PS/BS; 116) e Daniel Jositsch (PS/ZH; 6). Quest’ultimo non figurava sul ticket del Partito Socialista, che aveva scelto di candidare solo donne.
Albert Roesti è il 120esimo Consigliere federale: è stato eletto oggi -mercoledì- dall’Assemblea federale riunita in Parlamento a Berna per succedere al dimissionario Ueli Maurer, direttore del Dipartimento federale delle finanze. Roesti –consigliere nazionale bernese e già presidente dell’UDC svizzera– è stato eletto al primo turno. Ha ottenuto 131 voti su 243 schede valide; la maggioranza assoluta era di 122 schede. Nulla da fare, quindi, per il suo rivale e compagno di partito, lo zurighese ed ex consigliere nazionale  Hans-Ueli Vogt.

Nel 2023 non ci dovrebbe essere recessione

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A sostenere la crescita sono in particolare i consumi privati, mentre l’edilizia influisce negativamente sui risultati
Bienne, 5 Dicembre 2022 - Nonostante le prospettive per l’economia elvetica continueranno a peggiorare nel prossimo anno, Economiesuisse non prevede una recessione per il 2023. Lo ha annunciato in una nota la stessa associazione che rappresenta le imprese svizzere. Il prodotto interno lordo (Pil) dovrebbe aumentare nel 2023 dello 0,6%. A sostenere la crescita sono in particolare i consumi privati, mentre l’edilizia influisce negativamente sui risultati.
Fattori come la carenza di personale e l’aumento dei prezzi continuano ad avere il loro peso, così come le strettoie nell’approvvigionamento di merci, solo in lento miglioramento. Quest’ultimo problema affligge quasi la metà delle aziende. Non tutti i settori andranno chiaramente allo stesso modo l’anno prossimo. Farmaceutica e orologeria dovrebbero continuare col vento in poppa, mentre si prevedono rallentamenti per l’industria chimica.
Quasi certamente negativa poi la situazione delle industrie di metallo, macchinari ed elettronica, oltre che di quella tessile. Riguardo all’inflazione, non è ancora tempo di abbassare la guardia. Anche nel 2023 sono da attendersi rincari attorno al 2,7%. Il mercato del lavoro dovrebbe invece avere un’annata positiva.

Vasta operazione contro la ciberpedocriminalità

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Quasi un centinaio le persone fermate dalla Polizia cantonale vodese. Due quelle poste in detenzione preventiva
Bienne, 5 Dicembre 2022 - Al termine di una vasta operazione, la Polizia cantonale vodese ha fermato 96 persone che avevano scaricato dal web contenuti a carattere pedofilo. Due sono poi stati posti in detenzione preventiva. L’operazione, condotta tra gli altri dall’unità di ciberpedofilia, si è svolta tra il 1° settembre e il 31 ottobre. Mirava a lottare contro la pedopornografia su Internet, fa sapere la Polizia cantonale vodese. In questo ambito, 27 agenti hanno dedicato un totale di 153 giorni di lavoro ed effettuato 42 perquisizioni, che hanno portato al sequestro di 311 computer, supporti di memorizzazione e altri mezzi di comunicazione.
Trattate 120 vicende
Domiciliate nel canton Vaud, le 96 persone fermate e poi interrogate, sono accusate di aver scaricato o messo a disposizione immagini o video a carattere pedopornografico. Tra queste, il 15% sono minorenni. Complessivamente sono state trattate 120 vicende, di cui una dozzina concerneva individui risiedenti nel capoluogo cantonale. Questi casi sono stati trasmessi alla Polizia comunale di Losanna per il prosieguo delle investigazioni. Delle 96 persone denunciate al Ministero pubblico e al tribunale dei minori, due sono poi state poste in detenzione preventiva. Una di loro è pure accusata di aver commesso abusi sessuali su una minorenne.
Collaborazione internazionale
Questa operazione di lotta contro la ciberpedofilia ha potuto essere condotta grazie in particolare a denunce effettuate dal National center for missing and exploited children con sede negli Stati Uniti. Quest’ultimo ha sviluppato un procedimento per individuare tali contenuti e denunciarli ai Paesi interessati. In Svizzera, l’Ufficio federale di polizia (fedpol) ha ricevuto queste segnalazioni dagli Stati Uniti, le ha analizzate e ha effettuato le prime ricerche sugli utenti allo scopo di denunciarli a sua volta ai cantoni dove sono domiciliati. Parallelamente, il Centro di competenza Cyber della Polizia cantonale ginevrina ha monitorato le reti di scambio ‘peer to peer’ e segnalato i contenuti illeciti ai cantoni romandi per il prosieguo delle indagini.
Ogni diffusione equivale a un reato
Se in taluni casi gli utenti dei file illeciti sono consapevoli dei loro atti, gli inquirenti constatano che una parte delle denunce concerne internauti che condividono o trasmettono tali file a scopo informativo o ‘umoristico’. Ricordano che ogni diffusione di pedopornografia, qualunque sia il suo scopo, costituisce una violazione dell’articolo 197 del Codice penale svizzero. Qualora si ricevessero file illeciti (con rappresentazione di atti sessuali con fanciulli, animali o atti di violenza tra adulti, anche se si trattasse di immagini di sintesi o disegni) la Polizia cantonale raccomanda di non ritrasmetterli.
I file in questione devono essere segnalati come inappropriati sul sito o sull’applicazione. Infine, le forze dell’ordine prevedono di notificare il caso al Centro nazionale per la cibersicurezza tramite il formulario di annuncio all’indirizzo www.report.ncsc.admin.ch/it.

Zurigo di nuovo invasa da cittadini stranieri

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Il 2022 potrebbe essere l’anno record per gli arrivi in riva alla Limmat. Tornano, in particolare, gli italiani
Bienne, 4 Dicembre 2022 - Zurigo rimane un magnete per gli stranieri. Nel 2022 la maggiore città elvetica registrerà probabilmente un record di immigrazione. E fra le novità vi è un ritorno in forze degli italiani, riferisce oggi la Nzz am Sonntag. Si stima che quest’anno 30’000 persone con passaporto estero si trasferiscano nella città sulla Limmat, un numero superiore al primato precedente risalente al 2007, quando gli arrivi furono 28’500. Coloro che lasceranno il comune dovrebbe per contro rimanere più o meno stabili a un livello di 22’000, come è stato il caso negli ultimi anni.
I dati più recenti mostrano un cambiamento nei Paesi di provenienza dei nuovi abitanti. Ad esempio aumentano le persone con passaporto della vicina penisola: nei primi tre trimestri del 2022 sono arrivati 2’233 italiani, il 20% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Tra i nuovi venuti di nazionalità straniera al primo posto rimangono però i tedeschi, che pure segnano un incremento (+6%), davanti a ucraini e italiani. E in progressione è anche il numero di immigrati provenienti da Spagna (+17%), Francia (+18%) e Polonia (+28%).
Tre quarti di tutti i nuovi arrivati hanno meno di 40 anni; la maggior parte di loro è altamente qualificata e ha una laurea o una formazione professionale superiore. Il 12% dei nuovi residenti in città ha inoltre dichiarato di utilizzare principalmente l’inglese come lingua quotidiana: vent’anni or sono la quota era solo del 2%.

Inabili al lavoro in forte aumento

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Record di malattie mentali, in crescita del 20% rispetto all'anno precedente
Bienne, 4 Dicembre 2022 - Le aziende svizzere stanno registrando un forte aumento dei casi di inabilità al lavoro. Stando agli esperti particolarmente preoccupante è l'ampia diffusione di malattie mentali, che ha raggiunto un livello record. «In questo campo registriamo una crescita del 20% rispetto all'anno precedente», ha indicato alla NZZ am Sonntag Andreas Heimer, specialista presso PK Rück, un'impresa che offre alle casse pensioni soluzioni assicurative per far fronte ai rischi di invalidità e di morte dei dipendenti. La valutazione si basa sui dati di circa 250.000 lavoratori di 6.000 aziende.
La tendenza viene confermata anche da Swica, il più grande fornitore di assicurazioni di indennità giornaliera. Secondo le statistiche della società - citate dal domenicale - il numero di casi nel comparto malattie psichiche è aumentato del 15%. Heimer mette in guardia da una nuova ondata di persone che potrebbero passare all'assicurazione invalidità (AI). «Molti degli individui colpiti dalle malattie non torneranno al lavoro per molto tempo o addirittura non vedranno mai più un impiego».
Già l'anno scorso il numero di nuovi beneficiari dell'AI è aumentato del 16% e un caso su due è legato a motivi psichici. Tra i giovani di età compresa tra i 18 e i 24 anni, sette nuovi beneficiari di rendite su dieci presentano una malattia mentale. Secondo Heimer non bisogna pensare solo al burnout, l'esaurimento lavorativo. Sono anche in aumento nuovi tipi di diagnosi psicologiche come il disturbo da stress post-traumatico, i disturbi dell'adattamento, la sindrome da affaticamento e la sindrome post-Covid.

Il salario di un Consigliere federale

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Per ciascuno dei ‘sette saggi’ uno stipendio annuo di 456mila franchi, auto di rappresentanza, auto di servizio e abbonamento generale in 1a classe
Bienne, 4 Dicembre 2022 - I nuovi consiglieri federali – così come i loro colleghi – avranno un salario annuo lordo di circa 456’854 franchi. Allo stipendio si aggiunge poi un rimborso spese forfettario di 30’000 franchi all’anno.
La Confederazione rimborsa inoltre le spese di telecomunicazione (rete fissa, cellulare, Pc). La tassa per la radio e la televisione (canone radio-tv) è invece a carico dei consiglieri federali. Ciascun membro del Governo, come pure il cancelliere della Confederazione, hanno diritto a due veicoli: uno di rappresentanza e uno di servizio. Tutti ricevono inoltre un abbonamento generale di 1a classe delle Ffs e un abbonamento generale per gli impianti a fune svizzeri.

Scomparsa da giovedì, ritrovata morta a Brügg

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Il corpo della donna, una 76enne spagnola residente a Bienne, è stato rinvenuto privo di vita in una chiusa del canale Nidau-Büren
Bienne, 3 Dicembre 2022 -Una 76enne cittadina spagnola scomparsa mercoledì dalla sua abitazione di Bienne (Be) è stata ritrovata senza vita ieri nella vicina località di Brügg (Be): il suo corpo è stato avvistato in una chiusa del canale Nidau-Büren.
Al momento non vi sono indicazioni concrete che facciano pensare al coinvolgimento di terze persone, ha indicato la polizia cantonale bernese, aggiungendo di non voler fornire ulteriori informazioni per rispetto dell’anziana deceduta e dei familiari. Le autorità avevano diramato un annuncio di scomparsa di persona giovedì.

Gettano il porcellino d’india in un cestino dei rifiuti

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È salvo e in buone condizioni l’animaletto domestico recuperato operaio comunale ad Amriswil, ora affidato alla protezione animali
Bienne, 3 Dicembre 2022 -Ignoti hanno gettato un porcellino d’India in un cestino dei rifiuti ad Amriswil, nel canton Turgovia. L’animale è stato scoperto da un dipendente comunale ieri poco prima di mezzogiorno.
Il roditore – una giovane femmina – era in buone condizioni, precisa la polizia cantonale in un comunicato. Deve essere stato depositato nel bidone fra mercoledì mattina e ieri mattina. Le autorità hanno lanciato un appello al proprietario e a eventuali persone che possano aiutare a far luce sul caso. Nel frattempo il porcellino d’India è stato affidato all’associazione per la protezione degli animali di Romanshorn (Tg).

Imposte: l’imposizione individuale è stata messa in consultazione

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Il Consiglio federale ha avviato oggi la procedura: in futuro, anche i coniugi dovranno compilare separatamente la dichiarazione delle imposte
Bienne, 2 Dicembre 2022 -In futuro, ogni contribuente, anche chi è coniugato, dovrà compilare la propria dichiarazione fiscale. Per tutti verrà applicata la stessa tariffa. Il Consiglio federale ha avviato oggi la procedura di consultazione sull’introduzione dell’imposizione individuale. Tale progetto preliminare funge da controprogetto indiretto all’"Iniziativa per imposte eque", che il governo raccomanda di respingere, si legge in una nota odierna.
L’imposizione individuale si prefigge di creare incentivi al lavoro il più possibile elevati e promuovere le pari opportunità di genere. Inoltre, elimina i maggiori oneri a carico di determinate coppie di coniugi rispetto alle coppie non sposate ("penalizzazione del matrimonio") assoggettando i coniugi separatamente, al pari delle persone non sposate. Come detto, a tutti i contribuenti sarà applicata la stessa tariffa.
Misure di accompagnamento
Nell’interesse di un sistema impositivo equo il Consiglio federale propone diverse misure di accompagnamento nell’ambito dell’imposta federale diretta: per i genitori, la deduzione per i figli passa da 6’500 a 9’000 franchi a figlio, poiché il passaggio all’imposizione individuale riduce l’effetto di sgravio della deduzione per le coppie di coniugi. Per le persone sole e le famiglie monoparentali, è invece prevista una deduzione di 6’000 franchi per controbilanciare il risparmio sui costi dell’economia domestica (ad esempio le spese d’abitazione) di cui beneficiano i nuclei composti di almeno due persone adulte, precisa il governo.
Per i coniugi con reddito unico o secondo reddito basso, il Consiglio federale propone una variante con un correttivo e una senza. La variante senza correttivo costituisce un forte incentivo al lavoro per i beneficiari di un reddito secondario. La variante con correttivo è volta a compensare i maggiori oneri sostenuti dai coniugi con un reddito unico rispetto ai coniugi con doppio reddito, consentendo una deduzione fino a 14’500 franchi, che decresce con l’aumentare del reddito secondario.
Attesi effetti positivi su occupazione
Il governo prevede minori entrate dall’imposta federale diretta pari a 1 miliardo di franchi, di cui il 78,8% (circa 800 mio di fr.) a carico della Confederazione e il 21,2% (circa 200 mio di fr.) a carico dei Cantoni. Sono invece incerte le ripercussioni sulle imposte cantonali. Sono per contro previsti effetti positivi sull’occupazione, in quanto soprattutto i beneficiari di un reddito secondario coniugati saranno spinti a lavorare di più. L’attuazione dell’imposizione individuale a tutti i livelli dello Stato potrebbe produrre un effetto occupazionale fino a 47’000 posti a tempo pieno, stando alle stime dell’esecutivo.
Ripercussioni su onere fiscale
La riforma comporterà uno sgravio sull’imposta federale diretta per la maggior parte dei contribuenti, in particolare per le coppie di coniugi con una ripartizione del reddito tendenzialmente uniforme, tra cui anche molte coppie di coniugi pensionati. Potrà per contro produrre maggiori oneri per le persone sole e per le coppie coniugate con reddito unico o un secondo reddito basso, sottolinea ancora l’esecutivo.
Controprogetto Iniziativa per imposte eque
Dal momento che il progetto di legge per l’introduzione dell’imposizione individuale è in fase avanzata, mentre l’iniziativa popolare "Per un’imposizione individuale a prescindere dallo stato civile (Iniziativa per imposte eque)" è stata appena depositata, il Consiglio federale raccomanda di respingere l’iniziativa, proponendo il progetto di legge inviato in consultazione quale controprogetto indiretto. La procedura di consultazione terminerà il 16 marzo 2023.
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Meloni settima donna più potente al mondo secondo Forbes 

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Al primo posto della classifica delle 100 donne più influenti Ursula Von der Leyen, c'è anche Mahsa Amini
Bienne, 7 Dicembre 2022 -Giorgia Meloni è la settima donna più potente del mondo secondo l'edizione 2022 della classifica World's Most Powerful Women stilata da Forbes, in cui la premier è l'unica italiana. "Come capo del governo italiano più a destra dalla fine della Seconda guerra mondiale, Meloni è una figura controversa, il cui futuro politico rimane incerto - si legge in un articolo pubblicato su Forbes.com -. Nonostante ciò, il suo successo rappresenta una conquista per la leadership femminile, se non altro perché è l'unica donna alla guida di un Paese del G20". 
Al primo posto della classifica delle 100 donne più influenti, per il suo ruolo durante la guerra in Ucraina e per la gestione della pandemia, c'è la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen: "La sua influenza è unica, nessun'altra donna in classifica fa politica per conto di 450 milioni di persone".
Tra le prime 10 donne ci sono al secondo posto la presidente della Bce Christine Lagarde; la vicepresidente Usa Kamala Harris al terzo; l'amministratore delegato di General Motors Mary Barra al quarto; l'amministratore delegato della società di investimento americana Fidelity Investments Abigail Johnson al quinto; l'imprenditrice ex moglie di Bill Gates, Melinda French Gates, al sesto; l'autrice di best sellers Karen Lynch all'ottavo posto; l'amministratore delegato (CEO) di Accenture Julie Sweet al nono e la presidente di Citigroup Jane Fraser al decimo.
A rappresentare le manifestanti iraniane nella classifica di quest'anno c'è simbolicamente Mahsa Amini, la giovane curda morta a settembre dopo l'arresto per non aver indossato correttamente il velo e la cui morte ha scatenato un'ondata di proteste senza precedenti in Iran. 

È bufera sulla Vecchia Signora
Cosa dicono gli italiani della Juventus online

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L'analisi Ansa e DataMediaHub
Bienne, 5 Dicembre 2022 - Con le dimissioni dell'intero Cda e quindi anche del presidente Andrea Agnelli, si chiude un'era, quella dei nove scudetti consecutivi della Vecchia Signora, un record. Il procedimento in corso sulla Juventus, e un’indagine avviata anche dalla UEFA, ha scosso la squadra di calcio più amata da tifosi italiani e no.
"Se vogliamo andare sul linciaggio di piazza non è un problema, ma stiamo calmi perché temo che quel tema possa riguardare anche altri soggetti", ha dichiarato al riguardo il presidente della Figc, Gabriele Gravina, durante un convegno. Ma la pressione di molti tifosi nel Paese sui titoli vinti dai bianconeri negli anni, su cui sono in corso le indagini, è forte. Sulla questione Ansa e DataMediaHub hanno analizzato le conversazioni online (social + news online + blog e forum), solamente in italiano, negli ultimi trenta giorni per capire l’umore dei tifosi al riguardo.
Dal 5 novembre al 4 dicembre quasi 233mila citazioni online della Juventus, da parte di oltre 20mila autori unici, i cui contenuti hanno coinvolto (con like + reaction + commenti e condivisioni) più di 4,3 milioni di soggetti. Il picco massimo si è registrato il 29 novembre scorso, quando sono state annunciate le dimissioni dell’intero consiglio di amministrazione della squadra di calcio, con poco meno di 27mila citazioni in una sola giornata.
Volume di conversazioni che ha generato una portata potenziale, la cosiddetta “opportunity to be seen” (ovvero appunto l’opportunità che teoricamente hanno avuto in base a tali volumi di conversazioni di essere esposti a contenuti relativi ai bianconeri), 225,2 miliardi di visualizzazioni sul tema. Stimiamo ragionevolmente che la portata effettiva si attesti a 11,3 miliardi di impression, di visualizzazioni effettive di contenuti relativi alla squadra. 0Conversazioni online con una connotazione fortemente negativa per quanto riguarda il sentiment, la quota di emozioni e, appunto, sentimenti negativi contenuti nelle verbalizzazioni online, proprio a partire dal 29 novembre scorso.
Il Cda, Andrea Agnelli, John Elkan, e il Neopresidente Gianluca Ferrero, alcuni dei nomi più citati online dalle persone. Mentre, al contrario, il tweet di Alessandro Del Piero, di cautela e attenzione nei confronti della squadra è stato uno dei contenuti che ha generato maggior coinvolgimento, diventando virale. Un segnale che oltre alla delusione e la rabbia resta sempre l’amore per la squadra del cuore, almeno da parte di una porzione dei tifosi bianconeri.

In Italia ci sono 11 "stazioni di polizia" cinesi

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Sono oltre cento in tutto il mondo per monitorare la popolazione cinese e costringere i dissidenti al rimpatrio
Bienne, 5 Dicembre 2022 - Sono oltre cento le "stazioni di polizia" cinesi all'estero per monitorare la popolazione cinese e costringere i dissidenti al rimpatrio, ben undici delle quali sarebbero in Italia. Da un nuovo aggiornamento del fenomeno pubblicato dal gruppo per i diritti civili di Madrid Safeguard Defenders, vengono identificate altre 48 "stazioni di polizia" cinesi non ufficiali, oltre alle 54 già identificate in un rapporto di settembre scorso, in seguito al quale erano partite le indagini in diversi Paesi occidentali, tra cui Paesi Bassi, Germania e Canada. Le "stazioni di polizia" cinesi in Italia si trovano a Roma, Bolzano, Venezia, Firenze e Prato, dove si trova la più grande comunità di cittadini cinesi in Italia, ma e' soprattutto Milano a destare l'interesse dell'Ong spagnola: il capoluogo lombardo sarebbe usato come un banco di prova per monitorare la popolazione cinese all'estero e costringere i dissidenti a rientrare in Cina.
Il rapporto, rintracciabile on line, di Safeguard Defenders cita un accordo del 2015 preso con il Ministero della Pubblica Sicurezza cinese sui pattugliamenti congiunti, che avrebbe contribuito "direttamente" allo stabilimento di stazioni "pilota" a Milano nel 2016, da parte della polizia di Wenzhou, e nel 2018, da parte della polizia di Qingtian. Già a ottobre scorso, dopo l'avvio di indagini da parte delle autorità olandesi per le "stazioni di polizia" ad Amsterdam e Rotterdam, la Cina aveva smentito la ricostruzione della Ong spagnola, definendo le "stazioni di polizia" all'estero come "centri di servizi" per i cittadini cinesi resisi necessari dopo lo scoppio della pandemia di Covid-19 per aiutare i cinesi nel rinnovo dei documenti.
L'entità del fenomeno, però, sarebbe più ampia di quanto descritto nel primo rapporto di Safeguard Defenders, e le "stazioni di polizia" cinesi all'estero sarebbero, in totale, 102. Per quanto alcune di queste non siano gestite direttamente da Pechino, secondo Safeguard Defenders "alcune dichiarazioni e politiche cominciano a mostrare una guida più chiara dal governo centrale" e sarebbero utilizzate per "attaccare, minacciare, intimidire e costringere gli obiettivi a tornare in Cina per la persecuzione".
Parte di questi rientri forzati rientrerebbero nell'operazione "Caccia alla volpe", che punta al rientro in Cina di funzionari fuggiti all'estero per evitare accuse di corruzione in patria, ma le stazioni di polizia si muoverebbero al di fuori dei normali canali utilizzati per l'estradizione, secondo quanto riferito da Safeguard Defenders, citato dal Guardian: ci sarebbero anche prove di intimidazione subita dai cittadini cinesi in Italia, tra cui quelle ai danni di un operaio accusato di appropriazione indebita, rientrato in Cina dopo tredici anni passati in Italia e di cui si sono perse le tracce. 

Chi sono i 'Big' che parteciperanno al prossimo Festival di Sanremo

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Tra i nomi spiccano quelli di Giorgia, Elodie e Marco Mengoni. Grande ritorno per i Cugini di Campagna e gli Articolo 31
Bienne, 4 Dicembre 2022 -Amadeus ha annunciato al Tg1 delle 13.30 i primi 'big' che parteciperanno alla 73esima edizione del Festival di Sanremo. Giorgia, Elodie e Marco Mengoni sono i nomi di punta. Spicca, inoltre, il ritorno degli Articolo 31, dei Cugini di Campagna e quello di Colapesce e Dimartino.
Completano la lista Ariete, Modà, Mara Sattei, LEo Gassman, Mr Rain, Anna Oxa, Lazza, Tananai, Paola e Chiara, Lda, Madame, Gianluca Grignani, Rosa Chemical, Coma Cose, Levante e Ultimo. A questi si aggiungeranno i 6 giovani usciti dalle selezioni delle scorse settimane.
"Il Festival di Sanremo deve puntare sulla tradizione imprescindibile per la sua forza, ma anche, se non soprattutto, sui giovani. In modo concreto: dandogli una vera opportunità. Mettendoli in campo e facendoli giocare da titolari", commenta a caldo Amadeus dopo aver svelato i 22 Big in gara.
Big che parteciperanno con 28 canzoni inedite e si esibiranno a gruppi di 14 nella prima e nella seconda serata del Festival. Nella terza serata, quella del giovedi', i 28 Campioni si esibiranno tutti insieme, mentre venerdì, nella quarta serata, interpreteranno un brano tratto dal repertorio della musica italiana e internazionale degli anni 60/70/80/90 (ciascun cantante con un altro artista). Poi nuova esibizione il sabato durante la serata finale. Sempre sabato, dopo le votazioni, finalissima a 3 per contendersi la vittoria nella categoria Campioni.
Più cantanti (e giovani) in gara
Il direttore artistico del Festival ha deciso di incrementare il numero di Big per l'edizione 2023. Con una modifica al Regolamento Amadeus ha infatti deciso di raddoppiare, passando da 3 a 6, il numero di ragazzi che in qualita' di vincitori di Sanremo Giovani avranno la possibilità di partecipare al Festival nella categoria Campioni. Una novità assoluta nella storia del Festival "che sottolinea l'attenzione della direzione artistica di Amadeus alla musica e alle tendenze contemporanee del mercato".
Sanremo 73, dunque, come uno spaccato rappresentativo del panorama musicale italiano, ma non solo. Parola di Amadeus che, al Tg1, ha annunciato la lista dei 22 Big in gara a cui si aggiungeranno i 6 artisti vincitori del contest Sanremo giovani in onda su Rai 1, Radio2 e RaiPlay dal Teatro del Casinò di Sanremo il 16 dicembre. Nel corso della serata del 16 dicembre, che prevede la presenza dei Campioni in gara, Amadeus comunicherà anche i titoli dei brani del prossimo Festival.
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Sanremo 2023, i 22 Big in gara

Censis: ecco l'Italia di oggi, malinconica e con la paura della guerra

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Dall'ultimo rapporto sulla situazione sociale emerge un Paese che non cresce e vive "in uno stato di latenza". L'inflazione aumenta le disuguaglianze e costringe i cittadini a mettere mano ai risparmi. E il 61,1% degli italiani teme che scoppi un conflitto mondiale. 
Bienne, 2 Dicembre 2022 -Un'Italia malinconica, agitata dalla paura della guerra e dall'inflazione, che costringe a erodere i risparmi e pagare le bollette in ritardo. Questo il ritratto che emerge dal cinquantaseiesimo rapporto Censis sulla situazione sociale di un Paese che, si legge nel testo, "vive in uno stato di latenza". "Il nostro Paese, nonostante lo stratificarsi di crisi e difficoltà, non regredisce grazie allo sforzo individuale, ma non matura", sottolinea l'istituto, osservando che "l'Italia non cresce abbastanza o non cresce affatto" e "la macchina amministrativa pubblica è andata fuori giri e così non sarà in grado di trainare la ripresa". 
Un italiano su quattro a rischio povertà o esclusione
Nel 2021 gli individui soggetti al rischio di povertà o di esclusione sociale sono pari al 25,4% della popolazione, ovvero oltre uno su quattro. Gli individui a rischio di povertà o esclusione sociale sono per il 41,2% residenti nel Mezzogiorno (a fronte del 21% nel Centro, del 17,1% nel Nord-Ovest e del 14,2% nel Nord-Est), per il 33,9% sono appartenenti a famiglie in cui il reddito principale è quello pensionistico (a fronte del 18,4% e del 22,4% appartenenti a famiglie con reddito principale da lavoro dipendente o da lavoro autonomo) e per il 64,3% sono membri di famiglie che percepiscono 'altri redditi', dei quali 56,6% si qualifica anche come individuo a bassa intensità lavorativa. Infine viene nuovamente superata la soglia del 40% nel caso di individui appartenenti a famiglie dove almeno un componente non è italiano (42,2%) o dove vivono tre o più minori (41,6%). Nel 2021 le famiglie che vivono in condizione di povertà assoluta sono più di 1,9 milioni, il 7,5% del totale: un milione in più rispetto al 2019. 
L'inflazione aumenta le disuguaglianze
Gli italiani temono la corsa dell'inflazione: oltre il 64% sta già mettendo mano ai risparmi per far fronte all'impatto dei rincari dei prezzi. 
La quasi totalità degli italiani, il 92,7%, è convinta che l'accelerata dell'inflazione durerà a lungo e che bisogna pensare subito a come difendersi. Il 76,4% pensa che non potrà contare su aumenti significativi delle entrate familiari nel prossimo anno, il 69,3% teme che nei prossimi mesi il proprio tenore di vita si abbasserà (e la percentuale sale al 79,3% tra le persone che già detengono redditi bassi) e ben il 64,4% sta ricorrendo ai risparmi per fronteggiare l'inflazione.
L'indice armonizzato dei prezzi al consumo, ricorda il Censis, è aumentato nel primo semestre del 2022 del 6,7% rispetto al primo semestre del 2021. Nello stesso periodo, le retribuzioni contrattuali del lavoro dipendente a tempo pieno sono aumentate solo dello 0,7%. Ma l'inflazione non solo colpisce i redditi fissi o comunque tendenzialmente stabili nel medio periodo, aumenta anche la forbice della disuguaglianza tra le diverse componenti sociali: le famiglie meno abbienti si confrontano con un incremento medio dei prezzi pari al 9,8%, mentre per le famiglie più agiate l'aumento è del 6,1%, quasi 4 punti percentuali in meno.
Questo divario discende dalla diversa dinamica dei prezzi dei beni (alimentari e per la casa su tutti) che pesano in particolare sul carrello della spesa delle famiglie meno abbienti. Nell'ultimo periodo, tra il 2012 e il 2021, l'andamento dei prezzi riflette le conseguenze di una fase tendenzialmente deflattiva per l'Italia (in media 0,7% annuo), caratterizzata soprattutto da una moderazione salariale che ha di fatto rimosso qualsiasi rischio di innesco della spirale prezzi-salari. Ma, secondo il Censis, gli attuali livelli di inflazione - con punte di rialzo dei prezzi dei beni alimentari intorno all'11%, senza contare gli incrementi del 50% dei beni energetici - potrebbero incidere profondamente sul potere d'acquisto delle famiglie.
Lo spettro della crisi energetica
La crisi energetica è la principale fonte di preoccupazione per le famiglie italiane, emerge ancora dal rapporto: per il 33,4%, e la percentuale arriva al 43% tra le famiglie in una bassa condizione socio-economica, le più colpite dall'aumento dei costi incomprimibili.
Il 6,5% delle famiglie italiane era in ritardo con il pagamento delle bollette (dato in linea con la media europea) nel 2021. Ancora più numerosi sono coloro che affermano di non riuscire a riscaldare adeguatamente la propria abitazione: l'8,1% delle famiglie, un dato superiore di 1,2 punti percentuali al dato europeo.
Il timore di una guerra mondiale
Il 61,1% degli italiani teme che possa scoppiare un conflitto mondiale e il 57,7% che l'Italia possa entrare in guerra, si legge nel rapporto, secondo il quale il 66,5% degli italiani, 10 punti percentuali in più rispetto al 2019 pre-Covid, si sente insicuro. I principali rischi globali percepiti sono: per il 46,2% la guerra, per il 45,0% la crisi economica, per il 37,7% virus letali e nuove minacce biologiche alla salute, per il 26,6% l'instabilità dei mercati internazionali, dalla scarsità delle materie prime al boom dei prezzi dell'energia, per il 24,5% gli eventi atmosferici catastrofici, come temperature torride e precipitazioni intense, per il 9,4% gli attacchi informatici su vasta scala. 
"Finita l'era delle sicurezze, prevale il nichilismo"
"La malinconia definisce il carattere degli italiani, il nichilismo. E' la fine dell'era dell'abbondanza e delle sicurezze", ha detto Massimiliano Valerii, direttore generale del Censis, nel corso della presentazione del rapporto. Una malinconia, ha spiegato, che "corrisponde alla coscienza della fine del dominio dell'Io sugli eventi del mondo, l'Io che è costretto a confrontarsi con i propri limiti quando è costretto a relazionarsi con il mondo". Situazione che deriva da questi ultimi 3 anni "straordinari" che hanno visto eventi eccezionali che vanno dalla pandemia alla siccità fino al caro bollette e alla guerra, "i grandi eventi della storia che si è rimessa in moto e con cui dobbiamo relazionarci".
"Se quella del 2020 non sembra un'Italia sull'orlo di una crisi di nervi - ha concluso - oggi invece si paga un prezzo dell'irruzione della storia nelle nostre piccole storie e quei meccanismi proiettivi hanno perso presa sulla società e forza di orientamento nei comportamenti collettivi".

Terremoto Juve: la squadra rischia la retrocessione

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Bienne, 2 Dicembre 2022 -Dopo l'uscita delle prime intercettazioni i tifosi sono sempre più preoccupati per le ripercussioni che la squadra potrebbe avere in classifica o nelle prossime stagioni. Quali sono gli scenari possibili. Il terremoto ai vertici della Juventus ha preceduto di pochi giorni la notizia della richiesta di rinvio a giudizio per Andrea Agnelli, Pavel Nedved, Fabio Paratici e una decina di dirigenti bianconeri. Ora stanno uscendo anche le prime intercettazioni. Ma cosa rischia il club sul piano sportivo se saranno accertati i reati contestati dai pm torinesi?
Il procedimento penale
Nel procedimento penale si ipotizzano false comunicazioni sociali, ostacolo alla vigilanza, manipolazione del mercato e false fatturazioni, relativamente agli esercizi contabili fra il 2018 e il 2021. Nello specifico si è parlato del ricorso a plusvalenze gonfiate e dell'ipotesi secondo cui la riduzione degli stipendi dei calciatori per l'emergenza Covid concordata con una scrittura privata sottoscritta da Andrea Agnelli e dal capitano Giorgio Chiellini nel maggio 2020 avrebbe avuto termini differenti rispetto a quelli comunicati. 
L'inchiesta sportiva
Sul piano sportivo per il dossier plusvalenze in sede sportiva la Juventus è stata già assolta in appello e quindi potrebbe essere nuovamente processata solo a fronte di nuovi elementi. Questa settimana la procura federale ha acquisito gli atti di indagine dalla procura di Torino e, se emergessero fatti nuovi, è possibile che si arrivi a un nuovo giudizio, con revoca del precedente. La procura Figc dovrà anche decidere se aprire un nuovo fascicolo sugli accordi tra club e giocatori per la riduzione degli stipendi.
Le possibili sanzioni "sul campo"
Qualora i processi dimostrassero che la falsificazione di dati contabili è stata determinante per permettere alla Juve di iscriversi al campionato, anche solo in una delle tre stagioni sotto esame, la Juve rischierebbe la retrocessione. è questa infatti la sanzione prevista dal comma 2 dell'articolo 31 del codice di giustizia sportiva. In passato per plusvalenze ci sono state solo penalizzazioni in termini di punti (Cesena e Chievo Verona).
Per gli stipendi irregolari, invece, si va da una possibile ammenda ai punti di penalizzazione per l'attuale o per la prossima stagione, come prevede il comma 3 dell'articolo 31. "La società che pattuisce con i propri tesserati o corrisponde comunque loro compensi, premi o indennità in violazione delle disposizioni federali vigenti, è punita con l'ammenda da uno a tre volte l'ammontare illecitamente pattuito o corrisposto, cui puo' aggiungersi la penalizzazione di uno o piu' punti in classifica".
Non è invece ipotizzabile la revoca dello scudetto 2019/2020 perchè, a differenza di Calciopoli nel 2006, all'esame della procura federale non ci sono contestazioni di condotte antisportive di una simile gravità. Un'eventuale sanzione potrebbe arrivare non prima della prossima primavera o anche oltre e in quel caso, per il concetto di afflittività, la pena sanzione sarebbe differita al prossimo campionato.

Juve, ora indaga anche la Uefa. 'Sospette violazioni finanziarie'

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Andrea Agnelli
Bienne, 2 Dicembre 2022 -L'Uefa ha aperto un'inchiesta sulla Juventus per "potenziali violazioni dei regolamenti sulle licenze per club e sul fair play finanziario". Intanto, il gip del Tribunale di Torino che lo scorso 12 ottobre ha respinto le richieste di misure interdittive per Agnelli e gli altri indagati nelle motivazioni, pur riconoscendo la 'buona fede' nella g4estione del plus valenze, ha sottolineato che le modalità con cui sono state portate avanti le cosiddette 'manovre stipendi' del 2020 e del 2021 si possono considerare "certamente illecite", al punto che "si condivide la sussistenza di gravi indizi".
La Camera di primo grado del Cfcb (Club financial control body) nella sua indagine "si concentrerà sulle presunte violazioni finanziarie recentemente rese pubbliche a seguito del procedimento condotto dalla Consob e dalla Procura della Repubblica di Torino". L'organo di controllo della confederazione europea "coopererà con le autorità nazionali e si concentrerà sulle presunte violazioni finanziarie recentemente rese pubbliche". La Uefa ricorda anche che il 23 agosto scorso, la stessa Cfcb "ha concluso un accordo transattivo con la Juve" e che "il presente accordo transattivo è stato concluso sulla base delle informazioni finanziarie precedentemente presentate dalla società relative agli esercizi chiusi nel 2018, 2019, 2020, 2021 e 2022".
Uefa: 'Se dati falsi ci riserviamo azioni legali'. Secondo codice club rischia da pesanti multe a esclusione Coppe
La Uefa si riserva "azioni legali" contro la Juve se dall'indagine del suo organo di controllo dovesse emergere che la situazione finanziaria del club era "significativamente diversa da quella valutata al momento della conclusione del settlement agreement" sul financial Fair Play. La Prima sezione della Cfcb "si riserva il diritto di rescindere l'accordo transattivo, intraprendere qualsiasi azione legale ritenuta opportuna e imporre misure disciplinari" sulla base delle regole procedurali. Il codice Uefa prevede sanzioni che vanno da multe alla revoca di titoli, passando per l'esclusione dalle Coppe
Sulla questione delle plusvalenze la Juventus potrebbe essere stata in buona fede. È quanto emerge dalle motivazioni della decisione con la quale Ludovico Morello, il gip del Tribunale di Torino, lo scorso 12 ottobre ha respinto le richieste di misure interdittive per Andrea Agnelli e altri indagati dell'inchiesta sui conti della società bianconera. Alla luce degli atti disponibili in quel momento, il giudice scrve che, se la Juventus si è davvero attenuta alla prassi standard, "risulterebbe difficile ipotizzare un discostamento consapevole, e quindi in definitiva doloso, dai corretti criteri di contabilizzazione delle poste".
Per Morello era comunque opportuno "un accurato approfondimento".  Tuttaivia il gip, nelle motivazioni dello scorso 12 ottobre, sottolinea che le modalità con cui sono state portate avanti dalla Juventus le cosiddette 'manovre stipendi' del 2020 e del 2021 si possono considerare "certamente illecite", al punto che "si condivide con la pubblica accusa la sussistenza di gravi indizi". Il giudice, inquella occasione, ha però respinto le richieste di misura cautelare presentate dalla procura per mancanza di rischio di reiterazione del reato: le 'manovre' - si legge- erano legate all'emergenza covid e quindi a un "periodo storico non più attuale".
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Nessuno si chiede perché siamo stati costretti a partire?

Italiani nel Mondo-Regioni-Associazioni

Il Dipartimento Italiani nel Mondo di FdI convocato per l’11 dicembre

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Il sen. Roberto Menia, responsabile del dipartimento Italiani nel mondo di Fratelli d'Italia (FDI)
Bienne, 8 Dicembre 2022 - Il Dipartimento Italiani nel Mondo di FDI è convocato virtualmente domenica 11 dicembre con all’ordine del giorno: il quadro organizzativo; il rapporto delle realtà all’estero con il governo, il parlamento e le istituzioni; il tesseramento e la ratifica dei circoli; le riforma legge elettorale estero, Cgie e Comites; le richieste per una nuova legge sulla cittadinanza; i servizi consolari; le segnalazioni, idee e proposte per iniziative parlamentari, urgenze ed emergenze delle comunità all’estero.
“L’obiettivo - spiega il sen. Roberto Menia, responsabile del dipartimento, in una nota - è riprendere assieme il nostro cammino nel mondo. Dopo la vittoria elettorale, l’insediamento del governo con Giorgia Meloni prima premier donna della storia d’Italia, è bello, oltre che doveroso, ritrovarci a discutere, programmare, organizzare, lanciare idee e proposte per questa straordinaria stagione di Fratelli d’Italia”. 
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Bienne, 7 Dicembre 2022 -Il Comites di Basilea, in collaborazione con il Consolato d’Italia in Basilea, ha il piacere di invitarvi ad un concerto di beneficenza con raccolta fondi dedicata al progetto “LE NOTE CURANTI”.  Il concerto si terrà sabato 10 dicembre 2022, ore 19.00 presso la Chiesa St. Clara a Claraplatz 6, 4058 Basilea.
L’iniziativa, promossa dalla Commissione VBPO (Volontariato Beneficenza Pari Opportunità) del Comites di Basilea, mira a far conoscere una delle voci più famose nell’ambito della musica italiana. Ambasciatore della canzone napoletana del mondo, Piero Mazzocchetti è un cantante e tenore italiano, da sempre sensibile alle problematiche legate all’infanzia e alle categorie umane più fragili. Il concerto di Piero Mazzocchetti si prefigge l’obiettivo di raccogliere fondi per l’istituzione di un percorso propedeutico di educazione musicale dedicata ai bambini italiani affetti da autismo e disturbi nell’apprendimento e nella vita sociale.
La musica, nota per essere la via comunicativa più naturale e diretta, facilita la codifica delle emozioni, essendo intrinsecamente legata alla sensorialità e alla rielaborazione dello stimolo emotivo e alla sua auspicabile verbalizzazione. La musicoterapia impara a gestire i movimenti e a dare loro una cadenza naturale, migliora l’acquisizione del linguaggio ma anche la socialità perché crea un senso di appartenenza in quanto rafforza la coesione di gruppo e stimola il comportamento prosociale. Non ultimo la musicoterapia lenisce il dolore psicologico avendo una funzione consolatoria, terapeutica e riparatrice sul piano della lacerazione psicoemotiva.
Con il supporto della musica, i bambini possono imparare nuove parole o capire come agire in determinate situazioni, sulla base del messaggio che il brano sta esprimendo. Lo scopo primario di questo progetto è quindi quello di sviluppare nei bambini la capacità comunicativa per la costruzione della loro personalità e permettere loro di alleviare la tensione e lo stress derivanti dalla loro sofferenza.
Durante il concerto di Piero Mazzocchetti si effettuerà una raccolta fondi per avviare un progetto di musicoterapia per bambini italiani di Basilea e dintorni.
Chiunque volesse contribuire alla realizzazione di questo progetto può farlo attraverso una donazione al: 
Iban: CH57 0900 0000 6065 3449 4
Intestato al: Comites Basilea con causale: LE NOTE CURANTI
Dopo il concerto sarà offerto un aperitivo alla Lindenberg Saal, Lindenberg 8, 4058 Basilea. Così avremo l'occasione di scambiarci gli auguri di Buone Feste con panettone e prosecco. Ringraziamo la Società Dante Alighieri di Basilea, Olio Pizzicantò e Retrogusto per il contributo alla realizzazione di questa iniziativa.
Biografia 
Piero Mazzocchetti, 44 anni, cantante tenore di Pescara, nel 1999 vince con “L’ETERNITÀ” il “Disco d’Oro” in Germania vendendo oltre 500.000 copie. Dal 1999 al 2006 produce con la Universal tre dischi che riscuotono successo di pubblico e critica, duettando con artisti come Jose Carreras, Phil Collins Jennifer Rush e Bonnie Tailer. Nel 2007 con la canzone SCHIAVO D’AMORE partecipa al Festival di Sanremo nella categoria Big, classificandosi al terzo posto. Fonda nel 2012 in Abruzzo la Crossover Academy con lo scopo di formare centinaia di ragazzi di tutt’Italia ed è Direttore Artistico della Scuola Civica Musicale di San Giovanni Teatino dal 2021.
Esegue concerti in tutto il mondo e nei teatri più importanti di Cina, Giappone, Germania, Canada, Argentina, Venezuela e vanta all’attivo la partecipazione ad oltre duecento trasmissioni televisive tra RAI, Mediaset e canali stranieri. Ambasciatore della Canzone Napoletana nel mondo, attualmente è testimonial nazionale UNITALSI e collabora da anni con la Banda della Guardia di Finanza diretta dal Maestro, Tenente Colonnello Leonardo Laserra Ingrosso.

Ponte sullo Stretto, Salvini ottiene il primo via libera Ue

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Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini e la Commissaria Ue ai Trasporti Adina Valean
Bienne, 5 Dicembre 2022 -"Non abbiamo discusso solo dell'inclusione" del Ponte sullo Stretto di Messina nelle Ten-T, "che c'era già, so che è molto importante per il governo italiano, abbiamo discusso dei prossimi passi e ci siamo messi a disposizione. Aspettiamo un progetto solido per finanziare la prima fase di fattibilità e poi il progetto partirà". Lo ha detto la commissaria Ue per i Trasporti, Adina Valean, rispondendo a una domanda sull'incontro con il vicepremier Matteo Salvini. "A parte avere una intenzione, bisogna avere una fase di preparazione e poi essere pronti per la costruzione effettiva", ha evidenziato.
"Sottolineo ai colleghi che l'attuale governo dopo 54 anni di mancati sforzi ha tutta l'intenzione di avere un collegamento stabile fra Sicilia e Calabria, fra Italia e Europa, per il completamento di quel corridoio scandinavo-mediterraneo che" con "il Ponte che collega Messina e Reggio, Sicilia e Calabria, avrebbe l'anello mancante di cui parlava la commissaria Valean", ha detto il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, intervenendo alla riunione con gli omologhi europei. "Noi - ha aggiunto - stiamo investendo sulla progettazione e avendo tempi e finanziamenti certi".
"Non abbiamo discusso solo dell'inclusione" del Ponte sullo Stretto di Messina nelle Ten-T, "che c'era già, so che è molto importante per il governo italiano, abbiamo discusso dei prossimi passi e ci siamo messi a disposizione. Aspettiamo un progetto solido per finanziare la prima fase di fattibilità e poi il progetto partirà, ha affermato la commissaria Ue per i Trasporti, Adina Valean, rispondendo a una domanda sull'incontro con Salvini. "A parte avere una intenzione, bisogna avere una fase di preparazione e poi essere pronti per la costruzione effettiva", ha evidenziato.

A tavola col Padrino, la galleria dei prodotti 'Mafia Style'

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Coldiretti e Filiera Italiana mettono in mostra a Palermo i prodotti che richiamano personaggi e storie legati al mondo della malavita organizzata. Dal whiskey "Cosa Nostra" in bottiglia a forma di mitra al caffè Mafiozzo
Bienne, 3 Dicembre 2022 -Dal whiskey "Cosa nostra" con tanto di bottiglia a forma di mitra al vino Talha Mafia fino al caffè Mafiozzo ma anche il condimento sale e pepe Two Pig Mafia è allarme "mafia style" per l'agroalimentare italiano con milioni di euro di giro d'affari generati dall'uso di nomi legati alla criminalità. A denunciarlo sono Coldiretti e Filiera Italia che con imprese, cittadini e istituzioni scendono in piazza a Palermo, sede del Villaggio realizzato dall'associazione dei coltivatori, dove è stata esposta per la prima volta un'inquietante "collezione" dei più scandalosi prodotti agroalimentari venduti nel mondo con nomi che richiamano gli episodi, i personaggi e le forme di malavita organizzata più odiose, sfruttati per fare un business senza scrupoli sul dolore delle vittime e a danno dell'immagine del Paese.
Dalla Scozia arriva il whiskey "Cosa Nostra" in una bottiglia a forma di mitra con caricatore a tamburo degli anni di Al Capone e Lucky Luciano, spiega Coldiretti, mentre in Portogallo si beve vino Talha Mafia "Pistol" con macchia di sangue stilizzata sulla confezione da 3 litri. In Germania si produce il Mafia Coffee Rub Don Marco's, un condimento per la carne arrosto, come il PorkMafia Texas Gold che non viene però dagli Usa bensì dalla Finlandia. In Bulgaria si beve il caffè "Mafiozzo" - denuncia Coldiretti - stile italiano, invece gli snack "Chilli Mafia" si possono comprare in Gran Bretagna, mentre in Germania si trovano le spezie "Palermo Mafia shooting", a Bruxelles c'è la salsa "SauceMaffia" per condire le patatine e la "SauceMaffioso", mentre in America, nel Missouri, si vende la salsa "Wicked Cosa Nostra".
In terra tedesca - continua Coldiretti - si beve anche il "Fernet Mafiosi", con tanto di disegno di un padrino, mentre sul collarino della bottiglia è addirittura raffigurata una pistola, sotto la scritta "Stop!".
Ma c'è anche il vino Syrah "Il Padrino" prodotto nella Santa Maria Valley California da Paul Late "For those who dare to feel" (per quelli che osano sentirsi). Su internet - continua la Coldiretti - è poi possibile acquistare il libro di ricette "The mafia cookbook" o comprare caramelle sul portale www.candymafia.com. Una galleria degli orrori che colpisce il vero Made in Italy realizzato grazie all'impegno di centinaia di migliaia di imprenditori onesti che tutti i giorni lavorano per offrire prodotti di altissima qualità come al Villaggio della Coldiretti di Palermo dove nel weekend è possibile toccare con mano i primati dell'agroalimentare nazionale tra le aziende agricole, le imprese di eccellenza di filiera Italia e i cuochi contadini.
Al gravissimo danno di immagine del Mafia Marketing si aggiunge la beffa dello sfruttamento economico del Made in Italy in una situazione in cui la contraffazione e la falsificazione dei prodotti alimentari italiani solo nell'agroalimentare ha ormai superato i 120 miliardi di euro, quasi il doppio delle esportazioni, e che costa all'Italia trecentomila posti di lavoro, secondo una analisi della Coldiretti. Si tratta di danni economici e di immagine soprattutto nei mercati emergenti dove - rileva la Coldiretti - spesso il falso è più diffuso del vero e condiziona quindi negativamente le aspettative dei consumatori. "Lo sfruttamento di nomi che richiamano la mafia è un business che provoca un pesante danno di immagine al Made in Italy sfruttando - conclude Ettore Prandini, presidente della Coldiretti - gli stereotipi legati alle organizzazioni mafiose, banalizzando fin quasi a normalizzarlo, un fenomeno che ha portato dolore e lutti lungo tutto il Paese".

Aspettando “Sconfinamenti”
A Basilea l'anteprima del Festival dell’editoria italiana in Svizzera

Bienne,  Dicembre 2022 - Ideato e promosso dal Comites di Basilea e dal GIR (Giovani Italiani in Rete), insieme a Itaca, con il patrocinio della Federazione delle Colonie libere italiane in Svizzera (Fclis), il supporto comunicativo di Radio Onefive e logistico del Quartiertreffpunkt Erlenmatt, la prossima primavera a Basilea approderà “Sconfinamenti”, uno spazio libero per il dibattito e la fruizione dei saperi.
“Sconfinamenti”, spiegano i promotori, “si basa sulla condivisione di parole, immagini, pensieri e concetti tra la nostra comunità italiana e tutte le comunità con cui entriamo ogni giorno in contatto nelle nostre esistenze in migrazione.
“Sconfinamenti” vuole riportare la parola scritta, in italiano, i libri, a circolare nel nostro piccolo angolo di Basilea per ricostruirvi intorno un terreno sconfinato di idee e immagini condivise, da cui ripartire per disegnare nuovi mondi possibili”. In vista di questo appuntamento, da sabato prossimo, 3 dicembre, su aprirà in città una sorta di anteprima che proseguirà il 4, l’8 e l’11 dicembre.
Tanti gli eventi saranno ospitati dal Quartiertreffpunkt Erlenmatt di Basilea (Erlkönigweg 30).
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Un arbitro corre fino a 10 chilometri durante una partita

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Bienne, 8 Dicembre 2022 - Non è affatto facile diventare ed essere arbitro di calcio di prima serie. Ancor meno raggiungere il traguardo del Mondiale, tipo Qatar. Per arrivarci bisogna essersi allenati, quantomeno da tutta una vita. Ci vogliono caratteristiche non indifferenti: di resistenza, agilità e forza mentale di ferro per gestire le molteplici pressioni, sul terreno di gioco e dello stadio, il pubblico che sugli spalti tifa e rumoreggia. Devono avere la stessa preparazione atletica dei giocatori. Non è proprio quel che si dice una passeggiata... Come si prepara un arbitro americano da Mondiale, per esempio?
Lo spiega il Washington Post, che in un servizio racconta che “gli arbitri in genere coprono una distanza da sei a otto miglia durante una partita di 90 minuti”, costretti “a tenere il passo con alcuni degli atleti più veloci del mondo”. Tant’è che quelli della Coppa del Mondo “devono superare i test di fitness approvati direttamente dalla Fifa che valuta la velocità dello sprint e la capacità aerobica” perché "la forma fisica è tutto, è il tuo passaporto", ha affermato Rick Eddy, direttore del settore Sviluppo arbitri del calcio Usa.  "Se non hai una buona forma fisica, non avanzerai e non supererai i test, che sono diventati sempre più difficili negli ultimi anni". Quest’anno il Comitato arbitrale della Fifa ha scelto 36 arbitri, 69 assistenti e 24 ufficiali di gara per la Coppa del Mondo in Qatar, in ogni partita ce ne sono cinque: l’arbitro di gioco principale, due assistenti nelle metà opposte del campo e il quarto e il quinto arbitro tra nelle retrovie che svolgono mansioni tecnico-amministrative per coadiuvare il primo.
Poi ci sono gli assistenti per le riprese Var, che monitorano e valutano i replay fuori dal campo in caso di contestazioni o dubbi arbitrali. Insomma, per diventare un arbitro Fifa, un candidato deve lavorare nella massima serie del proprio paese per almeno due anni e per approdare alla Coppa del Mondo gli arbitri statunitensi devono prima esser segnalati alla Fifa attraverso una selezione della Professional Referee Organization (Pro), che in Nord America gestisce gli arbitri di calcio professionisti. Dal punto di vista atletico i test sono questi: sei scatti da 40 metri con non più di 60 secondi di recupero tra ogni ripetizione.  
Ogni sprint deve esser terminato entro sei secondi per gli uomini e 6,4 secondi per le donne; un estenuante test a intervalli, ripetuto 40 volte senza interruzioni, che consiste in una corsa di 75 metri (15 secondi gli uomini, 17 le donne) seguita da una camminata veloce di 25 metri (meno di18 secondi gli uomini, 20 le donne) — che equivale a 4.000 metri, o 10 giri di una pista di 400 metri; infine, un test di cambio di direzione noto come 7-7-7, uno sprint di sette metri, quindi una svolta di 90 gradi a sinistra e uno scatto di altri sette metri, quindi una svolta di 90 gradi a destra e sprint altri sette metri. “L'esercitazione deve essere eseguita due volte e gli arbitri devono eseguirla ogni volta in 4,9 secondi o più velocemente”. La formazione dura tutto l’anno.

Il miglior film di tutti i tempi?
Per la prima volta è diretto da una donna. Ecco qual è

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La regista belga Chantal Akerman
Bienne, 7 Dicembre 2022 - La classifica di "Sight & Sound", dopo 40 anni di dominio di “Quarto Potere” e gli ultimi 10 di “La donna che visse due volte”, ha un nuovo vincitore. Il miglior film di tutti i tempi? È diretto da una donna. Per la prima volta, la classifica pubblicata ogni dieci anni dal “British Film Institute” insieme alla rivista cinematografica “Sight & Sound“, che interpella critici cinematografici e registi di tutto il mondo, elegge come miglior pellicola di tutti i tempi un film diretto da una donna. E’ la prima volta – da quando la classifica è stata stilata per la prima volta, nel 1952 – che il film di una regista donna viene messo al primo posto. E non può non essere considerato un segno dei tempi che cambiano.
Si tratta di “Jeanne Dielman, 23 Quai du Commerce, 1080 Bruxelles“, della regista belga Chantal Akerman, scomparsa nel 2015. Non è un film famoso come “Via col vento”, non è citato dai cinéphiles come “La corazzata Potemkin”, non è un cultmovie popolare come “A qualcuno piace caldo”. È un film sperimentale, considerato da molti un capolavoro. La minuziosa descrizione della disperata ripetitività della vita di una donna, dedita occasionalmente alla prostituzione per mantenere se stessa e il figlio adolescente. È comunque una figura importantissima del cinema d’autore Chantal Akerman, figlia di ebrei polacchi, la cui famiglia fu in gran parte cancellata nei forni crematori di Auschwitz. Nel 1976, il quotidiano francese “Le Monde” e il quotidiano statunitense “The New York Times” classificarono “Jeanne Dielman” come “il più grande capolavoro femminile della storia del cinema“. E il suo lavoro è stato un punto di riferimento per altri grandi registi della scena autoriale, da Gus Van Sant a Michael Haneke.
Chantal Anne Akerman è stata una regista, sceneggiatrice e artista belga, nota soprattutto per il film "Jeanne Dielman"
Nei suoi film, la Akerman parla di donne, di relazioni madre/figlia, di sessualità e omosessualità, di identità femminile. “Jeanne Dielman” non è un film ‘comodo’, non è un film accattivante, non fa compromessi con il pubblico. Dura quasi tre ore e mezza, e racconta la storia di una vedova, interpretata da Delphine Seyrig, la bellissima protagonista de “L’anno scorso a Marienbad” di Alain Resnais e di “Baci rubati” di François Truffaut. Il film della Akerman, ambientato nell’arco di tre giorni, descrive in maniera minuziosa la sua vita, con implacabili inquadrature fisse.
Sugli altri gradini del podio, al secondo posto troviamo “La donna che visse due volte” di Alfred Hitchcock, del 1958, uno dei capolavori del maestro della suspense, con Kim Novak seducente, misteriosa, tragica. E al terzo posto il film che a lungo ha dominato tutte le classifiche di questo genere: il monumentale “Quarto potere” di Orson Welles, il film del 1941 che rivoluzionò la storia del cinema, per lo stile delle riprese, per la costruzione del racconto, che è un labirinto di testimonianze contraddittorie sulla stessa persona, il ‘cittadino Kane’ interpretato dallo stesso Welles.
Dal 1962 al 2002 – dopo che nella prima classifica, stilata nel 1952, il vincitore fu “Ladri di biciclette” – il film di Vittorio De Sica, manifesto del Neorealismo – il “più grande film di tutti i tempi” era sempre stato “Quarto potere”. Film rispettato, studiato, non sempre amato. Jorge Luis Borges, il grande poeta argentino, che lo recensì – prima di perdere del tutto l’uso della vista – al momento della sua uscita, nel 1941, ne scrisse: “Non è intelligente, è geniale: nel senso più cupo e tedesco di questa brutta parola. Oso sospettare che ‘Quarto potere’ perdurerà come perdurano certi film di Griffith o di Pudovkin, il cui valore storico nessuno nega, ma che nessuno si rassegna a rivedere”. Nel 2012, il regno di “Quarto potere” fu interrotto dal primo posto de “La donna che visse due volte”.
Insomma, sembrava una questione fra questi due film, forever and ever. E invece, ecco apparire, per la sorpresa di molti, il film di Chantal Akerman. Al quarto posto c’è il poetico, rarefatto, delicato, lirico “Viaggio a Tokyo” di Yasujiro Ozu, del 1953, e al quinto posto c’è il primo film recente: “In the Mood for Love” di Wong Kar-wai, manifesto del neoromanticismo made in Hong Kong. La classifica di “Sight and Sound” è considerata una delle più prestigiose del mondo. Il suo prestigio viene dal numero dei critici interpellati – più di 1.600, quest’anno –, dal calibro dei suoi giurati registi – fra i quali compaiono Martin Scorsese, Sofia Coppola e il regista di “Parasite” Bong Joon-ho. Per la cronaca, il film preferito dai registi è stato il classico di fantascienza di Stanley Kubrick, “2001: odissea nello spazio“.
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Il Mondo nelle nostre mani

Meno super-ricchi nel mondo, ma non nella Confederazione

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Nel 2022 sono stati contati 2’668 miliardari sul pianeta, con un patrimonio totale di 12’706 miliardi di dollari. In testa gli Stati Uniti
Bienne, 8 Dicembre 2022 -Anche i ricchi piangono, specialmente quando la borsa va male: il numero di miliardari e la loro ricchezza totale sono leggermente diminuiti quest’anno a livello planetario, in parte a causa dell’elevata volatilità dei mercati finanziari e della fine delle politiche monetarie ultra-accomodanti. Lo rivela uno studio di Ubs, che mette comunque in luce come la Svizzera si muova in controtendenza.
Nel 2022 la grande banca elvetica ha contato 2’668 miliardari sul pianeta, con un patrimonio totale di 12’706 miliardi di dollari (la cifra in franchi non è molto dissimile), a fronte dei 2’755 super-ricchi dell’anno precedente, che regnavano su 13’100 miliardi. Nella classifica sono entrati 273 Paperoni, mentre 360 ne sono usciti. La graduatoria è stata stilata su dati risalenti a marzo: stando a Ubs è probabile che nel frattempo la cerchia dei miliardari si sia ulteriormente ristretta, sulla scia delle ulteriori turbolenze che hanno interessato le borse.
Flessione dei ‘danarosi’ in Russia
"La rapida accelerazione dei tassi d’interesse nonché le sospensioni di attività dovuti alla pandemia e alla guerra in Europa hanno alimentato l’incertezza sui mercati e la volatilità, con patrimoni creati ed erosi quasi allo stesso ritmo", affermano gli autori dello studio. Tra i settori con il maggior numero di miliardari figura quello finanziario, seguito dal comparto tecnologico, dall’industria e dal commercio al dettaglio.
A livello regionale, gli Stati Uniti continuano ad avere il maggior numero di miliardari: 735, in progressione del 2% rispetto al 2021. Seguono la Cina (540 miliardari, ma -14%) e l’India (166, +19%), che segna il maggior incremento (+19%). La flessione più marcata è stata per contro osservata in Russia (-29% a 83 persone ultra-facoltose), Paese che ha visto anche la ricchezza contrarsi sensibilmente (-44% a 327 miliardi) sulla scia di embarghi e restrizioni internazionali seguiti all’intervento militare in Ucraina.
Gli esperti di Ubs fanno notare che i patrimoni sono diminuiti anche nei Paesi che hanno tardato a riprendersi dalla pandemia di coronavirus: è il caso del Giappone, dove il numero di miliardari è sceso del 18% a 40 persone. Nessun problema per contro per gli ultra-ricchi in Svizzera, che sono 41 e in aumento del +3%.

È morto da uomo libero il "cannibale di Kobe"

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Nel 1981 Issei Sagawa aveva ucciso e divorato una studentessa ma, estradato in Giappone, non fu incarcerato. E non si sarebbe mai pentito
Bienne, 2 Dicembre 2022 -Nel 1981 invitò un'amica a casa, la uccise, ne stuprò il cadavere e poi la mangiò. Issei Sagawa, il "cannibale di Kobe", è morto all'età di 73 anni, e nel corso della sua vita non ha trascorso che qualche giorno in carcere. Sagawa, deceduto a causa di una polmonite, passò alla storia dell'orrore per i fatti accaduti a Parigi 41 anni fa, quando decise di mettere fine alla vita della studentessa olandese Renee Hartevelt con un colpo di fucile alle spalle. Fu arrestato mentre cercava di disseminarne i resti, dopo averne fatto pasto per tre giorni, nel parco Bois de Boulogne.
L'estradizione e la beffa
In Francia fu definito pazzo, e ne fu disposto il trasferimento in un istituto psichiatrico, ma il padre riuscì in seguito a farlo estradare in Giappone, dove fu dichiarato sano di mente. Le accuse messe in piedi in Francia erano cadute, e Sagawa ha potuto trascorrere la sua vita da uomo libero, impunito e mai pentito di ciò che fece. Anzi, trasse profitto finanziario da quel delitto scrivendo e vendendo libri in cui narra, tra l'altro, i passaggi atroci della fine della studentessa. Di recente aveva detto in un'intervista a Vice di essere "ossessionato dal cannibalismo". "Il mio desiderio di mangiare una donna - aggiunse - è diventato imperativo"
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​​​​​​​Libri da leggere almeno una volta nella vita

Bruno Vespa
La grande tempesta

Editore Mondadori

Bienne,  Dicembre 2022 - «Io sono solo, Rachele, e vedo che tutto è finito.» Così Mussolini nell’ultima telefonata alla moglie, a poche ore dall’arresto e dalla morte. «L’Ucraina non esiste» disse Putin. «E, se esiste, è una colonia russa.» «Mario, che fai? Mi lasci sola?» Giorgia Meloni si aggrappò con una battuta a Mario Draghi che il 23 ottobre si congedava da palazzo Chigi, dopo le consegne alla nuova padrona di casa. Sapeva quanto enorme fosse il compito affidatole dagli elettori in uno dei momenti più difficili del dopoguerra.
Guerra civile, rilancio tragico di un conflitto che ci sembrava impossibile nel cuore dell’Europa del XXI secolo. E una donna di 45 anni, alla quale nessuno ha regalato niente, chiamata all’appuntamento con la Storia: prima presidente del Consiglio della nostra Repubblica, prima capo di governo di destra. Una «grande tempesta» che attraversa un secolo di storia italiana e internazionale. Bruno Vespa rende contemporanei i tre avvenimenti raccontandoli, come d’abitudine, in presa diretta.
L’ultimo atto della storia del fascismo, che si apre con l’arresto di Mussolini a villa Savoia e si chiude con la macabra esposizione del suo cadavere a piazzale Loreto, è denso di retroscena insospettabili per il lettore comune. Re Vittorio Emanuele III e il maresciallo Badoglio non sanno dove sistemare l’ex Duce, e l’ex Duce s’illude di ritirarsi da pensionato alla Rocca delle Caminate.
Sa, fin dal momento della liberazione sul Gran Sasso, di essere prigioniero di Hitler e quindi si adatta a guidare la repubblichetta di Salò sperando che le truppe d’occupazione nazista riservino all’Italia un trattamento migliore che alla Polonia. Ma Salò significa guerra civile, narrata in queste pagine anche negli aspetti meno frequentati dagli storici, fino al suo tragico epilogo.
Solo un altro dittatore crudele e cinico come Vladimir Putin poteva riportare la guerra in Europa a ottant’anni dalla fine del secondo conflitto mondiale. Vespa ne ha parlato con Volodymyr Zelensky e con sua moglie Olena, ha avuto vivaci discussioni con l’ambasciatore russo a Roma Sergej Razov e con Vladimir Solov’ëv, il principale anchorman della televisione russa, ma entrando nelle chiese di Leopoli si è convinto che il popolo ucraino non si arrenderà mai, nonostante le minacce nucleari di Putin.
Il conflitto in Ucraina ha avuto pesanti conseguenze sulla politica e sull’economia italiana, trovatesi nella «grande tempesta» di elezioni anticipate che hanno sconvolto il panorama politico nazionale. Vespa racconta i dietro le quinte della conferma di Sergio Mattarella al Quirinale e dell’improvvisa crisi di governo del luglio 2022. Si è confrontato con tutti i leader dei partiti di maggioranza e opposizione, svelando i retroscena della formazione del nuovo esecutivo, e ha avuto lunghe conversazioni con Giorgia Meloni, che si è detta decisa a cambiare profondamente la Nazione. «Altrimenti vado a casa» ha confidato all’autore.
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Primopiano

  A ROMA IL VILLAGGIO DI NATALE PIÙ GRANDE D'EUROPA

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Bienne, 2 Dicembre 2022 - Come il londinese Winter Wonderland è istallato ad Hyde Park, il Christmas World Villa Borghese, nel cuore di Roma a due passi da Via Veneto, dal 3 dicembre all'8 gennaio. Con i suoi oltre 30.000 metri quadri - più del doppio della scorsa edizione - tra installazioni scenografiche, market, giochi, spettacoli e photo opportunity ambientate in diversi Paesi del mondo, il Christmas World diventa il villaggio natalizio più grande d'Europa.
Un grande palco da 1.500 metri quadri ospiterà le incredibili esibizioni di oltre 700 artisti. Tra le tante novità di quest'anno, entra lo scenario dell'affascinante città di Tokyo. E ancora la Holiday Street, un'intera via caratterizzata dal susseguirsi di box scenografate all'interno delle quali sono presenti ambientazioni dallo stile Pop, legate al tema delle vacanze natalizie, dove concedersi uno scatto per i social media. L'area Safari è uno zoo luminoso abitato da animali realizzati con la sapiente tecnica delle lanterne di Zigong, in cui tutti i bambini, grazie a costumi e oggetti di scena da indossare, sperimenteranno un'avventura da perfetto esploratore.
Le porte del Christmas World si aprono su Parigi, abitata da ballerine di can-can e principesse con il sottofondo di una melodia di un quartetto d'archi. In un attimo ci si perde a Berlino davanti alla porta di Brandeburgo, con fantastiche esibizioni di danza, per poi ritrovarsi a Londra, un vero palcoscenico di band, ballerini, cori gospel, musical e maghi. Si atterrerà quindi a New York che invita grandi, piccoli, curiosi ed appassionati a volteggiare sulla pista di pattinaggio. Per riportare alla luce i ricordi e gli affetti natalizi legati a Roma, che si illumina delle attrazioni tipiche di piazza Navona.
Il Polo Nord è l'immancabile meta con l'iconico villaggio di Babbo Natale, che lo attraverserà in compagnia dei suoi Elfi a bordo di un trenino per salutare tutti i bimbi presenti. Christmas World, creato da Lux Eventi, gode del patrocinio dell'Assessorato ai Grandi Eventi di Roma Capitale.
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Un pensiero speciale...

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  • A chi è solo, a chi soffre, ai malati, agli emarginati, ai dimenticati, ai discriminati, a tutte quelle persone che non vediamo.
  • A chi ha lottato per tutta la vita contro la sorte ed oggi lotta contro l’indifferenza. 
  • A chi ha perso il treno giusto e la vita non gli ha concesso una seconda possibilità.
  • A chi non ha nessun posto dove andare, nessuno da abbracciare e nessuno con cui parlare. 
  • A chi chiude la porta al mondo e in silenzio piange la sua solitudine, sperando solo che tutto passi in fretta. Perché vedere gli altri felici fa male, quando sai che anche tu meriteresti un briciolo di felicità.
  • Chi si ricorderà di queste persone, con un gesto, una parola, un abbraccio o un invito a sorpresa accenderà la luce nei loro occhi.
  • Chi crede alla famiglia ha il dovere di pensare anche a chi non ha famiglia
  • ​​​​​​​Che possano trovare un po' di calore umano tra le braccia di chi l'incontra lungo la strada chiamata vita!

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